Add this site to your RSS reader!


April, 2007 Archives

E ci si mette pure il Milan.

| | Comments (0)

Il volo è in ritardo di due ore. Poi le due ore si riducono a una, ma non è comunque il modo per iniziare un viaggio per uno dei posti del globo che più mi sta sulle palle.

Poi accade anche che BA mi distrugge il trolley e che spendo quasi un’ora per compilare il modulino dei reclami e delle incazzature e poi ancora piove a dirotto da tre giorni e sembra di essere a dicembre e insomma tutto conferma ciò che mi son sempre detto: devo evitare di andare in UK.

Read more

Volare con BA.

| | Comments (0)

Scommetto che a voi questo non è mai ma proprio mai capitato (neanche al sottoscritto, per la cronaca).

Black vagabonding list.

| | Comments (0)

Se mai dovessi, un giorno, compilare una lista dei posti più inospitali del globo, posti dove non andrei neppure se mi pagassero con oro sonante o col tesoretto o con un soggiorno nella villa dei sogni del signor Silvio Berlusconi, ebbene, dicevamo, se dovessi mai compilare una lista dei cinque posti più inospitali del globo, pensandoci e ripensandoci, tirerei fuori una cosa del genere.

  1. Bergamo via A4;
  2. Manchester e tutto il resto di UK, incluso ogni signolo metro quadrato del paese ma fatta eccezione per la capitale;
  3. le alture di Landi Kotal, nei pressi di Peshawar, a cavallo tra Afghanistan e Pakistan;
  4. l’aeroporto Fontanarossa di Catania, a Natale e Ferragosto;
  5. la Death Valley in California;
  6. [special mention] Corso Vercelli a Milano.

Ora, il fatto che io oggi sia in partenza – e pure gratis, niente oro e niente tesoretto – per la località numero due (Manchester) non modifica certo la mia classifica. Devo andarci, e sia, ci vado. Ma la mia mente sarà altrove, tra le dolci colline del Connemara o tra i verdi scaffali della Feltrinelli di Piazza Piemonte.

Inciucio Reloaded.

| | Comments (0)

Se il signor Silvio Berlusconi si spinge ad affermare che anche lui, già, proprio lui, potrebbe iscriversi al nuovo Pd (Partito Democratico, Democratic Party) e subito dopo lo si vede garantire indisturbato l’Italianità di Telecom Italia, beh qualcosa tutto questo dovrà pur significare.

Il villaggio sul Düssel.

| | Comments (0)

Nonostante il terribile nome, Düsseldorf è una bella città. Il nome evoca oscuri scenari alla Blade Runner (Düsseldorf 2026: una nuova generazione di replicanti si mimetizza al Media Harbor tra umani dedicati allo shopping. Il pericolo è grave – per i replicanti) o atmosfere postindustriali (la grigia e nebbiosa Düsseldorf) e il doppio punto sulla u rende noi Italiani non poco sospettosi (uh? Vai a Düsseldorf? La città coi due punti sulla u? E chi te lo fa fare?). Per fortuna il nome non include una doppia s e i sospetti svaniscono visitando la città in primavera.

Passeggi per i quartieri attorno al fiume e ti sembra di essere in un villaggio. Dorf, in realtà, significa proprio questo: villaggio. Düsseldorf, il villaggio sul Dussel. Bici. Piste ciclabili. Bimbi. Bar, all’aperto. Birre. Verde, dappertutto. Case basse e villette. Ma sei ad uno sputo dal centro, che si estende proprio lì, dall’altra parte del ponte.

Il nuovo porto è degno di visita. C’è la torre col ristorante sul cocuzzolo. Ci sono i palazzi storti, tutte le aziende software e high-tech, i bar e i ristorantini. In centro c’è la zona asiatica, con ristoranti, negozi e uffici orientali e senza le tensioni che animano altre Chinatown europee.

Insomma, il villaggio di Dussel è da visitare. Possibilmente in primavera. Ancora più possibilmente in questa strana e calda primavera. Per vedere loro, gli abitanti del villaggio, in maniche corte, sorseggiare una birra all’aperto, in uno dei tanti bar sulle sponde del Reno.

Nota. Sono solo diciassette. Gli ingressi gratuiti. Non mille. Ma diciassette non suonava bene. Nel titolo. Che volete.

