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January 2009 Archives

British jobs for British workers.

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Gli stranieri che rubano il posto ai lavoratori locali. Stavolta però la cosa non è accaduta negli agglomerati del profondo Nord. Eh, no. Stavolta gli stranieri sono gli Italiani. E i lavoratori locali sono operai scozzesi e del Galles. La protesta si estesa. E' al terzo giorno. E ha ormai toccato ben tredici raffinerie. Qui, la storia. E qui i video.

Mind the cacc.

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Oggi girovagavo in metrò a Loreto quando l'inaspettata luminosità della nuova stazione mi ha investito, costringendomi ad indossare gli occhiali da sole. Tutto colpa della nuova incredibile pavimentazione in granito bianco. Essì, perchè c'è un progetto fighissimo di ATM di rinnovo stazioni. Loreto, Cadorna, Cenusco esse-enne. La campagna promozionale è qui, sul sito ATM.

EMozionante (emozionante una stazione di metrò?). Moderna. LuMinosa. Io aggiungerei: Merda! Perchè la nuova pavimentazione ricorda quella di Malpensa che poi ricorda a sua volta le piastrelline cesso-like del vostro bagnetto di casa. Qui, però, si è fatto peggio. Le piastrelline che hanno sostituito il caro vecchio pavimento nero gommoso sono cesso-like bianco-opache. In granito. Avete capito bene. Piastrelline bianche. Opache. Mica il bianco lucido, no. Quello opaco, che assorbe tutte le schifezze. Hanno finito i lavori poche settimane fa. E sono già sporche. Nere. Fangose. Schifezzose.

Ora, proviamo a metterci nei panni dell'ideatore del progetto, l'architetto Gambarella (il partenopeo Cherubino Gambarella, dice il sito). Che si sarà chiesto. Rifò il pavimento. Del metrò. Passa gente. Tanta tanta tanta gente. Milano non è ai tropici. Non è come a Napoli. A Milano piove e nevica. Il pavimento deve nascondere lo sporco. Che usiamo? Le piastrelline. Scure? No. Grigie? Per carità. Nuovi materiali leggeri e tecnologici? Suvvia. Mettiamo il caro vecchio granito. Piastrelline bianche opache. In granito.

D'altra parte è il ragionamento che sarebbe venuto in mente a chiunque. Zona ad alta densità di visitatori. Che ci metto? Le piastrelline bianche. In granito. Materiale perfetto, per una stazione di metrò. E' logico. E che te lo dico a fare.

Si parte! Mind the cacc.

La Zanzara e il Ponte.

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Se siete fan o semplicemente ascoltatori casuali (causa viaggio di ritorno a casa, in tangenziale, come il sottoscritto quando è a Milano) della Zanzara di Giuseppe Cruciani su Radio 24, ecco allora non dovreste farvi sfuggire la sua ultima (prima?) opera. Appena sfornata. Qui. Via Rizzoli. 

BCV #8 Gennaio/Febbraio.

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Dicesi BCV il Bollettino Casini per i Viaggiatori (il bicivì, per gli amici). Quel tool che migliora la vostra produttività, fornendo informazioni in tempo quasi reale su: scioperi, ritardi, battaglie aeree, tempeste di neve, navi in fiamme al largo dei bastioni di Orione, raggi beta alle porte di Tanhauser, eccetera. Questo è il bicivì di Gennaio e Febbraio.

La cosa che salta subito all'occhio di questo BCV è la difesa dell'Italianità degli scioperi. Intendo dire: Alitalia è Alitalia. Se sciopera Alitalia scioperano degli Italiani, contro un governo Italiano, per qualche problema Italiano. Anche AirOne, però, è Alitalia, adesso. Così, se sciopera AirOne, è come se scioperasse Alitalia, ossia scioperano sempre degli Italiani, contro un governo Italiano, per qualche problema Italiano. Insomma, siamo riusciti a difendere l'Italianità degli scioperi, contro ogni fottuta interferenza straniera.

Aerei.
  • 30 Gennaio (o 10 Febbraio, chissà). Sciopero di 24 ore personale Meridiana;
  • 10 Febbraio: sciopero personale AirOne, ovverosia Alitalia, dalle 10 alle 14;
  • 21 Febbraio: sciopero ENAV, quattro ore, 12-16
  • 4 Marzo: sciopero personale Alitalia, quindi pure AirOne, 24 ore;
Treni e Navi.
  • 4 Febbraio: sciopero Tirrenia, 48 ore (!)
Al prossimo bicivì, nella speranza che sia ricco e spumeggiante come il presente.

Miracolo (tedesco) a Milano.

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Ricevo, in qualità di frequent traveler Lufthansa:

Gentile Cliente, aggiungiamo colore al blu di Lufthansa. A partire dal 2 febbraio 2009, a bordo dei primi due voli diretti Lufthansa Italia da Milano per Barcellona e Parigi, potrà volare con la qualità e affidabilità tedesca e avere il piacere di un servizio dal gusto tutto italiano. Per rendere il suo viaggio ancora più confortevole, abbiamo migliorato i servizi a terra presso l'aeroporto di Milano Malpensa e durante il volo le offriamo alcune prelibatezze italiane. Inoltre per lei un'offerta davvero speciale: volare in due al prezzo di uno, a partire da 99 €.
Ora, domanda. Che senso ha volare Alitalia (a parte la storia dell'Italianità, naturalmente)?

