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September 2008 Archives

A quasi sei mesi dalle elezioni perdute Uòlter s'incazza e rilascia un'intervista di fuoco contro B. Poi cerca di rasserenare la base.

No, non sono preoccupato. Lo ero sino ad agosto. Ma da settembre, dalle feste e dalla summer school, dal contatto con il nostro popolo, credo siamo usciti tutti convinti che va benissimo il pluralismo culturale, non il correntismo esasperato.
Summer School? Contatto col nostro popolo? Correntismo esasperato? Si, mi sarò sicuramente perso qualcosa. E Kennedy? Uòlter, e Kennedy dove lo mettiamo?

Wittgenstein frocioooo.

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W apre i commenti per chiedere una dritta su un plug-in di WordPress e in rete (italica) si scatena il putiferio.

A proposito di BlackBerry.

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Wikipedia riporta le presunte origini del nome.

RIM settled on the name "BlackBerry" only after weeks of work by Lexicon Branding Inc., the Sausalito, California-based firm that named Intel Corp.'s Pentium microprocessor and Apple's PowerBook. One of the naming experts at Lexicon thought the miniature buttons on RIM's product looked "like the tiny seeds in a strawberry," Lexicon founder David Placek says. "A linguist at the firm thought straw was too slow sounding. Someone else suggested blackberry. RIM went for it."Previously the device was called LeapFrog, alluding to the technology leaping over the current competition, and its placeholder name during brainstorm was the PocketLink.
A proposito, qui e qui trovate free software, wallpaper, ring e temi. E qui le foto del Thunder, con tecnologia touch, che potrebbe diventare un interessante alternativa all'iPhone.

Le zollette della discordia.

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Le zollette della discordia.
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Zollette Ceche.

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Tra poche ore lascio la Moravia per Milano. Vado. Un caffè e via. Le zollette di zucchero. Dicono di averle inventate qui, in Repubblica Ceca. Anzi, ne sono orgogliosi. Delle zollette. Come noi lo siamo dell'espresso. Ne sono talmente orgogliosi che le zollette sono entrate nella promozione interna della presidenza Europea. Dal Gennaio 2009, infatti, per la prima volta nella storia, la RepCeca presiederà un semestre di presidenza dell'EU.

Ora, il fatto è che la campagna in questione dice una cosa tipo Renderemo le cose più dolci per l'Europa. Tradotto in Ceco vien fuori Renderemo più dolce la medicina per l'Europa. Così l'opposizione ha criticato il governo in carica per la scelta infelice della promozione, costata mezzo miliardo di euro. Poi sono arrivati i nazionalisti, che si sono incazzati, perchè vedono nella campagna una metafora di ciò che sta per accadere al paese: sciogliersi lentamente come una zolletta (nel caffè EU).

Insomma, tutto il mondo è paese. E tra due ore me ne torno a casa.
Ricordate l'indimenticabile foglietto verde da compilare in volo, prima dell'arrivo negli Stati Uniti? Quello con domande sulle tue malattie contagiose, azioni depravate, espulsioni, terrorismo e genocidi? (1) Ebbene, il foglietto ha fatto il suo tempo. Sarà sostituito, a partire dal 12 gennaio 2009 da un modulo online. Obbligatorio. Che dovrà essere compilato almeno 72 ore prima dell'arrivo in US.

Il modulo si chiama ESTA. Electronic System for Travel Authorization. Il nome la dice lunga. E' una richiesta. Ergo, potrebbe essere rifiutata. Per lo meno si evita di andar lì e vedersi rispedire indietro (già capitato ad amici Italiani, Libanesi, eccetera) per qualche cavillo o perchè lo stronzo all'immigration aveva la luna storta. Il lato positivo è la durata.

Once approved, an ESTA is valid for multiple entries to the U.S., and remains valid for up to two years, or until the applicant's passport expires.
Insomma, tenetelo a mente.

(1) Formalmente, l'I-94W. Vedi Il meraviglioso mondo di MXP, pagina 47, "Scusi, ha mai compiuto un genocidio? Guida rapida alla compilazione del modulo d'ingresso negli Stati Uniti".

Mr. McCain, you shouldn't quit.

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McCain sospende la sua campagna a causa della crisi economica e vola a Washington. Per discutere i 700 miliardi di dollari che il signor Bush vuole mettere sul piatto per il salvataggio dell'economia americana. Così, cancella la sua presenza al David Letterman Show. Che, risentito, reagisce così.

