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January, 2008 Archives

Il giorno delle donne (tedesche).

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Carnevale. Qui è già arrivato. Oggi a Dusseldorf è il giorno delle donne. Le donne prendono il potere. Orde di giovani donne si riversano in centro, seminando il terrore. All’una assaltano l’ufficio del sindaco, lo immobilizzano e gli tagliano la cravatta. Fa parte della tradizione, e così il sindaco subisce, ridendo.  L’anno scorso una delle donne era appena stata lasciata dal marito alcolizzato. Risultato: il sindaco è caduto, sotto quarantasette colpi di forbici da stinco. Dalle dieci è quasi impossibile trovare personale al lavoro, specialmente negli uffici pubblici (che, diciamolo, mica solo da noi non si fa un cazzo in certi posti). Chiunque vada in giro in centro rischia la cravatta (nel senso che viene tagliata, la cravatta, appunto, senza pietà alcuna).

Possibly even more popular with Düsseldorf womenfolk is the ‘Altweiberfastnacht’,  when  women storm the townhall in order to show the town fathers who is really master of the house. Tradition demands that lots of ties get cut in the process!

Sul Carnevale di Dusseldorf: qui, qui via Wikipedia, qui (Comitato del Carnevale, per i poliglotti) e poi le foto via Flickr, qui.

Scandinavia, MA.

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Oggi pomeriggio. Sono a Dusseldorf. Summit internazionale. Conversazione con un signore del Massachussets (MA). Prestigiosa università, MBA, Direttore dell’intera divisione e tutto questo genere di cose. Lui è SDM (Signore Del Massachussets). Io sono giusec.

SDM. Ma cosa segue Chris?
giusec. Scandinavia.
SDM. Ah. Quindi è ad Amsterdam?
giusec. No, Scandinavia. Vive a Copenhagen.
SDM. Ah, OK. Quindi Danimarca.
giusec. No, Scandinavia.
SDM. Ah, non solo Danimarca. OK, quindi Finlandia e quegli altri paesi?
giusec. No, no Finlandia. Scandinavia: Danimarca, Svezia, Norvegia.
SDM. Ah, certo, ah, OK. Pure Russia?
giusec. (vabbè, fanculo)

WinterWorld, Dusseldorf.

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Ecco, questa è WinterWord. Per l’esattezza, Allrounder WinterWorld. Il tempio dello sci, o anche la hall indoor più moderna d’Europa. Ce ne sono altre di robe così nel mondo e poi c’è la celeberrima, a Dubai, con le montagne, gli alberi e le greggi artificiali. In Italia nulla, chiaramente, con tutte lle piste che ci ritroviamo, anche nelle regioni più impensate.

WinterWorld è un palazzone spilungo con una pista di trecento metri, la neve e meno quattro gradi. C’è l’area giochi per i bimbi, quella per gli adulti, la pista di bob, un ristorante austro-bavarese e un negozio di roba sciistico-metropolitana.

Il tutto a venti minuti scarsi dal centro di Dusseldorf.

MT 4.1 e quella gran cagata dei Template Sets.

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Sogni svaniti. I template sets di MT 4.1 sono una gran cagata. Primo, perchè non li ho neppure visti da lontano. I Template Sets sono inclusi solo nella professional edition. Ed io ho una personal edition, come del resto il 90% degli utenti MT. Allora ho cercato di capire se ‘sti benedetti template possono essere aggiunti alla personal. Risposta: no. In realtà, ciò che si può fare è installare i due plug-in Template Installer/Exporter, esportare il template set, renderlo disponibile al mondo, importarlo poi sugli altri blog. Certo, ci vuole l’anima pia disposta a esportare i Sets dal proprio blog. E poi il problema è che l’Exporter è a pagamento (maddai, coglioni, e chi vuoi che paghi novantasette dollari per un plug in?) e quindi nisba.

Insomma, una bella stronzata di roba. Che conferma l’inferiorità di MT, a livello di design (ma anche di policies), nei confronti del concorrente WordPress. E che ci voleva a rilasciare la 4.1 con una libreria decente di template da scaricare da web? (e non quella cosa raccapricciante che è la libreria di skylines). Insomma, un altro dei misteriosi misteri di Movable Type.

Camera con vista (su Düsseldorf).

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Per la serie camere con vista, ecco cosa vedo, in questo istante, dal finestrone dell’Hotel. Sedicesimo piano. A due passi dal fiume. Certo, non è come aver davanti il Partenone, o come avere Londra ai propri piedi, ma devo dire che lo spettacolo non è del tutto da buttare.