Piesse
. E adesso vediamo chi per primo scopre le prelibatezze.

Non c'è crisi #4.

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Oggi si inizia bene. Solo licenziamenti da parte di aziende minori (SAP, Starbucks, Boeing, etc.). Un altro sospiro di sollievo. Forse allora il signor B aveva ragione. L'economia regge. Meno due percento è una sciocchezza. E via.

  • SAP annuncia 3,000 licenziamenti (il 6% della forza lavoro)
  • Boeing ne taglia 10,000 (6% della forza lavoro)
  • Starbucks 6,700 a casa (4% della forza lavoro)
  • ST Microelectronics 4500 tagli (9% della forza lavoro)
Qui la tabella completa. Via WSJ.

Vedi anche:
- Non c'è crisi #3, link
- Non c'è crisi #2, link
- State buoni, se potete, link

Vacanze Lunari.

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Email. Ricevo, da una collega cinese.

Greetings. Thank you for your mail.
I am out of office due to Lunar New Year holidays. Apologies for any inconvenience caused.

Colors.

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Mara Salvatrucha aveva colpito il povero Ricardo, questa estate. Poi i Latin Kings Chicago sono rimasti vittima di un'aggresione. Da parte di una gang non identificata. Ieri un membro dei Latin Kings New York è stato accoltellato, e sembra si tratti dei Latin Kings Chicago. Attriti tra gang avvengono con frequenza al Playa del Sol o al Clase aparte.

Non stiamo parlando di Brooklyn o Los Angeles. Ricardo non è portoricano. This is Milano, baby. Piazza Udine. Via Crescenzago. San Giuliano Milanese. Qui, su Milano 2.0 blog.

Non c'è crisi #3.

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Oggi è andata benone. Solo 6,700 persone saranno licenziate. Uff. Un sospiro di sollievo. Forse allora il signor B aveva ragione. A dire che non c'è crisi, che il calo dei consumi ce lo siamo inventati, che meno due percento è una sciocchezza, e così via.

  • Corning annuncia il licenziamento di 3,400 persone (il 13% della forza lavoro)
  • Clariant ne taglia 1,000 (5% della forza lavoro)
  • Cooper Industries 2,200 a casa (7% della forza lavoro)
Qui la tabella completa. Via WSJ.

Vedi anche:
- Non c'è crisi #2, link
- State buoni, se potete, link

Valencia e l'Expo.

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Siam partiti per Valencia con mille aspettative. La nuova Barcellona, l'Expo, l'Americas Cup, e l'architettura e l'Oceanografico e il porto e le spiagge e questo e quello.

Siamo scappati dopo sei ore.

Valencia è una città fantasma. Intendo dire, a parte le poche vie centrali, dove la gente va e passeggia come in tutte le altre metropoli del pianeta, dove ci sono strade e piazze e bar e negozi e chiese e fontane, il resto è di una desolazione disarmante. Sul lungomare non c'è anima viva. Sulla spiaggia, noi e due cani. Vabbè che è venerdì pomeriggio e non domenica. Però.

Le costruzioni per l'Expo sono immensi mostri grigi metallici in una zona depressa periferica subindustriale. Esattamente ciò che accadrà a Milano. E' difficile pensare che ventotto milioni di visitatori (tanti sono previsti dalla signora M) giungeranno a Milano per assistere ad un Expo sorto tra le aree di Pero e Mazzo di Rho, qualunque cosa ci costruiscano in mezzo. Non per polemizzare sulle bellezze di Pero; ma certo non è Versailles.

Così, dopo ore a girovagare alla ricerca di contatti umani (trovati infine al Corte Inglés) e di una ragione una per dire urca, come si è trasformata Valencia!, abbiamo lasciato la città, diretti verso Nord. E un ragionevole dubbio s'è insinuato sulla possibilità di una città di risollevare le proprie sorti economiche-culturali-sociali, grazie ad un Expo universale. Che non tutte le amministrazioni sono come quella di Barcellona. Sfortunatamente.
Secondo Jim Rogers, leggendario investitore, UK è sull'orlo della bancarotta e l'Euro scomparirà nel giro di vent'anni (non ditelo al signor B, please).

For those worried about their future prospects, his advice was: "if you speak Chinese, go to China. Or try farming. I'm more optimistic about agriculture than any other industry. If not farming, anything to do with raw materials or natural resources."
E' l'anno del Bue (Ox). Lo si festeggia in tutto il mondo. Qui, spettacolari foto dai festeggiamenti di Pechino, Jakarta, Malta, Shangai, Liverpool, Kuala Lumpur, Hanoi, Taipei, Singapore, Hong Kong, Manila. Via The Big Picture blog. Insomma, in tutto il pianeta. O quasi. A Milano, Chinatown non festeggia più. Milano si, che è unica. Nella città-agglomerato della signora M la minoranza cinese non è vista come risorsa. No. I cinesi sono dei rompicoglioni che vendono ad un euro e trasportano scatole da una parte all'altra intasando la via. This is Milano, città multiculturale e metropoli-nodo mondiale dell'Expo 2015 (bravi, però, a scrivere i testi delle pagine web).

