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March 2008 Archives

Day 5 at T5.

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Anche oggi, a London Heathrow Terminal 5, si replica.

British Airways Plc canceled 54 flights at London Heathrow airport's new Terminal 5 today as it worked through a backlog of about 20,000 pieces of stranded luggage on the fifth day of disruptions.

Maya.

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Alle otto siamo arrivati in Mangiagalli. Poi è iniziato il travaglio. Epidurale uno e poi epidurale due. Bisognerebbe farlo santo, l'inventore delle epidurali. Io, intanto, leggevo l'ultimo di Camilleri.

In sala parto era vietato accendere i cellulari. E difatti nessuna delle pazienti chiamava, impegnate com'erano a risolvere qualche contrazione di troppo. I medici no. Perchè i loro cellulari sono gli unici del mondo a non interferire con la strumentazione sanitaria. Il Camilleri, nel frattempo, diventava sempre più avvincente.

Poi ha deciso di venir fuori. Com'è, come non è, ero arrivato al clou del libro, sai quando Montalbano ha capito chi è l'assassino ma ti fa penare prima di dirtelo?, ecco, ero arrivato proprio lì. Ma non c'è stato verso di farlglielo capire. Ha deciso di venir fuori, una volta per tutte. Alle due e cinque è nata Maya. Un pò concia e colla faccia blu. Però sta bene. Anche la mamma.

E adesso vorrei finire 'sto c**** di libro, in santa pace. 

Promises, but no delivery.

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L'Economist, sulle elezioni di Aprile e sui relativi candidati. Impietoso nei confronti del signor SilvioB (l'Economist è parte, lo ricordiamo, di quella stampa rossa internazionale che tanto criticò i governi Berlusconi I e II e che continua a sparare sul povero Cavaliere).

Mr Berlusconi is insisting on new faces too. Characteristically, several belong to former showgirls. But they also include the leader of a Moroccan women immigrants' association. Mr Berlusconi, whose People of Freedom movement now embraces the former neo-fascists, has told associates that women will have at least a quarter of the seats in his cabinet.
Ma anche nei confronti di Uòlter ci va giù pesante.

In the early stages of the ten-week campaign, Mr Veltroni sought to latch on to developments in America by depicting himself as Italy's Barack Obama: the man who would surprise everyone by coming from behind. But, although demonstrably willing to innovate, Mr Veltroni has none of Mr Obama's inspiring rhetorical skills. The latest polls give Mr Berlusconi and his two main allies (in the Northern League and a Sicilian regional party) a lead of between 6.5 and 9.4 percentage points over the Democratic Party. That is little different from a month ago.
L'intero articolo è qui, via The Economist.

No election results.

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Da un noto quotidiano nazionale.

Il ritardo nel comunicare i risultati delle elezioni, una riunione d'urgenza dei capi militari e della polizia, l'annuncio del partito d'opposizione che sostiene di aver vinto e la paura che si respira tra la gente (...) fanno temere che il Paese possa essere investito da un'ondata di violenza. (...) Il Paese, una volta il secondo più ricco del continente, ora è in piena catastrofe economica. (...) La comunità internazionale segue con estrema attenzione la situazione.
Tranquilli, non è l'Italia post-voto. Il continente è l'Africa, il paese è lo Zimbabwe, dove le cose si stanno mettendo male, sul serio.
Ieri a Milano c'erano venti gradi, oggi sedici. Abbiamo fatto un salto ai giardini di Palestro, che, per i non milanesi, rappresentano una delle poche aree verdi naturali in città - non affacciandosi Milano su fiumi, mari, laghi, oceani e avendo i Milanesi genialmente interrato una splendida rete di navigli, qualche annetto fa.

Oddio, è vero che le circonvallazioni sono state recentemente abbellite da corsie interne con verde, alberelli e panchinette. Ma francamente, portare un bimbo a giocare o un cane a pascolare in circonvallazione significa condannarlo a un triste futuro di gravi conseguenze polmonari.

Quello delle aree verdi è uno dei progetti di Milano per l'Expo 2015. Che, tra l'altro, verrà assegnata domani. Milano contro Smirne. Si vedrà. Certo, Milano non parte bene. Il sistema Italia sta implodendo. La crisi politica è ormai insostenibile. Da domani Malpensa avrà un centinaia di voli in meno. Che non è detto sia un male; Alitalia ha fatto oggi ciò che avrebbe dovuto fare una decina di anni fa. Sfiga vuole che ciò accada proprio domani, giorno di assegnazione dell'Expo.

E poi la Fiera, la fantastica, futuristica, unica, incommensurabile Fiera che ha fatto la discutibile scelta di costruire uno spazio immenso fuori città, impossibile da riempire, e - a circa due anni dall'inaugurazione - ancora irraggiungibile in auto. Fiera che spera tutto nell'Expo, visto che ormai la cazzata della sede decentrata è fatta.

Insomma, la primavera in arrivo non riesce a nascondere la crisi della città. E preghiamo tutti che arrivi l'Expo. Che se mai dovesse andare a Smirne allora potebbe davvero far cadere Milano in una crisi di nervi. Difficile da riabilitare.

Non è Dubai.

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Non è Dubai
uploaded by giusec

Amnesia organizzata.

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Anna Finocchiaro, commentando il discorso del signor SilvioB. a Taormina.

E' davvero curioso che Berlusconi venga in Sicilia e, rivolgendosi a una platea di imprenditori, si dimentichi di parlare di mafia e criminalita' organizzata.
Beh, non così tanto curioso, direi.

Maya, le origini.

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The girl's name Maya \ma-ya\ is pronounced MYE-ah. It is of Spanish, Hindi and Russian origin. In Spanish, short form of Amalia. In Hindi, from Sanskrit, meaning "dream, illusion". In Russian, a form of Mary. As baby girl name in the U.S.: the 72nd most popular name. 

Altri tipi di bufale.

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Il signor SilvioB., oggi, all'EUR, parlando alle donne del PdL.

Siete voi le nostre padrone, (...) non fidatevi di Veltroni perchè le sue promesse si sono rivelate tutte bufale, i suoi giochi d'artificio sono finiti, è caduto nel pieno e assoluto ridicolo.

Ritorno al 2015.

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Lunedì, giorno di Expo. Nel senso che sapremo, nel pomeriggio di lunedì, a chi verrà assegnata la manifestazione del 2015. Milano o Izmir (Smirne). Intanto, su Google, Milano ha già perso. Una ricerca su Google.com porta a: Izmir, ancora Izmir, Wikipedia, Milano e poi tutto il resto.

Lunedì, insomma, si vedrà. E lo so già, io non avrò molto tempo per preoccuparmene.

Scelte.