Are we really suspending because of the economic crisis or because the poll numbers are sliding?

Il video, per intero, è qui (7 min, inglese).

Asocial network.

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Help. Qualcuno sa dirmi come cancellare il mio account da Facebook? Creato per sbaglio tre giorni fa. E ora un pacco di sconosciuti/e mi sta aggiungendo alla propria lista di friends (?).

Bollettino di viaggio.

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Tra due ore parto da Hradec Kralove per Kromeriz. Ovverosia mi sposto dalla Boemia alla Moravia (mappa). Piove. L'aria è frizzante C'è un freddo cane. Qualche umano si è fatto finalmente vivo, in centro.

Che fare delle miglia Alitalia.

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Un bel falò. Ricevo da Delta Airlines, partner Skyteam di Alitalia.

Dear Mr. C.,

Thank you for your e-mail regarding Delta's SkyMiles program. The SkyMiles Membership Guide and Program Rules state that miles from our SkyMiles partner airline programs cannot be combined together. Delta flights and all participating partner activity are eligible for credit in only one mileage program and cannot be transferred once recorded. Accordingly, we must respectfully deny your request. We appreciate your selection of Delta and will always welcome the opportunity to be of service.

Sincerely, Becky Brown,
Medallion Desk, www.delta.com
Morale. Si possono usare le miglia per acquistare biglietti Alitalia. E poi chissà. Si possono usare per volare SkyTeam. Si possono usare per una donazione. Ma anche qui, che si dona se Alitalia chiude i battenti giovedì? E no, proprio non si possono combinare.

Hradec Kralove
Originally uploaded by giusec

In realtà non mancano solo gli accenti. Qui, a un'ora e mezzo da Praga, manca la gente. Non c'è nessuno in giro, a ora di pranzo. In pieno centro. Polverizzati. Chissà.

Update. Io pensavo: a pranzo son tutti al lavoro. Verranno fuori la sera. Col cavolo. Sembra l'ambientazione di Io sono leggenda. Allora chiedo al collega autoctono perchè è tutto deserto. E lui mi guarda e dice because today is tuesday. E si torna in Hotel. Unici umani nel giro di una decina di miglia.

Irresponsabilità e disastri.

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Come volevasi dimostrare.

Il cavolo di Kromeriz.

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Domani sarò in Moravia. Che non ha niente a che fare con la letteratura Italiana del Novecento. Kromeriz, per la precisione. Con un pò di accenti spigolosi che non riesco a replicare sull'editor di MT. Al Castello protetto dall'Unesco, per la precisione della precisione. E quando mi perderò in città potrò dire, seguendo le indicazioni di questa mappa del sito ufficiale: bene, e adesso dove cavolo mi trovo ?

Head Hunter series in SDA.

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In questi anni di declino Berlusconiano ogni occasione per fare un passo avanti con la propria carriera deve essere preso al volo. Bocconi organizza a Milano, per gli Alumni Bocconi-AMSDA (MBA etc.) e per i non Alumni un'interessante serie di incontri con head hunters, la Head Hunter series. Primo incontro il 23 Settembre: Heidrick & Struggles. Secondo incontro il 14 Ottobre: Ray & Berndtson. Qui le informazioni. Qui la registrazione.

Piesse. E vi ricordo che una lista aggiornata degli head hunters in Italia può essere rintracciata qui (al momento prima assoluta su Google con "head hunters italia").

Piesse2. La mia teoria sui nomi degli head hunters è qui.

(still) Recovering from Ike.

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Ike è ormai passato oltre. Sulle pagine dei quotidiani, intendo. In realtà la situazione non è ancora tornata alla normalità. A sei giorni di distanza dal disastro.

This week so far has been consumed with getting the Houston office re-opened. Still over 50% of the city is without power. The staff are all safe and accounted for but some have sustained damage to their homes and many are still without power.  It will be a few weeks before things are back to normal.

Senza Uolter non sarei me stesso.