Non c'è crisi #2.

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Secondo il signor B, abbiamo detto, non c'è crisi. Meglio: c'è, ma non è poi così grave. Bene. Così abbiamo iniziato, la settimana scorsa, a listare gli effetti (visibili) della crisi. In termini di licenziamenti, casse integrazioni, e cose di questo genere. Ecco alcuni aggiornamenti, freschi freschi. Che tanto non c'è crisi, è solo così, per ammazzare il tempo.

  • Caterpillar licenzia 20,000 dipendenti (!), il 18% della forza lavoro
  • Home Depot lascia a casa 7,000 persone (il 2%)
  • Ing taglia 7,000 posti
  • Philips licenzierà 6,000 dipendenti
  • Corus licenzia 3,500 dipendenti (10% della forza lavoro)
  • Pfizer 8,300 licenziamenti (10% della forza lavoro)
  • Sprint Nextel 8,000 a casa (13% della forza lavoro)
Qui la tabella completa. Via WSJ.

Vedi anche:
- State buoni, se potete, link

Get on your boots.

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L'ultimo singolo degli U2 si può ascoltare in streaming, qui.

Eccolo, Fede incidentato, l'altra sera ad Arci Zelig.

A volte ritornano.

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Dopo un anno di silenzio, l'altro giorno si son rifatti vivi degli headhunter. Tramite LinkeIn. Un network sociale pressocchè inutile, se non per il fatto che ti fa pubblicare il CV online. Inglesi, posizione in Europa, stipendio a sei cifre, eccetera. Ho dovuto riprendere il vecchio CV, ultimo aggiornamento 2005, e rimetterlo in sesto.

Ho uno strano rapporto con le recessioni. Presi la laurea durante la recessione del '92-'93. L'MBA durante quella del 2002-2003. Adesso siamo in piena recessione, una delle peggiori degli ultimi decenni. Se non fossero coincidenze, quasi quasi direi che le recessioni ed i periodi di depressione economica mi portano una certa fortuna. E a questo punto capirete, col signor B e i suoi esperti ministri al governo, sono in una botte di ferro.

State buoni, se potete.

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Qualcuno dice che non bisogna preoccuparsi troppo, qui. Che tanto che vuoi che sia un PIL negativo di due punti percentuali. Tanto due anni fa si stava benone. Qualcuno non comprende come sia possibile che i consumi in Italia siano fermi. Perchè non comprano più, 'sti stronzi d'Italiani? Qualcuno non comprende come qui si perdano quotidianamente posti di lavoro, quando in fondo è così facile far guadagnare il fratellino. Qualcuno preferisce fare due chiacchiere con Fiorello, mentre lì fuori accade il finimondo.

  • BMW mette ventiseimila dipendenti in cassa integrazione.
  • Anche Iveco in cassa integrazione, da Febbraio (milleduecento dipendenti).
  • General Electric, utili in frenata.
  • Samsung, prima volta in rosso nella storia dell'azienda.
  • Google, per la prima volta utili in calo.
  • Microsoft, cinquemila licenziamenti e utili in calo.
  • Nokia, crollo utili.
  • Intel, fabbriche chiuse e seimila licenziamenti.
  • Toyota, licenziamenti in vista.
  • Schumblerger, profitti in calo e nere previsioni per il futuro.
  • Harley Davidson taglia millecento posti.
  • Xerox, giù i profitti.
  • Qimonda va in bancarotta.
  • JPMorgan Chase & Co. sta licenziando novemiladuecento persone.
  • Gap, Starbucks, Pacific Sunwear, Cheesecake Factory e altri retailer statunitensi vicini alla bancarotta.
  • Timberland pronta a chiudere negozi.
In realtà qui nessuno ne parla, tranne il solito Gilioli. Sta di fatto che la nuova concessionaria pubblicitaria di bordo della nuova Alitalia ex-CAI ex-Alitalia è, ma guarda un pò, Arcus Srl.

E chi sarà mai Arcus Srl? E', udite udite, una delle aziende del signor Paolo Berlusconi, fratello del più noto Silvio Berlusconi. Paolo, proprietario di testate quali il Giornale, Espansione, Banca finanza con le quali supporta le campagne del fratello. Manager da strapazzo, graziato anni fa grazie a liquidità Fininvest. E adesso nuovamente baciato in fronte dalla fortuna (di avere il fratellone alla presidenza del Consiglio).

Amen.

Cosa sta diventando Milano.

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Che cos'è diventata Milano? Che futuro le (ci) aspetta? E' un agglomerato grigio. Dove le poche scintille di creatività vengono spente, con la forza, da un'amministrazione incapace di distinguere tra legalità e repressione.

Ieri è stato chiuso Cox 18, una delle ultime isole indipendenti rimaste in città. Era la sede della biblioteca Primo Moroni. Aveva ospitato Decoder e contribuito alla nascita di esperienze cyberpunk. Adesso altri centri sociali rischiano la chiusura. Si può firmare qui, ma sappiamo che servirà a poco.