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Atto primo. L'acquirente conferma gli esuberi, ma garantisce ammortizzatori per tutti i dipendenti - pensionamento o outplacement. Ha un piano industriale solido. E' disposto ad accollarsi i debiti. E' pronto a rilanciare l'azienda. Manterrà il brand. 

Atto secondo. Un pazzo furioso annuncia una fantomatica cordata locale. Ma è tempo di elezioni e le parole viaggiano veloci, si sa.

Atto terzo. I Sindacati, che hanno contribuito e alimentato il disastro, dicono di no al piano. Forse vogliono vedere a casa l'intera forza lavoro, forse sperano nell'aiuto del leader dell'opposizione (e dei suoi figli), forse, chissà, non credono che l'ora della bancarotta stia per scoccare.

Epilogo. Alitalia va in bancarotta. L'Italia perde la sua compagnia di bandiera.

Variante. Atto secondo. Un pazzo furioso annuncia una fantomatica cordata locale. I Sindacati, che hanno contribuito e alimentato il disastro, dicono di no al piano e danno fiducia al pazzo. Il pazzo diventa premier e afferma di essere stato frainteso.

Epilogo variante. Alitalia va in bancarotta. L'Italia perde la sua compagnia di bandiera.

Variante bis. Atto secondo. Un pazzo furioso annuncia una fantomatica cordata locale. I Sindacati, che hanno contribuito e alimentato il disastro, dicono di no al piano e danno fiducia al pazzo. Il pazzo diventa premier e fottendosene ancora una volta dei conflitti d'interesse partecipa alla cordata nazionale.

Epilogo variante bis. Tocca a noi salvare Alitalia, ponendo mano ai nostri portafogli. Poi, un paio di anni dopo, la crisi si ripresenta. Alitalia va in bancarotta. L'Italia perde la sua compagnia di bandiera.

Roba per vagabonders.

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Roba per vagabonders. Il Traveler IQ test su TravelPod. Ho appena fatto 363.248 punti con un IQ di 110. Son caduto sulle Seichelles (si vede che non frequento le isole) e sul Brunei (però ho beccato lo Swaziland a pochi chilometri, che ci son stato un paio di anni fa). Badate, dura un bel pò.
[via Luca; ha fatto 20,000 in più, lui]
Allora, il post ho iniziato a scriverlo su Firefox 3 beta 4. Molto più stabile dell'alfa, bisogna ammetterlo. Gli add-on però non funzionano, fatta eccezione per Better Gmail2 della prolifica Gina Trapani e poca altra roba.

Il trucco della Trapani (sempre lei) per istallare tutti i vecchi add-on sulla nuova beta a me non funziona e anzi mi manda in crash continuo il browser. E vabbè, si può vivere anche senza add-on.

Però il pannello di Movable Type non va. Non posso salvare il post, non riesco ad aggiungere i link, non funziona un accidente. E così sono costretto a tornare alla versione 2.x per poter terminare il post. E a lasciare definitivamente la nuova beta.
Il terminal T5 di Heathrow, il terminal più tecnologico, sfavillante, connesso, futuristico, spaziotemporale, all'avanguardia del mondo, va a put... rotoli il giorno dell'inaugurazione. E pure il giorno successivo.

It's being hailed as a national shame that puts London's ability to host the next Olympics into doubt. Heathrow's Terminal 5, which was inaugurated by Queen Elizabeth, a highly unusual event, opened yesterday amidst huge fanfare and months of hype and celebratory build-up. It's turned into a nightmare disaster of chaos and incompetence, leaving over 11,000 passengers affected, and many stranded and angry.

Meglio fuori che niente.

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Well, non sono sicuro che Luca ne sia già al corrente, ma finalmente Wittgenstein ha implementato i commenti. Esterni. [via Massimo].
Nota. Evito i link, sebbene ciò sia contrario all'etica bloggesca. Ma ho fretta e dovrei perdere mezz'ora solo a cercare tutti i link dei blog elencati qui sotto. Sorry, ecchè 'tte devo dì...

Seguo circa sessanta feed italiani, via Google Reader. Sessanta feed di altrettanti blog nostrani. Dalla politica al marketing, dalla letteratura ai gadget, dal giornalismo al design. Poi ho trentacinque feed di blog internazionali. Non conto qui i magazine o i quotidiani - i vari CNN, NYT, WSJ, The Atlantic, eccetera. Trentacinque bloggers internazionali, stop. Di questi trentacinque, trenta sono americani.

Ora, mi chiedo. C'è una ragione per cui nessuno dei blogger americani parla di politica, elezioni, attualità, Cina, Tibet, Iraq e vattelapesca? Nessuno. Escludiamo i blog politici, DailiKos e Instapundit. E quelli giornalistici, James Fallows. Gli altri (Scoble, Godin, Ito, LeMeur, e così via), tutti gli altri, scrivono post su post su Twitter e i video e il social e il marketing e Google e Microsoft e poi commentano,  si beccano, replicano, discutono cazzate su cazzate, cose che hanno luogo non oltre San Francisco e la Valley. Con l'eccezione di Doc Searls e  Dave Winer, nessuno parla di ciò che accade a più di venti miglia di distanza da casa loro. Perchè?

Io non ho una risposta. Ma francamente questi signori mi hanno un pò rotto con le loro stupide conversazioni. E sto pensando seriamente di ridurre il numero di feed. Iniziando da loro.

Populismo Mediatico 2.0.

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Come scritto ieri, il signor Silvio B. è tornato baldanzoso alla strategia di sempre: la tecnica del venditore di Echiana memoria (Echiana = Umberto Eco, perdonate la forzatura). Così, dopo il baccano della settimana scorsa sull'allegra Cordata Italica, sul coinvolgimento dei figli (poi smentito), sul coinvolgimento delle banche (poi smentito), ieri tutto è quasi rientrato (quasi: è comunque utile revitalizzare di tanto in tanto, a fini elettorali).

C'è tutto il tempo di condurre in porto le esplorazioni e i contatti già avviati dai consulenti e nessuno è autorizzato a scambiare questi contatti come decisioni già assunte o peggio manifestate. (...) Le indiscrezioni sui nomi non sono certamente mie, come è ovvio, ma di chi evidentemente ha interesse a far fallire un'ipotesi alternativa all'offerta di Air France che, alle attuali condizioni, non ho esitato a definire inaccettabile e umiliante per l'Italia e per i lavoratori della compagnia di bandiera.
C'è tempo, quindi. Eh, già, c'è tempo. Per qualche altra invenzione mediatica. Populismo mediatico, lo chiama Eco. E' l'effetto bomba, descritto su Micromega tre anni fa.

