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July 2008 Archives

Bla bla bla.

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L'odissea ha inizio l'altro ieri quando improvvisamente scompaiono gli SMS dal mio Blackberry. Non poter inviare un SMS oggi è come non poter respirare. Così ho rivisto tutti i settaggi del telefono - e voi potete capire quanto mi sia costato, vista l'assoluta incapacità di RIM di create un software user-friendly. Niente, nada. Così ho chiamato Vodafone. Ed è iniziato il calvario.

Per farla breve. Hanno fatto un aggiornamento sulla rete. E tutto è andato a puttane. Ma adesso ci pensano loro. Reset della SIM (operazione della durata di circa due ore). SMS a posto. Niente email. Altro reset. SMS OK, email defunte. Si scropre un errore sui dati. Terzo reset. SMS sempre OK, niente email. Questa volta c'è stato un disallineamento coll'applicazione del blackberry. Quarto reset. Non funziona più niente. SIM card error. Quinto reset. Il Blackberry torna in vita.

Tre giorni di connettività limitata, niente email, continui blocchi causa reset SIM, almeno dieci telefonate al supporto tecnico Vodafone aziende. Bla bla bla.

Non è la Lega.

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Non è la Lega.
Uploaded by giusec

Sent via BlackBerry

Scattata oggi, mentre si bighellonava nel quartiere latino di Torino.

La norma salva-sindacati.

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Non so bene ancora cosa pensare sulla norma anti-precari, seppure non mi sorprenderebbe una norma in tal senso, ricordando le parole pronunciate da B. prima delle elezioni di Aprile. Epperò bisogna essere cauti. Che nonostante in Italia ci siano cinquanta milioni di esperti di faccende lavorative, ad oggi non ho ancora visto uno straccio di seria analisi del caso.

Il Sole24Ore (quindi: la Confindustria) afferma ad esempio.

Le tutele contro i casi di abuso del contratto a termine ossia contro l'eccesso di reiterazioni sono rimaste immutate. Pertanto, nel caso in cui si superi il limite massimo dei 36 mesi, tra proroghe e rinnovi, la sanzione rimane quella della conversione del rapporto a tempo indeterminato. La stessa cosa accade laddove il rapporto si protragga oltre il termine inizialmente fissato». Dunque, sottolinea Confindustria, non c'è alcuna violazione della volontà delle parti che hanno sottoscritto il patto sul Welfare del luglio 2007, proprio perché non vengono messe in discussione le tutele fondamentali contro ogni impropria reiterazione nell'utilizzo del contratto a termine. Le novità riguardano «soltanto il caso in cui la causale che giustifica l'apposizione del termine al contratto risulti impropriamente indicata (ad esempio, sia stata impropriamente indicata la ragione sostitutiva) ovvero il caso in cui la proroga del contratto non rispetti pienamente i presupposti di legge (ad esempio le "ragioni oggettive" che consentono di prorogare il contratto). In tali casi le nuove disposizioni prevedono che, per i giudizi in corso, al lavoratore venga erogata un'indennità economica». La misura dell'indennità è la stessa che la legge già stabilisce per i casi di licenziamento illegittimo nelle imprese fino a 15 dipendenti. In sostanza si tratta di casi in cui si configura più un errore di procedura che un uso improprio del contratto a termine.
Il dubbio dovrebbe assalire, a questo punto. Norma anti-precari o subdolo tentativo dei sindacati di cavalcare la protesta e farsi belli dopo il gran casino (e la seguente perdita di consensi) combinato con Alitalia?

Eleven days to go.

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Nonostante le chiacchiere del China Daily, a soli undici giorni dall'inizio delle Olimpiadi, l'aria che si respira a Pechino non sembra essere proprio cristallina (foto scattata da James Fallows, giornalista dell'Atlantic). E, francamente, sembra più schifosa di ciò che respiriamo a Milano quando non c'è vento, non ci sono trombe d'aria e non piove da tre mesi.

Waiting for Mr. Obama.

