Asia è partita. Ieri. Quindici. Deve essere il suo quindicesimo. Volo. Ne ho perso il conto. Ha preso già quindici voli. Da ieri ha ventitrè mesi. Io non ero con lei. Mi si dice che, all'atterraggio, abbia gridato
pilota, pilota, ancola, ancola!
Penso al mio primo volo. Avevo diciotto anni. Sono solo, adesso. A Milano. Sarà uno slow weekend. I bimbi ti abituano a una vita accelerata. Potrò rallentare. Per qualche giorno.
Mi attende un weekend di lavoro. La prossima settimana il Vippì mondiale della multinazionale sarà in visita, in Europa. Io lo accompagnerò nel suo tour. In giro per il continente. Milano. Monaco. Copenhagen. Meglio prepararsi. E poi cercherò di rimettere ordine tra le foto della settimana in barca, tra l'Elba e Capraia. E ancora riprenderò possesso di g&f, abbandonato da troppo tempo. Il fatto è, quando la vita si riempie di avvenimenti, e parecchi di questi avvenimenti accadono qui, adesso, attorno, ebbene in questi casi il blog si ritira, timidamente, e va giù, giù, nella lista dei nostri mille pensieri.
Mi avvio. Bisognerà pure pensare agli approviggionamenti per il weekend. Sushi. Corona. Il celeberrimo tamarindo di Lugano. Porto. Mohitos. Tutto ciò che la vita da padre ci ha (in parte) fatto dimenticare.
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