Un caso tipico di effetto bomba è stata la sparata sul kapò seguita dalla sparata di rinforzo del leghista Stefani contro i turisti tedeschi beoni e schiamazzatori. Gaffe incomprensibile, dato che suscitava un incidente internazionale e proprio all'inizio del semestre italiano? Niente affatto. Non solo perché sollecitava lo sciovinismo latente di gran parte dell'opinione pubblica, ma perché in quegli stessi giorni si discuteva in parlamento la legge Gasparri, con la quale Mediaset affossava definitivamente la Rai e moltiplicava i dividendi.
Io non sono così perspicace, e allora mi chiedo cosa stia tramando adesso. E mi chiedo anche se si tratta di pura campagna elettorale o se qualcosa di grosso bolle in pentola. Qualcosa che possa essere oscurato dalla bomba Alitalia.
Abbiamo riportato più volte esempi della censura intelligente cinese. Intelligente in quanto non pone barriere visibili come invece accade a Dubai (dove Flickr è censurato - e lo si legge esplicitamente con un comunicato ufficiale degli Emirati Arabi collegandosi al sito). In Cina la censura è subdola, intelligente, invisibile. James Fallows, giornalista di The Atlantic parla del recente attacco alle mappe. Avete capito bene: mappe.

The Chinese government is to crack down on illegal online map and geographical information websites, claiming they threaten state security.
D'altra parte è comprensibile. Dal blog di Fallows.

In a way I can understand what they're worried about. For instance, Google Earth makes something absolutely plain and obvious that I don't see on normal maps of Beijing: that there is gigantic airfield on the west side of the city, just outside the 4th Ring Road. And I'm reading a novel whose plot turns on the discovery, via satellite photos, of unauthorized activity in Tibet.
Il fatto è che le informazioni attraversano comunque il Firewall e arrivano a noi, nonostante i tentativi del Governo Cinese. Diversa è la situazione interna. Dove al momento il Governo sembra aver centrato il proprio obiettivo di manipolazione dell'informazione.

Persistent Marketing.

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Da circa sei anni, ossia da quando mi venne in mente l'idea di tornare a studiare per un MBA (cosa poi conclusasi in un modo più o meno dignitoso con un master in Bocconi) la Hult International Business School mi scrive, con cadenza mensile, per invitarmi ad esplorare i suoi programmi, ad iscrivermi ad uno dei suoi MBA, a visitare una delle sue (nuove!) sedi internazionali.

Ammiro la loro persistenza. Ma ormai ho quasi quarant'anni e forse sarei più adatto ad un corso post-master o una cosa per non più ragazzini, insomma ci siam capiti. Ho deciso però di non cancellare la mia registrazione e di continuare a ricevere gli inviti, perchè sono curioso di sapere, diciamo così, fin dove i signori di Hult vogliono arrivare.

Potrebbero invitarmi tra vent'anni ad un corso executive per la terza età o tra quaranta (anni) ad un post-post-post-tutto per rinfrescare tutti i concetti ormai perduti. Io, che sono per natura curioso, aspetto, con pazienza.

Boarding SMS.

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Dopo i cellulari a bordo, i cellulari d'imbarco. Meglio: la carta (d'imbarco) non è più necessaria. Basta un codice, inviato sul cellulare.

(...) so far, Continental is the only carrier in the United States to begin testing the electronic passes, allowing those travelers to pass through security and board the plane without handling a piece of paper. Their boarding pass is an image of an encrypted bar code displayed on the phone's screen, which can be scanned by gate agents and security personnel.
L'articolo è qui, via The NYT.

They were PD.

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E il video del PD milanese viene rimosso da YouTube, causa richiesta dei Village People (ma stiamo scherzando?).
Tre anni fa, circa. Questa a fianco è Asia. Oggi è un pò cambiata, ma le tendenze politiche non dovrebbero essere molto differenti.

Tra pochi giorni nascerà Maya, sua sorella. Lunedì, dicono i medici. Sarà un weekend di attesa. Le prime foto saranno pubblicate sul blog, chiaramente. Toglieranno un pò di spazio alle cazzate del signor Silvio B, ma che vuoi farci. Ci sono priorità da rispettare, nella vita.
La campagna pubblicitaria di Tesa, azienda del Nord Carolina produttrice di nastro adesivo (e no: non è un giochetto del sottoscritto con Photoshop) [via Virtualblog].

TesaBerlusconi.jpg
E così ci risiamo. Il signor Berlusconi ha ripreso la sua strategia di sempre. Lancia il sasso, poi ritira il braccio. La cordata c'è e ci sono anche i miei figli. Non ho mai detto che i miei figli rientrino nella cordata, sono stato interpretato male. Così infatti ha annunciato ieri:

Ma nemmeno per sogno. Rispondendo ad una domanda ho detto, da imprenditore, se qualcuno dicesse "date una mano...". Adesso dico assolutamente no, perchè visto che hanno approfittato tirando in ballo addirittura il conflitto di interessi ora vieterei ai miei figli di partecipare in qualunque modo per la strumentalizzazione che la sinistra ha fatto.
Riepilogando: la cordata forse c'è, anzi sicuramente c'è, c'è pure una grande banca (ultim'ora: Mediobanca e Intesa-SanPaolo negano l'interesse e l'ingresso nel capitale Alitalia), ma i figli non ci son più. Stupefacente? No, no. Dieci anni fa, forse. Il signor SilvioB. ci ha ormai abituato a questa tattica.

Umberto Eco, in una sua bustina del 2003 e poi su Micromega nel 2005 la definisce la tecnica del venditore. Eco diceva, a suo tempo.

Egli deve vendere consenso, ma non parla a tu per tu coi propri clienti (...). Deve fare i conti con l'opinione pubblica anche straniera e con i media (che non sono ancora tutti suoi), e ha scoperto il modo di volgere le critiche di questi soggetti a proprio favore. Pertanto deve fare promesse che, buone, cattive o neutre che appaiano ai suoi sostenitori, si presentino agli occhi dei critici come una provocazione. E deve produrre una provocazione al giorno, tanto meglio se inconcepibile e inaccettabile. Questo gli consente di occupare le prime pagine e le notizie di apertura dei media e di essere sempre al centro dell'attenzione. In secondo luogo la provocazione deve essere tale che le opposizioni non possano non raccoglierla, e siano obbligate a reagire con energia. Riuscire a produrre ogni giorno una reazione sdegnata delle opposizioni (...) permette a Berlusconi di mostrare al proprio elettorato che egli è vittima di una persecuzione.
Insomma, la solita tecnica. Alla quale il Signor B ci ha abituato da una decina d'anni. Rispolverata per le elezioni 2008.

Twitterholic.

