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July, 2008 Archives

Bla bla bla.

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L’odissea ha inizio l’altro ieri quando improvvisamente scompaiono gli SMS dal mio Blackberry. Non poter inviare un SMS oggi è come non poter respirare. Così ho rivisto tutti i settaggi del telefono – e voi potete capire quanto mi sia costato, vista l’assoluta incapacità di RIM di create un software user-friendly. Niente, nada. Così ho chiamato Vodafone. Ed è iniziato il calvario.

Per farla breve. Hanno fatto un aggiornamento sulla rete. E tutto è andato a puttane. Ma adesso ci pensano loro. Reset della SIM (operazione della durata di circa due ore). SMS a posto. Niente email. Altro reset. SMS OK, email defunte. Si scropre un errore sui dati. Terzo reset. SMS sempre OK, niente email. Questa volta c’è stato un disallineamento coll’applicazione del blackberry. Quarto reset. Non funziona più niente. SIM card error. Quinto reset. Il Blackberry torna in vita.

Tre giorni di connettività limitata, niente email, continui blocchi causa reset SIM, almeno dieci telefonate al supporto tecnico Vodafone aziende. Bla bla bla.

Non è la Lega.

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Non è la Lega.

Uploaded by giusec


Sent via BlackBerry

Scattata oggi, mentre si bighellonava nel quartiere latino di Torino.

La norma salva-sindacati.

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Non so bene ancora cosa pensare sulla norma anti-precari, seppure non mi sorprenderebbe una norma in tal senso, ricordando le parole pronunciate da B. prima delle elezioni di Aprile. Epperò bisogna essere cauti. Che nonostante in Italia ci siano cinquanta milioni di esperti di faccende lavorative, ad oggi non ho ancora visto uno straccio di seria analisi del caso.

Il Sole24Ore (quindi: la Confindustria) afferma ad esempio.

Le tutele contro i casi di abuso del contratto a termine ossia contro l’eccesso di reiterazioni sono rimaste immutate. Pertanto, nel caso in cui si superi il limite massimo dei 36 mesi, tra proroghe e rinnovi, la sanzione rimane quella della conversione del rapporto a tempo indeterminato. La stessa cosa accade laddove il rapporto si protragga oltre il termine inizialmente fissato». Dunque, sottolinea Confindustria, non c’è alcuna violazione della volontà delle parti che hanno sottoscritto il patto sul Welfare del luglio 2007, proprio perché non vengono messe in discussione le tutele fondamentali contro ogni impropria reiterazione nell’utilizzo del contratto a termine. Le novità riguardano «soltanto il caso in cui la causale che giustifica l’apposizione del termine al contratto risulti impropriamente indicata (ad esempio, sia stata impropriamente indicata la ragione sostitutiva) ovvero il caso in cui la proroga del contratto non rispetti pienamente i presupposti di legge (ad esempio le “ragioni oggettive” che consentono di prorogare il contratto). In tali casi le nuove disposizioni prevedono che, per i giudizi in corso, al lavoratore venga erogata un’indennità economica». La misura dell’indennità è la stessa che la legge già stabilisce per i casi di licenziamento illegittimo nelle imprese fino a 15 dipendenti. In sostanza si tratta di casi in cui si configura più un errore di procedura che un uso improprio del contratto a termine.

Il dubbio dovrebbe assalire, a questo punto. Norma anti-precari o subdolo tentativo dei sindacati di cavalcare la protesta e farsi belli dopo il gran casino (e la seguente perdita di consensi) combinato con Alitalia?

Eleven days to go.

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Nonostante le chiacchiere del China Daily, a soli undici giorni dall’inizio delle Olimpiadi, l’aria che si respira a Pechino non sembra essere proprio cristallina (foto scattata da James Fallows, giornalista dell’Atlantic). E, francamente, sembra più schifosa di ciò che respiriamo a Milano quando non c’è vento, non ci sono trombe d’aria e non piove da tre mesi.

Waiting for Mr. Obama.

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Obama vola in Europa. Parigi, Berlino, Londra, e poi Medio Oriente. Italia? Why Italia? Il che è interessante, considerato che: il PD si chiama piddì non perchè suoni bene (o forse si, tenuto conto delle capacità creative dei suoi leader), ma per un presunto legame ideologico tra la creatura di Uòlter e il più famoso Democratic Party. Per non parlare poi dei circoli Obama sparsi per lo stivale. Insomma, Obama ci dimentica. Un vero e proprio smacco.

Come se il sottoscritto, pur venendo a conoscenza di un partito Confraterita del Geco Party in Lituania e di una serie di circoli Giusec in giro per il paese, snobasse la nazione Baltica per puntare, chessò io, sull’Islanda.