Nel frattempo crescono i quartieri fantasmi, come Santa Giulia. I pochi progetti aperti subiscono ritardi e veti castranti. Gli artisti evitano la città. l'Expo è appena partito ed è già in ritardo coi tempi.

Certo, apre A&F. Ecco. Cos'è Milano, oggi.

Che senso ha vivere oggi a Milano? Mi dispiace, non ho una risposta. E' una città che non mi diverte più. Si vive qui, in attesa. Di andarsene altrove. Appena possibile.

Destre e sinistre.

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Interessante la nota di Daily Kos sul patriottismo in US.

Watching the celebration of America that is today's inauguration festivities, one thing strikes - the difference between our version of patriotism and the Right's. For the Right, it's jingoistic "USA! USA! WE'RE NUMBER ONE AND WILL KICK YOUR ASS!" It's alway us versus someone else. It's confrontational.
Our version of patriotism is a celebration of what makes our nation great. It's the diversity, our people, our communities. Rather than confrontational, it's communitarian. We don't need to start wars and kick someone's ass to feel proud to be American.
Che poi è una differenza generalizzabile ed espandibile alla destra e alla sinistra in tutto il pianeta, mica solo al patriottismo dall'altra parte dell'oceano.

Quasi 100,000 km.

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Questo è il report dei miei viaggi del 2008 creato (e regalato) da Dopplr. Ho iniziato ad usare Dopplr a Marzo, quindi manca qualcosa nei primi mesi dell'anno. Però è ben fatto e mostra che.
  • ho fatto 24 viaggi, per un totale 97,959 km
  • ho passato 102 giorni fuori casa, in viaggio
  • il soggiorno più lungo: Sicilia, estate
  • il posto più lontano raggiunto nel 2008: San Diego (9,790 Km da Milano)
Eccetera eccetera eccetera. Il tutto è qui (pdf)

Sesto We Can Giovanni.

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Tra le foto del gruppo Flickr Inauguration 2009 dedicato all'insediamento di Obama, svettano quelle dell'Hotel Bristol di Sesto San Giovanni: le sue camere, il suo Manager che si rilassa, le indicazioni su come arrivare, le vicinanze. Geniale operazione di marketing. O semplice incomprensione del senso di Inauguration. Chissà.

Primi effetti dell'era Obama.

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Twitter is going to be crushed during the next 36 hours by all the Inauguration stuff. TweetGrid may be affected as a result. Please hang in there.

Vagabonding a Barcellona.

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Dopo essere fuggiti da Valencia e dopo un giorno di incommensurabili scoperte zingare sulla Sierra spagnola (Teruel, Albarracin), lasciamo la landa Aragonese e torniamo sulla costa catalana. Direzione Barcellona. Non venivo qui da qualche mese. La città è cambiata. Sembra una piccola Dubai. C'è pure una nuova vela.

Inutile parlare di Barcellona. Siamo Italiani. E' la nostra prima meta in Europa. Tutti sanno tutto di questa città. Dove mangiare. Dove dormire. Cibo. Tapas. Le Ramblas. La Diagonal. Questo e quello. Mi limito ad un paio di suggerimenti, validi per una zingarata low cost così come per un romantico weekend con la propria metà.

Come arrivare. ClickAir è il vettore più economico, oggi. Con 50 Euro si acquista un volo A/R. La compagnia è abbastanza puntuale. Niente di spaziotemporale, ma no scioperi o cagate Alitalia-like. Si parte dall'aeroporto dei popoli del Nord (MXP) Terminal 1 e si arriva a Barcellona Terminal B, che poi è quello più figo e coi negozietti.

Dove dormire. Imbarazzo della scelta. La catena degli Hotel H10 è nuova e low cost. Io suggerisco l'Hotel Actual, sul Paseo de Gracia, all'altezza di Casa La Pedrera. Una doppia costa 79 Euro + IVA. Nuovo di zecca, minimal, pulito e (per i più trendy) radical-chic.

Cibo. Vabbè, qui c'è lo straimbarazzo della strascelta. Che dire. Scegliete un tapas bar nel barrio gotico o un ristorantino alla Barceloneta. Per i radical-chic con tendenze thai-minimal-zen: il CDLC, sulla spiaggia.

Aperitivi e tapas. Andate al Born, il quartiere che da cinque anni offre i migliori locali. Una sorta di Isola, insomma. Il più famoso è El Xampanyet, in calle Montcada, qui e qui (foto, via Flickr). Ma la via e il quartiere pullulano di posti dove sederci e bere una caña.

Altri post su Barcellona.
- Madrid y Barcelona. El niño grande y el niño pequeño. Marzo 2005. Link.
- La nuova Barcellona. Ottobre 2005. Link.
- Pasta Mundial. Ottobre 2005. Link.
- I segni del declino. Febbraio 2007. Link.

Fotoset.
- Gecozingarata. Gennaio 2009. Link.
- Barcellona. Ottobre 2006. Link.
- New Barcellona, Ottobre 2005. Link.

Zingarata 2009, il percorso.

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Eccolo. Valencia-Teruel-Albarracin-Alcaniz-Tarragona-Barcellona. Via Google Map.

Cosa?