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Se pensavi di essere uno dei peggiori twitter-addicted, beh, allora è il caso che tu dia un'occhiata qui.
Dopo due anni di silenzio, i rossi internazionali tornano ad impiccciarsi degli affari nostrani. Questa volta non si tratta dei signori dell'Economist, ma, guarda un pò, dei rossi del WSJ:

Mr. Berlusconi last week came out against the proposed sale of Alitalia. His musings could soon be official policy and sink the one thing that stands between the Italian flag carrier and bankruptcy. They are also a signal of his lack of commitment to economic reform.
Il WSJ ricorda anche qualche aneddoto del passato governo del signor SilvioB:

Mr. Berlusconi promised tax cuts, labor-market reforms, and liberalization and failed to deliver on most counts. GDP grew by a cumulative 3.6% in his five years -- worse than France's 8.6% or even Germany's 4.5% during that time period, much less Spain's 17.7% or Britain's 13.4%.
e conclude con un affondo ignobile.

As this episode shows, Mr. Berlusconi has turned out to be more of a corporatist averse to free-market competition than an economic liberal willing to do what Italy needs to revive its faltering economy. He's also a politician willing to do anything to regain power. That's hardly good news for Alitalia, or for Italy.
Dopo due anni di silenzio, la stampa (rossa) internazionale torna a occuparsi di noi. Ho un brutto presentimento. Credetemi.
Terminata la pausa Pasquale, la campagna elettorale si fa agguerrita ed il signor Berlusconi passa all'attacco frontale sfoderando la sua arma segreta: i figli. Così, a parte la cordata Rialzati Alitalia, che pare sia ancora in ginocchio, avendo incassato ieri il chissenefrega di Passera e Caltagirone, ecco in anteprima il piano in ulteriori otto punti (il nono è la cordata) per far fuori gli odiati avversari del centrosinistra.

  • Disoccupazione. I figli del signor Berlusconi inizieranno una campagna di assunzioni con contratti indeterminati in tutte le aziende e aziendine del gruppo, in Italia e nei paradisi fiscali, portando nel giro di due anni la disoccupazione al 5.8%.
  • Precariato. I figli, nipoti, cugini, figli dei nipoti e figli dei cugini del signor Berlusconi sono disponibili per matrimoni con precari/e, con l'obiettivo di sanare la temibile piaga.
  • Prezzo delle zucchine. I figli del signor Berlusconi hanno vietato l'acquisto di zucchine per sei mesi a tutti i dipendenti del gruppo Fininvest-Mediaset, con il risultato immediato di un crollo dei prezzi del bene. Le massaie possono finalmente tirare un sospiro di sollievo.
  • Prezzo della benzina. I figli del signor Berlusconi hanno vietato l'acquisto di benzina per sei mesi a tutti i dipendenti del gruppo Fininvest-Mediaset, con il risultato immediato di un crollo dei prezzi del bene. Gli automobilisti possono finalmente tirare un sospiro di sollievo.
  • Eliminazione dell'ICI. I figli del signor Berlusconi attiveranno un fondo azionario (non è dato sapere su quali titoli, anche se un'ideuzza ce la siamo fatta) sul quale verranno versate le quote ICI dei contribuenti nel 2008. Con i proventi della speculazione pagheremo l'ICI del 2009 che sarà pertanto abolita.
  • Il rientro dei cervelli. Come suggerito dai figli del signor Silvio Berlusconi, ogni famiglia Italiana dovrà assumere tra il 2008 ed il 2010 un ricercatore (è la nuova figura del ricercatore familiare), insieme alla badante e alla babysitter. Così facendo garantiremo il rientro di milioni di cervelli fuggiti dalla dittatura del centrosinistra.
  • Lost per tutti. Lost sarà trasmesso in chiaro per tutti, dai figli del signor Berlusconi, sui nuovi canali pubblici attivi dal 2009, Canale 5 Public e RAI 1 Combo (il risultato della combinazione di RAI 1, 2 e 3), a reti unificate.
  • Felicità. Gli Italiani sono tristi e depressi. Specialmente gli uomini. E così i figli del signor Berlusconi hanno trovato un rimedio. Da oggi ogni Italiano potrà noleggiare una velina di Mediaset, prenotandola da iTunes. Il costo è di 4.99 Euro per un mese di noleggio. Premium price 5.99 Euro, per le veline già a dimestichezza con Eva Tremila. Lo slogan coniato dal signor Silvio B. è: niente più tristezza, la velina è una certezza.
Il PD è allo sbando e cerca di rispondere alla subdola strategia del signor SilvioB (e dei suoi figli).

OpenId: lo stato delle cose.

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Ho scritto di OpenId un paio di settimane fa, di come crearsi un'identità (e di come utilizzarla). Qui si fa invece il punto dell'adozione dello standard - almeno, ci si prova.

Via TechCrunch

Recordan says that at least 11,000 sites now take OpenID credentials for sign on (see image to right). Among them are some large services like 37Signals and LiveJournal. And the open source community has been great about building OpenID support into their software, Recordan says, so that others building on that software can launch Relying party services. Among the projects that support it are Drupal, Movable Type, Wordpress.org, Ruby on Rails and MediaWiki. But all of those services put together have nowhere near the user footprint of any of the Big Four [Yahoo!, Google, Microsoft, AOL].
Insomma. OpenId: roba da geek (o da early adopter, tanto per capirci).

Babel e i frammenti digitali.

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babel-tokyo.gif

[Nota. il post non ha niente a che fare con BlogBabel. Si parla di film, non di classifiche].

Ieri abbiamo visto Babel - con più di un anno di ritardo. Poi, per capire meglio, sono andato a cercare opinioni e critiche su web. Così, tanto per fissare alcuni concetti. Babel, si nota subito la parentela con il Web, rientra nel filone dell'hyperlink cinema. Così detto per via dei frammenti narrativi e temporali (e i continui link) che trovano collocazione finale alla fine del film stesso. Altre pellicole dello stesso genere: Crash, Traffic, Syriana (ma anche Pulp Fiction e Magnolia). Secondo Wikipedia:

La sofferenza e la solitudine fanno da elementi unificatori della diversità etnica e geografica dei vari personaggi. (...) Babel non è un film sull'incomunicabilità del mondo post-moderno, Babel è il film sulla comunicabilità attraverso il linguaggio del dolore. (...) Sofferenza e solitudine in contrasto con la voglia di essere amati e di non essere più soli. Il polo del reale e il polo del desiderato. Due estremi, due contrasti che si scontrano in una lotta manichea. La stessa struttura del film è basata sui contrasti, sia uditivi che visivi.
OpenDemocracy vede le cose secondo una prospettiva diversa

It gives an intimate message we can all relate to, beyond language and beyond the time zones that cut the narrative into pieces: love, and care for, your children. If you don't - and perhaps even if you do, but have bad luck - they will die. This is the 'small world' story. The big world is what you try to protect your children from, where vast inequalities of wealth and power, sliding suddenly together and apart again like tectonic plates, produce accidental, tragic consequences.
A me Babel ricorda la narrativa cyberpunk. Mi ricorda Gibson e Sterling. Mi ricorda Pattern Recognition, di Gibson, con la spasmodica ricerca dei frammenti digitali. Mi ricorda il web, con i suoi hyperlink. Mi ricorda Blade Runner, con la visione notturna delle torri di Tokyo.

