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January 2007 Archives

Mille Viste.

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Non c'è blog che non parli di Vista. Vista qui, Vista là, perchè comprare un nuovo PC, la produttività che va in picchiata, non si installa se non accendi un cero a San Gennaro, e tutte cose di questo genere. Giornali, news, stessa roba. Che noia. Mi basta leggere metà titolo, che dico metà, un terzo. Per capire che si tratta di Vista. Facciamolo insieme, questo simpatico esercizio.

MiracolAlitalia.

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Ma tu guarda. Il miracolo s'è avverato. Due pazzi (o due geni della finanza, vedremo) si fanno avanti per l'acquisto della quota di maggioranza di Alitalia. Domandona. Come pensate che rimetteranno in sesto i disastrati conti dell'azienda? Io qualche ideuzza ce l'ho.

Update. Sono undici, i pazzi, non due. Eccoli.

Update2. Tra i pazzi ci sono anche due sognatori

Malato Terminale.

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E così, siamo alla resa dei conti. Mancano sei ore e poi conosceremo le sorti di Alitalia. Nel frattempo, suggerisco di non prenotare voli con la compagnia di bandiera. Io viaggerò Lufthansa e (ahimè) AirFrance.

Sappiamo bene come sono andate le cose nel duemilasei: un disastro. Quasi quattrocento milioni di perdite. Anche qui, nessuna novità. Con un piano (di quell'incompetente di Cimoli) chiaramente non più attuabile.

giuseBay.

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ibbei

E così, il primo oggetto in vendita - causa trasloco da Grotta1 a Grotta2 - è su eBay. Un oggettino tascabile e maneggevole. Una cucina. Qui.

Il fatto è che, semplicemente, casa nuova, cucina nuova. Morale: vendo la mia di cucina, al prezzo stracciatissimo di millenovecentonovantacinque euro (1,995 €). Che ha di più delle altre cucine, mi chiederete. Semplice.

  • Connessione wifi. Potete navigare su Internet dal display del forno.
  • Skype. Il piano cottura è collegato via Skype, potete chiamare in VoIP mentre cucinate il vostro piatto preferito.
  • Il cucchiaione di legno è compatibile con il vostro Wii. Potete usarlo al posto del telecomando tradizionale.
  • Lo Scottex è costituito da una particolare tessitura di fibre ottiche; pertanto se lo spappolate a filini potete usarlo al posto del cavo ethernet.
  • La lavastoviglie ha uno smartphone integrato con WinMobile (si blocca, ogni tanto; spegnete e riaccendete).

E' tutto. Se la cosa vi interessa, la cucina è su eBay, alla voce cucine componibili. Se invece siete già cucinodotati, allora state all'erta. Presto altri nuovi meravigliosi oggetti faranno la loro comparsa.

Starting to pack.

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Starting to pack
Starting to pack, uploaded by giusec.
 
Così, dopo una settimana di marketing full-immersion, rientro alla Grotta. Iniziamo con i primi pacchi. L'armadio scompare per far posto a una situazione temporanea. Mancano dieci giorni alla chiusura dei contratti, un mese alla piena proprietà di Grotta 2 e due mesi al trasloco finale.
   
In mezzo ci saranno altri viaggi ed una settimana in California; ma questa è già un'altra storia. 
 
Piesse. Domani, se ho tempo, inizio la vendita di vari oggetti su ebay. La cucina, ad esempio, completa di elettrodomestici. Qualche iPod. Una macchina digitale. Altra roba geek e old economy. Il tutto a prezzi stracciati. Se siete interessati, tornate a fare un salto.
 

Arriva la bufera.

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Alla fine ce l'hanno fatta. Nevica. I signori delle previsioni, intendo. Sono a Malpensa. Well, sono in hotel. Tra il Terminale uno e il due. Insomma, esco e sono in pista. Sta nevicando. L'avevano prevista, da lunedì. Ci sono riusciti. Il Corriere scrive che ha nevicato anche a Milano. Per mezz'oretta. Eh, ma guarda. Si vede. Che da noi la neve è un evento memorabile. Per mezz'ora di neve a Stoccolma non si sarebbero neppure scomodati a scrivere due righe.

Domani la temperatura dovrebbe aumentare. E' previsto sole. Morale: mi aspetto una bufera. Se prevedono sole ci sarà una di quelle tormente che ce le ricorderemo per anni. Domani dovrei pure tornare a Milano.