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Cosa?
Originally uploaded by giusec

Questa non è frutto del Fotosciòp, ma è stata scattata sulla Sierra spagnola, nel mezzo del nulla, tra Aragona e Catalogna, a circa cento chilometri da Zaragoza e a duecento da Barcellona. E, visto che ci siamo, il fotoset (pubblico) della zingarata è qui. I particolari presto su questi schermi. Quando, ancora, non si sa.

Sulla Sierra.

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Sulla Sierra.
Originally uploaded by giusec

Sent via BlackBerry

Q&A (interlineari) da Alitalia.

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Il documento l'ho ricevuto tramite l'azienda per cui lavoro che l'ha ricevuto dall'agenzia viaggi di cui si serve che l'ha ricevuto a sua volta da Alitalia. Si intitola Customer Experience Alitalia. Le novità dal 13 Gennaio 2009: Questions and answers (e perchè no Domande e risposte?).

Dovrebbe rispondere a tutte le domande che vi frullano per la testa su argomenti quali Alitalia, AirOne, biglietti, prenotazioni, Millemiglia, Miles&More, sale VIP, eccetera. Una (domanda) per tutte.

Dal 13 gennaio, è possibile l'interlineabilità e combinabilità delle tariffe Alitalia e Air One?
Negli ultimi anni me lo sono chiesto spesso se le tariffe Alitalia fossero interlineari. Adesso, finalmente, ho la risposta.

Il pdf si scarica qui.

La fuga.

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Domani, la fuga. Una fuga breve, ragionata, approvata, con rientro pianificato. Insomma, un surrogato di fuga. Ma va bene così. Per il momento, almeno.

Potenziamoci.

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FRECCE_1_290x240.jpgE così, la nuova metrotranvia spaziotemporale è finalmente stata inaugurata, da Milano a Cinisello, che poi è un paese dal simpatico nome, a Nord dell'agglomerato.

Peccato che per questo siano stati cancellati il tram 11 e il bus 704 e saranno rivoluzionati i percorsi dei seguenti mezzi: 5, 40, 44, 51, 81, 83, 702, 727, 729.

Il tutto sotto il progetto ATM potenziamento delle linee nord.

Chicken-fiendly towns.

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A Portland in Oregon si possono tenere fino a tre galline non registrate (?) nel cortile di casa. Ma i galli sono severamente proibiti. E questo è problema non da poco per la metropoli americana.

Le tue mani sull'Atlantic.

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Si, lo so che c'è la versione online e che si può far l'abbonamento a casa e tutto il resto. Ma se volete acquistare una-copia-una dell'Atlantic Monthly, sappiate che potete trovarlo a Milano da Rizzoli in centro in Galleria. Tutte le altre librerie, Feltrinelli Duomo, Feltrinelli International Cavour, Feltrinelli Piemonte non lo ricevono; stesso discorso per Mondadori Duomo dove pensano che The Atlantic sia una monografia su uno degli oceani (il mese prossimo, poi, uscirà The Pacific).

Il capolavoro.

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Tutta la storia Alitalia può essere semplificata così: ci si è messo quasi un anno (Marzo 08 - Gennaio 09) per passare dall'offertauno Air France-KLM all'offertadue Air France-KLM. Nel frattempo:

  1. Prima e dopo. AirFrance era ed AirFrance è. Sono passati dieci mesi.
  2. Debito. il debito di Alitalia è passato a 3.3 miliardi; di conseguenza il peso sui contribuenti è triplicato.
  3. Esuberi. Gli esuberi son passati da 2120, con copertura degli ammortizzatori sociali da parte di AirFrance, a 9000. Con relativi costi di cassa integrazione.
  4. Voli e costi. il numero dei voli intercontinentali dall'Italia diminuirà; si dovrà passare da Parigi, con conseguente aumento dei biglietti del 15/20%
  5. Maggioranza. Tra 4 anni AirFrance potrà avere la maggioranza del pacchetto. E si tornerà così alla situazione del Marzo 2008.
  6. Monopolio. Niente più concorrenza sulla tratta MiRo; monopolio di Alitalia e conseguente impatto sui biglietti aerei. Che aumenteranno, checchè ne dica l'Antitrust.
  7. Flotta. Inferiore alla somma di Alitalia e AirOne. Inferiore anche alla vecchia Alitalia. Meno vettori, meno voli.
  8. Azioni. I vecchi azionisti non riceveranno un centesimo da CAI. Ah, tra i vecchi azionisti c'è lo Stato. Ossia, noi.
Un capolavoro. Ora, dimentichiamoci di tutto ciò che accaduto, del signor B, della cordata, della difesa dell'Italianità, dei Popoli del Nord, eccetera. Ragioniamo, a mente fredda. Sulla convenienza del nuovo piano per i viaggiatori Italiani. Allora, domanda: ci è convenuto il piano del signor B?

Ho capito. Piove questo weekend a Milano?

La zingarata.

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La zingarata nasce così: si decide la meta, si prenota il volo, e si va. Una zingarata come si deve prevede un tragitto su strada. E così, se la meta non è in Italia, si prenota pure il mezzo.

Che poi il punto critico non è la meta. Quella la si trova. Il punto critico è la famiglia e la società e il lavoro e gli equilibri psicoprofessiosociali. Che tutti abbiamo mogli, figli, un lavoro - si spera - e mille impegni professionali improrogabili che son poi le cose che distinguono un quarantenne da un ventenne. Un milione di cose impossibili da posticipare, fino alla pensione o a sopravvenuto decesso.

