Ieri a Milano c'erano venti gradi, oggi sedici. Abbiamo fatto un salto ai
giardini di Palestro, che, per i non milanesi, rappresentano una delle poche aree verdi naturali in città - non affacciandosi Milano su fiumi, mari, laghi, oceani e avendo i Milanesi genialmente interrato una splendida rete di navigli, qualche annetto fa.
Oddio, è vero che le circonvallazioni sono state recentemente abbellite da corsie interne con verde, alberelli e panchinette. Ma francamente, portare un bimbo a giocare o un cane a pascolare in circonvallazione significa condannarlo a un triste futuro di gravi conseguenze polmonari.
Quello delle aree verdi è uno dei progetti di Milano per l'
Expo 2015. Che, tra l'altro, verrà assegnata domani. Milano contro Smirne. Si vedrà. Certo, Milano non parte bene. Il sistema Italia sta implodendo. La crisi politica è ormai insostenibile. Da domani Malpensa avrà un centinaia di voli in meno. Che non è detto sia un male; Alitalia ha fatto oggi ciò che avrebbe dovuto fare una decina di anni fa. Sfiga vuole che ciò accada proprio domani, giorno di assegnazione dell'Expo.
E poi la Fiera, la fantastica, futuristica, unica, incommensurabile Fiera che ha fatto la discutibile scelta di costruire uno spazio immenso fuori città, impossibile da riempire, e - a circa due anni dall'inaugurazione - ancora irraggiungibile in auto. Fiera che spera tutto nell'Expo, visto che ormai la cazzata della sede decentrata è fatta.
Insomma, la primavera in arrivo non riesce a nascondere la crisi della città. E preghiamo tutti che arrivi l'Expo. Che se mai dovesse andare a Smirne allora potebbe davvero far cadere Milano in una crisi di nervi. Difficile da riabilitare.