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May 2007 Archives

 
Con l'istallazione dell'ultimo modulo, Studio Library, Grotta 2.0 è finalmente completa. A due mesi dal trasloco. Mancano piccole patch (Tende AntiSpy, Piante Design, Quadri Pro), ma l'implementazione si può ormai dire completa.

Vista la portata dell'evento, l'istallazione dell'ultimo modulo è stata ripresa in ogni suo momento: Grotta 2 molto prima, prima, durante, un pò più durante, e dopo. E, per i nostalgici, le foto delll'ormai obsoleta Grotta 1

L'ultima meraviglia.

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Acquistato in outlet. Tra le dune e le palme artificiali di Palm Springs. Alla modica cifra di duecentoquaranta dollari. Che poi sono duecento euro, più o meno. Contro un prezzo europeo del novanta percento superiore (sito Bose, qui). Per non parlare di quel fantastico giubbotto da tecnodroide a quarantacinque dollari. E quel... E poi ancora quell'altro... E poi...

Incredibile, la vittoria della Cidielle. Davvero inaspettata. Vincono a Verona, da sempre covo di rivoluzionari marxisti-leninisti, e adesso inspiegabilmente passata al centrodestra. E poi Monza, altra enclave dell'estrema sinistra caduta in mano ai barbari del Polo. Due sconfitte brucianti. Per non parlare di Vicenza e Como. Vicenza, sopratutto. Storica città rivoluzionaria, al punto da meritare, negli anni settanta, il soprannome di la Mosca bianca.

In Spagna accade peggio. Il PP recupera voti dopo anni di governo del PSOE. Nessuna tragedia, lì. 

In Italia invece, un'ecatombe. Con le enclavi comuniste passate inspiegabilmente ai barbari della Cidielle. 

Palm Springs, il fotoset.

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L'intero fotoset del viaggio a Palm Springs, CA, è qui. Palme, ancora palme, e poi sempre palme, lo sbarco dello Slow Food in California, la cena di gala, le mucche cameriere, e il sottoscritto (in smoking). 
 

Una proposta per il PD.

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Ho deciso di firmare l'appello di Luca, qui. Perchè ultimamente il mio voto è andato all'Unione solo per paura del ritorno dei barbari e non perchè abbia cieca fiducia nel gruppo geriatrico che ci rappresenta. E perchè sono consapevole che se dovessimo perdere l'occasione del Partito Democratico, non ce ne capiterà certo un'altra a breve termine.

Back home.

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Attraverso Frank Sinatra boulevard e mi immetto su Bobe Hope Drive fino all'incrocio con Borders (come dire: attaverso viale Claudio Villa e mi immetto su via Jerry Calà fino all'incrocio con la Feltrinelli). Il tempo di comprare due libri e sono in auto, diretto verso la costa.

La interstate dieci per Los Angeles ha sette corsie. Due a pagamento. Vuote. Una per il carpool. Basta essere in due in auto e si fa parte di quel meraviglioso mondo che è il carpool. Il resto delle corsie è per i comuni mortali. In Italia molti sarebbero sulle corsie a pagamento. Il carpool resterebbe probabilmente vuoto.

Italianish.

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Mi accorgo, con grave preoccupazione, di un inarrestabile deterioramento del mio Italiano, a causa di preoccupanti influenze anglosassoni. Ho scoperto recentemente di aver detto:

  • Basicamente ci sono alcuni prodotti... (Basically some products...)
  • Prenderò un volo domestico... (I will take a domestic flight...)
  • Sono supposto di essere in Italia... (I'm supposed to be...)
  • Sono già sulla mia via... (I'm on my way...)

E altri terribili e impronunciabili neologismi.

Io vedo già la vostra faccia. La vedo. Quella smorfia. Noleggio di uno smoking. Roba da radical-chic. Pfui.

Ora, premesso che lo siete, dei radical-chic. Se leggete un blog. O se lo scrivete. O se siete passati da queste parti. Lo siete, automaticamente. Ma detto ciò, pensate al futuro. Pensateci. Prima o poi nella vita vi capiterà. Di dover noleggiare uno smoking. Prima o poi. E allora ripenserete a questo post. E vi maledirete per non averlo letto, stampato e portato con voi, dovunque. Dunque. Stampate e conservate. In valigia. Che prima o poi vi capiterà. Di noleggiare uno smoking negli Stati Uniti (o all'estero, insomma). Statene certi.

 
Prime foto da Palm Springs. Il set è qui, via Flickr. 

Porzioni generose
Generosità, uploaded by giusec.
 
Capita, ad Atlanta, che le linee di arrivo all'immigrazione per i cittadini stranieri siano solo cinque. Per far fronte a centinaia di viaggiatori. E che quelle per i cittadini americani siano una invece decina. Vuote.
 