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Adesso va meglio. Mi sto rilassando. Alitalia in bancarotta. Recessione mondiale. Tempesta finanziaria. Strage di camorra a Napoli. E poi B. che fa il bello ed il cattivo tempo. Lui però è tranquillo. E si rilassa. A New York, cogli intellettuali. Senza Robert Kennedy non sarei me stesso. E poi. Se vince Barack cambia tutto, anche in Europa. E allora, di che preoccuparsi. Se vince Barack. Se lui è tranquillo. Rilassiamoci.
English from fear. Da Andrea e Federico, il fior fiore (the flower flower) delle frasi idiomatiche. Per una perfetta padronanza dell'inglese. Adesso si che siamo a cavallo (now yes that we are at horse).
Ci ha perso Intesa. Banca Intesa, maggiore sconfitta. Correggo, Intesa e AirOne. Il piano salva-AirOne è fallito. Ricordiamo che il debito di AirOne era salito a 1.1 miliardi nei primi mesi dell'anno. Intesa è tra i maggiori creditori di ApH, controllante di AirOne. Fallito il salvataggio di ApH-AirOne (che avrebbe dato in leasing in suoi vettori ad Alitalia, ridicolo), è fallito il salvataggio di Intesa. Cosa che non può non lasciarci soddisfatti. Una volta tanto.

Ci perdiamo noi tutti. Gli Italiani, altri grandi sconfitti. Non per la scomparsa della compagnia, chissenefrega. Si, perderemo le tratte interne. E pure i collegamenti colle isole. E pure i voli per San Paulo. E pure decine di migliaia di miglia. Chissenefrega. Piuttosto, ci perderemo, come sempre, perchè la cassa integrazione e gli ammortizzatori sociali nei confronti dei ventimila dipendenti ci costeranno assai più della bad company del folle piano Fenice. Come se non bastasse tutto il denaro sborsato ad oggi. Magra consolazione: Alitalia scompare, la nostra progenie non dovrà pagare.

Ci perdono i piloti, che forse, dopo anni di vittorie e prepotenze all'italiana, non si aspettavano una bancarotta (bancarotta? scherzi? sul serio?) .

Ci perdono i sindacati. Che ormai non si capisce più che ci stiano a fare, questi arroganti signori. Visto che il compito che sono chiamati a svolgere è ormai dimenticato. Da anni.

Berlusconi, no. Lui no. Perchè riuscirà, ancora una volta, a farla franca. A rigirare i fatti e a far cadere le responsabilità su piloti e CGIL (che hanno le loro sacrosante colpe). Facendo dimenticare agli Italiani che proprio lui ha rappresentato la principale causa del fallimento della trattativa AirFrance. E di un conseguente dignitoso salvataggio della (fu) compagnia di bandiera.

La crisi dei sub-prime for Dummies.

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Fannie e Freddie, Merryll Lynch, Lehman Brothers. E non è finita. Sembra che anche altri colossi (Aig?) abbiano le ore contate. E allora forse vale la pena rivedere il concetto dei sub-prime, così, tanto per capire un pò. Dimenticavo. Non sono un esperto di mutui. Però ho parlato con parecchia gente in US e un'ideuzza in fondo me la sono fatta.

Un mutuo sub-prime è un mutuo per proveri disgraziati. Chiamiamoli Joe e Mary. Joe e Mary non hanno una storia di credito tale da potersi permettere un muto regolare, un prime. Inoltre, hanno un livello di istruzione medio-basso. Spesso sono di colore o appartengono ad una minoranza. Non sanno esattamente come funziona il tutto e decidono di fidarsi delle banche.

Il sub-prime ha alcune simpatiche caratteristiche.
  • interesse fisso per i primi due anni;
  • interesse variabile per il resto della durata del mutuo (ad esempio ventotto).
Trattandosi di un mutuo ad alto rischio (per la banca, e non solo), i tassi di interesse applicati ai sub-prime dopo i primi due anni schizzano alle stelle. Joe e Mary si trovano così a sostenere spese impossibili, dopo i primi anni di semistabilità. Le banche suggeriscono ai poveri J&M di rifinanziare a tassi più convenienti o di rivendere casa. Nel frattempo però i tassi son saliti, i prezzi delle case crollati, e i suggerimenti delle banche Joe e Mary possono ormai metterseli in quel posto. E' l'inizio della fine.

Ike, a slow recovery.

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Ricevo, dal servizio SOS travel della mia azienda. Dettagli dimenticati, pare, dai giornalisti italici. Impegnatissimi a studiare la definizione dei mutui sub-prime, in fretta, prima che qualche altro colosso ci resti secco.

