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Linate, voi che potete.

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Linate è da sempre l’aeroporto di Milano. Nulla possono Malpensa, Orio al Serio, Serio alla Pensa, Malserio all’Orio. Linate è e resta l’aeroporto di Milano.

Non per niente è detto city airport. Ad uno sputo dal centro, è facilmente raggiungibile coll’autobus settantatrè che si prende solo in piazza San Babila e che non fa salire per nessuna ragione al mondo i passeggeri lungo il tragitto e con il bus quattrocentotredici, che passa da Piazza Pizzomunno, al diciotto, a fianco all’edicola di Gino. Non ci sono metrò e neppure Express e neppure Shuttle e neppure un accidenti di niente. Ma tanto non servono, quindi han fatto bene a risparmiare tutto quel denaro.

Da Linate si vola per: Roma Fiumicino, Roma Ciampino, Roma Torbellamonaca, Roma Centocelle, Capodichino, Fontanarossa, e poi grandi mete europee quali Ankara, Tbilisi, Tirana, La Valletta, Riga.

A Linate si può parcheggiare all’Ovest, al Nord, al multipiano e ai parcheggi remoti. Il parcheggio remoto più vicino è a Mantova, il più lontano a Parma. Il che è un gran vantaggio per i Parmensi e Mantovani, che lasciano l’auto sotto casa, prendono la navetta, si fanno duecento chilometri e sono già alle partenze. 

A Linate hanno appena installato decine di belle macchinette verdognole per il check-in, affiancando l’aeroporto ai più moderni scali europei. Peccato che ci siano tre persone Alitalia a macchinetta per spiegarne i misteri e tutti i magici bottoncini, triplicando il personale della compagnia di bandiera.

Nonostante tutto, nonostante le critiche, nonostante le dimensioni, Linate è l’aeroporto di Milano. C’è chi è disposto a fare scalo a Vilnius e poi a Buda per raggiungere infine Amsterdam piuttosto che prendere il volo diretto da Malpensa.

Uno di questi viaggiatori malati lo conosco di persona. Ma non pensate adesso che vi dica nome e cognome. Non pensatelo, no, neppure per un attimo.

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