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May, 2008 Archives

Retirement towns.

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Retirement towns.

Originally uploaded by giusec


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Qui sono in meeting tutto il santo giorno fino a domani incluso e poi trovare una connessione è un’impresa non da poco. D’altra parte non mi aspetto certo che una retirement town come Stresa sia cablata come possa esserlo Milano o San Diego.

Quello delle retirement towns o retirement communities è un concetto molto americano. In vita mia ne ho viste parecchie di retirement town. Alcune oltreoceano. Palm Springs, ad esempio, tra i canyon Californiani. Scottsdale, nel nulla del nulla del deserto dell’Arizona. Alcune anche qui a casa nostra. Rapallo. Stresa. Che poi è un concetto strano, a pensarci meglio. Decidere di ritirarsi (e morire) in un punto ben preciso del pianeta. Una cosa che non mi verrebbe mai in mente. Ma forse è l’età. Eppoi, se pure dovesse capitare, sceglierei un bel posto di fronte all’oceano, chessò io, o tra verdi colline in una regione Toscanalike. Invece no, gli americani decidono di morire in città impossibili. Scottsdale è a due passi da Phoenix, è in mezzo al nulla più assoluto, le temperature raggiungono i 45 gradi per quattro mesi l’anno – eppure i vecchietti ci vanno a vivere e io non ho ancora ben capito perchè. Palm Springs è ancora peggio, ma almeno c’è l’oceano a due ore di strada e poi la California non è l’Arizona, in fondo. Stresa è di una tristezza dolce e infinita. Coi miei quasi-quarant’anni abbasso drasticamente tutte le medie di età dei cittadini e degli anziani europei che qui vengono a svernare da queste parti.

Vabbè. Mistero. Di certo c’è che questi signori non hanno bisogno di uno spot wi-fi. Il lago, le isole Borromee e un bel caffelatte dopo pranzo sono più che sufficienti a trascorrere le loro dolci giornate.

Stresa, from my room.

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Stresa, from my room.

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Punti di vista.

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Corriere di oggi. Alitalia. Il CDA chiude il bilancio 2007. Perdite per 495 milioni (di euro). Risultato migliore rispetto all’anno precedente.

Operazione Gatto Nero.

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Una degli idoli di Asia è tornata in libertà l’altro ieri, dopo cinque mesi di arresti domiciliari. Un attimo, chiariamo. Ricordate la bimba che cantava Un gatto nero? Non la ricordate, ovviamente. Fece la sua apparizione nel sessantanove. Zecchino d’oro. Ebbe un successo strepitoso. Che dura ancora oggi, in particolar modo tra gli under 5. Ora, la suddetta bimba decise un dì di intraprendere un altro tipo di carriera. Prima cartomante in tivvù (Miss Lotto) e poi affari di altra natura. E così cadde a sua volta vittima dell’Operazione Gatto Nero dei carabinieri pugliesi, arrestata per sfruttamento della prostituzione e spaccio di stupefacenti. Ebbene, la bimba, oggi quarantenne, è tornata in libertà.

Piesse. Questa è una storia che aspetterò a raccontare ad Asia, naturalmente.

[spunto tratto da zerodueblog]

Polimi docet.

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Di tutta la storia della “lezione” sulla differenza tra Italiani e Terroni tenuta al Politecnico di Milano, che io ho frequentato per cinque anni e che trovo intellettualmente spento, soprattutto se paragonato ad altre frizzanti istituzioni milanesi come la Bocconi (che ho conosciuto causa MBA), dicevamo, di tutta la storia raccontata sui blog dell’Espresso, la cosa a mio avviso più interessante resta il commento del magnifico Rettore, prof. Giulio Ballio.

I ragazzi provenienti dal sud Italia rappresentano una fetta consistente della popolazione studentesca del Politecnico di Milano e in qualità di Rettore non posso che stigmatizzare duramente qualsiasi atteggiamento lesivo della loro dignità di persone che accada nelle nostre aule.

E’ il legame tra le due parti della frase che risulta intrigante. Visto che i meridionali rappresentano una fetta consistente, ebbene, di conseguenza io Rettore condanno il fatto. E se la percentuale fosse invece poco significativa? Avrebbe inserito la lezione nel piano studi?

Ora o mai più.

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Sembra proprio che il cambio euro-dollaro sia destinato a cambiare radicalmente, nei prox mesi. Il dollaro recupererà terreno e la corsa europea all’acquisto (501, gadget, iPod, laptop, appartamenti, aziende – vedi anche articolo su Espresso di questa settimana, La conquista dell’America, a pagamento) rallenterà. Approfittatene. Ora, o mai più. 

Il grande synch.

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Da ormai ventiquattr’ore Asus sta sincronizzando il proprio Web Database. Che deve avere delle dimensioni ragguardevoli, per impiegare almeno un giorno ed una notte. La cosa è andata così. Volevo dare un’occhio al nuovo eee PC900, che Andrea recensisce qui. Il sito italiano è KO, da ieri. E tutto ciò che i signori hanno da dire è:

Stiamo Sincronizzando il Web Database – Vi preghiamo di riprovare più tardi. Siamo spiacenti per l’inconveniente!

Sare curioso di sapere con cosa lo stanno sincronizzando.

Crukkomarketing.

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Sono davvero curioso di sapere se il Direttore Marketing di MediaWorld (fuori dall’Italia MediaMarkt) deciderà di riutilizzare i propri spot anti-italiani anche qui nel Belpaese (video1, video2, video3, video4).

Vedi Stresa e poi.

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Settimana di passione, per il sottoscritto. Mercoledì e giovedì megameeting a Stresa, poi venerdì mattina la presentazione (un’ora, non dieci o venti minuti, un’ora) al Presidente sullo State of the Business qui in EMEA. Venerdì sera sarà tutto finito. In senso positivo, si spera.

Roma, Spook City.

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Domani Gibson presenterà Spook Country (Guerreros) a Roma, al Festival delle Letterature. Domani invece sarò in fiera a Milano, a vedere tutt’altro. Roba che, ahimè, con la letteratura ha ben poco a che fare.

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