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Del perchè Obama ci appassiona.

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Il titolo dovrebbe continuare. Del perchè Obama ci appassiona al punto di dimenticare (quasi ) completamente che siamo nella merda – politicamente parlando. Sono già in tanti ad occuparsi delle primarie negli Stati Uniti. Tanti e con maggiori competenze del sottoscritto. Però una cosa voglio dirla. Che a leggere lo script dell’ultimo di discorso di Obama, a seguito della schiacciante vittoria in SC, ci si sente depressi e scoraggiati. Per il semplice fatto che una cosa del genere, qui in Italia, non potrà mai accadere.

Sono il primo a scrivere criticamente sugli Stati Uniti. Li conosco abbastanza a fondo per dire, con cognizione di causa, cosa apprezzo e cosa detesto. Ma pensateci un attimo: potrà mai l’Italia essere il paese dove un candidato di colore ed un candidato donna si sfidano per la leadership di un grande partito? No, mai. Noi siamo ancora qui a discutere le quote rosa. Noi siamo ancora qui a leggere del sindaco xenofobo di Treviso che addita gli immigrati come un cancro per il paese.

E proviamo a leggerlo, il discorso di Obama. Pensate che qualcuno dei nostri leader potrai mai pronunciare le parole

we have fine candidates in this field, fierce
competitors who are worthy of our respect and our admiration –
(applause) –

No. Da noi solo insulti e reciproche accuse. E ancora

So understand this, South Carolina. The choice in this election is not between regions or religions or genders. It’s not about rich versus poor, young versus old, and it is not about black versus white. This election is about the past versus the future.

No. Dai noi, se va bene, si annuncia l’eliminazione dell’ICI.

Per questo noi Italiani ci stiamo appassionando. Per questo la vittoria di Obama in Sud Carolina (e dove cazzo è il Sud Carolina?) genera più commenti dei tristi litigi tra le due coalizioni Italiane. Perchè siamo consapevoli che un candidato del genere, inspiring e with a vision of change, noi, per lo meno la mia generazione, non lo vedremo. Mai.

Comments

Peggio che in Italia, e’ difficile. Ma gli USA non sembran molto meglio.

- Son convinto che Hillary sia piu’ dotata di Bill Clinton.. ma quante possibilita’ avrebbe senza di lui? vincere come “proxy” del marito non mi sembre un grande esempio di autonomia femminile.

- Quando riconosce il valore degli altri candidati, Obama parla solo del campo democratico (la frase che citi prosegue con “and as contentious as this campaign may get, we have to remember that this is a contest for the Democratic nomination and that all of us share an abiding desire to end the disastrous policies of the current administration”: giustissimo, ma non esattamente bipartisan).

- io avrei preferito qualche accenno in piu’ all’ICI.. i discorsi di Obama sono pieni di aria fritta: quale politico (specie se “nuovo”) non dice di star combattendo per cambiare le cose? Anche Silvio vuole cambiare.. il problema e’ cosa e come!

La cosa piu’ positiva (ed incontestabile) di quel che scrivi e’ che Obama e’ nero.

Ciao e scusa se magari sono stato un po’ brusco!

Diat, Obama ha anche un altro merito: quello di appassionare le folle. La passione, questa sconosciuta. E di certo non può far peggio dell’attuale amministrazione.

Non riesco a capire perche’ la capacita’ di appassionare le folle sia un merito.
Per il candidato e’ elettoralmente vantaggiosa; ma per l’elettore non e’ un motivo per preferire un candidato.
Per quel che mi riguarda, chi cerca di appellarsi alle mie emozioni piuttosto che alla mia razionalita’ mi insospettisce. Tanto piu’ che la storia e’ piena di illustri trascinatori di folle finiti male (assieme a coloro che avevan trascinato), da Alcibiade ad Hitler.

Questo non e’ per dire che Obama sia paragonabile a costoro o a Bush (o ai candidati repubblicani) ma solo per dire che secondo me un candidato va scelto per quel che si propone di fare (ad es., alzare o abbassare l’ICI..), non per come si presenta.

D’altra parte riconosco che la “vacuita’” dei discorsi di Obama e’ soprattutto un modo elegante di attaccare Hillary (tutti i riferimenti al “cambiamento” non puntano solo a Bush, ma anche ai suoi predecessori), non all’assenza di un “programma” (non troppo diverso da quello della Clinton, anche se forse un pochino meglio).

Ooops.. dovevo scrivere
e non dipende dall’assenza di un “programma”
non
non all’assenza di un “programma”

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