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Una decisione l’ho già presa.

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A volte mi chiedo cosa ci stia a fare, io qui. Lo spettacolo a cui ho (abbiamo) tutti assistito ieri e nei giorni passati – il caso Mastella, il caso moglie-di-Mastella, la sfiducia, gli sputi, i festeggiamenti, lo champagne, i cortei dei tassisti – mi ferisce, profondamente.

Come possiamo essere arrivati a questo punto? Perchè non riusciamo ad essere un paese normale? Non conosciamo il rispetto. Dobbiamo necessariamente abbandonarci ad atti teatrali. Lo champagne. Lo sputo. I cannoli. Il Governo cade. Bene. Perchè non assistere rispettosi agli avvenimenti. Perchè non complimentarsi per ciò che di buono questi signori hanno fatto, o provato a fare? Non riusciamo ad essere un paese normale.


Certo. Che i tassisti abbiano festeggiato è chiaro. Non solo l’hanno
avuta vinta questi signori. Hanno festeggiato la caduta del nemico.
Strano. Mi sarei aspettato i cortei dei farmacisti, degli assicurativi,
dei stipulatori di mutui, dei trasportatori, dei titolari dei
distributori di benzina. Tutti toccati, chi più, chi meno, dalle
microriforme tentate dall’esecutivo. Non riusciamo ad essere un paese
normale.

E io che ci sto a fare qui? Ma voglio davvero vivere e
far crescere mia figlia in questo paese?  Un paese in cui un Presidente
di Regione  festeggia con cannoli e spumante la sua condanna a cinque
anni, e poi soddisfatto annuncia E adesso al lavoro. In un
paese dove si è permesso al Ministro di Grazia e Giustizia di poter
creare un sistema clientelare (uno dei tanti, per carità) talmente
consolidato che lui, il poveretto, si chiede anche il perchè di questa
persecuzione (e, il fatto più grave, è che spinge anche noi a
chiedercelo).

Intanto una decisione l’ho presa. Asia
andrà ad una scuola internazionale. Da settembre. Già iscritta. Mi
costerà un secondo mutuo, ma chissenefrega. Deve poter crescere
imparando a vivere tra gente di altri paesi. Voglio che la tolleranza e
il rispetto siano infusi nel suo sangue. Voglio che abbia a che fare
quotidianamente con gente che la pensa diversamente, che vive
diversamente. Non deve avere niente a che fare con i Barbato, i
Cuffaro, i Berlusconi, i Mastella. Voglio che parli altre lingue e che
sia pronta ad andarsene da qui. Voglio che la sua conoscenza non si
fermi a ciò che questo nostro disgraziato paese ci offre. Non voglio
più che sia solo Italiana, mi dispiace, proprio non lo voglio.

Comments

hai fatto benissimo, solo questo ti dico.

Noi si pensa seriamente ad impacchettare e se Mik dice che perfino la Francia va bene, vuol proprio dire che siamo arrivati…io torno in Russia, almeno Putin e’ una certezza.

Scusa, ma sono curioso di sapere quale scuola internazionale hai scelto.

St.Louis, zona Corvetto.
http://www.stlouis.it/

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