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January, 2009 Archives

British jobs for British workers.

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Gli stranieri che rubano il posto ai lavoratori locali. Stavolta però la cosa non è accaduta negli agglomerati del profondo Nord. Eh, no. Stavolta gli stranieri sono gli Italiani. E i lavoratori locali sono operai scozzesi e del Galles. La protesta si estesa. E’ al terzo giorno. E ha ormai toccato ben tredici raffinerie. Qui, la storia. E qui i video.

Mind the cacc.

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Oggi girovagavo in metrò a Loreto quando l’inaspettata luminosità della nuova stazione mi ha investito, costringendomi ad indossare gli occhiali da sole. Tutto colpa della nuova incredibile pavimentazione in granito bianco. Essì, perchè c’è un progetto fighissimo di ATM di rinnovo stazioni. Loreto, Cadorna, Cenusco esse-enne. La campagna promozionale è qui, sul sito ATM.

EMozionante (emozionante una stazione di metrò?). Moderna. LuMinosa. Io aggiungerei: Merda! Perchè la nuova pavimentazione ricorda quella di Malpensa che poi ricorda a sua volta le piastrelline cesso-like del vostro bagnetto di casa. Qui, però, si è fatto peggio. Le piastrelline che hanno sostituito il caro vecchio pavimento nero gommoso sono cesso-like bianco-opache. In granito. Avete capito bene. Piastrelline bianche. Opache. Mica il bianco lucido, no. Quello opaco, che assorbe tutte le schifezze. Hanno finito i lavori poche settimane fa. E sono già sporche. Nere. Fangose. Schifezzose.

Ora, proviamo a metterci nei panni dell’ideatore del progetto, l’architetto Gambarella (il partenopeo Cherubino Gambarella, dice il sito). Che si sarà chiesto. Rifò il pavimento. Del metrò. Passa gente. Tanta tanta tanta gente. Milano non è ai tropici. Non è come a Napoli. A Milano piove e nevica. Il pavimento deve nascondere lo sporco. Che usiamo? Le piastrelline. Scure? No. Grigie? Per carità. Nuovi materiali leggeri e tecnologici? Suvvia. Mettiamo il caro vecchio granito. Piastrelline bianche opache. In granito.

D’altra parte è il ragionamento che sarebbe venuto in mente a chiunque. Zona ad alta densità di visitatori. Che ci metto? Le piastrelline bianche. In granito. Materiale perfetto, per una stazione di metrò. E’ logico. E che te lo dico a fare.

Si parte! Mind the cacc.

La Zanzara e il Ponte.

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Se siete fan o semplicemente ascoltatori casuali (causa viaggio di ritorno a casa, in tangenziale, come il sottoscritto quando è a Milano) della Zanzara di Giuseppe Cruciani su Radio 24, ecco allora non dovreste farvi sfuggire la sua ultima (prima?) opera. Appena sfornata. Qui. Via Rizzoli. 

BCV #8 Gennaio/Febbraio.

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Dicesi BCV il Bollettino Casini per i Viaggiatori (il bicivì, per gli amici). Quel tool che migliora la vostra produttività, fornendo informazioni in tempo quasi reale su: scioperi, ritardi,
battaglie aeree, tempeste di neve, navi in fiamme al largo dei bastioni
di Orione, raggi beta alle porte di Tanhauser, eccetera. Questo è il bicivì di Gennaio e Febbraio.

La cosa che salta subito all’occhio di questo BCV è la difesa dell’Italianità degli scioperi. Intendo dire: Alitalia è Alitalia. Se sciopera Alitalia scioperano degli Italiani, contro un governo Italiano, per qualche problema Italiano. Anche AirOne, però, è Alitalia, adesso. Così, se sciopera AirOne, è come se scioperasse Alitalia, ossia scioperano sempre degli Italiani, contro un governo Italiano, per qualche problema Italiano. Insomma, siamo riusciti a difendere l’Italianità degli scioperi, contro ogni fottuta interferenza straniera.

Aerei.

  • 30 Gennaio (o 10 Febbraio, chissà). Sciopero di 24 ore personale Meridiana;
  • 10 Febbraio: sciopero personale AirOne, ovverosia Alitalia, dalle 10 alle 14;
  • 21 Febbraio: sciopero ENAV, quattro ore, 12-16
  • 4 Marzo: sciopero personale Alitalia, quindi pure AirOne, 24 ore;

Treni e Navi.

  • 4 Febbraio: sciopero Tirrenia, 48 ore (!)

Al prossimo bicivì, nella speranza che sia ricco e spumeggiante come il presente.

Miracolo (tedesco) a Milano.

