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December, 2008 Archives

Milano, Ice Age di fine anno.

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Oh, e baideuei, a Milano nevica. Per la quarta volta in due mesi. Non poteva esserci maniera più scenografica di terminare l’anno.

Il Wild e la fine del duemilaotto.

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Entro all’Esselunga. E’ mercoledì. Mezzogiorno. Sarà deserta, penso. Mi sbaglio. L’Esselunga di via Emilia esplode. Sarà scoppiato un conflitto, penso. Una guerra lampo, a Sud-Est di Milano. O forse è l’unico foodmarket aperto in Lombardia, sebbene questa seconda possibilità mi sembri meno reale. Mi salvo grazie al Prontospesa. Che è un’invenzione geniale, quasi quanto i moleskine, il gipiesse e la ratatouille.

Poi entro in Feltrinelli e compro un libro di London. Jack London. Inizio a (ri)leggere. Ricordo alcune battute di questo film. Mi rendo conto che il titolo non va bene. Intendo dire, il titolo è OK. Ma non è stato tradotto correttamente. Strano che nessuno ci abbia mai pensato prima.

In Italiano lo conosciamo come Il richiamo della foresta. Il titolo originale è The call of the wild. Il Wild non è la foresta. Il Wild è il nostro lato selvaggio. E’ il Wild che ci spinge a non fermarci, ad abbandonare ciò che sembra perfetto, a viaggiare. Il Wild non da tregua, commenta Cacucci, in Un pò per amore, un pò per rabbia. E’ lo stesso London che chiarisce. Ed è il pensiero con cui mi piace chiudere su g&f questo strano duemilaotto. Il perchè lo capirò solo io. O forse no.

(…) il wild l’offende perché il wild è movimento: gela l’acqua per impedirle di correre al mare, succhia la linfa degli alberi per assiderarli sino in fondo al cuore possente; e, più spietato e terribile ancora, s’accanisce contro l’uomo e lo schiaccia riducendolo all’obbedienza: l’uomo, il più irrequieto di tutti gli esseri viventi, sempre in rivolta contro la legge irrevocabile che ogni movimento debba infine arrivare all’immobilità. (…)

Tanti incazzosi auguri.

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A due giorni dall’inizio del CtIF (2008 Companies to Incazz For) e a più di un centinaio di preferenze, tutte provenienti dal continente Europeo (non c’entra un ‘zzo, ma è il bello dei report) Telecom Italia è saldamente in testa, seguita da un manipolo di coraggiosi campioni dell’incazzatura (altrui): CAI-Alitalia, FS, Poste, Mediaset, Sky.

Tra i commenti, uno per tutti.

Poste italiane: si sono persi la mia postepay, spedita via posta.

Il resto l’anno prossimo. Dimenticavo. Buon 2009 e incrociamo le dita sul letto (let’s cross the fingers), come direbbe il caro cavalier B.

Piesse: Votate!

Scenario uno. Avete chiamato quell’agenzia di escort. Siete sotto stress e volete, diciamo così, rilassarvi un pò. Avete scelto la bionda con le gambe lunghe due metri. La biondona arriva. Cena a luce di candela. Aragosta e stracotto. Poi però arriva il momento clù. E vi rendete conto, con stupore, che oltre alle gambe la biondona ha anche qualcos’altro lungo due metri.

Scenario due. Vi avevano detto che un tasso così non si vedeva da anni. Vi avevano detto che poi il mercato sarebbe cresciuto e che avreste rinegoziato il tutto, guadagnandoci. Avevate accettato, chiedendovi, durante la firma, il perchè di quel simpatico nome. Mutuo subprime.

Scenario tre. Il miglior customer service del pianeta. Chat e twitter. Facebook e Friendsfeed. C’hanno pure il blog, ma ormai quello è mainstream. Nessuno ti aveva detto però che è tutto in Buamu, un dialetto del Buskina Faso. Con qualche sfumatura in Bissa.

Sono tre delle aziende che più ti hanno fatto INCAZZARE nel 2008. Votale. Le 2008 Companies to Incazz For. Non perdonarglielo. Lo fanno Fortune e Forbes, da sempre. Replica, in tono domestico, il Sole24Ore. Facciamolo anche noi. Votiamole. Le tre aziende che ci hanno fatto più fottutamente straincazzare nel 2008.

Piesse. Il CtIF (2008 Companies to Incazz For) si conclude venerdì 9 Gennaio. I risultati saranno pubblicati su g&f e Brodo. Of course.
Piessedue. Le aziende listate sono tutte quelle che hanno ricevuto, negli anni passati, almeno una preferenza.

C’è cancellazione e cancellazione.

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A Chicago e in Nord America, più di cinquecento voli cancellati o ritardati per via della peggiore tormenta di neve degli ultimi duemila anni (per lo meno, si presume). A Fiumicino, invece, centinaia di voli cancellati, in nome della difesa dell’Italianità. Vuoi mettere.

Mozzarella’s Renessaince.

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Sulla rinascita della mozzarella, negli Stati Uniti. Anzi, sul Rinascimento. Via The Atlantic.

The same old Alitalia.

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USA Today, sulla situazione di Alitalia-CAI ieri a Fiumicino.

The more things change, the more they seem to stay the same at the troubled Italian carrier.

Tracking Santa.

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Sono le sei e quindici. Santa Claus è a Dudinka, in Siberia. Non sono sicuro che Milano sia nei sui piani. Ad ogni modo, Google e Norad fanno il tracking il tempo reale degli spostamenti di Babbo Natale. La posizione aggiornata la si trova qui. Qui i video degli ultimi avvistamenti. Qui il tracking in 3D. Via Google e Norad.

Empowerment.

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Ieri Asia m’ha detto, mentre si giocava insieme a incollare dei pezzi di carta su un pezzo di carta più grande.

Papi, good job.

In difesa dell’Italianità.

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In difesa dell’Italianità, dicevano. Provate a raccontarcela adesso, la storia dell’Italianità. Provateci.

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