Media reports on 16 September indicate that Hurricane Ike killed at least 40 people and caused significant damage to the southern coastal region of Texas, after making landfall near Galveston on 13 September. The storm has left 30,000 people in the affected region living in shelters, and 3m more without electricity. Emergency crews have reportedly rescued 3,300 people trapped by flooding in the coastal areas in and around Galveston; approximately 20,000 more are still stranded on Galveston Island, and an additional 200 people remain stranded on the Bolivar Peninsula. Approximately 40,000 people who were evacuated from Galveston Island are being prevented from returning to their homes, and have been warned that they may not be able to do so for months.

Spingimi, Lehman.

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E la crisi spinge McCain, Corriere.it. La crisi finanziaria favorisce più Obama che McCain, ilFoglio.it.

Michelle Obama, blogger.

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Udite, udite. Michelle Obama è una blogger. O qualcosa del genere, insomma.

Cose dell'altro mondo.

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Ciò che sta accadendo oggi a Lehman Brothers, credetemi, per gli addetti ai lavori ha semplicemente dell'incredibile. Come se, chessò io, Alitalia fosse salvata per l'ennesima volta dai nostri contributi (e col nostro consenso) o come se, fatemi esagerare, un imprenditore psicopatico avesse preso il Paese in scacco per vent'anni per salvarsi il culo dalla bancarotta delle sue aziende (sempre col nostro consenso).

Cose dell'altro mondo, ecco.

In memory of DFW.

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Tra tutti gli articoli letti sul suicidio di David Foster Wallace, il ricordo di Laura Miller su Salon è quello che ho trovato più vivo e toccante.

Houston, we (still) have a problem.

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Sebbene la notizia sia sparita dai media di questo provinciale paesello (Italia, ndr), la situazione in Texas è ancora disastrosa, dopo il passaggio di Ike (vedi qui, qui e qui). L'aeroporto di Houston è appena stato riaperto. GLS è ancora chiuso e nessuno sa quando/se riaprirà. La situazione trasporti è nel casino totale. Il coprifuoco a Houston è stato esteso alla notte. Galveston è senza acqua, gas, energia. Bush, l'amicone di B, cerca disperatamente di coprire la pochezza organizzativa del suo Governo federale per far fronte al secondo disastro naturale della sua disgraziata era (New Orleans, ndr). Ma basta leggere i commenti degli articoli dello Houston Chronicle, tanto per citare uno dei quotidiani locali, per rendersi conto della situazione.

Galveston has been hit hard, Mayor Lyda Ann Thomas said. We have no power. We have no gas. We have no communications. We're not sure when any of that will be up and running. We want our citizens to stay where they are. Do not come back to Galveston. You cannot live here right now.
Nel frattempo Milano si allaga per qualche oretta di pioggia.

Alla deriva.

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Una di quelle giornate, oggi, in cui la mia voglia di andarmene da Milano e da questa merda di Italia neoconservatrice ha raggiunto vette stratosferiche.

Houston, now we have a problem.

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Ike colpisce Houston e la lascia al buio.

Ike/da casa.

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Sono a casa. Seguo tutto da qui, sensa più l'ansia della fuga. L'aeroporto internazionale è appena stato chiuso. Dovrebbe riaprire domenica mattina. Ergo: se non avessi anticipato di ventiquattr'ore il volo sarei rimasto bloccato a Houston. Alcuni colleghi sono arrivati ieri notte a Dallas dopo quindici ore di viaggio in highway (in condizioni regolari ci vogliono circa quattro ore). Oggi tutti gli uffici son chiusi.

La cosa peggiore, mi si diceva, è il pericolo di inondazione, non i venti. Houston è al livello del mare. Per precauzione la fornitura di energia sarà interrotta. Che poi significa: niente luce, niente cibo, niente aria condizionata (ieri c'erano 95°F, circa 30 °C), niente internet, isolamento totale.

Il miglior blog per saperne di più è quello di Eric Berger, esperto metereologo, che ogni giorno organizza una live chat sull'argomento. E che sta, a sua volta, per evacuare.

Pictures of Ike.

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Ike
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Salve, vi presento Ike. La foto qui sopra e le successive (due, tre, quattro, cinque) sono state scattate ieri pomeriggio, 3pm locali, a pochi minuti dalla partenza da Houston. Volo diretto per l'Europa. Io sono stato uno dei fortunati a lasciare la città. Oggi leggo di mandatory evacuation nelle aree di Galveston, Corpus Christi, sud Houston, est Houston. Alcuni dei colleghi hanno abbandonato l'ufficio ieri pomeriggio, poichè le loro abitazioni si trovano nell'area di evacuazione.