Babel può anche non piacere. Ma è il precursore di un modo di fare cinema sempre più vicino ad un'esperienza digitale. Per questa ragione, pur non essendo g&f un blog di critiche cinematografiche, ha senso parlarne. Anche qui.
A proposito di farmacie. E della Milano analogica. Visto che in queste cose sono un rompipalle (solo in queste cose?) mi son chiesto: e che fa un povero disgraziato che non parla la nostra lingua e che però ha la fortuna di farsi capire in anglosassone? (non ho voluto neppure prendere in considerazione il caso in cui lo sfortunato parli solo l'arabo o il cinese, che francamente lo considererei spacciato in partenza).

Così ho chiesto ad un amico americano che vive a Varese di telefonare al numero verde delle farmacie. Bene. Hanno risposto. In inglese. Hanno dato le informazioni richieste. Sempre in inglese. Mi sono rincuorato.

[En] If you live in Milan, don't speak Italian and are looking for open pharmacies in town, call the free of charge number 800 80 11 85. Also, keep in mind that the pharmacy at Central Station is always open, 24/7.

Milano analogica.

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E' sufficiente aver bisogno di una farmacia il lunedì di Pasqua, per capire quanto la Milano dei servizi al cittadino sia rimasta all'età del Pleistocene.

Abito alle porte di Milano e così provo a vedere se c'è qualche farmacia aperta a due passi da casa. Il sito dell'ASL Milano2 lista ben cinque farmacie. In realtà sono tutte chiuse. Bene. Così provo con la zona di Milano più vicina.

Google mi porta su una lista dei turni ferie del 2007. In pdf. Evidentemente non hanno avuto tempo di aggiornarla. Magari approfitteranno della pausa estiva per terminarla, la lista. Sarà pubblicata a Novembre, alle porte del 2009. Trovo un altro elenco, che si compila inserendo il distretto. E io dove vivo? Distretto quattro? Cinque? Lascio perdere e torno a Google.

Farmaciediturno.it ha una bella pagina in costruzione. Torno a Google.

Sempre l'ASL mi porta alla pagina col numero verde da chiamare. Insomma, non riesco a trovare la lista delle farmacie di turno di Milano sulla rete. Forse, con più tempo a disposizione, potrei anche trovarlo. Ma chi cerca una farmacia ha fretta. Il servizio dovrebbe essere in prima pagina sul sito ASL. In prima posizione della relativa ricerca su Google.

Ultima speranza. Il sito del Comune di Milano. Leggo del Derby e di Teo Teocoli. Mi spiegano come sposarmi a Milano (grazie, già dato). Poi abbandono. Ho fretta. Chiamo il numero. Mi danno la farmacia aperta. Prendo l'auto. Sconsolato.
Secondo il China Daily, che solo fino a pochi giorni fa ignorava spudoratamente i fatti del Tibet, i cittadini cinesi della rete sono disturbati dall'informazione praziale e disonesta dei media occidentali. In particolar modo dai media tedechi, inglesi, americani. Così, infatti, scrive il quotidiano.

Chinese netizens, including students studying overseas, have been angered by biased and sometimes dishonest reports about the recent riots in Tibet by some Western media. Pictures from some media websites, including CNN and BBC, with untrue reports about the riots have been posted on chatrooms, drawing criticism.
Il quotidiano riporta anche i commenti dei netizen cinesi e filocinesi. Alquanto monotematici. Diciotto pagine (ad oggi) di accuse ai media occidentali. Ora, a prescindere dalle palesi stupiddagini incluse tra i commenti, è sempre interessante leggere le opinioni degli altri. Specialmente se questi altri non sono occidentali. Ed è francamente difficile valutare quanto i commenti siano sinceri o pilotati.

Ma tant'è, questo è un altro aspetto di quella che James Fallows di The Atlantic chiama GFW, the Great Firewall of China. Non una censura tradizionale, ma un filtro astuto e subdolo della realtà.

Logo evolution.

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my-logos.gif

Era il 2002. O 2001, non ricordo. Il primo (in alto a sin) non era ancora un blog. Il sito web era statico, in html. Giusec era la contrazione del mio nome e cognome (qualche omonimo aveva registrato gli account/domini e così mi ero dovuto accontentare). Quel sito durò qualche anno. Poi il primo blog, su piattaforma Blogger (in basso a sin). Squonk, il Confuso, Brodo, GnuEconomy (oggi Macchianera), DotComa e il Mullah (ormai chiuso) erano alcuni tra i blog d'ispirazione. Quindi Splinder (al centro) nel 2003, con la prima comparsa del Geco.

Il logo attuale, utilizzato inizialmente su Splinder e poi sulle tre istallazioni di Movable Type (AreaServer, Yahoo! e l'attuale LivingDot) fu creato e regalato al sottoscritto dal geniale Maus, così, per puro diletto (a quei tempi i blog su Splinder erano poche migliaia, ci si conosceva un pò tutti e l'atmosfera era molto friendly). Esiste anche una versione natalizia (del geco), poco utilizzata. Divenne il logo definitivo del blog.

Io odio i meme. Però mi piacerebbe sapere qual'è stata l'evoluzione dei vostri di logo. O dei vostri banner. O dei vostri. Insomma, ci siamo capiti [lo chiedo a tutti ma soprattutto ai markettari e agli storici della rete, come ad esempio questi signori qui, qui e qui].
Dopo aver scritto la bibbia della Web Usability e dopo aver sfornato una serie di testi minori, Jacob Nielsen ha dato seguito alle sue teorie nel 2007 con Prioritizing Web Usability. Che costituisce una revisione dei suoi concetti originali, aggiornata ai nuovi trend e tecnologie. Secondo le teorie di Nielsen

  • un visitatore passa su un sito web in media un minuto e quarantanove secondi (1,49 sec);
  • di questi due minuti scarsi, circa 25-35 secondi sono spesi in home page, il resto in pagine interne
  • durante quei 25-35 secondi sono lette circa 10-20 parole, il resto non viene neppure preso in considerazione
Le direttive di Nielsen non riguardano probabilmente i blog, che fondano sul testo e sui contenuti il proprio essere. Ma danno comunque un'idea di quanto rapida può essere la visita alle proprie pagine e consapevolezza della centralità dei contenuti (del post, quindi). Se il lettore non trova ciò che cerca in meno di due minuti, abbandonerà il sito. Chissà se neoblogger come Paolo Guzzanti (i cui titoli dei post sono i più ad effetto dell'intera blogosfera) e Giuliano Ferrara hanno chiari questi concetti.

