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Berlino non troppo beach.

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Questa settimana il Sole24Ore, col suo magazine anglosassone, celebra Berlino. Questa stessa settimana l’Espresso glorifica la città, nominandola swinging capital d’Europa. Berlino beach, titola l’Espresso. Niente di più falso.


Premessa: Berlino non mi dispiace. Non la visito spesso, in realtà. L’ho fatto per lavoro e per diletto più volte,
nel duemilacinque. A quel tempo Asia non era neppure nata. Forse anche
per questo, la città ci piacque molto. Poi fine. Non c’è ragione
alcuna, dal punto di vista  business, di tornare a Berlino.
Sempre che si abbia a che fare, come il sottoscritto, col software o
giù di lì. Qualche ragione turistica potrebbe esserci, lo ammetto. Ma
definirla swinging capital d’Europa solo perchè si è
trasportata un pò di sabbia sulle rive del fiume e perchè la città
sembra essere apprezzata da giovani studenti tedeschi, forse è un pò
troppo.

L’aspprezzamento è bell’è spiegato. E’ una città low cost.
Tutto costa meno, rispetto alle capitali d’occidente – Monaco,
Francoforte, Colonia, Dusseldorf. Costa poco viverci. Costan poco le
università. l’MBA di Berlino è uno dei meno cari di Germania. Durante
una serie di colloqui fatti recentemente a Dusseldorf mi stupì la
quantità di curricula riportanti un MBA a Berlino. Considerato poi che Berlino non rientra in alcun MBA ranking a me noto. Le risposte dei candidati chiarirono la costante Berlino. E’ l’MBA più low cost. La qualità? Che importa.

Il
fatto è che dopo l’MBA la gente torna a casa. A cercar lavoro. Forse
gli artisti restan lì, per un pò. Gli altri no. Il mercato finanziario
a Berlino è inesistente. Quello dell’hi-tech sconosciuto. Le grandi
multinazionali hanno sede a Monaco e Francoforte. Quelle Telecom
nell’area Dusseldorf-Colonia. Berlino è una città depressa,
economicamente. E il glamour portato dai suoi studenti non le
garantisce una vita economica post-universitaria. Così i giovani vanno
a studiare a Berlino. Si divertono un pò. Poi, presa la laurea,
trovandosi ad affrontare problemi di natura economica leggermente più
seri dei party sul fiume, lasciano la città. Per trasferirsi dove
effettivamente ha senso.

Per questo le storie raccontate
dall’Espresso e dal Sole sono, in parte, stronzate. Perchè non bastano
le scuole di moda e design per rendere una città la swinging capital d’Europa. E’ necessaria anche la capacità di offrire un lavoro. E questo oggi Berlino non è ancora pienamente in grado di farlo.

Comments

Beh…questo dipende…si tratta cmq di una città ultramoderna…in cui, di certo, architetti ed ingegneri civili ed edili riescono a soddisfare le loro aspettative…insegnanti di lingue straniere idem…poi dipende da cosa si cerca, è ovvio…

Che opinione superficiale su Berlino hai. Una città straordinaria dove molti italiani, come me, si sono trasferiti da tempo. Qualità di vita incredibile, verdissima e poco inquinata. All’avanguardia nella ricerca ecologica e appena nominata, dal NYT come il centro mondiale dell’arte. Non si vive di solo software.Hai un bel coraggio a parlare in modo così ignorante di Berlino vivendo in una città di merda come Milano che è in inarrestabile decadenza e sempre in coda a tutti i ranghi metropolitani mondiali.
Auguri

Ciao Riccardo, non la stiamo prendendo un pò sul personale?

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