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Il China Daily e la censura al contrario.

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Secondo il China Daily, che solo fino a pochi giorni fa ignorava spudoratamente i fatti del Tibet, i cittadini cinesi della rete sono disturbati dall’informazione praziale e disonesta dei media occidentali. In particolar modo dai media tedechi, inglesi, americani. Così, infatti, scrive il quotidiano.

Chinese netizens, including students studying overseas, have been angered by biased and sometimes dishonest reports about the recent riots in Tibet by some Western media. Pictures from some media websites, including CNN and BBC, with untrue reports about the riots have been posted on chatrooms, drawing criticism.

Il quotidiano riporta anche i commenti dei netizen cinesi e filocinesi. Alquanto monotematici. Diciotto pagine (ad oggi) di accuse ai media occidentali. Ora, a prescindere dalle palesi stupiddagini incluse tra i commenti, è sempre interessante leggere le opinioni degli altri. Specialmente se questi altri non sono occidentali. Ed è francamente difficile valutare quanto i commenti siano sinceri o pilotati.

Ma tant’è, questo è un altro aspetto di quella che James Fallows di The Atlantic chiama GFW, the Great Firewall of China. Non una censura tradizionale, ma un filtro astuto e subdolo della realtà.

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