Erano gli ultimi paradisi.

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Erano gli ultimi paradisi. Senza email e senza telefonate. E adesso, ahimè, è tutto finito.

Mobile calls on Emirates flights. Dubai-based airline Emirates has become the first commercial airline to allow passengers to make mobile phone calls during flights. Emirates says that voice calls will be restricted during night flights. (...) Emirates plans to extend the system to more aircraft and later this year add BlackBerry and other data services.

Una giornata tranquilla.

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Giornata tranquilla, oggi, per chi lavora col resto del mondo. Da ieri Norvegia e Danimarca sono in ferie. Oggi inizia il ponte pasquale in UK, Germania, Spagna e Svezia. In Kyrgyzstan poi si festeggia il Nooruz, il nuovo anno Kyrgyso (tutti noi abbiamo a che fare con il Kyrgyzstan, prima o poi). Resta fuori l'Italia. Teoricamente. In realtà, tra ponte, fine settimana, Pasqua, sarà una giornata tranquilla anche qui.

Fatta eccezione per le notizie sulla cordata Alitalia e sulle imprese dei figli del signor Silvio Berlusconi, naturalmente.

Il tramonto di Alitalia.

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Il tramonto di Alitalia
Originally uploaded by Novecentino

L'allegra cordata.

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Sempre il signor Silvio Berlusconi, in una mattina ricca di esilar.. esaltanti novità.

Io non credo che se uno è tra i primi dieci gruppi italiani non entra, che figura ci fa...? Anche io sarei disponibile ad un sacrificio, ma mi accuserebbero subito di avere un interesse. Potrei partecipare alla pari degli altri, ed anche i miei figli credo che non direbbero di no. La regia dell'operazione resterebbe ad Air One, che potrebbe sfruttare le sinergie con Alitalia. Dietro di lei altri imprenditori e naturalmente delle banche, tra le quali Banca Intesa, che oggi, mi dicono, terrà un cda in cui dovrebbe dare via libera all'operazione.
Poi si è scatenato il finimondo, Banca Intesa Sanpaolo ha negato che il dossier Alitalia sia all'ordine del giorno, Alitalia stessa ha chiesto da adove diavolo nascano queste cordate notturne, la proposta AirFrance è in bilico,  la procedura di bancarotta potrebbe iniziare anche oggi, e in più Alitalia richia il commissariamento, ma questi sono solo dettagli. Alitalia è ormai in una botte di ferro. Grazie all'allegra cordata del signor Silvio B.
Berlusconi non si lascia sfuggire l'opportunità e con uno slancio di generosità salva Alitalia.

Spinetta [nota: Amm.Deleg. AirFrance] con il mio veto dovrà rinunciare e su Alitalia possono intervenire AirOne con Banca Intesa e, nella cordata altri imprenditori italiani fra cui anche i miei figli.
Intanto restano si e no due mesi di vita, prima della bancarotta. Ma ci sono i figli di Silvio Berlusconi a garantire la sopravvivenza della compagnia. Tutto è bene ciò che finisce bene.

Piesse. Io però a maggio mi prendo un volo Lufthansa per andare a San Diego. Oh, non che non mi fidi dei figli del signor Berslusconi, anzi, per carità. Ripensandoci però il cibo tedesco non è poi così male come dicono.
Il senatore McCain, candidato Repubblicano alle Presidenziali, continua a fare una leggera confusione tra sunniti e shiiti e tra Iran, Iraq e Al Qaeda. La Bush-way.

For the third time in two days, the Arizona Republican has pushed the definitively false statement that the terrorist group Al-Qaeda was getting assistance from Iran, even though he was publicly ridiculed for the same false assertion on Tuesday. This time, in a statement from his campaign honoring the fifth year anniversary of the war, McCain wrote: "Today in Iraq, America and our allies stand on the precipice of winning a major victory against radical Islamic extremism. (...) Al Qaeda and Shia extremists -- with support from external powers such as Iran -- are on the run but not defeated."
Un fine oratore come Obama non poteva lasciarsi sfuggire la ghiotta occasione.

Just yesterday, we heard Senator McCain confuse Sunni and Shiite, Iran and al Qaeda. Maybe that is why he voted to go to war with a country that had no al Qaeda ties. Maybe that is why he completely fails to understand that the war in Iraq has done more to embolden America's enemies than any strategic choice that we have made in decades.
Ora, però, ripensandoci. Non è una gaffe. Non è confusione. E' fine strategia. Bush docet. Nota infatti Daily Kos:

All recent evidence has indicated that McCain has simply internalized the central Bush lesson of his war: if the facts are against your desired policy, make up new facts and continue on your way. A sufficient percentage of the population will believe it.
Bene. E adesso veniamo al punto. Non vi vengono in mente le continue uscite di un noto personaggio nostrano? Fine strategia, signori. Questa è nient'altro che fine strategia. A sufficient percentage of the population will believe it.

Per amor del Cielo.

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Associazione di idee. Alitalia. Cieli. Sky. SkyLife. A proposito di SkyLife.

Non so voi, ma io ricevo ancora quella porcheria cartacea di SkyLife. A mie spese, zeronovanta euro mensili, senza mai averlo richiesto. Due mesi fa, quando scoppiò il casino di SkyLife, chiamai per disdire. La vocina sintetizzata mi disse che l'abbonamento era disdetto. Epperò poi ho ricevuto il numero di Febbraio e poi ancora quello di Marzo. Sul Faidate di Skylife.it leggo.

Hai già scelto di non riceve più la rivista.
Che mi pare chiaro, nonostante l'Italiano approssimativo. Ho già scelto. Due mesi fa. Di non riceve(re). La rivista. Chiaro, no? In che lingua bisogna dirlo ai signori di Sky?

Faraway, so close.

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Delta e Alitalia. Condividono voli (code sharing) ma non lo stesso destino, pare.

Alitalia. Il governo da via libera all'acquisizione. Annuncio di milleseicento esuberi. I sindacati che affermano di non aver sufficiente voce in capitolo. Tafferugli. Piano di acquisizione bloccato. AirFrance afferma di essere interessata ma non obbligata all'acquisizione. Il titolo perde il ventinove percento in borsa. La compagnia ha linquidità per sopravvivere altri due mesi. Poi, la bancarotta.

