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Crossing Itrov.

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Nota. Per chi fosse capitato qui per caso: no. Questa non è la storia del dissidente russo Itrov Vladimir Crossing trattenuto da Putin in una remota prigione della sconfinata Siberia. No. Itrov è l’italiano per Heathrow. Crossing sta per attraversare. London è London. Fine nota.

Modi di dire. Arrivo a Itrov alle quattro. Ancora. Faccio scalo a Itrov e ti raggiungo. E poi. Ero a Itrov quando è scattato l’allarme bomba. E poi ancora. Ho dormito al terminal due di Itrov, non era poi così male. Il design, poi, da non perdere. Modi di dire.

Ne cantava le lodi anche il Battiato nazionale: facevo scalo a Itrov, una domenica di Pasqua. Itrov è il terzo scalo del mondo ed il primo in Europa, secondo l’ACI (Airport Council, non Automobil Club). Dopo Itrov, Parici CDG (sidigì), Francoforte, Amsterdam e Madrid. Interessante notare come Itrov abbia una sua ben precisa identità. Itrov non è Londra. Itrov è  Itrov. Un mondo a se. Un segmento spaziotemporale parallelo. Un’area geografica a se stante. Un agglomerato con vita propria.


A causa delle proprie dimensioni, Itrov è diventato uno dei grandi e
misteriosi buchi neri d’Europa. In termini di traffico aereo. Si blocca
Itrov: tutti gli altri hub Europei sono nella merda. Nebbiolina a
Itrov: migliaia di viaggiatori abbandonati attorno al pianeta. Bomba a
Itrov: l’intero ecosistema planetario è in pericolo. Valigetta
abbandonata a Itrov: si invade l’Iran.

A Itrov è meglio arrivare e basta. Intendo dire: se arrivi e poi riparti devi prendere le tue precauzioni.

  1. Calcola
    un paio di ore per il trasferimento – stesso terminal. Se pensi di
    arrivare alle tre e ripartire alle quattro sei Tommaso Campanella o
    solo un povero fesso;
  2. Calcola quindici ore per il trasferimento da terminal a terminal. Dovrai prendere: metrò più navetta più sopraelevata più tapì rulan più ascensore;
  3. Non
    puoi portare più di un bagaglio a mano. Regola ferrea, le truppe di
    Itrov sono incorruttibili. Teoricamente però puoi: svuotare borsa uno;
    mettere borsa due in borsa uno; portare il contenuto di borsa uno a
    mano (camicie, mutande, canottiere, preservativi); passare i controlli
    fischiettando (a me è capitato; confermo: funziona). Insomma:
    l’importante è avere un solo bagaglio [nota: dal sette gennaio si è tornati a due bagagli. Vedi post precedente, qui, e informativa su sito di Itrov];
  4. Pipì
    o cacca? Porta un vasino da viaggio (il travel cess) o prendi un
    Dissenten prima di atterrare. Trovare il bagno potrebbe impegnarti per
    un paio di ore;

E veniamo al cibo. A parte i soliti posti da
junkfood aeroportuale, i seafood bar sono ottimi. Costano però quanto
un cenone di capodanno da Savini in galleria a Milano, quindi vale la
pena informarsi in anticipo con la propria banca sulle modalità per un
prestito rateale (o portarsi dietro un tramezzino artificiale da MXP).

Risorse su Itrov. Dove trovare informazioni su Itrov.

  • sul sito di Itrov (e dove sennò?)
  • e poi qui, via Wikipedia.

Comments

Hai x caso visto questo?

Povero Itrov. Ma la frase clou è la seguente.

Da Vinci didn’t rank highest in my survey, but I suspect that is largely because it is small, not a frequent transfer point and people expect Italy to be somewhat dysfunctional. “I don’t know,” said Julia Pool, a lawyer from Washington who travels frequently in Europe. “When you wait in London, it’s really irritating, but when you wait in Rome it feels charming.”

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