E non basta dire: Obama non viene a trovarci perchè altrimenti dovrebbe incontrare quello stronzo di B. No. Completiamo la frase: Obama non viene a trovarci perchè 1) dovrebbe incontrare quello stronzo di B. e 2) il PD oggi che ci sia o meno non sposta una virgola nelle strategie mondiali e nella visione ideologica del signor Barack.

Kebab e osei.

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Bergamo è una città aperta, multiculturale e all’avanguardia, questo lo sappiamo bene. E’ talmente tollerante che ha recentemente intrapreso una battaglia contro l’apertura di un Kebab in città alta. Non un ristorante da mille metri quadri. No. Un buchetto, un localino. Ma un Kebab in città alta è francamente un concetto difficile da mandar giù. Così i giovani padani, forti delle proprie ampie vedute, hanno dato vita alla protesta. Ne è nata anche una pagina su Facebook, dai contenuti illuminanti. Difendere la città alta dall’inarrestabile invasione del Kebab.

Ora, non fraintendiamo. Anche a me sta sui coglioni il McDonald di Piazza di Spagna. Ma quella è una storia ben diversa. Ho avuto l’occasione di vedere ristoranti stranieri arricchire i centri storici di città ben più antiche della nostra Bergamo. Pizzerie e ristoranti Italiani inclusi. Ma Bergamo, si sa, è diversa. E un pericoloso Kebab può irrimediabilmente rovinare l’immagine della città alta.

La Bohème for Dummies.

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Scala, La Boheme

uploaded by giusec

Ci sono questi quattro expats italiani a Parigi. Due di loro rimorchiano. Fa un freddo cane, che il global warming non si è ancora fatto sentire. Una delle donne, dopo aver canticchiato un pò, schiatta.

Nota. La Boheme, quella vera, da Wikipedia e dal Metropolitan (grazie, Diat). E dalla Scala (pdf). E poi il mio mini-fotoset, scattato escludendo il controllo delle terribili letterine della Scala.

You shall know my velocity.

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Ho appena aggiornato i miei viaggi su Dopplr. E’ da un pò che non ci mettevo mano. Adesso ha una valanga di novità, tra cui una pagina pubblica per ciascun viaggiatore. Pagina alla quale si può accedere senza necessariamente fare il login ed essere pertanto registrati su Dopplr. La mia pagina, ad esempio, è qui. O è raggiungibile tramite il link al mio profilo, nella colonna centrale.

La cosa in assoluto più interessante, a parte l’elenco dei luoghi che dovrò visitare tra Settembre e Dicembre, è la mia velocità.

Dopo il Guru, il Geco.

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Dopo il Guru, il Geco.

Originally uploaded by giusec

(si spera chiaramente di non farne la stessa fine).

Adesso io non voglio pensar male, sarà un caso, sarà certamente un caso, ma lo avrete notato anche voi: torna lui e tutte le sfighe del mondo si abbattono sull’Italia. Alla recessione ci eravamo abituati. Siamo nati sotto la recessione, abbiamo vissuto l’ottanta per cento della nostra vita in tempi di recessione. Ma la stagflazione no. Ci mancava pure la stagflazione. Torna il signor B. e le sfighe più nere si riversano sul Paese. Sarà un caso. Sarà.

In economia, per stagflazione (combinazione dei termini stagnazione ed inflazione) si intende indicare la situazione nella quale sono contemporaneamente presenti – su un determinato mercato – sia un aumento generale dei prezzi (inflazione) che una mancanza di crescita dell’economia in termini reali (stagnazione economica).

Una brutta situazione, e lo voglio vedere io adesso il cavo signov Tvemonti, quello della Pauva e della Spevanza, alle prese col fenomeno che gettò nella disperazione economisti del calibro di Keynes. Secondo Fabio Pammolli, direttore del Cerm, sul Sole.

Senza una sostanziale riduzione della spesa pubblica, il pur buon andamento del gettito tributario non potrà certo sostenere un intervento anticiclico di rilancio dei consumi attraverso la riduzione del carico fiscale. Quelle riforme strutturali che il paese avrebbe dovuto fare quando l’economia tirava sono ora non rinviabili e dovranno essere fatte in un periodo di crisi dell’economia internazionale. È una situazione difficile, ma per uscirne si deve prendere le mosse da uno shock sul lato delle uscite e del contenimento della spesa pubblica.

Wikipedia aiuta a capire quanto incasinato siano il momento e la soluzione al dilemma stagflazione.

(…) Unless there is a differential
impact on either revenues or spending due to stagflation, the impact of
stagflation on the budget balance is not altogether clear. One school
of thought is that the best policy mix is one in which government
stimulates growth through increased spending or reduced taxes, while
the central bank fights inflation through higher interest rates.
Whatever theory is employed, coordinating fiscal and monetary policy is
not an easy task.

Insomma, auguvi Tvemonti. Auguvi, Italietta.

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