Oggi Ike è solo di intensità due. Allo stesso tempo è enorme. Grande da riempire l'intero Golfo del Messico. L'emergenza è passata da voluntary a mandatory. Le autorità parlano di morte certa (hurricane will bring to certain death) per chi rimarrà in zona e questo ha scatenato il panico e le critiche, in quanto un allarme simile non si ascoltava dai tempi di Katrina.

A Houston temono il peggio. Non tanto per l'uragano in se, che dovrebbe atterrare a Galveston. Quanto per l'inondazione successiva. Per non parlare dell'interruzione dell'energia elettrica, aria condizionata, internet, eccetera. Non dimenticate che Houston è la quarta città degli Stati Uniti, ben più grande di New Orleans.

Dimenticavo. Di tutto questo sui giornali Italiani, come sempre, non c'è traccia.

iPod dispenser, Houston airport.

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iPod dispenser, Houston airport.
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Ike/the big wave.

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Nell'attesa di Ike e della notizia stato di emergenza con mandatory evacuation, qui c'è anche chi vede nell'uragano una grande opportunità.

We're just here watching for Ike, said surfer Stephen Peck of Pearland, who visited Surfside Beach with friends. He said if the center of the storm stays out of the area, big surfing swells should come later this week.

Ike/evacuazione.

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Sembra che venerdì ci evacuino, assieme ad altri due milioni di Houstoniani. Proviamo ad anticipare la partenza a domani. Exciting.

Update. Anticipata partenza, rientro oggi.
Update 2. L'uragano si muove più rapidamente del previsto. Al momento è stata dichiarata l'evacuazione spontanea delle aree di Galveston e Corpus Christi. Stessa cosa per Houston Est e Sud. Gli aeroporti di Corpus (CRP) e Valley Int'l Airport (HRL) sono stati chiusi. Oggi vedremo se lo stato di emergenza e la relativa evacuazione si trasformeranno da voluntary a mandatory.

Ike, altro.
- Storme pulse, link (fighissimo)
- Should I stay or should I go? link via Houston Chronicle
- National Hurricane Center, link

Ike/tre.

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Ike colpirà le coste del Texas sabato mattina. Galveston sta per essere evacuata. Probabilmente anche Corpus Christi, sulla costa. Al momento qui a Houston è tutto normale. La gente è tranquilla, come se l'arrivo di un uragano sia la cosa più naturale del mondo. Il nostro volo di venerdì è in forse. Insomma, la situazione comincia a diventare interessante.

Update. Questi hanno confermato tutti i meeting di venerdì mattina. O sono folli, o mi sto preoccupanto più del dovuto. Una delle due.
Il Texas è noto per mandare la gente alla morte con una leggerezza tale da fare invidia alla peggior dittatura. Oggi è il turno del signor Charles Hood, nel braccio della morte dal 1990. The Atlantic Monthly si scaglia contro lo stato e la sua concezione di giustizia, qui.

Texas is notorious for putting more murderers to death than any other state, and for executing some who may have been given something less than stellar due process. The case of convicted double murderer Charles Dean Hood--scheduled for execution this Wednesday--is particularly egregious. It raises deeply disturbing questions about the state's administration of justice and should be an embarrassment to anyone who claims that Texas is committed to the fair administration of its death penalty

Ike/due.

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Ieri hanno iniziato la Conferenza con una bella slide sull'avvicinamento di Ike e sulla possibile evacuazione della città (sabato, nota di giusec), così, tanto per tranquillizzare gli animi dei partecipanti, specialmente quelli degli Europei, che sono certamente abituati ad evacuare una città con altre due milioni di anime.

Ike!

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La notizia del giorno qui a Houston è Ike (pronuncia: aichi). L'uragano che ha già colpito Haiti e Cuba e che rischia di arrivare in città sabato mattina. Il mio volo per Milano è venerdì pomeriggio. Dovrei poter sloggiare in tempo.

