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Il piano Air France e il piano Fenice a confronto.

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Durante un volo per gli Stati Uniti si ha molto tempo per leggere. Una delle mie letture preferite, sabato, è stata il Sole24Ore. Precisamente, un articolo di Gianni Dragoni, che spiega, lucidamente e per punti, perchè il piano Air France era migliore dell’attuale Fenice. Il Sole24Ore, non l’Unità. Io ho provato a semplificarlo, lasciando i numeri e condensando le considerazioni di Dragoni. Risulta chiaro che: 1) il piano Fenice è il salvataggio di AirOne. 2) Alitalia è stata svenduta alla cordata, che ne ricaverà profitti a palate. 3) il piano Air France era più solido e più conveniente per gli Italiani. La premessa del Sole è:

In nessun aspetto la proposta attribuita alla cordata di 16 investitori della Cai, guidati da Roberto Colaninno, già scalatore di Telecom Italia nel 1999 con i soldi della stessa società, migliora il progetto francese. Anzi, numerosi appaiono i peggioramenti, per la compagnia e i lavoratori, per i consumatori, per i contribuenti, per creditori e azionisti.

Punto uno. L’Italianità. Le destinazioni di New Alitalia saranno 65, quelle di Air France erano 84. Ci sarà una concentrazione sul mercato nazionale ed europeo, con pochi collegamenti intercontinentali (13-16 destinazioni, contro le 15 previste da Spinetta). Per i passeggeri italiani aumenterà la necessità di fare scalo a Parigi, Francoforte o Londra per voli lunghi.

Punto due. Flotta dimezzata. Alitalia + AirOne avranno circa 139 aerei, cioè 100 in meno dei 238 impiegati dai due vettori. Spinetta prevedeva un’Alitalia con 137 velivoli. I francesi inoltre prevedevano di aggiungere un aereo di lungo raggio all’anno dal 2010. Non si conoscono gli impegni di Colaninno in proposito. Poiché Alitalia già ha 175 aerei, più della flotta giudicata necessaria dal nuovo piano (139), a cosa serve aggiungere AirOne, con i suoi 60 aeroplani? Il canone di leasing su questi aerei è molto più alto che sugli altri.

Punto tre. Monopolio. Già detto mille volte. L’unione di Alitalia con il principale concorrente annulla quasi tutta la concorrenza sui cieli nazionali. La nuova società avrà mano libera nell’alzare le tariffe. L’italianità, insomma, sarà pagata cara dai consumatori.

Punto quattro. Impegni finanziari. Air France-Klm si era impegnata a versare in Alitalia almeno un miliardo entro giugno 2008, accollandosi anche circa 1,4 miliardi di debiti finanziari netti che invece il nuovo piano lascia nella bad company. Di fatto, l’impegno di Air France era di 2,4 miliardi circa. E non ci sarebbe stata una bad company da scaricare sullo Stato o sui creditori/azionisti. La cordata ha annunciato un impegno fino a un miliardo. Per ora, i suoi soci hanno versato 160mila euro. L’impegno degli italiani è meno della metà dei francesi. Resta un buco di almeno 1,4 miliardi nella bad company: debiti che verranno pagati dallo Stato (io, noi, voi), dai creditori, dagli azionisti.

Punto cinque. La (s)valutazione di Alitalia. Si sostiene che la Cai abbia fatto un’offerta di circa 300 milioni per comprare la parte buona di Alitalia, slot, marchio, gli aerei migliori. E’ impensabile che la polpa buona di Alitalia valga così poco. Alitalia possiede slot pregiati a Heathrow, Parigi, Francoforte, Duesseldorf, Madrid che valgono svariate centinaia di milioni. Ha un marchio noto nel mondo, una rete di vendita internazionale.