Delta. Ha annunciato il taglio di duemila posti tra gli amministrativi e il management. Altri trentamila impiegati saranno contattati per il raggiungimento di un accordo di buon uscita (severance payout). Il tutto per far fronte all'aumento del prezzo del petrolio. Nel frattempo si discute l'acquisizione di Northwest Airlines.
Nel frattempo il China Daily, forse sensibilizzato dal clamore mondiale suscitato dai tragici avvenimenti in Tibet, inserisce finalmente in home page una notizia sul martoriato Paese, dando ufficialmente termine alla censura (vabbè, la inserisce un pò in basso, ma è l'atto che ha valore, non certo la posizione).

Oldest Tibetan celebrates 117th birthday. (Xinhua) Updated: 2008-03-18 13:51
LHASA -- The oldest person in Tibet celebrated her 117th birthday in Lhasa on Sunday. Amai Cering, born in March 16 in 1891, was treated to a celebration of Tibetan entertainment and a birthday cake courtesy of the local government and fellow villagers in Jiarong village, of Linzhou County, Lhasa, on Friday.

OpenID per le masse.

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Ne avrete già sentito parlare. Su web, al bar, in riunione, al circolo (soprattutto, al circolo). Iniziamo con le definizioni.

OpenID is a single sign-on system, which allows internet users to log on to many different web sites using a single digital identity, eliminating the need for a different user name and password for each site. OpenID is a decentralized, free and open standard that lets users control the amount of personal information they provide.
Anche, per i sostenitori dell'idioma Italico:

OpenID è un meccanismo di identificazione creato da Brad Fitzpatrick di LiveJournal. Si tratta di un network distribuito e decentralizzato, nel quale la tua identità è un URL, e può essere verificata da qualunque server supporti questo protocollo.
Quindi: il tutto sta nel creare un URL che contenga la tua identità. Questo URL può essere il tuo blog. In realtà è molto probabile che un'identità online OpenId tu l'abbia già. Un account Flickr o TypeKey, tanto per citarne un paio, contengono infatti tale identità. La lista dei siti che offrono OpenID è qui.

Se invece ci si vuole creare una nuova identità (il che fa molto P2) basta usare siti ad hoc, come MyOpenId o Yahoo! OpenId. Questa, ad esempio, è la mia OpenId. Una volta creata la propria OpenId, è sufficiente seguire le indicazioni date qui di seguito da Sam Ruby:

Uno. si inseriscono le seguenti linee nella sezione <head> del proprio blog template

<link rel="openid.server" href="http://www.myopenid.com/server" />
<link rel="openid.delegate" href="http://giusec.myopenid.com/" />
sostituendo chiaramente il "giusec" della seconda linea con la vostra OpenID. Potete verificare poi il buon funzionamento dell'identificativo qui.

Due. Il gioco è fatto. Da adesso, ogni volta che ti registrerai ad un nuovo sito/servizio su web che accetta una OpenID (chessò, ForzaItalia.it, PdL.it, eccetera), invece di inventarti l'ennesima password, potrai copiare l'URL del tuo blog, che rappresenterà ormai la tua (unica) identità digitale, e fare direttamente il login. Semplice, no?

Approfondimenti:
  • Kurai (Federico Fasce): link [Ita]
  • OpenID.net, link [En]
  • OpenID for non-SuperUsers, Sam Ruby, link [En]
  • OpenID test, link

Fire Eagle non sa dov'è MXP.

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Io c'ho provato a spiegare a Fire Eagle che sono a Malpensa. Lui mi dice che sono in Lombardia. E vabbè. Non ha tutti i torti, in fondo. Poi però la mappa indica che sono sul Lago d'Iseo. Che è sempre in Lombardia, chiaro. Però io sono qui a MXP.

giusec is now at Lombardia, Italy
Piesse. Plazer non solo capisce dove sono. Ma lo fa di per se, automaticamente, senza che debba essere io a specificarlo.

BCV #3.

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Che è il BCV? Dicesi BCV il Bollettino Casini per i Viaggiatori (il bicivì, per gli amici). Quel tool che migliora la vostra produttività, fornendo informazioni in tempo reale sui casini in cui tutti voi potreste imbattervi, viaggiando: scioperi, ritardi, battaglie aeree, tempeste di neve, navi in fiamme al largo dei bastioni di Orione, raggi beta alle porte di Tanhauser.

Questo è il bicivì #3.

Aerei.
  • 28 Marzo. Scioperone personalone ENAV. 4 Ore: Dalle 12 alle 16
  • 28 Marzo. Scioperino personalino ENAV Brindisi. 4 Ore: Dalle 10 alle 14
  • 7 Aprile. Sciopero personale Alitalia. 4 Ore: Dalle 10 alle 14
Treni e altro.
  • in Italia tutto tranquillo (i ritardi sono la norma e non vengono presi in considerazione)
Al prossimo bicivì.
Il Palm Centro negli Stati Uniti è uno smartphone low end. Again, ripetiamo, low end, dove il prezzo ($99 USD) è una delle (poche) caratteristiche di differenziazione. Ora, il signor Faggiano del Sole24Ore scrive, oggi:

Dopo il grande successo ottenuto negli Stai Uniti, giunge anche in Italia il nuovo smartphone Centro di Palm.
e già qui non ci siamo, perchè il Centro non ha di certo avuto un grande successo; è solo stato accolto benevolmente a causa del prezzo (andate a vedere le review su Gizmodo e Engadget). E poi.

Il prezzo di listino è stato fissato a 299 euro (!) per la libera vendita, opportunamente però il management italiano ha aggiunto la parola "inizialmente". Sono infatti in corso trattative con diversi operatori telefonici (...) in modo da riportare il Centro in un ambito economico più attraente.
E anche qui non ci siamo. Perchè il prezzo spropositato (299 Euro equivalgono a più di $450 USD) riposiziona il telefono su tutto un altro segmento, facendo perdere l'unico punto di vantaggio sulla concorrenza (ricordiamoci pure che è un GPRS, non un UMTS).

Insomma, il pezzo del Sole da una percezione del tutto errata del prodotto. Che si tratti di un comunicato stampa camuffato da articolo?

Rialzati, Italia.

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Dal Boston Globe.

The United States has already slipped into a deep recession that could be the most serious since World War II, said Martin Feldstein, president of the Cambridge group that is considered the official word on economic cycles. (...) Earlier this month the US Labor Department reported that private employers slashed their payrolls by 101,000 jobs in February, the third straight month of job reductions. Also yesterday a widely followed monthly index of consumer sentiment posted a 16-year low.
Insomma, economicamente parlando, sono cazzi per tutti.

Fire Eagle e Movable Type.