Per le highway gli stessi cartelli che in Italia suggeriscono di allacciare le cinture ai bimbi, qui avvertono invece che l' "Hurricane season is here". Ergo: meglio prepararsi, riempire il serbatoio, fare provviste, trovare una meta. Ci si ricorda ancora del 2005, quando Katrina e poi Rita costrinsero circa due milioni e mezzo di persone ad abbandonare la città, dando inizio ad uno dei più grandi esodi della storia contemporanea.

E intanto Florida, Louisiana e Texas si preparano al peggio.

Le cose si mettono male.

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Oggi la stampa americana tutta, con poche eccezioni, è compatta nel confermare che il vantaggio di Obama si è polverizzato. Ovviamente i media destrorsi prendono la palla al balzo, e si scatenano. Così AFP, FoxNews, USAToday.
Durante un volo per gli Stati Uniti si ha molto tempo per leggere. Una delle mie letture preferite, sabato, è stata il Sole24Ore. Precisamente, un articolo di Gianni Dragoni, che spiega, lucidamente e per punti, perchè il piano Air France era migliore dell'attuale Fenice. Il Sole24Ore, non l'Unità. Io ho provato a semplificarlo, lasciando i numeri e condensando le considerazioni di Dragoni. Risulta chiaro che: 1) il piano Fenice è il salvataggio di AirOne. 2) Alitalia è stata svenduta alla cordata, che ne ricaverà profitti a palate. 3) il piano Air France era più solido e più conveniente per gli Italiani. La premessa del Sole è:

In nessun aspetto la proposta attribuita alla cordata di 16 investitori della Cai, guidati da Roberto Colaninno, già scalatore di Telecom Italia nel 1999 con i soldi della stessa società, migliora il progetto francese. Anzi, numerosi appaiono i peggioramenti, per la compagnia e i lavoratori, per i consumatori, per i contribuenti, per creditori e azionisti.
Punto uno. L'Italianità. Le destinazioni di New Alitalia saranno 65, quelle di Air France erano 84. Ci sarà una concentrazione sul mercato nazionale ed europeo, con pochi collegamenti intercontinentali (13-16 destinazioni, contro le 15 previste da Spinetta). Per i passeggeri italiani aumenterà la necessità di fare scalo a Parigi, Francoforte o Londra per voli lunghi.

Punto due. Flotta dimezzata. Alitalia + AirOne avranno circa 139 aerei, cioè 100 in meno dei 238 impiegati dai due vettori. Spinetta prevedeva un'Alitalia con 137 velivoli. I francesi inoltre prevedevano di aggiungere un aereo di lungo raggio all'anno dal 2010. Non si conoscono gli impegni di Colaninno in proposito. Poiché Alitalia già ha 175 aerei, più della flotta giudicata necessaria dal nuovo piano (139), a cosa serve aggiungere AirOne, con i suoi 60 aeroplani? Il canone di leasing su questi aerei è molto più alto che sugli altri.

Punto tre. Monopolio. Già detto mille volte. L'unione di Alitalia con il principale concorrente annulla quasi tutta la concorrenza sui cieli nazionali. La nuova società avrà mano libera nell'alzare le tariffe. L'italianità, insomma, sarà pagata cara dai consumatori.

Punto quattro. Impegni finanziari. Air France-Klm si era impegnata a versare in Alitalia almeno un miliardo entro giugno 2008, accollandosi anche circa 1,4 miliardi di debiti finanziari netti che invece il nuovo piano lascia nella bad company. Di fatto, l'impegno di Air France era di 2,4 miliardi circa. E non ci sarebbe stata una bad company da scaricare sullo Stato o sui creditori/azionisti. La cordata ha annunciato un impegno fino a un miliardo. Per ora, i suoi soci hanno versato 160mila euro. L'impegno degli italiani è meno della metà dei francesi. Resta un buco di almeno 1,4 miliardi nella bad company: debiti che verranno pagati dallo Stato (io, noi, voi), dai creditori, dagli azionisti.

Punto cinque. La (s)valutazione di Alitalia. Si sostiene che la Cai abbia fatto un'offerta di circa 300 milioni per comprare la parte buona di Alitalia, slot, marchio, gli aerei migliori. E' impensabile che la polpa buona di Alitalia valga così poco. Alitalia possiede slot pregiati a Heathrow, Parigi, Francoforte, Duesseldorf, Madrid che valgono svariate centinaia di milioni. Ha un marchio noto nel mondo, una rete di vendita internazionale.

Houston for Dummies.

