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Retirement towns.

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Retirement towns.

Originally uploaded by giusec


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Qui sono in meeting tutto il santo giorno fino a domani incluso e poi trovare una connessione è un’impresa non da poco. D’altra parte non mi aspetto certo che una retirement town come Stresa sia cablata come possa esserlo Milano o San Diego.

Quello delle retirement towns o retirement communities è un concetto molto americano. In vita mia ne ho viste parecchie di retirement town. Alcune oltreoceano. Palm Springs, ad esempio, tra i canyon Californiani. Scottsdale, nel nulla del nulla del deserto dell’Arizona. Alcune anche qui a casa nostra. Rapallo. Stresa. Che poi è un concetto strano, a pensarci meglio. Decidere di ritirarsi (e morire) in un punto ben preciso del pianeta. Una cosa che non mi verrebbe mai in mente. Ma forse è l’età. Eppoi, se pure dovesse capitare, sceglierei un bel posto di fronte all’oceano, chessò io, o tra verdi colline in una regione Toscanalike. Invece no, gli americani decidono di morire in città impossibili. Scottsdale è a due passi da Phoenix, è in mezzo al nulla più assoluto, le temperature raggiungono i 45 gradi per quattro mesi l’anno – eppure i vecchietti ci vanno a vivere e io non ho ancora ben capito perchè. Palm Springs è ancora peggio, ma almeno c’è l’oceano a due ore di strada e poi la California non è l’Arizona, in fondo. Stresa è di una tristezza dolce e infinita. Coi miei quasi-quarant’anni abbasso drasticamente tutte le medie di età dei cittadini e degli anziani europei che qui vengono a svernare da queste parti.

Vabbè. Mistero. Di certo c’è che questi signori non hanno bisogno di uno spot wi-fi. Il lago, le isole Borromee e un bel caffelatte dopo pranzo sono più che sufficienti a trascorrere le loro dolci giornate.

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