March, 2007 Archives
Che accade se ti cancellano il meeting due ore prima della partenza da MXP, quando sei ormai in auto per raggiungere l’aeroporto e quando hai speso le ultime quarantott’ore preparando presentazioni, piani, stampe, documenti, q&a, faq eccetera?
Niente. Nada. Soprattutto se la meta è Manchester, uno dei luoghi più inospitali del globo (dopo la Death Valley, le colline dell’Afghanistan e l’aeroporto Fontanarossa di Catania) e se il meeting cancellato ti permetterà di partecipare, dopo mesi di ingiustificate assenze, alla magnificentissima Gecocena di Marzo.
Mastrogiacomo è stato liberato. Poche ore fa. E Brodo cambia lo storico template. Aprendo il blog ai contributi esterni (chi? ma chi?) e usando come banner la foto di due cellule staminali (sempre il solito polemico, lui). E la cucina mi arriva priva di un pezzo (di cui si potrebbe fare anche a meno; ma che vuoi farci, usarlo almeno una volta, visto che l’ho pagato). E decidiamo di coprire la borchia B di Fastweb. Per sempre. Forever.
Premessa 1. Sono nel bel mezzo di un trasloco. Premessa 2. Sono relativamente soddisfatto del servizio in fibra ottica offerto da Fastweb.
Così, si diceva, sto traslocando. Ho visto cose, in queste settimane, che voi umani non potreste mai immaginare. Cucine da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Lissone. Ho visto faretti B balenare nel buio, vicino alle porte di IKEA Carugate. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo.
No. Un attimo. Non tutti. I momenti spesi al telefono con i signori Fastweb resteranno nella nostra memoria. Come lacrime indelebili. Tanti momenti. Infiniti momenti. Il fatto è che traslocando trasferirò il mio abbonamento da Grotta 1 a Grotta 2. Da fibra a fibra. Da borchia A a borchia B. Inoltre, dovrò spostare borchia B all’ingresso di Grotta 2. Visto che l’intera parete dove borchia B si trova verrà ricoperta da un armadio a muro di diecimila tonnellate. Armadio che una volta messo lì ci dovrà restare. Per alcuni secoli.
Così chiamo i signori di Fastweb per chiedere se posso coprire definitivamente borchia B. Con l’armadio secolare. La cosa divertente è la varietà di risposte ricevute. In base al fatto che sia Maria, Sergio, Anna, Marina, Sandro a rispondere. Proverò ad elencarne alcune (di risposte).
Una delle tante ragioni del trasloco prossimo venturo è, come detto più volte, il potenziamento di Grotta1 e, di consegnenza, il consolidamento (vi piace come scrivo oggi? potenziamento, consolidamento, sono in piena vena executive) – dicevamo il consolidamento del mio status di homeworker.
Che, l’ho già scritto, quando sono in Italia lavoro spesso dalla Grotta-HomeOffice e solo raramente faccio un salto nella sede italica della multinazionale.
Ora, si diceva, lavoro da homeworker e quando posso cerco di godermene lo status. Posso far pranzo in pigiama e con la barba sfatta al bar sotto casa, ridendo degli avventori del locale, tutti puliti, in camicina turchese e cravattona dal macronodo. Non ho orari e non devo preoccuparmi di rientrare in tempo in ufficio. Posso approfittare dell’inverno tropicale e fare una passeggiata tra i parchi suburbani o controllare il procedere dei lavori in Grotta2. E facilitare così la digestione prandiale.
Non tutto è rose e fiori, però.
Nota. Il post, inedito su g&f, è stato pubblicato sulla Guida di Viaggio "Il Meraviglioso mondo di MXP", scaricabile (gratuitamente) qui. Nota 2. Sfortunatamente non mi trovo a Dubai, ma nel ridente SudEst dell’agglomerato padano.
L’aeroporto di Dubai ha un aspetto scintillante ed esotico, ma non al punto da restarti in mente in maniera indelebile. Certo, ci sono le palme. Tutte illuminate, a mò di alberelli di Natale. A Dicembre, ma anche a Febbraio, Aprile e Luglio. Ci sono i negozietti. Il centro commerciale integrato. I prezzi che sono convenienti, si, ma non così tanto come si sperava, che quasi quasi la macchina digitale me la compro in corso Buenos Aires. Ci sono i ricordi di viaggio – per lo più cammelli e odalische (finte) – e ci sono i caffè. Si fa un pò fatica a trovare una birra, ma siamo in Medio Oriente, bellezza, non a Monaco di Baviera.
In volo, rientrando dall’esotica D’orf alla familiare MXP, leggo Economy. Che non è, attenzione attenzione, il celeberrimo settimanale di economia britannico. No. E’ l’assai meno celeberrimo settimanale di pseudoeconomia italico. Economy, non The Economist.
Si diceva, leggo Economy, sui cieli teutonici. E che mi ritrovo? Una paginona pubblicitaria, in inglese, della Regione Lazio. Ancora, Economy, non The Economist. Settimanale nostrano, molto nostrano, estremamente nostrano. Non il magazine internazionale. Paginona in inglese. Regione Lazio. E vediamo un pò cosa ci dicono i nostri amici della Regione Lazio. In inglese. Su Economy.
E così ieri, mentre transitavo, in ordine, per l’aeroporto di OC (il "John Wayne" Airport; in Italia potremmo avere il "Lando Buzzanca" Airport o "Il Bagaglino" Airport), LAX e Zurigo e mentre la mia valigia si perdeva inesorabilmente nel cyberspazio aeroportuale, "Il Meraviglioso Mondo di MXP", la guida per aerofobici e vagabonders, approdava su Radio Due, su Condor, grazie a Luca Sofri.
Insomma, qui potete scaricare la guida, in zip o pdf. E qui invece il podcast di Radio2, dove Luca parla della guida, citandone alcuni post.



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