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Houston (pronuncia Iùston) non è la capitale del Texas. E' una premessa dovuta. E' la quarta città degli Stati Uniti e la maggiore del Texas. Coi sobborghi supera i 5 milioni di anime e rappresenta la sesta area metropolitana del paese. Non ha ancora una metropolitana.

Fondata la bellezza di centosettant'anni fa, è sede oggi di tre strabilianti attrattive. Il NASA Johnson Space Center (Houston, we have a problem!), da dove si controllano tutte le spedizioni spaziali americane, e che presenta un divertente tour per turisti. Poi il SixFlags, che è una specie di grosso Acquafàn. Per finire la città sotterranea, un insieme di tunnel e passaggi costruiti per evitare di schiattare a causa del clima subtropicale della città (al momento ci sono solo trenta gradi, quindi c'è feschino). Oh, dimenticavo la quarta meraviglia: la Galleria, la più grande shopping mall dello stato.

Houston è la città dei Bush, le cui fortune da qui hanno origine, e del petrolio. L'aeroporto della città è intitolato a nonno Bush, papà dell'attuale presidente Bush e presidente a sua volta a fine anni ottanta. Come se Linate fosse rinominato Aeroporto Nonna Rosa Berlusconi.

Il Tex-Mex è strabiliante. Anche la peggiore bettola della città può competere a testa alta con il più rinomato ristorante Tex-Mex milanese. La margarita poi non ha eguali. E pure i ristoranti BBQ. La popolazione Texana è tra le più obese del pianeta.

The Parking Spot, Houston.

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The Parking Spot, Houston.
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Via l'ICI. Arriva l'Alitalia-tax.

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Tempo fa qualche calcolo ci aveva portato alla conclusione che Alitalia era costata alla collettività circa 275.4 Euro a testa. Neonati inclusi. Anziani inclusi. Eccetera.

Adesso il prof. Ugo Arrigo, docente di Finanza a Milano Bicocca, fa qualche altro conto. In soldoni, il piano Fenice costerà agli Italiani dai 68 ai 114 Euro a cranio (vedi anche Gilioli, qui). Insomma. Costo finale: sui 343.4/389.4 Euro a persona. Noi siamo in quattro. Totale.1,372/1,558 Euro.

Ora, quanto ci veniva a costare l'ICI?

Houston, we (don't) have a problem.

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Howdy. Domani partenza. Houston. g&f si trasferisce in Texas, fino a sabato prox. Ci si sente da lì. Regards to y'all.
Lo confesso. Per un attimo ci ho creduto anch'io. Che B fosse diventato, improvvisamente, un grande statista. Cribbio. Il trattato. Il Rais. La pace. Le autostrade. Ma poi la verità è venuta a galla. Mi sbagliavo. Altro che, se mi sbagliavo.

L'antefatto. 'E' la fine di 40 anni di dissapori. E' un riconoscimento completo e morale dei danni inflitti alla Libia dall'Italia durante il periodo coloniale'', ha affermato B. Ci fu un tempo in cui gli Italiani credettero di poter fare le cose in grande e di crearsi un bell'Impero, proprio come Inglesi, Spagnoli, Portoghesi. La Libia era a due passi da casa e l'Italia, notoriamente pigra, la scelse come colonia. Negli anni 40 tanti connazionali si spinsero a Sud. Al punto che gli italici giunsero a rappresentare il 13% dell'intera popolazione libica. Costruimmo strade, ponti, abitazioni. Poi le cose presero una piega inaspettata (?), entrammo in guerra cogli alleati sbagliati, insomma un gran casino. Perdemmo la colonia, oltre che la faccia. Trent'anni dopo uno strano signore, Gheddafi, prese in mano le redini del paese. E rispedì a casa 20,000 italiani, privandoli di tutti i loro beni.

L'accordo. B ha chiesto scusa al Rais, a nome degli Italiani. Quindi anche a nome mio. L'accordo prevede lo stanziamento di 200m di dollari all'anno per i prossimi 25 anni sotto forma di investimenti in progetti di infrastrutture in Libia - ancora autostrade, abitazioni, ponti, e poi case per anziani (case per anziani?), acquafàn, e cose del genere.

I rimpatriati. L'associazione Italiani Rimpatriati dalla Libia (Airl) si è incazzara da morire per le parole di B. Dei 20,000 Italiani espulsi a calci nel sedere difatti non c'è traccia, nel trattato. Probabilmente B neppure sa di cosa stiamo parlando. Penserà a 20,000 turisti costretti a tornare in Italia per evitare fastidiosi contrattempi aerei, nei lontani anni settanta.