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Obama vola in Europa. Parigi, Berlino, Londra, e poi Medio Oriente. Italia? Why Italia? Il che è interessante, considerato che: il PD si chiama piddì non perchè suoni bene (o forse si, tenuto conto delle capacità creative dei suoi leader), ma per un presunto legame ideologico tra la creatura di Uòlter e il più famoso Democratic Party. Per non parlare poi dei circoli Obama sparsi per lo stivale. Insomma, Obama ci dimentica. Un vero e proprio smacco.

Come se il sottoscritto, pur venendo a conoscenza di un partito Confraterita del Geco Party in Lituania e di una serie di circoli Giusec in giro per il paese, snobasse la nazione Baltica per puntare, chessò io, sull'Islanda.

E non basta dire: Obama non viene a trovarci perchè altrimenti dovrebbe incontrare quello stronzo di B. No. Completiamo la frase: Obama non viene a trovarci perchè 1) dovrebbe incontrare quello stronzo di B. e 2) il PD oggi che ci sia o meno non sposta una virgola nelle strategie mondiali e nella visione ideologica del signor Barack.

Kebab e osei.

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Bergamo è una città aperta, multiculturale e all'avanguardia, questo lo sappiamo bene. E' talmente tollerante che ha recentemente intrapreso una battaglia contro l'apertura di un Kebab in città alta. Non un ristorante da mille metri quadri. No. Un buchetto, un localino. Ma un Kebab in città alta è francamente un concetto difficile da mandar giù. Così i giovani padani, forti delle proprie ampie vedute, hanno dato vita alla protesta. Ne è nata anche una pagina su Facebook, dai contenuti illuminanti. Difendere la città alta dall'inarrestabile invasione del Kebab.

Ora, non fraintendiamo. Anche a me sta sui coglioni il McDonald di Piazza di Spagna. Ma quella è una storia ben diversa. Ho avuto l'occasione di vedere ristoranti stranieri arricchire i centri storici di città ben più antiche della nostra Bergamo. Pizzerie e ristoranti Italiani inclusi. Ma Bergamo, si sa, è diversa. E un pericoloso Kebab può irrimediabilmente rovinare l'immagine della città alta.

La Bohème for Dummies.

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Scala, La Boheme
uploaded by giusec

Ci sono questi quattro expats italiani a Parigi. Due di loro rimorchiano. Fa un freddo cane, che il global warming non si è ancora fatto sentire. Una delle donne, dopo aver canticchiato un pò, schiatta.

Nota. La Boheme, quella vera, da Wikipedia e dal Metropolitan (grazie, Diat). E dalla Scala (pdf). E poi il mio mini-fotoset, scattato escludendo il controllo delle terribili letterine della Scala.

You shall know my velocity.

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Ho appena aggiornato i miei viaggi su Dopplr. E' da un pò che non ci mettevo mano. Adesso ha una valanga di novità, tra cui una pagina pubblica per ciascun viaggiatore. Pagina alla quale si può accedere senza necessariamente fare il login ed essere pertanto registrati su Dopplr. La mia pagina, ad esempio, è qui. O è raggiungibile tramite il link al mio profilo, nella colonna centrale.

La cosa in assoluto più interessante, a parte l'elenco dei luoghi che dovrò visitare tra Settembre e Dicembre, è la mia velocità.

Dopo il Guru, il Geco.

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Dopo il Guru, il Geco.
Originally uploaded by giusec


(si spera chiaramente di non farne la stessa fine).

Adesso io non voglio pensar male, sarà un caso, sarà certamente un caso, ma lo avrete notato anche voi: torna lui e tutte le sfighe del mondo si abbattono sull'Italia. Alla recessione ci eravamo abituati. Siamo nati sotto la recessione, abbiamo vissuto l'ottanta per cento della nostra vita in tempi di recessione. Ma la stagflazione no. Ci mancava pure la stagflazione. Torna il signor B. e le sfighe più nere si riversano sul Paese. Sarà un caso. Sarà.