E cazzo. Speriamo allora che le previsioni cambino. E che siano previsti almeno due metri di neve. Che allora sarà come primavera. E in mezz'ora, al massimo, sarò a casa.

Marketing e clausura.

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Da domani (oggi, visto che è l'una suonata), settimana di clausura. In una splendida villa, sulle colline di Varese. Marketing, marketing, marketing. Ci saranno SDA Bocconi, Microsoft, ARC e, chiaramente, il management dell'azienda (la mia) al gran completo. Software per l'Enterprise e per il Manufacturing. Niente pubblicità, è un evento interno, che più interno non si può.

Io farò la Keynote. Mi sto allenando. Guardando e riguardando il video di Steve Jobs a San Francisco. Mi presenterò in jeans e t-shirt nera. Barba incolta. Aria da intellettuale. Non ho telefonini rivoluzionari da presentare, ma qualcosa per farla ricordare (la keynote, intendo) sicuramente me la inventerò.

Frozen Texas.

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E così, mentre in Germania impazza(va) Kyrill, mentre Torino si vanta dei sue venticinque gradi, mentre le previsioni dicono che la prossima settimana a Milano nevicherà, le cose non vanno meglio dall'altra parte dell'Oceano.
 
La foto in alto, e le altre pubblicate su Flickr mostrano una Austin un pò inusuale. Ah, per chi non lo sapesse, Austin è la capitale del Texas. Un posto dove le temperature medie del periodo si aggirano sui quindici-venti gradi. E, sempre per i meno aggiornati, Austin è anche la sede di Casa Italia. Uno dei cui fondatori è, guarda caso, anche l'autore delle suddette foto.
 

Risvegli.

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Ma guarda. Carlo è tornato. Sembra mostrare un certo interesse per il BarCamp romano. E ha pure risposto all'ultimo meme (che fa figo scrivere meme. In realtà non è altro che un post-rimbalzo indirizzato a chi vuoi più male nella blogosfera). Rigirando la palla. Anche al sottoscritto. E ha scritto tre post (tre, gente!) in poche ore.

Sarà il caldo di Gennaio, chessò. 

Venticinque. E non li dimostrano.

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Occhei, non esageriamo. Dodici, posso capirlo. Tredici, vabbè. Quindici è già un pò troppo. Diciassette, oggi, a Milano, non si vedevano da un millennio. Gradi. Si, gradi. Ma venticinque. Venticinque no, dai. A Gennaio. Non scherziamo, su. Venticinque, proprio no.

Torino, caldo record: raggiunti i 25.1 gradi. E' il massimo storico del periodo da quando esistono le rilevazioni. La media del mese di gennaio è intorno ai 2 gradi.

Allora, Torinesi. Ditecelo. Diteci un pò come cazzo avete fatto ad averne venticinque. Adesso vogliamo saperlo, suvvia.

Cacche e borghesia.

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Sette e mezza del mattino. Faccio due passi dalle parti di piazza Aspromonte.  Non è mia abitudine fare due passi in piazza Aspromonte alle sette mezza del mattino, ma non è questo il punto. Ho vissuto qui per quasi cinque anni e ogni angolo mi è estremamente familiare. A ogni passo riesco a predire cosa vedrò. E cosa mi aspetterà nei prossimi nanosecondi. Potrei camminare a occhi chiusi.

Qui battono le lucciole nigeriane, dalle sei della sera in poi. Qui invece le ultraquarantenni italiane. Qui, infine le ultraquarantenni italiane mattutine (le precedenti appartenevano alla categoria serale). Questo è il bar delle gang slave. Queste le panchine dove si siedono gli extracomunitari. Quelle le panchine dei barboni. Quelle in fondo invece le panchine delle mamme e delle tate coi rispettivi pargoli. Qui è dove il mio (allora) coinquilino trovò il tossico in un sonno beato. E profondo. Dentro la sua auto. Lì dove i tossici fanno due chiacchiere e si passano i tools del mestiere. Là c'è il campetto di basket, che vede nascere furiose partite tra tossici e extracomunitari, almeno due sere a settimana.

Kyrill.

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Per fortuna. Non sono in Germania, oggi. Una tempesta (storm), ma per altri un uragano (hurricane), si sta per abbattere su gran parte del paese. Kyrill, si chiama. La tempesta. Scuole chiuse. Uffici pure, parzialmente. A Dusseldorf lavorano ancora. Ad Amburgo no. L'allarme è generale, comunque. Lufthansa ha cancellato più di cento voli. I treni hanno rallentano la loro velocità (la fanno anche da noi, sta roba?).