Capita anche di perdere la connessione per l'Orange County, grazie alla celeberrima efficienza dei doganieri di Atlanta. E di dover aspettare il volo successivo. Quattro ore. Tra Brookstone e lo stand CNN.
 
E capita di chiedere un hamburger e patatine con some ketchup. E di vedersi recapitare una porzione di rifornimento per un'intera settimana (quanto avrebbero fatto pagare in Italia? Eh, quanto?). 

Ultime ore a Milano.

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E così è giunto al termine. Il periodo di lavoro da homeworker. Ultime ore. Ultimo cappuccio. Ultimo pranzo da Gerry. Da domani si riparte. Sette giorni in California. Cinque nel deserto, due sulla costa. Poi rientro, break e partenza per Parigi. Quindi minivacanza a Copenhagen - Asia ha deciso di imparare il danese e di conoscere personalmente la Sirenetta. Infine in barca per una settimana.

La valigia è nuova di zecca. Trolley Sansonite G-Shock Ultramaster in titanio resistente agli urti e a British Airlines. Cambiata la strategia di volo. Niente più valigie imbarcate. Tutto a mano. Per attuare la strategia ho dovuto redistribuire tutti i liquidi in boccette da settantacinque ml, così da evitare i temibili controlli di MXP. Le boccette sono tutte uguali. Rischierò di pettinarmi col deodorante Johnson&Johnson e di lavarmi col gel liquido L'Oreal.

E adesso vado. Che l'ultimo eroico giorno da homeworker mi aspetta. 

Il cielo sopra Milano.

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Milano, oggi
Milano, oggi, uploaded by giusec.
 
Questo era il cielo sopra Milano. Oggi. Nove del mattino. Nubifraggi e piccole trombe d'aria, in città. Un paio di ore dopo, è tornato il sole. Sono tornati i quasi-trenta gradi. La gente ha riposto gli ombrelli. Asia è uscita sul terrazzo, a giocare. Il signor Silvio Berlusconi ha acquistato Endemol. Alitalia è rientrata in sciopero. La Sicilia è andata alla Cidielle (che prima a chi apparteneva?). Luna Rossa ci ha fatto chiedere se il Cunningham ha a che fare con Happy Days.
 
Un paio di ore dopo. Tutto, insomma, è tornato alla normalità. 
 

ZTL è ZTL.

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A Modena, in centro. Quando chiedi se puoi parcheggiare, ti rispondono.
Eh no. Questa è una ZTL. Una ZTL è una ZTL.
Tu credi che sia un modo di dire emiliano. Profondo modenese della bassa. Come Milan l'è 'n grand Milan nell'agglomerato lombardo o come Don't mess with Texas a Houston. Poi dai un'occhiata ai cartelli attorno.
ZTL. Zona Traffico Limitato.
Che non significa esattamente che non puoi parcheggiare. Semplicemente che non puoi circolare. Ma potresti essere arrivato lì in volo o con una macchina spazio-tempo. C'è poco da fare. Si innervosiscono. I modenesi. Insistono. Meglio lasciar perdere e cercare un altro parcheggio.
 
D'altronde si sa. ZTL è ZTL. 

Con l'installazione del modulo Doccia XP, l'implementazione di Grotta2 è ormai praticamente completa. Manca l'ultima delicata operazione, Bookshelf Embedded, che verrà integrato nel kernel di Grotta 2. A quel punto, saremo giunti al tanto sospirato termine.

Nel frattempo è interessante notare il marketing di gran classe dei produttori di Doccia XP (foto). Come dire: probabilmente facciamo le docce migliori, ma che volete, non ne siamo poi così certi.

Come se io promuovessi il software dell'azienda per cui lavoro, così: il miglior software del pianeta. Lo pagate fottutamente caro e probabilmente è il migliore. Almeno, credo. 

Monaco. Aeroporto. Fretta, il volo sta per partire. Rientro a Milano. Check-in. Controlli. Corro verso il gate. Beep. Il telefono. SMS. Mi fermo. Tiro fuori il cellulare dalla tasca.

Lufthansa. Your departure gate for LH3911 MUC-MXP 5:25pm has changed! NEW: Gate G64. Please also check airport information on wap.lufthansa.com.

Ripensandoci, sono piccoli, in genere, i dettagli che ti fan scegliere una compagnia piuttosto che un'altra. Un'azienda piuttosto che un'altra. Una marca piuttosto che un'altra.

Questo è uno di quei piccoli dettagli.

Business vagabonding.

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I viaggi mi tengono lontano, per un pò, dal blog. Appena rientrato da Monaco, ho dieci giorni e due weekend per godermi pasta, espressi e cappuccini. E un pò di vita da homeworker. Per poi ripartire. California, Palm Springs. Poi, Parigi. E finalmente, a metà giugno, in barca a vela, per una settimana.

Per una volta, già, per una sola volta, non passerò da un aeroporto.

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