In economia, per stagflazione (combinazione dei termini stagnazione ed inflazione) si intende indicare la situazione nella quale sono contemporaneamente presenti - su un determinato mercato - sia un aumento generale dei prezzi (inflazione) che una mancanza di crescita dell'economia in termini reali (stagnazione economica).
Una brutta situazione, e lo voglio vedere io adesso il cavo signov Tvemonti, quello della Pauva e della Spevanza, alle prese col fenomeno che gettò nella disperazione economisti del calibro di Keynes. Secondo Fabio Pammolli, direttore del Cerm, sul Sole.

Senza una sostanziale riduzione della spesa pubblica, il pur buon andamento del gettito tributario non potrà certo sostenere un intervento anticiclico di rilancio dei consumi attraverso la riduzione del carico fiscale. Quelle riforme strutturali che il paese avrebbe dovuto fare quando l'economia tirava sono ora non rinviabili e dovranno essere fatte in un periodo di crisi dell'economia internazionale. È una situazione difficile, ma per uscirne si deve prendere le mosse da uno shock sul lato delle uscite e del contenimento della spesa pubblica.
Wikipedia aiuta a capire quanto incasinato siano il momento e la soluzione al dilemma stagflazione.

(...) Unless there is a differential impact on either revenues or spending due to stagflation, the impact of stagflation on the budget balance is not altogether clear. One school of thought is that the best policy mix is one in which government stimulates growth through increased spending or reduced taxes, while the central bank fights inflation through higher interest rates. Whatever theory is employed, coordinating fiscal and monetary policy is not an easy task.
Insomma, auguvi Tvemonti. Auguvi, Italietta.
Un blog interessante per chi, laureando o in cerca di primo lavoro, cerca uno stage. E altrettanto interessante per quelle aziende che non vorrebbero sfruttarli, gli stagisti. Assumendoli gratuitamente (!) e non garantendo loro alcuna possibilità di sbocco professionale.

Fashion Cities of 2008.

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Secondo l'autorevole LanguageMonitor.com (??!) le dieci città della moda più in del mondo sono.

New York (1) - No. 1 for the fifth year running.
Rome (2) - The Eternal City, again, a strong No. 2.
Paris (3) - Perhaps No. 1 in the world's hearts and mind - but not the media's.
Milan (5) - Overtakes London in this survey.
London (4) - The Elite Five far outdistance the rest.
Los Angeles (6) - LA knocks on the door of the Elite Five.
Sydney (12) - Sydney makes a huge move, breaking into the Top 10.
Las Vegas (9) - The intense media spotlight improves Vegas' ranking.
Berlin (11) - Berlin continues its very strong presence.
Tokyo (6) - Tokyo remains the capital of the Asian Fashion Industry.

E la cosa terrribile è che Bangkok e San Paolo sono uscite fuori dalla celeberrima classifica.

Lyr.

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Se siete per natura aperti ad altri cibi e culture (quindi: se non siete simpatizzanti del Pidielle) e avete improvvisamente voglia di tabbuleh, hoummous e altro cibo mediorientale, c'è un nuovo ristorante libanese, Lyr, che ha aperto a Milano dalle parti di Corso Sempione. Io c'ho fatto un salto l'altra sera.

Le portate sono di qualità e non minimaliste (ergo: si mangia a sufficienza). Si può anche assaggiare del buon vino italico, e questo può essere visto come un plus, da chi apprezza la bevanda (1), o come un minus, da chi vorrebbe escludere l'uso di alcolici, come in ogni buon ristorante mediorientale che si rispetti. L'ambiente è piacevole e minimal-orientale (che cazzo significhi, non so, il termine l'ho appena coniato). Epperò.

Epperò ci sono due pecche. Primo, il prezzo esagerato. Si paga circa cinquanta, bevande escluse. Per la stessa quantità-qualità a Dubai o Beirut si spenderebbero una quarantina di dollari (2). Secondo, e assai più grave, il ristorante è piaciuto ai signori di Vivimilano.

(1) Il mio ex-insegnante dell'AIS potrebbe uccidermi per un'affermazione del genere. Il vino è un alimento, non una bevanda.
(2) Ma ahimè qui siamo a Milano, non dimentichiamolo.

Ieri Inbev (Stella Artois, Becks, eccetera) ha fatto shopping otlreoceano, comprando Anheuser-Bush (Budweiser eccetera) e creando il primo megaconglomerato birresco al mondo.