L'accordo - ciò che non sapevamo.
In realtà, B ha firmato ben altro. Ma, da esperto comunicatore, si è guardato bene di farcelo sapere. Difatti:
- l'Italia si impegna a non usare e soprattutto a non concedere l'uso delle basi sul suo territorio alla Nato e agli Stati Uniti nell'ipotesi di una futura aggressione contro la Libia, in barba a ogni precedente trattato internazionale;
- l'Italia si impegna ad allargare il lodo Alfano alle 4 maggiori cariche istituzionali libiche (Gheddafi, Gheddafi, Gheddafi, il figlio di Gheddafi);
- l'Italia si impegna a donare RAI 3 alla famiglia Gheddafi;
- la Libia si impegna a trattenere gli immigrati clandestini entro i confini di Marche-Abruzzo-Lazio. Ogni sconfinamento oltre il Po sarà punito con il rimpatrio immediato;
- la Libia si impegna a potenziare la scorta dell'On. Fini.

Maya dice la sua sul governo B.

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Intervistata dal sottoscritto, Maya dice (lucidamente) la sua sul governo B, criticando aspramente la gestione della sicurezza nel paese, contestando la solita interpretazione ad personam della giustizia, e lasciandosi sfuggire un ironico commento sulla vicenda Gheddafi. L'intervista assume toni drammatici nel momento in cui Maya si scaglia (duramente) contro il piano salva-Alitalia. Il video è qui in basso, via YouTube.

Open your arms, Houston.

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La discussione molto civile e pacata sui blog dell'Houston Chronicle sull'accettare a braccia aperte i rifugiati di New Orleans o rispedirli a casa a calci in culo per via del presunto aumento di criminalità mi ricorda tanto la guerra tra poveri a cui abbiamo assistito recentemente tra abitanti di Napoli e Rom. Con l'aggravante che qui si tratta di cittadini dello stesso paese (*). Fino a prova contraria.  (*) ma sappiamo bene come vanno le cose in Texas, gente.

Piesse. Tra quattro giorni sono a Houston.

La notte che installammo Chrome.

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Da qualche ora è possibile farne il download. Chrome. Veloce è veloce. I plug-in vanno alla c.d.c. Funzia solo sotto Vista e XP. Per il resto, ritengo che la mia vita difficilmente cambierà. 

Love is noise. Undici anni dopo.

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I Verve pubblicano un album, Forth, dopo undici anni, e volano dritti in prima posizione negli hits britannici. Il singolo Love is Noise si può ascoltare sul sito della band, e non è proprio un granchè. Però fa un certo effetto riascoltarli, dopo così tanto tempo.

The Weather Guys.

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Non è un nuovo gruppo undergroud di Cesano Boscone. Sono i due signori che aggiornano via Blog e Twitter la situazione in tempo reale di Gustav in Louisiana.

Fuga da New Orleans.

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Dovendo partire sabato mattina per Houston, ricevo aggiornamenti quotidiani dall'azienda per cui lavoro sulla situazione a New Orleans. L'ultimo bollettino è disaramante. Il curfew è, per la cronaca, il coprifuoco. Le sottolineature sono mie.

(...) Meanwhile, the authorities in the city of New Orleans, Louisiana, ordered a mandatory evacuation; local residents in the city's west bank are to evacuate by 08.00 on 31 August, while east bank residents are to depart by noon. Evacuations in the parishes of Lafourche and Terrebonne are underway. Officials in Lafourche announced the imposition of a curfew from 18.00 until the storm passes; anyone found on the streets during the curfew will be arrested. Officials in Terrebonne have not yet stated whether similar measures will be imposed in the parish.

At least 1m people may require evacuation from New Orleans. All highways from the city will be made one-way from 04.00 on 31 August to facilitate easier departures. Traffic has been suspended on the Mississippi river between the Gulf of Mexico and New Orleans, and commercial flights at the New Orleans International Airport (MSY) will be halted by 18.00 on 31 August. Many of the oil installations in the Gulf of Mexico on 30 August shut down operations and evacuated their personnel.
 
Approximately 1,500 police officers and 2,000 National Guard troops are on the streets in New Orleans to prevent looting and crime.

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