Add this site to your RSS reader!


Marketing, tonti e Web 2.0.

| | Comments (0)

Quando Pandemia scrive che

Se BMW punta la propria promozione online attraverso una campagna incardinata sulla diffusione di un podcast musicale, forse significa che i signori del marketing nelle grandi aziende non sono proprio tutti dei tonti. Ci sarebbero tante riflessioni da fare, ma in questo momento non ho tempo.

mostra di non prendere in considerazione un paio di punti, per stanchezza, forse, o per dichiarata mancanza di tempo. Punti che dovrebbero invece essere noti a chi di marketing si occupa, volente o nolente, per buona parte della giornata. Vediamo di essere chiari, a costo di iper-semplificare le cose.

  1. Il principale obiettivo del marketing è generare domanda. Quindi, vendere.
  2. Ogni attività di marketing deve avere un focus ben preciso: quello di vendere il prodotto o il servizio per cui si sta facendo marketing.
  3. Creare e consolidare un brand, lavorare ad un piano che sviluppi il lato emozionale del marchio, coinvolgere emozionalmente i consumatori; sono tutte iniziative con un obiettivo di medio-lungo termine. Tale obiettivo è (guarda un pò) vendere.

Se una campagna di marketing non genera il fatturato atteso, per quando interessante, innovativa, memorabile essa sia, va cancellata in tronco ed eventualmente sostituita [da leggere a questo proposito: The End of Marketing as we know it, Sergio Zyman].


Ne consegue che ogni attività di marketing, micro o macro che sia, strategica o tattica, deve avere un fine unico e comune: generare valore. In soldoni, aumentare il fatturato dell’azienda che svolge la suddetta attività.

Avrò anche banalizzato le cose. Non avrò tenuto conto delle più note teorie di branding. Qualcuno per cui il lato romantico del marketing ha un certo peso forse non sarà d’accordo. Diciamo che mi sono lasciato prendere dall’approccio più pragmatico delle teorie di marketing. E a questo punto non possiamo non porci alcune domande.

  1. I signori del marketing delle grandi aziende sono davvero tutti dei tonti? Non direi. Per semplici ragioni statistiche, anzitutto. Anche se, a giudicare da alcune delle campagne televisive degli ultimi anni (Telecom e FIAT in primis), qualche serio dubbio sulle competenze di tali signori verrebbe anche al sottoscritto;
  2. I signori del Marketing di BMW sono meno tonti per aver usato una campagna (in parte) basata sulla diffusione di un podcast? Forse. Io ho il dubbio che tonti possano esserlo comunque, ma per una ragione ben diversa. E allora rivediamo la domanda: riusciranno i signori del marketing di BMW a vendere più auto grazie al podcast diffuso con l’ultima campagna? Difficile dirlo. Se vi riusciranno, tanto di cappello. Altrimenti saranno stati un pò tonti, questa volta si, per aver utilizzato idee e risorse (il podcast) poco o per niente in linea con il target di consumatori del proprio prodotto.

E così torniamo alla domanda iniziale. Tutti i signori del marketing delle grandi aziende sono tonti? Dipende. Alcuni non faranno uso di podcast e venderanno prodotti e servizi come mai hanno fatto prima. Altri scopriranno nuovi modi di cumunicare con i propri clienti, useranno blog per umanizzare le proprie aziende, integreranno i podcast nelle loro campagne. E magari non venderanno un’auto in più. Non sarà facile allora stabilire chi sono i veri tonti.

[Rif.: Pandemia, Simplicissimus].

Leave a comment

(required)

(required)

giusec’s tweets

Monthly Archives

Photos