Add this site to your RSS reader!


E adesso tutto è Expossibile.

| | Comments (0)



Milano Expo 2015

uploaded by giusec

Allora, facciamo il punto. A Milano, fino a ieri, nessuno sapeva che cavolo era l’Expo.
Niente post, niente articoli, niente di niente. Oggi però festeggiamo
tutti l’immensa vittoria della città. La capitale finanziaria strikes
again. Si balla in piazza Duomo. Corriere e Repubblica a festa. Quando
lavoriamo insieme siamo invincibili. Rivogliamo la copertina del Times.
E tutto questo genere di cose.

La realtà vuole che l’Expo non sia una cosa da poco, come spiega mesto l’Anatolian.


Despite its intensive lobby and promotion campaigns, Izmir, the “city
of fairs of Turkey”, could not win the vote to become the venue of the
EXPO, cited as the third largest event in the world in terms of
economic and cultural impact, after the FIFA World Soccer Cup and the
Olympic Games.


Rifacciamo il punto. L’Expo
non risolverà certo i mali del paese (che saranno esponenzialmente
accentuati in caso di vittoria del signor SilvioB), ma è un dato di
fatto. Porterà ricchezza. Progetti. Lavoro. Turismo (e quando mai
Milano si è sognata tutti ‘sti milioni di visitatori?). Inoltre l’Expo
dimostra a noi Italiani (a noi, certamente, prima che al resto del
pianeta) che
lavorare con gli avversari si può. Li avete visti
Prodi (invecchiato di vent’anni) e la Moratti (con una dentatura sogno
di centinaia di dentisti meneghini) mano nella mano. Li avete visti,
voi. Se si vuole, si può. If we want, we can.

I dubbi però
restano. Visto come è andata a finire colla Fiera di Rho (quella
struttura pazzesca costituita da un immenso spazio fuori città,
impossibile da riempire, e, a circa due anni dall’inaugurazione, ancora
irraggiungibile in auto) il timore è che accada lo stesso con l’area
Expo. Il dossier Expo, difatti, sembra nascondere qualche cavillo di poco conto.

  • l’area è per lo più privata e i soliti noti la vedranno rivalutare del 2000 % senza alcuna immediata ricaduta sulla città
  • la
    via d’acqua che dovrebbe collegare lo scolmatore Olona con i Navigli è
    irrealizzabile – ci sono oltre 40m di dislivello che comporterebbere
    numerose chiuse;
  • e, soprattutto, il dossier non riporta un
    programma di riuso dell’area e delle attrezzatture che, un minuto dopo
    la chiusura, rischiano di diventare una città fantasma dalle dimensioni
    colossali.

E badate. Non è sfiducia. No, per l’amor del
cielo. E’ la triste consapevolezza di quella capacità innata, tutta Italiana, di mandare
a puttane ogni singola conquista. Piccola o grande che sia. Expo inclusa.

Leave a comment

(required)

(required)

giusec’s tweets

Monthly Archives

Photos