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Ricevo, in qualità di frequent traveler Lufthansa:

Gentile Cliente, aggiungiamo colore al blu di Lufthansa. A partire dal 2 febbraio 2009, a bordo dei primi due voli diretti Lufthansa Italia da Milano per Barcellona e Parigi, potrà volare con la qualità e affidabilità tedesca e avere il piacere di un servizio dal gusto tutto italiano. Per rendere il suo viaggio ancora più confortevole, abbiamo migliorato i servizi a terra presso l’aeroporto di Milano Malpensa e durante il volo le offriamo alcune prelibatezze italiane. Inoltre per lei un’offerta davvero speciale: volare in due al prezzo di uno, a partire da 99 €.

Ora, domanda. Che senso ha volare Alitalia (a parte la storia dell’Italianità, naturalmente)?

Piesse. E adesso vediamo chi per primo scopre le prelibatezze.

Non c’è crisi #4.

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Oggi si inizia bene. Solo licenziamenti da parte di aziende minori (SAP, Starbucks, Boeing, etc.). Un
altro sospiro di sollievo. Forse allora il signor B aveva ragione. L’economia regge. Meno
due percento è una sciocchezza. E via.

  • SAP annuncia 3,000 licenziamenti (il 6% della forza lavoro)
  • Boeing ne taglia 10,000 (6% della forza lavoro)
  • Starbucks 6,700 a casa (4% della forza lavoro)
  • ST Microelectronics 4500 tagli (9% della forza lavoro)

Qui la tabella completa. Via WSJ.

Vedi anche:
- Non c’è crisi #3, link
- Non c’è crisi #2, link
- State buoni, se potete, link

Vacanze Lunari.

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Email. Ricevo, da una collega cinese.

Greetings. Thank you for your mail.
I am out of office due to Lunar New Year holidays. Apologies for any inconvenience caused.

Colors.

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Mara Salvatrucha aveva colpito il povero Ricardo, questa estate. Poi i Latin Kings Chicago sono rimasti vittima di un’aggresione. Da parte di una gang non identificata. Ieri un membro dei Latin Kings New York è stato accoltellato, e sembra si tratti dei Latin Kings Chicago. Attriti tra gang avvengono con frequenza al Playa del Sol o al Clase aparte.

Non stiamo parlando di Brooklyn o Los Angeles. Ricardo non è portoricano. This is Milano, baby. Piazza Udine. Via Crescenzago. San Giuliano Milanese. Qui, su Milano 2.0 blog.

Non c’è crisi #3.

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Oggi è andata benone. Solo 6,700 persone saranno licenziate. Uff. Un sospiro di sollievo. Forse allora il signor B aveva ragione. A dire che non c’è crisi, che il calo dei consumi ce lo siamo inventati, che meno due percento è una sciocchezza, e così via.

  • Corning annuncia il licenziamento di 3,400 persone (il 13% della forza lavoro)
  • Clariant ne taglia 1,000 (5% della forza lavoro)
  • Cooper Industries 2,200 a casa (7% della forza lavoro)

Qui la tabella completa. Via WSJ.

Vedi anche:
- Non c’è crisi #2, link
- State buoni, se potete, link

Valencia e l’Expo.

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Siam partiti per Valencia con mille aspettative. La nuova Barcellona, l’Expo, l’Americas Cup, e l’architettura e l’Oceanografico e il porto e le spiagge e questo e quello.

Siamo scappati dopo sei ore.

Valencia è una città fantasma. Intendo dire, a parte le poche vie centrali, dove la gente va e passeggia come in tutte le altre metropoli del pianeta, dove ci sono strade e piazze e bar e negozi e chiese e fontane, il resto è di una desolazione disarmante. Sul lungomare non c’è anima viva. Sulla spiaggia, noi e due cani. Vabbè che è venerdì pomeriggio e non domenica. Però.

Le costruzioni per l’Expo sono immensi mostri grigi metallici in una zona depressa periferica subindustriale. Esattamente ciò che accadrà a Milano. E’ difficile pensare che ventotto milioni di visitatori (tanti sono previsti dalla signora M) giungeranno a Milano per assistere ad un Expo sorto tra le aree di Pero e Mazzo di Rho, qualunque cosa ci costruiscano in mezzo. Non per polemizzare sulle bellezze di Pero; ma certo non è Versailles.

Così, dopo ore a girovagare alla ricerca di contatti umani (trovati infine al Corte Inglés) e di una ragione una per dire urca, come si è trasformata Valencia!, abbiamo lasciato la città, diretti verso Nord. E un ragionevole dubbio s’è insinuato sulla possibilità di una città di risollevare le proprie sorti economiche-culturali-sociali, grazie ad un Expo universale. Che non tutte le amministrazioni sono come quella di Barcellona. Sfortunatamente.

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