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Androidi e dune artificiali.

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Nota. Il post, inedito su g&f, è stato pubblicato sulla Guida di Viaggio "Il Meraviglioso mondo di MXP", scaricabile (gratuitamente) qui. Nota 2. Sfortunatamente non mi trovo a Dubai, ma nel ridente SudEst dell’agglomerato padano.

L’aeroporto di Dubai ha un aspetto scintillante ed esotico, ma non al punto da restarti in mente in maniera indelebile. Certo, ci sono le palme. Tutte illuminate, a mò di alberelli di Natale. A Dicembre, ma anche a Febbraio, Aprile e Luglio. Ci sono i negozietti. Il centro commerciale integrato. I prezzi che sono convenienti, si, ma non così tanto come si sperava, che quasi quasi la macchina digitale me la compro in corso Buenos Aires. Ci sono i ricordi di viaggio – per lo più cammelli e odalische (finte) – e ci sono i caffè. Si fa un pò fatica a trovare una birra, ma siamo in Medio Oriente, bellezza, non a Monaco di Baviera.


Perchè ci si aspetta molto di più. Molto, molto di più, dalla città delle meraviglie. Ci si aspetta chessò io, un acquario cogli squali balena e le otarie tra un gate e l’altro, i negozi con la sabbia del deserto tra i piedi, un’ala dell’aeroporto adibita a pista da sci, una casbah artificiale con canali e laghetti tra il check-in e il controllo passaporti, i fenicotteri che svolazzano da un terminal all’altro. Ecco cosa ci si aspetta dall’aeroporto di Dubai. Non certo le palmine addobbate o i cammelletti in peluche.

Per questo l’aeroporto di Dubai non ti resta in mente, proprio non c’è verso, come invece avviene con quello di Chicago (il profumo inebriante di cannella e hot-dog) o quello di Francoforte (con la sua logistica progettata da un pazzo furioso) o ancora Copenhagen (da cui è impossibile uscire) o l’aeroporto di Catania (ma dov’è? Dov’è l’aeroporto?).

Però il nuovo hub è in costruzione. Spaziale. Immenso. Dicono che sarà il più grande e tecnologico del pianeta. Così. Così mi piace. E mi aspetto già di vedere le palme cibernetiche, e gli androidi rispettosi del Ramadan, e i commercianti arabi che negoziano fibre ottiche su dune artificiali.

Come ormai Dubai ci ha, da tempo, abituato. 

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