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If you elect me.

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Mentre l’euro raggiunge il suo massimo storico (uno e cinquanta!, tempo di shopping) la campagna elettorale continua, senza grossi colpi di scena. Le gaffe no. Quelle non mancano. Ieri Bill Clinton ha chiesto di farsi eleggere, dimenticando per un attimo che è la moglie a correre alle primarie (qui il video, via ABC).

So Hillary says, in 2005, the United States Congress adopted the Bush-Cheney energy bill, which gave $27 billion in subsidies to nuclear, oil, and gas and coal. The only thing that was justified was clean coal, because countries are going to be using that. We have to figure out how to take the carbon dioxide out of it. The rest of it is waste. If you elect me, I’ll repeal those subsidies.

Poi si è pure corretto, ma insomma ha confermato l’impressione che qui hanno un pò tutti: se eleggi lei, torna in carica lui. Hillary, nel frattempo, perde consensi importanti. Il NYT, che pure aveva fatto un pubblico endorsement, adesso respinge al mittente le lettere del comitato pro-Hillary. E poi il signor Bush. Che legge nei pensieri degli Americani e prevede
una grande vittoria Repubblicana (quando tutti i sondaggi danno
chiaramente i Repubblicani al 30%).

President Bush predicted Monday that voters will replace
him with a Republican president who will “keep up the fight” in Iraq.
“I’m confident we’ll hold the White House in 2008,”

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