Add this site to your RSS reader!


Ode a Clemente. Una storia vera.

| | Comments (0)

Era il duemilaettrè e mi accingevo (che si può scrivere accingevo su un post? si può?) a chiudere il primo dei due anni che mi avrebbero portato a conseguire (e conseguire lo posso scrivere?) il mio MBA nella bìsnes scùl più prestigiosa e trendy d’Italia. Ecco, erano le nove di sera e l’ultima lezione del Professor Spirogalli (nome chiaramente artefatto) si era appena conclusa. Qualche giorno dopo, l’esame. Spirogalli non era uno dei migliori. Era un mediocre. Insomma, un cosìcosì. Ne bene ne male. Ne carne ne pesce. Ebbene, Spirogalli ci diede le ultime raccomandazioni. Poi il suo sincero in bocca al lupo. E per finire ci consegnò un foglietto azzurrino, formato aquattro, lo tengo ancora da qualche parte tra i libri del corso, con un testo che faceva pressappoco così.

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
(….)


Quel fogliettino fu un colpo al cuore. Intendo dire. Noi siamo lì.
Tutta gente in carriera, gente strafiga, i futuri top-manager del
paese, tutti finanza e marketing, e che ti capita? Un tizio,
Spirogalli, un mediocre prof che ti da in mano una poesia. Una poesia,
capite? In un aula di una bìsnes scùl. L’aula fu un rimbombare di cose
come ma guarda che figata, è Neruda, minchia lo avevo proprio sottovalutato, questo Prof è spaziotemporale, ma che figo sto qui, Spirogalli c’ha i coglioni,
Spirogalli di qui e Spirogalli di là. Insomma, una roba che potete solo
immaginare. L’esame poi andò bene. Un anno dopo presi l’MBA. Poi nacque
Asia. Dimenticai la poesia. Dimenticai anche Neruda e Spirogalli.
Passarono gli anni. Briatore si scopò mezzo jetset. Silvio perse per
quarantamila voti. L’Italia vinse i mondiali grazie a una testa (di
cazzo). Romano durò quasi due anni. Fino a quando, l’altra notte, il
Clemente lo affossò.

E guarda tu la coincidenza, ma una roba da
non credere, lo affossò proprio con quella poesia falsonerudiana che
tanto ardore aveva infuso (ma si può scrivere infuso in un post? oh, si
può?) nei cuori di quella manica di emeriti cogl… futuri eccellenti
preparatissimi top-manager della nostra beneamata Italietta.

Insomma,
volevo condividere la storia con voi. E ne approfitto: brutto stronzo
di uno Spirogalli, smetti di spacciare sta’ roba per un’ode di Neruda e
dedicati, con un pò più di verve e passione, a ciò che pretendi di
insegnare.

Leave a comment

(required)

(required)

giusec’s tweets

Monthly Archives

Photos