Il circolo online del PD, al quale sono ero iscritto, mi ha inviato un'email per avvertirmi che le elezioni di coordinamento sono alle porte. Io ho risposto. Così.
Ho deciso. Non voterò. Sono stanco.
Ieri ricordavo una lunga discussione fatta con un amico (lui avrebbe votato Pdl), una sera di Aprile, a Monza, dopo una cena tra vecchi amici. Restammo a discutere, due ore, di fronte al ristorante, su chi e perchè votare. Qualche settimana prima delle elezioni. Ci ripensavo, ieri, e mi dicevo: aveva ragione. Lui aveva ragione. Le mie argomentazioni, il processo democratico, le primarie, il convolgimento dal basso, il rinnovamento, le facce nuove, i circoli online: tutte cazzate. Abbiamo visto come è andata. No, non fraintendete. Non mi riferisco alle elezioni. No. Mi riferisco al nuovo team al comando nel PD: vecchie facce del partito, professionisti della politica, che con il processo democratico e il coinvolgimento dal basso hanno ben poco a che vedere.
Un amico mi scrive: "L'abbiamo visto D'Alema. Armato di seghetto, sta segando un ramo dell'albero di Veltroni. E Veltroni: non era un gesto elegante dimettersi? La forma è sostanza: meglio essere reincaricato ma almeno dare atto che si è perso. Perdono-perdiamo da 10 anni e non hanno ancora capito nulla. Rutelli perde a Roma e dà la colpa al partito o a Veltroni o al fato avverso. Ha perso quando era candidato da primo ministro, ha perso come sindaco, sono 10 anni che perde ma vuole decidere ancora su dove andiamo".
Che ingenuo che sono stato. Inutile dire che tutto questo fa male, molto più male di un'elezione persa: perchè tradisce lo spirito e la fiducia dei tre milioni di persone che avevano votato alle primarie. Molte delle quali, sottoscritto incluso, non torneranno più a votare.
Per questo non voterò più. Per il PD. Per il circolo online. Fino a quando quella rivoluzione dal basso, quel processo democratico che tanto sognavamo, e per i quali siamo andati con fiducia a votare alle primarie, non verrà preso seriamente in considerazione.
Per favore, cancellatemi dalle liste.
Ieri ricordavo una lunga discussione fatta con un amico (lui avrebbe votato Pdl), una sera di Aprile, a Monza, dopo una cena tra vecchi amici. Restammo a discutere, due ore, di fronte al ristorante, su chi e perchè votare. Qualche settimana prima delle elezioni. Ci ripensavo, ieri, e mi dicevo: aveva ragione. Lui aveva ragione. Le mie argomentazioni, il processo democratico, le primarie, il convolgimento dal basso, il rinnovamento, le facce nuove, i circoli online: tutte cazzate. Abbiamo visto come è andata. No, non fraintendete. Non mi riferisco alle elezioni. No. Mi riferisco al nuovo team al comando nel PD: vecchie facce del partito, professionisti della politica, che con il processo democratico e il coinvolgimento dal basso hanno ben poco a che vedere.
Un amico mi scrive: "L'abbiamo visto D'Alema. Armato di seghetto, sta segando un ramo dell'albero di Veltroni. E Veltroni: non era un gesto elegante dimettersi? La forma è sostanza: meglio essere reincaricato ma almeno dare atto che si è perso. Perdono-perdiamo da 10 anni e non hanno ancora capito nulla. Rutelli perde a Roma e dà la colpa al partito o a Veltroni o al fato avverso. Ha perso quando era candidato da primo ministro, ha perso come sindaco, sono 10 anni che perde ma vuole decidere ancora su dove andiamo".
Che ingenuo che sono stato. Inutile dire che tutto questo fa male, molto più male di un'elezione persa: perchè tradisce lo spirito e la fiducia dei tre milioni di persone che avevano votato alle primarie. Molte delle quali, sottoscritto incluso, non torneranno più a votare.
Per questo non voterò più. Per il PD. Per il circolo online. Fino a quando quella rivoluzione dal basso, quel processo democratico che tanto sognavamo, e per i quali siamo andati con fiducia a votare alle primarie, non verrà preso seriamente in considerazione.
Per favore, cancellatemi dalle liste.
ci sono voli Vueling da MXP per diverse destinazioni in Spagna...
Capisco. Però, non so, a me questa cosa della rivoluzione dal basso non riesce a convincermi del tutto - sarà che credo poco alle rivoluzioni, sarà che credo ancor meno nel "dal basso".
Squonk, le primarie erano, di per se, un processo di democratizzazione "dal basso". I recenti fatti hanno chiarito l'inutilità di tale processo.
e infatti d'alema, rutelli e veltroni sono ancora lì, e da lì non li smuove nessuno.
ah, sì, però in più adesso abbiamo pure la ragazzetta pariolina...