Così, si decide il weekend. Si perdono sistematicamente alcuni zingari per strada (chi per lavoro, chi perchè ha da far da babysitter, chi perchè non si può fare una roba del genere adesso, avremmo dovuto farla vent'anni fa). Ma si va avanti.

Scelto il weekend si piglia Google maps (dieci anni fa avrei detto: si piglia un mappamondo; ma siamo nell'era neuromantica, suvvia), si scelgono un paio di mete utili, poi si vanno a vedere i low cost in partenza da Linate e dall'Aeroporto dei Popoli del Nord (MXP), si sceglie la meta finale, si prenota il potente mezzo e il gioco è fatto.

Noi partiamo venerdì. Meta: Valencia. Rientro domenica da Barcellona. In mezzo il nulla. Costo biglietto A/R (ClickAir.com) + van per cinque persone circa centosessanta a testa. Niente hotel, poi si vedrà. Niente pianificazione, poi si vedrà. Niente cibo, poi si vedrà. Niente di niente, poi si vedrà. Abituato da anni a farmi pianificare ogni minimo insignificante particolare dall'agenzia della ditta la cosa mi sembra perlomeno avventurosa, ma si sa: questa è la zingarata.

Geco1 e Geco5, quelli del sushi, ci sono. C'è pure Geco4, quello della quartagamma, che per la cronaca sta per diventare trispapà (o pentapapà, non ricordo). C'è pure Geco7. E ci sono io. Geco6 è dato per sperduto in Cina, rapito dai pirati del fiume rosso. Geco2 è impegnato in quelle cose improrogabili eccetera eccetera. Isomma, una Confraternita ridotta. Ma i numeri ci sono. Cinque. Il quorum per la zingarata è raggiunto.
E così, dopo il Plastic e l'Hollywood, anche il Sottomarino Giallo chiude i battenti. E si vocifera di una chiusura del Rolling Stone di corso Ventidue Marzo, a favore di una scintillante Esselunga. Colpo gravissimo per i teenagers milanesi, in particolar modo per i sedicenti hipsters.

Che dire, sarà l'onda lunga dell'amministrazione M, la stessa signora M che non era stata messa al corrente del fatto che CAI sarà ripagata colle tasche dei cittadini Italiani. Una sorta di tolleranza zero alla milanese, dove si chiudono i locali ma poi si lascia simpaticamente il ghiaccio per le strade; così che puoi camminare a testa alta perchè a Milano si rispettano le norme di sicurezza; ma poi ti spezzi un femore, scivolando sulle cacche gelate dei piccioni in piazza Duomo.

IMG_3147.JPG - Trenitalia Logo
Originally uploaded by otzberg

L'azienda si chiama Ferrovie dello Stato. E, certo, il nome non aiuta.

E' Innocenzo Cipolletta, Presidente FS Trenitalia, che parla. Il fatto è che non del solo nome si tratta. Incidenti. Incuria. Zecche. Cimici. Formiche. Ultrà. Ritardi. Cancellazioni. Carrozze strapiene. Rincari. Assenza di manutenzione. Pendolari esasperati. Insomma, non è solo per il nome che FS Trenitalia supera Telecom e si aggiudica la posizione d'onore delle 2008 Companies To Incazz For.

Dal due al dieci.
In ordine, dal secondo al decimo posto, si piazzano: 2) Telecom Italia. 3) Alitalia-CAI. 4) Poste Italiane. 5) RAI. 6) Mediaset. 7) SKY. 8) Vodafone. 9) TIM. 10) Fastweb. Sono gli evergreen e hanno fatto la storia delle incazzature nella nostra Italietta. Tra i commenti. Poste italiane: si sono persi la mia postepay spedita via posta.

Emerging Incazzer to Watch.
Tiscali e Areaserver, che sembra non abbiano rivali nella gestione fallimentare di una fusione. Tra i commenti. Tragedia nella gestione, meglio NON gestione dei DNS, tragedia nella fantasiosa gestione delle fatture, tragedia nell'assistenza NON assistenza, disorganizzazione, incompetenza, scortesia truffaldina.

Note di un certo interesse.
AirOne, il miglior nuovo ingresso in classifica. Mediaset, Tiscali e La Repubblica, quelli che guadagnano più posizioni. Lehman Brothers poi  entra in quarantottesima posizione (e che mai avrà fatto per farvi incazzare?).

Il pdf con i dati, le analisi, i grafici (le torte, gente, le torteee), e, soprattutto, tutti i commenti, è scaricabile qui. Fine. Ci si rivede. Tra un anno. All'edizione duemilanove. Saluti. Hasta la vista. Au revoir.

Piesse.
Avete votato in 150, dall'Italia, Germania, UK, Indonesia, Olanda, Stati Uniti, Svizzera, Ungheria, dando circa 338 preferenze. Niente male, eh. Grazie!

Piesse amarcord.
Per la cronaca e gli amanti dell'amarcord. La classifica nel 2007 ha visto come vincitrice Telecom Italia. Quella del 2006 Alitalia. Quella del 2005 l'immarcescibile RAI. 

