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Madrid ladrona.

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Barcellona. Dall’aeroporto prendo il treno che mi porta direttamente in centro, al Paseo de Gracia. Mi danno un biglietto gratuito. Sono solo cinque stazioni ma ci si mette un’ora ad arrivare. Mi viene in mente il Malpensa Express. Tale e quale. Poi arrivo. Mi guardano come se avessi fatto chissà che. Mi dicono che ho coraggio da vendere. A prendere un treno Renfe. E’ stato un atto eroico, mi dicono. Non capisco e lascio cadere lì la cosa.

Qualche ora dopo tutto è chiaro. Leggo La Vanguardia e capisco. La situazione ferroviaria e dei trasporti in Catalogna è un disastro. Ritardi, guasti, treni fermi. Non essendo in grado di assicurare un servizio decente, Renfe si è fermata per due mesi. Oggi ha ripreso i servizi e offre da settimane biglietti gratuiti. Ecco perchè ho avuto coraggio, inconsapevolmente, a prendere un treno per andare in città.


I Catalani sono incazzati neri. Dicono che la politica centralista di
Madrid ha portato a questa situazione irreale. Dovendo sborsare per il
resto del paese più di quanto incassa dalle tasse dei propri cittadini,
l’ammodernamento delle proprie infrastrutture è rimasto un sogno. Il
nuovo terminal doveva essere pronto a giugno. Lo sarà, se va bene, a
fine anno. Lo scalo di Madrid, con il nuovo terminal, ha avuto
priorità, pur avendo un numero di passeggeri inferiore rispetto allo
scalo catalano. Tutti i voli intercontinentali sono stati spostati a
Madrid, con l’eccezione di due. Barcellona oggi è difficile da
raggiungere. Soprattutto se non si arriva dall’Europa occidentale.
Altro che Malpensa.

In tutto questo, lo zampino del PP. Che si è
accanito contro le autonomie, durante la campagna elettorale. Contro
l’apertuta di Zapatero. E che qui ha avuto un misero quindici percento
(contro una media nazionale del trentasette). Lo stesso PP che ha
spinto per il centralismo di Madrid. Che ha dato priorità all’aeroporto
della capitale. Che controlla la Caja de Madrid, che a sua volta sta
cercando di comprare Spanair, compagnia che usa Barcellona come hub.
Per fare definitivamente terra bruciata.

Ascolto i Catalani e mi
sembra di risentire la nostrana Lega. Con un’enorme differenza.
Concettuale. Che in Italia i signori leghisti sono alleati da anni, per
pura convenienza, ai propri antagonisti di estrema destra. Centralisti
e contrari alle autonomie regionali. Ma siamo pur sempre in Italia.
Dove tutto, proprio tutto, è possibile.

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