Cambi sfavorevoli.

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La storia di Matteo Cambi è una bella storia imprenditoriale italiana, con un triste finale. Cambi si è fatto da se. Ha avuto un'idea semplice, ma geniale (a chi altri sarebbe venuto in mente di confezionare magliette con una cazzo di margheritina?). Ha avuto coraggio. Si è fatto il mazzo, per anni, distribuendo le tshirt nei posti giusti. Alle persone giuste. E poi si è fatto prendere dal successo ed ha mandato tutto a scatafascio.

Ciò non toglie che il suo sia un caso interessante. Dal punto di vista imprenditoriale, intendo. Per giunta Cambi non ha studiato. Niente università, niente MBA, o master di sorta. Ha avuto intuito. C'è poi chi fa bellamente confusione tra cultura e capacità imprenditoriali. Ma il fatto è che Cambi ha avuto un'idea di successo. Again, ha poi mandato tutto inesorabilmente a puttane. Ma questa è, ahimè, un'altra storia.

I Mille dubbi.

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Leggo la relazione di Marco Simoni dei Mille e poi vedo le foto di un Rutelli sgargiante e sorridente con Tabacci al meeting dei coraggiosi (coraggiosi per cosa? per essere ancora lì nonostante tutto?). E penso che sia un gran peccato continuare a sprecare così le nostre cartucce.

Il discorso di Simoni è interessante, ma fuori tempo. Parla del Sud. Della fuga di talenti. Del Governo destrorso. Un discorso che avrebbe avuto senso nel duemilasei. Non oggi. Non una critica al PD. Non un accenno alla gestione fallimentare di Veltroni. Non una parola sulle strategie per recuperare il Nord. Non una nota sulla deriva di D'Alema italianoeuropeo e Rutelli il coraggioso. Niente sul fallimento dell'opposizione all'inglese. Niente sugli sforzi di Di Pietro di fare opposizione (non all'inglese). Forse non toccava a lui, direte. Si, può darsi. Eppure questi temi non sono stati sfiorati. E poi era lo stesso Simoni il primo a criticare quelle direttive, cadute come sempre dall'alto, che avevano portato alla costituzione dell'organo direttivo del partito e ci avevano reso chiaro il vero significato dello sforzo fatto per le primarie. Zero. Niente. Nulla. Nada.

Berlino non troppo beach.

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Questa settimana il Sole24Ore, col suo magazine anglosassone, celebra Berlino. Questa stessa settimana l'Espresso glorifica la città, nominandola swinging capital d'Europa. Berlino beach, titola l'Espresso. Niente di più falso.

Che gelida manina.

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Ci ho messo quarant'anni a trovate qualcuno che mi invitasse alla Scala. E oggi che dovevo andare a festeggiare con la mia metà qui, ecco che avviene questo. Vabbeh, era destino.

Querida Mara.

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La leggenda secondo cui il quotidiano argentino Clarin (1) abbia pubblicato le stranote intercettazioni del signor B. è, come detto, soltanto una leggenda. Fate un salto qui. Non credo sia necessaria traduzione alcuna. Da notare però con quanta ricchezza di dettagli è riassunto il curriculum della ministra.

Mara es de Salerno y su biografía comprende las actividades en televisión, el mundo del espectáculo y la vida mundana. Pero Carfagna también estudió danza clásica, canto y es licenciada en Derecho.
(1) Quotidiano tristemente noto (ma solo per chi ha memoria) per le collusioni col regime fascista argentino dei Videla e dei Galtieri.
Pochi minuti.