Punto sei. I debiti di Air One. Il Progetto Fenice suona come il salvataggio di AirOne e delle banche che l’hanno finanziata.
Il Progetto Fenice non spiega quale sia il beneficio portato da AirOne.
La compagnia di Carlo Toto ha una rete sovrapposta ad Alitalia, gli
aerei mezzi vuoti e perde soldi: nei primi sei mesi del 2008 il
coefficiente di occupazione posti è del 56.8%, il più basso d’Europa
(media 74.4%, Alitalia ha il 68,2%). Nel 2007 il gruppo ApH
(controllante di AirOne) ha perso 32 milioni, con un fatturato di 785
milioni. I debiti del gruppo a fine 2007 erano 900 milioni e sono
cresciuti a 1.1 miliardi nei primi sei mesi quest’anno.

Punto sette. Flotta e leasing. Nel Progetto Fenice si dice che
New Alitalia non deterrà aerei in proprietà, tutta la flotta sarà
gestita in leasing. Nessuna grande compagnia lo fa. Perché questa
scelta? Forse per fare cassa vendendo gli aerei e ridurre il capitale
versato dai soci? Toto sarà il fornitore privilegiato grazie ai suoi ordini per 60 A320 e realizzerà buoni guadagni con i canoni di leasing.

Punto otto. Esuberi. Il piano francese prevedeva 2,120
esuberi. Inoltre 3,300 lavoratori sarebbero rimasti in Az
Servizi-Fintecna, con cinque anni di appalti garantiti. New Alitalia avrà bisogno di 14,250 addetti, di cui 2,750
esterni. Poiché il gruppo Alitalia ha 18mila dipendenti e il gruppo
AirOne 3mila, gli esuberi veri sono circa 7mila.

Punto nove. I risparmiatori e le azioni. La Consob ha sospeso azioni e bond Alitalia il 3 giugno, per evitare
speculazioni. Così è stato impedito a soci e obbligazionisti di
fuggire. Ora le azioni sono carta straccia.

Punto dieci. Lock-up e compensazioni. I 16 imprenditori
intendono vendere tra cinque anni e non prima. Tuttavia il vincolo del
lock up potrebbe essere aggirato con una ricapitalizzazione fatta da
altri soci (per esempio Air France). Ci sono dubbi sugli interessi che
hanno mosso i partecipanti alla cordata italiana, oltre alla
possibilità di guadagnare rivendendo a un vettore europeo
. Benetton e
Gavio hanno già ottenuto dal Governo benefici con le nuove convenzioni
autostradali.

Comments

Io avevo sintetizzato in:
“[..]dal punto di vista del contribuente/consumatore, [..] tocchera’
1) accollarsi i debiti
2) “sistemare” 7000 dipendenti in esubero
3) subire lo strozzinaggio del neo-monopolista
Per confronto, AF avrebbe
1) pagato qualcosina agli azionisti (0.35 euro/azione erano circa 100 milioni di euro.. di cui meta’ andavano allo Stato), accollandosi i debiti
2) lasciato da “sistemare” solo 2000 dipendenti
3) preservato un minimo di concorrenza

Mi sembra di capire che il mio punto 1) sia parzialmente sbagliato: avevo azzeccato sul debito ma forse (tuo punto cinque) Cai paghera’ 300 milioni di euro (~ 1 euro/azione anziche 0.35) per la “polpa”. Se tieni conto del debito, AF pagava 1.5 miliardi (100 milioni sborsati + 1.4 miliardi di debiti presi in carico), Cai offre 0.3 miliardi.

In quel commento chiudevo interrogandomi su mxp.. qui (punto uno e punto due) capisco che anche quei miei dubbi eran fondati.

Gia’ che ci sono, una mini bacchettata sul paragone con l’ICI ;-)
tu dici che AZ alla tua famiglia costa circa 1.500 euro, come l’ICI; ma l’ICI la paghi ogni anno, mentre i 1.500 euro sono su tutti i 10-20 anni (o piu’) in cui abbiamo finanziato alitalia.. fanno 40-80 euro/anno, con cui dubito tu possa pagare l’ICI di qualcosa di + grosso di un garage..

ICI, etc.: well, mettiamola così. E’ un extra-cost che avremmo benissimo potuto evitare, col piano Spinetta.

I like the comparisons you have made. Absolutly true.

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