In una Milano estiva da venticinque gradi con i bar che si reinventano all’aperto (per strada, non essendoci marciapiedi liberi) e la gente in canotta e shorts, g&f regala 17 ingressi allo Zelig. Aggratise. Domani, domenica. Alle novepiemme (21:00). Zelig, viale Monza. C’è Fede Basso, di cui giusec.net è fedele supporter senonchè organo del primo Fedebasso Fancul Club ufficiale d’Italia. E Teresa Mannino. I conduttori di Zelig Off.

Riepilogando. Domani, domenica 15 Aprile. Ore ventuno. Zelig gratis. Diciassette posti ancora disponibili. Fede Basso e Teresa Mannino. Zelig Cabaret, viale Monza, Milano.

E, soprattutto. Come entrare gratis. Dire semplicemente che siete lettori di g&f (o di giusec.net, stessa roba). E il gioco è fatto. Non è uno scherzo. Provare per credere.

Piesse. Io non ci sarò. Sono in partenza. Dusseldorf. Ma poco importa. Godetevi al serata. 

Linate, voi che potete.

| | Comments (0)

Linate è da sempre l’aeroporto di Milano. Nulla possono Malpensa, Orio al Serio, Serio alla Pensa, Malserio all’Orio. Linate è e resta l’aeroporto di Milano.

Non per niente è detto city airport. Ad uno sputo dal centro, è facilmente raggiungibile coll’autobus settantatrè che si prende solo in piazza San Babila e che non fa salire per nessuna ragione al mondo i passeggeri lungo il tragitto e con il bus quattrocentotredici, che passa da Piazza Pizzomunno, al diciotto, a fianco all’edicola di Gino. Non ci sono metrò e neppure Express e neppure Shuttle e neppure un accidenti di niente. Ma tanto non servono, quindi han fatto bene a risparmiare tutto quel denaro.

Da Linate si vola per: Roma Fiumicino, Roma Ciampino, Roma Torbellamonaca, Roma Centocelle, Capodichino, Fontanarossa, e poi grandi mete europee quali Ankara, Tbilisi, Tirana, La Valletta, Riga.

Read more

Apocalittici e non integrati.

| | Comments (0)

I recenti fatti di Chinatown, a Milano, a prescindere da come siano andate realmente le cose, mostrano quello che è il livello di integrazione di una delle maggiori comunità di cittadini immigrati in città: nullo.

Milano in questo senso non è poi così diversa dalle altre grandi megalopoli Europee. La città continua a mostrare diffidenza nei confronti di tutti gli immigrati. Dei cittadini Musulmani. Delle moschee. Dei riti non appartenenti alla sua storia. Mostra diffidenza nei confronti dei Cinesi. Degli Africani. Degli Europei dell’Est. Si salvano forse i Filippini, grandi lavoratori, e pertanto vicini all’anima lombarda.

La realtà è che Milano non ha ancora capito. E i tanti anni di governi di centrodestra non hanno, ahimè, aiutato a capire.

Bergche?

| | Comments (0)

Dopo quattro ore spese in coda sull’Aquattro (anche) nel giorno del Lunedì di Pasqua causa visita ad un agriturismo bergamasco, ho deciso di rimuovere in modo indelebile questa parte geografica del belpaese dalla mia corteccia cerebrale.

La quarta corsia dell’Aquattro, poi, è una congiura. Ai danni degli automobilisti. Invece di ampliare il bacino autostradale, la celeberrima quarta corsia ne crea un doppio imbuto, all’ingresso e all’uscita, quadruplicando le code. Ergo: ha poco senso aprire la quarta corsia a rate. Due chilometri qui. Tre lì. O la si apre tutta o niente. Cento chilometri o zero. 

L’intervento è semplice. Viene rimossa solo l’area della corteccia – pochi micron – che contiene tutti i dati legati alla mia memoria e al mio apprendimento. Tutto ciò che ha a che fare con i concetti: Bergamo, Bèrghem, BG, Sopra e Sotto, Orobie, Orobico, Camuni, Val Camonica, Val Seriana, Val Brembana, Polenta Taragna, Osei, Casoncelli, Atalanta, Aquattro, Quarta corsia, sta per essere rimosso. Tecnica al laser. E’ un attimo. Indolore. E non avrò più ragione di ripercorrere questa parte di mondo.

Blink. (Forse Sopra e Sotto avrei dovuto eslcuderlo dalla lista, ma che vuoi fare, ormai è fatta).

giusec’s tweets

Monthly Archives

Photos