Del perchè Obama ci appassiona.

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Il titolo dovrebbe continuare. Del perchè Obama ci appassiona al punto di dimenticare (quasi ) completamente che siamo nella merda – politicamente parlando. Sono già in tanti ad occuparsi delle primarie negli Stati Uniti. Tanti e con maggiori competenze del sottoscritto. Però una cosa voglio dirla. Che a leggere lo script dell’ultimo di discorso di Obama, a seguito della schiacciante vittoria in SC, ci si sente depressi e scoraggiati. Per il semplice fatto che una cosa del genere, qui in Italia, non potrà mai accadere.

Sono il primo a scrivere criticamente sugli Stati Uniti. Li conosco abbastanza a fondo per dire, con cognizione di causa, cosa apprezzo e cosa detesto. Ma pensateci un attimo: potrà mai l’Italia essere il paese dove un candidato di colore ed un candidato donna si sfidano per la leadership di un grande partito? No, mai. Noi siamo ancora qui a discutere le quote rosa. Noi siamo ancora qui a leggere del sindaco xenofobo di Treviso che addita gli immigrati come un cancro per il paese.

E proviamo a leggerlo, il discorso di Obama. Pensate che qualcuno dei nostri leader potrai mai pronunciare le parole

we have fine candidates in this field, fierce
competitors who are worthy of our respect and our admiration –
(applause) –

No. Da noi solo insulti e reciproche accuse. E ancora

So understand this, South Carolina. The choice in this election is not between regions or religions or genders. It’s not about rich versus poor, young versus old, and it is not about black versus white. This election is about the past versus the future.

No. Dai noi, se va bene, si annuncia l’eliminazione dell’ICI.

Per questo noi Italiani ci stiamo appassionando. Per questo la vittoria di Obama in Sud Carolina (e dove cazzo è il Sud Carolina?) genera più commenti dei tristi litigi tra le due coalizioni Italiane. Perchè siamo consapevoli che un candidato del genere, inspiring e with a vision of change, noi, per lo meno la mia generazione, non lo vedremo. Mai.

Elvira Coot.

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Non so voi. Ma scoprire, a trentanove anni, grazie a un paginone del Corriere, che il vero nome di Nonna Papera è Elvira Coot, è stata, insomma, un’emozionante rivelazione.

Piesse. Oh, e by the way, l’intero albero genealogico della famiglia Duck è qui.

Si riparte.

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Domani si concludono, ufficialmente, le mie tre settimane da home-worker. Prima tappa: Düsseldorf. Una settimana. Ora, è già capitato due volte: il governo cade quando sono in viaggio. Questa volta, però, posso partire tranquillo. Che può capitare ancora? (non ditemelo, per favore, no, non ditemelo).

g&f powered by Movable Type 4.1.

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Movable Type 4.1 è appena stato rilasciato. Così all’1:46 PM scrivo un messaggio a LivingDot (sono in Sud California, credo) chiedendo quando pensano di procedere con l’upgrade. All’1:49PM mi rispondono che l’upgrade non è automatico. E’ su richiesta. All’1:51 invio la mia richiesta ufficiale di upgrade. Specificando che comunque non è un bisogno immediato, che è una roba a bassa priorità, che possono installarlo quando hanno tempo e tutto questo genere di cose. Alle 2:30PM mi confermano che la 4.1 è installata. Spaziotempo.

Amo questo genere di servizi. Amo LivingDot. Come si può avere nostalgia di Areaserver con un servizio del genere? Vabbè. Adesso faccio un salto in Feltrinelli. E poi mi vò a vedere la storia dei Template. A dopo, eh.

Bye, bye, Totò.

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Pochi minuti fa. Il signor Totò Cuffaro annuncia le dimissioni.

(…) lo faccio come ultimo atto di rispetto verso i siciliani, che in questi anni ho servito con dedizione (…)

Ecco, come atto di rispetto verso i Siciliani, caro Totò, vai fuori dai coglioni. All’annuncio delle dimissioni

(…) era stato accolto da uno
scrosciante applauso di molti deputati della maggioranza. Tutti i
gruppi parlamentari del centrodestra hanno fatto a Cuffaro una
richiesta affettuosa e istituzionale di restare al suo posto.

Beh, ecchè vi aspettavate dai gruppi parlamentari del centrodestra siciliano? Ancora.

Ora sì che vale la pena di fare festa con i cannoli

che è, a mio giudizio, la concusione perfetta di tutta la vicenda.

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