- Ormai ho paura di rimettermi in gioco. Sono un vigliacco. Ma cos'è successo in tutti questi anni, ditemelo voi, io non lo so più.
- Ti si stanno imbiancando le tempie.
- Incominciano a pesare le sconfitte.
- Una serie ininterrotta di sconfitte.
- La nostra generazione, che cosa siamo diventati? Siamo diventati pubblicitari, architetti, agenti di borsa, deputati, assessori, giornalisti. Siamo tanto cambiati, tutti peggiorati, oggi siamo tutti complici.
(...) - Siamo invecchiati, siamo inaciditi, siamo disonesti nel nostro lavoro. Gridavamo cose orrende, violentissime, nei nostri cortei, e ora guarda come siamo tutti imbruttiti.
- Voi gridavate cose orrende e violentissime, e voi siete imbruttiti. Io gridavo cose giuste, e ora sono uno splendido quarantenne.
Il tenutario del presente blog tra pochi minuti compie gli anni. Quaranta, per l'esattezza. Certo, la serie ininterrotta di sconfitte comincia a pesare. Sono cambiato, forse peggiorato. Però grido ancora cose giuste (?), anche da questo blog. Di certo, non sono uno splendido quarantenne.

Paolo, Sabina e gli altri.

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E vabbeh. Quando ce vò, ce vò. Il post del (qui non eccessivamente amato) signor Paolo Guzzanti è da leggere ed è un buon esempio di imparzialità, abbastanza raro, in questi giorni, in questo paese.

(...) Quanto a Sabina: non condivido il suo linguaggio e i suoi argomenti ma riconosco che lei usa un sistema di comunicazione che è volto ad un segmento della sinistra italiana. La comunicazione è comunicazione. Se Berlusconi dice che chi non vota per lui è un coglione, noi difendiamo il suo diritto a dirlo e discettiamo sulla parola coglione per due anni. Se Sabina dice quel che dice, fa comunicazione anche lei.
e poi ancora.

(...) Ad oguno il suo consenso e il suo dissenso. Io non sono d'accordo con quello che Sabina ha detto sul papa, ma poiché io difendo il diritto di disegnare vignette sul profeta, non ho nulla da ridire se qualcuno dice cose grevi, offensive, che non condivido, sul papa.
Dell'imbarazzante risposta dei signori di Vodafone alle critiche sulle ridicole tariffe del nuovo iPhone, la parte in assoluto più entusiasmante è la seguente (i bold sono miei).

Precisamente, con un consumo di 500MB al mese un utente medio puo':
- Navigare in internet con Safari tutti i giorni per 30 minuti al giorno;
- Utilizzare Facebook per un totale di 30 minuti al giorno;
- Utilizzare YouTube due volte a settimana (...)
- Utilizzare Google Maps tre volte a settimana 10 minuti per volta;
- Utilizzare l'email in modalita'  push con (...) lettura/scrittura di 50 email al giorno;
- Utilizzare servizi di previsioni del tempo on line su sette citta' al giorno;
- Utilizzare servizi di borsa online con un check di venti azioni al giorno.
Uno spasso.

Rassegnamoci.

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Tra tutti gli articoli, i commenti, i video, gli editoriali, i post sugli avvenimenti di piazza di ieri, ho particolarmente apprezzato il post di Massimo Mantellini, sul reale significato di volgarità e sul paradosso di un attacco alla volgarità (della piazza) proveniente da quotidiani che hanno fatto della volgarità stessa uno stile editoriale. E poi quelli di Gilioli e Zoro. Che riassume la mia opinione (e la mia profonda delusione per un partito che ho, ahimè, sostenuto) in poche, illuminanti, righe.

(...) E' fondamentalmente per questo motivo che tanti elettori di sinistra hanno dimostrato ieri, ammassandosi al caldo davanti a relatori astrusamente assemblati, di voler partecipare, disposti ancora una volta a mangiare il rospo di un totale vuoto di rappresentanza, desiderosi di dare l'esempio a chi dovrebbe darne loro. Quel popolo che si è ritrovato a votare Calearo, Madia o Rutelli (parlo del PD, ma il discorso vale anche per gli altri partiti di sinistra) ieri si è ritrovato ad ascoltare relatori improvvisati e spesso inopportuni ed egoisti alle prese con un lavoro non loro (sì, ritengo la politica un lavoro, umile e faticoso, da artigiani della fanga, che come tanti altri in Italia non fa quasi più nessuno). E' per questo che da ieri sono ancora più incazzato di quanto lo sia stato negli ultimi tempi con Veltroni. Perché la maggior parte di quella piazza gremita sarebbe stata, potenzialmente, anche la sua, ad averne avuto il coraggio e in tanti avremmo gradito.