El sal, por favor.

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E così anche Madrid soccombe sotto la neve. E la signora M potrà finalmente dire: Ma ha visto cos'è successo a Marsiglia? E a Madrid? Per non parlare poi di San Diego e Playa del Carmen.

Sale di Marsiglia.

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La Moratti, in un'intervista in prima pagina su Repubblica.

Per carità, si può sempre migliorare. Ma ha visto che cosa è successo a Marsiglia? Una città, quella sì, paralizzata dalla neve, con 10mila case senza elettricità e i trasporti in tilt.
Come dire: avete visto cos'è successo a San Diego? Un paragone con la Germania no, eh, signora M?
Oggi è l'ultimo giorno per votare l'azienda che più ti ha fatto girare le palle nel 2008. Si, parliamo della 2008 Company to Incazz For. Poi, nel weekend, un gruppo di esperti si riunirà per analizzare i dati, elaborare modelli matematici, legare i risultati alle condizioni metereologiche, mescolare bene il tutto e pubblicarlo lunedì su questo blog. E chissà che non vengano fuori delle sorprese.

Ode a Malpensa.

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Malpensa, ti abbiamo voluto bene. Noi che abitiamo dalle parti di Linate e che dobbiamo svegliarci alle quattro del mattino per prendere il primo biplano per la Germania. Malpensa, si, ti abbiamo voluto bene. Anche con quel pavimento e quei muri colle piastrelline da bagno che quando si entra devi ricordartelo che sei lì per prendere un volo e non per fare la cacca.

Malpensa, noi ti abbiamo voluto bene. Ti abbiamo scelto perchè con Linate e Orio ci hai permesso di raggiungere il mondo e non perchè sei l'hub dei popoli del Nord. Malpensa, noi abbiamo sempre creduto in una vita oltre Alitalia. Che non scomparirai solo perchè B, ormai incapace di prendere decisioni sensate, ha fatto ciò che ha fatto e poi ha scelto Spinetta piuttosto che Lufthansa.

Malpensa, tu hai un grosso problema che noi ahimè non sappiamo come risolvere. Quel problema è Formigoni e i suoi ministri del Nord, incapaci di distinguere un hub da un pub. Ma continueremo a volerti bene, nonostante tutto.

(Le piastrelline cambiale però. Dai.)
Dall'International Herald Tribune.

Subfreezing temperatures and exceptional snowfall caused travel woes around Europe on Wednesday, and in Rome's zoo it was so cold the chimpanzees got cookies for extra calories to keep them warm.

Cum granu salis.

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Secondo la Moratti, gran parte dei casini nevosi a Milano (adesso piove, by the way) son dovuti al fatto che Milano ha donato il sale a Torino.

Le nostre scorte erano sufficienti, ma quattro fenomeni hanno creato criticità: la rapida sequenza delle nevicate, i giorni di festa, la difficoltà del rifornimento dall'esterno e il fatto che Milano abbia donato sale ad altre città, come Torino.

Santa, Santissima Giulia.

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Voi la ricordate Milano Santa Giulia. Si che la ricordate. Il quartiere modello. Ipertecnologico. Che avrebbe cambiato il volto di Milano SudEst. Opera di Zunino e della sua Risanamento. E del celeberrimo architetto Norman Foster. Quante parole. Campagne sui media. Articoli. Che campione di marketing, Zunino.

Ai tempi, prima di trasferirmi in Grotta2 decisi di informarmi sui prezzi. Undicimila euro a metro quadro per un appartamento pre-arredato, cablato e dotato di tutti i comfort più spaziotemporali. Nell'area a nord. I prezzi nella zona sud più abbordabili. Decisi di cambiare aria.

E oggi. L'area sud è quasi pronta. Quasi duemila alloggi che dovevano essere consegnati nel 2006. Niente negozi. Niente luce. L'area nord poi è inesistente. Quella di lusso. Quella delle pubblicità e dei rendering. I lavori sono fermi. Foster ha detto bye bye e se n'è tornato a Londra. I cittadini si sono riuniti in comitato. Qui il loro forum. Qui sotto il loro video (ma anche qui su 02Blog). Zunino, il campione, ha abbandonato il progetto. Tanto a lui che gliene fotte delle duemila famiglie sul punto di trasferirsi. L'importante è minimizzare le perdite. Mica fesso, lui. 

Santagiulia. La città ideale è servita. A Zunino, forse. Non a Milano, di certo.

La situazione è sotto controllo.

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Nesssun problema, eh. E' tutto sotto controllo.

Dalla mia finestra sul Klondike
Originally uploaded by giusec

Mi sembra quasi di vedere qui sotto Jack, zaino in spalla, Buck, in testa alla sua slitta e, da lontano, lo Yukon. Vabbeh, vado al bar. Chissà se anche nel Klondike avevano cappuccio col cacao e cornetto alla marmellata.

Mai vista una roba così.

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A parte la madre di tutte le nevicate, quella di stamane a Milano e in Nord Italia, tutti noi sappiamo bene del freddo polare che ha investito gran parte d'Europa. In Germania le cose non vanno meglio. Le temperature sono scese fino a meno venticinque. E poi son bastati venti centimetrini di neve per incasinare il paese (...havoc in Germany...). Aeroporti chiusi, trentacinque km di coda sullla A2, stragi di polli.

