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I due giorni che cambiarono l’Italia.

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La Sardegna non ha mai contato molto nei piani del signor B. Certo, ci va in vacanza. C’ha costruito la sua reggia con vulcani, anfiteatri e foreste artificiali. C’ha portato alcuni potenti in vacanza (Bossi in canottiera, Putin in canottiera, GWB in tenuta texana). Si è esibito col cantantucolo napoletano e ha elettrizzato il jetset briatoregno con la sua bandana bianca. Ma da qui a dire che l’isola ha mai avuto una valenza politica per lui, beh, ce ne vuole.

La Sardegna non ha contato molto neppure nei piani del signor Veltroni. Certo, un milione e mezzo di elettori non sono da buttar via. Soprattutto quando il partito ti si sfalda irrimediabilmente tra le mani e tu non sai più che cazzo di pesci pigliare.

Eppure le elezioni di ieri (e oggi) hanno un valore speciale. I risultati potrebbero difatti influenzare il futuro dei due conglomerati politici. Primo. Una batosta per il signor B da parte dell’anti-B Soru potrebbe rappresentare la fine dei continui successi elettorali del Cav e l’inizio di una pericolosa inversione di tendenza. Una batosta forse inaspettata. Tanto che il delirio di onnipotenza ormai incontenibile lo aveva portato a candidare il figlio del proprio commercialista. Come dire: chiunque sia il candidato, io stravinco tutto. Secondo. Una vittoria per il Piddì potrebbe dare ossigeno al malato cronico e al suo moribondo leader, ormai visibilmente in stato di putrefazione avanzata.

In entrambi i casi, il principale protagonista è uno e uno solo: Renato Soru. L’anti SilvioB. Ecco perchè i risultati di oggi sono così importanti. Perchè potrebbero mostrare le cose, finalmente, da una prospettiva diversa. A prescindere da anfiteatri, bandane, leader moribondi e figli di commercialisti.

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