The GMAT scandal.

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Non tutti sanno che per accedere ad un MBA bisogna passare una serie di test. Non tutti sanno che uno dei test più duri è il cosiddetto GMAT (Graduate Management Admission Test). Non tutti sanno che esistono libri e siti web per prepararsi a superare il GMAT. Non tutti sanno che uno dei siti più quotati era Scoretop.com.

Era. Perchè sembra che abbia iniziato a smerciare domande e test reali - nel senso che si trattava di domande "live", effettivamente in uso o che sarebbero state usate - per la modica cifra di trenta 30 dollari. Poi il sito è stato chiuso dall'autorità proprietaria del GMAT e adesso tutti coloro che si son preparati all'esame via Scoretop.com rischiano l'annullamento del loro esame. E, peggio, l'annullamento della loro ammissione MBA. In tutto circa seimila studenti nel mondo.

Che poi è una gran bella stronzata, se ci si pensa, perchè ci si potrebbe domandare come potessero essere a conoscenza, gli studenti, che il materiale non era autorizzato. E la risposta del''autorità, GMAC, non aiuta certo a chiarire.

Q. How can students know what test prep material is legitimate and what's fishy? A. Any test preparation organization advertising "real GMAT items" is guilty of lying, stealing or both. In preparing to take the GMAT test, potential test takers should steer clear of these organizations as they can be harmful to their future. There are many reputable test preparation organizations available that do not make these claims.
Qui la storia. Qui le domande e risposte all'autorità. Qui il sito ormai sotto sequestro.

Inutile raccontare qui adesso quanto la mia generazione sia stata (e sia tutt'ora) attratta dal tema della fuga nel cinema e nella letteratura. Per non parlare poi della passione per gli showman che raccontano barzellette sulle navi da crociera, ma questa è tutta un'altra storia. Turnè, Mediterraneo, Marrakesh Express, I diari della motocicletta, hanno un posto d'onore nelle nostre raccolte. E poi i libri di viaggio, che riempiono intere aree delle nostre librerie vite.

Così, quando la settimana scorsa ho visto in Feltrinelli, col mio solito ritardo cronico, Into the wild, libro più film, non ho potuto resistere. La regia di Sean Penn e le musiche di Eddie Vedder-Pearl Jam hanno semplicemente confermato la mia scelta.

  • l'articolo originale, 1993, link
  • storia di McCandless, Wikipedia, link
  • articolo di Lietta Tornabuoni su Espresso, con errate considerazioni sul finale (non fu certo un orso a sbranare McCandless, vedi Wikipedia), link
  • il sito del film, 2007, link
E poi c'è quella frase ipnotica che chiude il film, che poi è il titolo del post, e che è la chiave di lettura dell'intera storia.
 
Eccolo, trascritto alla velocità della luce, il testo integrale del discorso del signor Silvio B. sui favori sessuali che sono sarebbero alla base delle nomine a ministro di alcune componenti del Governo.

Finalmente, il boom.

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Da Repubblica Economia, il capolavoro dei titoli.

Industria, 300 mila posti a rischio, è boom per la cassa integrazione. Il credit crunch comincia a farsi sentire anche nelle industrie italiane e mette a rischio quasi 290 mila posti di lavoro. L'allarme è della Cgil. Nei primi quattro mesi di quest'anno c'è stato un balzo del 22,40 per cento del ricorso alla cassa integrazione rispetto allo stesso periodo del 2007. In sei mesi le aziende che hanno temporaneamente sospeso tutta o parte l'attività produttiva sono passate dalle 669 del 2007 alle 782 del 2008 con un incremento di quasi il 17 per cento.
Nota. Notevole anche lo sforzo dell'autore, Roberto Mania, di farsi comprendere dal lettore medio: il credit crunch comincia a farsi sentire. Credit crunch.
Der Spiegel racconta, con grande ricchezza di dettagli, come un pool di psicologi volontari sia pronto a partire per la Campania, con il compito di sensibilizzare i cittadini allo smaltimento dei rifiuti e, soprattutto, al suo riciclaggio.