And in the town of Blankenrode in the western state of North Rhine-Westphalia, a truck carrying 4,000 chickens lost control and thousands of the birds were killed when it crashed.
E la Francia, con migliaia di turisti bloccati a Parigi per neve. E UK, con nevicate e freddo polare.

Per non parlare poi di Dubai. Dov'è parzialmente nuvoloso e ci sono solo ventidue gradi. Ben al di sotto, diosanto, della media stagionale.

Meglio il metrò, oggi.

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Meglio il metrò, oggi
Originally uploaded by giusec

E qui un minifotoset combo della madre di tutte le nevicate e delle nevicate figlie.

La lettera, pubblicata da Steve Jobs, con le spiegazioni sulla sua assenza al MacWorld.

I have given more than my all to Apple for the past 11 years now. I will be the first one to step up and tell our Board of Directors if I can no longer continue to fulfill my duties as Apple's CEO. I hope the Apple community will support me in my recovery and know that I will always put what is best for Apple first. So now I've said more than I wanted to say, and all that I am going to say, about this.
Insomma, mancano cinque giorni al termine e la lotta per l'incoronazione dell'azienda che ci ha più fatto straincazzare nel 2008 mostra già alcune memorabili soprese.

Anzitutto: Telecom Italia non è più sola in testa. E' sempre lì, chiariamo. Non più sola. L'azienda di telecomunicazioni, che sbaragliò tutti un anno fa, sembra abbia trovato pane per i suoi denti: FS Trenitalia è a pari merito con l'ex-regina. L'alta velocità, le zecche, i ritardi, le cancellazioni, i batteri virali e tutte le altre schifezze ci han fatto incazzare a dovere nel 2008.

Alitalia sbaraglia RAI e Poste e si piazza comodamente al secondo posto, dietro Telecom e FS. Ci han fatto incazzare, si. Ma non abbastanza. Meglio, non quanto l'azienda di Napoletone e quella delle zecche ad altà velocità.

RAI e SKY perdono posizioni (suvvia, che non vi incazzate più a pagare il canone per vedere quelle porcherie dei canali nazionali?). Mediaset invece è ben in salute e fa un balzo in avanti di ben quindici posizioni.

Anche Tiscali e AreaServer guadagnano terreno e si presentano come una delle sorprese più promettenti del 2008. Dopo il passaggio di gestione da Energit a Tiscali, i signori di AreaServer/Tiscali si son messi d'impegno per mandar tutto a puttane. E per farci straincazzare. E sembra che i risultati siano notevoli (andate a farvi un giretto per i blog o una ricerca su Google).

Beh, votate. Votate, votate. Che mancano cinque giorni. Poi tutti i dati saranno resi pubblici. Con le torte, i grafichetti, i vostri commenti e le posizioni in classifica. Roba che Forbes e Fortune ci fanno un bel baffo.

Meno sette.

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Meno sette.
Originally uploaded by giusec

Sent via BlackBerry

Gradi. E' la temperatura di stamane dalle parti di Malpensa. Una roba che non si vedeva dal sessantadue. A casa meno quattro. A Milano downtown meno uno. Le ragioni di tutto ciò (e no, stavolta il signor B non c'entra) ce le spiega Carletto, qui.

Voi pensate che sia il Signor B la causa di tutti i nostri mali e del disastro di Alitalia e del nostro impoverimento e dell'incapacità di prendere provvedimenti seri contro la crisi, e questo e quello. E invece no. Lo spiega padre Gabriele Amorth, decano degli esorcisti. La causa è il Demonio.

Il demonio contribuisce alla crisi, secondo l'esorcista, suggerendo ai mercati,agli esperti e agli investitori scelte sbagliate. (...) Il discorso vale anche per le vicissitudini della compagnia aerea di bandiera italiana. Un tempo simbolo di stile ed efficienza. Bene, anche la crisi dell'Alitalia ha qualcosa di funestamente satanico.
Via La Stampa.

Finanza creativa.

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Conti pubblici del 2008 in rosso, Il fabbisogno chiude in salita - Corriere.it
Conti pubblici in profondo rosso, cresce il fabbisogno - Repubblica.it
Conti pubblici, Tesoro: il fabbisogno 2008 sale a 52,9 miliardi - Il Sole 24 Ore

Tremonti: conti in linea con l'Unione europea - a dicembre l'avanzo primario è di due miliardi e 900 milioni di euro - TG5 e TG5.it

Via Axell e Massimo Mantellini .

Arugas.

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Tra gli autori delle più belle graphic novels lette nel 2008, oltre ai libri di viaggi di Guy Delisle, Paco Roca è stata l'ultima inaspettata scoperta. Arugas (in Italiano Rughe) è il suo ultimo libro. Premio come migliore opera al Festival di Barcellona e a quello di Lucca, racconta con poesia e commozione gli ultimi anni di Emilio e di un gruppo di anziani, entrati in ospizio e alle prese con la loro nuova condizione di malati di Alzheimer.

In Italia è edito da Tunuè, ed è acquistabile qui.

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