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fire eagle architecture.png

Come detto in un paio di post, qui e qui, Fire Eagle è il nuovo servizio di geo-localizzazione di Yahoo! Niente di nuovo, concettualmente, se si fa eccezione per le API e il network di Developers. Il concetto è semplice: Fire Eagle riceve informazioni da alcuni clients sulla localizzazione del sottoscritto (mobile, web, IM). Poi la rende disponibie per il resto delle applicazioni.

E' un'estensione di ciò che fa oggi Plazer, che rintraccia la posizione dell'autore e la condivide (ma semplicemente Plazer non è Yahoo!). Simile il servizio offerto da Dopplr, che presenta pretese di localizzazione assai più primitive. E niente API.

La cosa interessante è la scoperta delle applicazioni. Una tra tutte: il plug-in per Movable Type. Il plug-in ha ancora qualche problema irrisolto (a me carica la località ma non la mappa). La versione più aggiornata è la 1.02. Qui trovate uno scambio di commenti tra il sottoscritto e Benjamin Trott, fondatore di SixApart, che spiega la ragione dell'aggiornamento immediato (un bug sul file fireeagle.pl che causava errori sul cron job). Assicuratevi quindi di installarne l'ultima versione (leggete il ReadMe file per capirlo).

Il Tibet visto dalla Cina.

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E' interessante notare la leggerezza dei cosiddetti A-blog americani. Nessuno di loro (ho circa un centinatio di feed dei vari Scobleizer, eccetera) parla del Tibet, oggi. Troppo presi dalle loro cazzate duepuntozero. Noi Italiani ci lasciamo trasportare di più; è sufficiente a tal proposito dare un occhio alle conversazioni di Blogbabel.

E' l'insostenibile leggerezza dei blogger americani. Con un'eccezione di rilievo. James Fallows, di The Atlantic. Inviato in Cina per seguire i preparativi delle Olimpiadi, e già citato su g&f per l'incredibile articolo sul Grande Firewall Cinese. Fallows racconta da Pechino della ripetuta censura cinese, online e offline. Qui, qui e qui. Ecco cosa dice.

Just about every blog, web site, or online news source I've tried for info about Tibet has been blocked by the Great Firewall (...). The URLs for those sites -- say, NYTimes.com -- aren't permanently black-listed or blocked. But when the GFW's filtering system sees troublesome words in the actual content of the page you're reading -- and let's assume the words Tibet, Lhasa, and Dalai Lama now all qualify -- it breaks the connection and interrupts all attempts to go back to the site for certain period of time. So far, my VPN has gotten me around this barrier.
Nel giudicare la reazione (meglio, la non reazione) popolare in Cina, non dimentichiamo che:

In judging popular reaction in China to this episode, bear in that mind few ordinary Chinese people have even been exposed to the idea that Tibet's place within their country is controversial in any way. In the ordinary course of going to school and reading newspapers or watching TV, they would hear that Tibet, much like the largely Islamic Xinjiang region and other frontier parts of China, is an ancient, inseparable, happily integrated part of the motherland, whose tranquility is threatened from time to time by hooligans or even terrorists.

Madrid ladrona.

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Barcellona. Dall'aeroporto prendo il treno che mi porta direttamente in centro, al Paseo de Gracia. Mi danno un biglietto gratuito. Sono solo cinque stazioni ma ci si mette un'ora ad arrivare. Mi viene in mente il Malpensa Express. Tale e quale. Poi arrivo. Mi guardano come se avessi fatto chissà che. Mi dicono che ho coraggio da vendere. A prendere un treno Renfe. E' stato un atto eroico, mi dicono. Non capisco e lascio cadere lì la cosa.

Qualche ora dopo tutto è chiaro. Leggo La Vanguardia e capisco. La situazione ferroviaria e dei trasporti in Catalogna è un disastro. Ritardi, guasti, treni fermi. Non essendo in grado di assicurare un servizio decente, Renfe si è fermata per due mesi. Oggi ha ripreso i servizi e offre da settimane biglietti gratuiti. Ecco perchè ho avuto coraggio, inconsapevolmente, a prendere un treno per andare in città.

Ridi'n'blu. Manchi solo tu.

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Ricevo da Fedebasso. Ridi'n'blu. Laboratorio di Cabaret al Teatro Blu, via Cagliero, zona Gioia, Milano. Prezzi popolari (max 5 euro, ma di solito anche 3). Insomma, manchi solo tu.

Fire Eagle su g&f.

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Well, plug-in istallato e semi-funzionante. Potete già dare un'occchiata al risultato sulla sidebar qui a fianco. Sezione my profiles e sezione Fire Eagle. L'integrazione con Action Streams funziona perfettamente. In realtà un problema c'è. La mappa non è caricata, solo la location. Ho già scritto a Ben e David. Vabbè, poi vi aggiorno.
Yahoo! annuncia la sua applicazione di geolocalizzazione e SixApart rilascia in tempo (quasi) reale il plug-in per Movable Type (capite poi perchè non potrò mai lasciare MT per WP?). Il sottoscritto ci sta già giocando da ieri e presto il plug-in apparirà su g&f, con relativa descrizione ed esempi.

Per il momento:
  • plug-in Fire Eagle for Movable Type, link
  • esempio di applicazione su blog, link
  • esempio di integrazione con Action Streams, blog di David Recordon, link
  • video, Tom Coates di Yahoo! spiega Fire Eagle, link

Italian idiot.

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Don't want to be an Italian idiot.
One nation controlled by the media.
Information age of hysteria.
It's calling out to idiot Italia.

Welcome to a new kind of tension.
All across the alien nation.
Where everything isn't meant to be okay.
Television dreams of tomorrow.
We're not the ones who're meant to follow.
For that's enough to argue.
history logo-apple.gif
Il post su Neatorama apre le porte ai ricordi e mette in funzione la parte destra del cervello (prima di mettere in moto anche la sinistra e dar vita a tipiche considerazioni da marketer). Si scoprono così storie come quella che riporto qui.

The first Apple logo was a complex picture of Isaac Newton sitting under an apple tree. The logo was inscribed: "Newton ... A Mind Forever Voyaging Through Strange Seas of Thought ... Alone." It was designed by Ronald Wayne, who along with Wozniak and Jobs, actually founded Apple Computer. (...) Jobs thought that the overly complex logo had something to do with the slow sales of the Apple I, so he commissioned Rob Janoff of the Regis McKenna Agency to design a new one. Janoff came up with the iconic rainbow-striped Apple logo used from 1976 to 1999.

Rumor has it that the bite on the Apple logo was a nod to Alan Turing, the father of modern computer science who committed suicide by eating a cyanide-laced apple. Janoff, however, said in an interview that though he was mindful of the