"We're not talking about psychology in the way that many people understand it," Luigi Ranzato, president of the group Psicologi per i Popoli, which is sending the psychologists, told SPIEGEL ONLINE. "Instead, we will be there to try to help introduce a sensibility about garbage disposal to, for example, the old and the young. They need to learn how to separate the garbage so that it doesn't become an inconvenience for their daily life".
Sensibilizzare i napoletani. Insegnare il riciclaggio con metodi didattici. Se mai arriveranno.

But stopping that slip into chaos might have to wait just a bit longer. Berlusconi's "Angels of Garbage" haven't yet arrived, and Ranzato says his psychologists haven't begun working in Naples either. "We were supposed to start in late June," he said. "But you know how the concept of time in Italy has its own logic..."

They did it/2.

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E i Coldplay si beccano la menzione d'onore per l'album Viva la Vida, che diventa il più scaricato di tutti i tempi nella storia digitale del fottuto pianeta. Yahoo! Music Blog:

But the big news is that, in just two weeks, Viva La Vida has sold more downloads than any album in digital history. The old record was held by John Mayer's Continuum. Viva La Vida sold 66,000 downloads this week, bringing its two-week total to 354,000. Continuum has sold 353,000 downloads since its release in September 2006. The rest of the all-time top five albums with the most paid digital downloads consists of Amy Winehouse's Back To Black (329,000), Daughtry's Daughtry (323,000) and Justin Timberlake's FutureSex/LoveSounds (301,000).

Hyper-polluted Beijing.

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Mancano trentasei giorni all'inizio dei Giochi Olimpici e sembra che la qualità dell'aria a Pechino peggiori drammaticamente. Qui poi sembra di essere a Milano a Febbraio durante uno di quei periodi di massima allerta. Per lo meno noi non ci azzardiamo a proporci per le Olimpiadi (per l'Expo si, però).

They did it.

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Sembra che Firefox 3 sia stato in effetti il software più scaricato della storia del pianeta: più di 8 milioni di download in ventiquattr'ore. Più o meno il numero dei visitatori di italia.it previsto per i prossimi centoquindici anni.

Videoblogendorsement.

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Questo è il primo videoblogendorsement ("video blogging endorsement") per g&f. Il primo della storia del nostro pianeta. Credo. Poi verrà quello di Pippo Baudo. Poi di Chuck Norris. Infine di quel signore che faceva il pianobar sulle navi. E il cerchio sarà chiuso.

PS: Oh. E by the way, il minivideo è girato con la nuova Flip Mino.

SDA Bocconi riporta un recente ranking del Financial Times, secondo il quale la business school italica si sarebbe piazzata prima in Italia, quinta in Europa, quindicesima nel mondo, per ciò che riguarda l'executive education. Ora, il dato Italiano, neppure lo commento. Che non mi pare ci siano altre scuole all'altezza (forse il MIP del Polimi, ma è way far, come dice il signor Berlusconi, dall'essere al livello di SDA. Soprattutto a livello internazionale). Epperò.

Epperò sono andato sul sito FT a cercare il ranking originale. Con non poca fatica. Anche perchè i ranking si sono centuplicati rispetto ad un pò di anni fa. Quale sarà quello giusto.

  • Top MBA program. Qui SDA occupa un triste 48mo posto. Era al 41, ora è al 48. Insomma, diciamo che non se la passa bene, in termini di international appreciation dei programmi MBA nostrani.
  • Top European Business School. Qui SDA è al quindicesimo posto. Superata da cose ignote e dalle soliti note.
  • Executive Education. Le cose vanno effettivamente meglio con l'Executive Ed. Qui, nella classifica combinata, SDA passa al quinto posto Europeo e quindicesimo mondiale. Che non è male, per capirci.
Resta il fatto che è solo SDA a rappresentare il Paese. Nessun altra business school rientra in alcuna delle mille classifiche di FT. Il che poi non permette molte scelte a coloro che vogliano perfezionare le proprie competenze con un MBA/Master: o Bocconi o il resto del mondo.

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