Whoppermarketing II. Il ritorno.

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A proposito di Whoppermarketing [nota: per i poco informati, sto parlando di Burger King e dell'impossibilità degli Italiani di pronunciare correttamente il celeberrimo panino; vedi anche altro post]. Dicevamo, a proposito di whoppermaeketing, oggi son tornato da BK. Con un inglese. Un collega, inglese. Di Londra. Ho aspettato il suo turno. Aspettato, aspettato. Ho sperato che prendesse quel menu. Ho avuto fortuna. E ho ascoltato la pronuncia corretta.

hwŏp'ər

Non sarà l'ultima volta.

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E così, ormai ci siamo. Quasi. L'addio a Grotta 1.0 (foto, interni) è vicino. E così anche il trasloco in Grotta 2.0 (foto, esterni). Sette e undici settimane. Sette per venirne legalmente in possesso. Undici per spostare la baracca, fisicamente.

Questa settimana il primo armadio verrà smembrato per essere riadattato a Grotta Due. Ergo: primi inscatolamenti e prima vera sensazione di trasloco. E poi il rogito. E poi i preparativi. E poi i lavori. E poi il trasloco. E poi Grotta 2.0.

E' il mio settimo trasloco in diciannove anni. Ho iniziato la mia storia in Piazza Apromonte e mi sono spostato via via verso SudEst. Tra undici settimane ce ne andremo ancora, per la settima volta.

E sono sicuro, non chiedetemi perchè, che non sarà l'ultima. 

g&f mobile version.

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Una versione mobile di g&f? Detto, fatto. Well, non è così complesso, in realtà. Date un'occhiata al sito in inglese, qui.

Nota. Al momento non ho pensato di tradurre il post in lingua italica, visto che la maggior parte dei lettori di g&f parla almeno sette (7) lingue - non considerando naturalmente i dialetti. Ma se mai dovesse servire. Un'email o un commento saranno sufficienti. 

Nota2. Mi è stato chiesto di tradurlo in Abruzzese. Ora, ho qualche chance con il Lombardo ed il Siculo; ma con l'Abruzzese siete proprio cascati male. 

Cibo e lacrime.

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Pochi minuti fa, di rientro dall'acquisto di un nuovo Access Point spaziotempo e di altri simpatici accessori, passavo di fronte ad un supermercatino Crai. E non potevo fare a meno di pensare all'effetto del nome. Nel caso di campagna di comunicazione internazionale.

Lo so. E' una deviazione comune dei marketers. E ritengo che Crai non abbia mire extra-domestiche. Al momento. Sta di fatto che Crai in inglese (la pronuncia, per lo meno) ha tutto un altro significato e mi immagino già un collega internazionale di fronte alla frase sibillina:

Hey Mike, I'm going to Crai. 

E pensate ad un comunicato stampa sul quotidiano locale.

Marketing per lo Spazio.

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Dopo la segnalazione della ricerca per un Account Manager, oggi è la volta di un Marketing Coordinator. L'azienda? Guarda un pò, si tratta di MySpace Italia. Il profilo lo trovate per intero qui.

Rememberability.

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Sono a Monaco.

People would rather die than present.

Così inizia il mio training. Due giorni di training. Presentation Excellence. Presenting like a Pro. Come creare presentazioni. Come prepararle. Trucchi. Come parlare in pubblico. Cosa dire e cosa no. Come muoversi. Come comportarsi. E tutto questo genere di cose. Ho fatto mille presentazioni, negli ultimi cinque anni. Ma c'è sempre qualcosa da imparare. C'è sempre qualcosa di nuovo.

Si dimostra come una delle cose più importante in una presentazione sia la Rememberability. Parola inesistente che indica, come è facile capire, il fatto che una presentazione debba essere ricordata. Che debba contenere qualcosa che la faccia ricordare, che la renda memorabile. E che siano i primi 45 secondi della presentazione a fornire una prima impressione dello speaker e della presentazione stessa. Quarantacinque fatidici secondi.

Dicevamo, Rememberability. Ed è ancora interessante scoprire come solo il 7% del messaggio recepito dal pubblico giunga dalle parole. Il resto sta tutto nel visual (espressione, postura, linguaggio del corpo) e nel vocal (tono della voce, pause). Così, noi (nota: noi che viviamo di presentazioni) investiamo il 99% del tempo in qualcosa - la creazione del testo - che lascerà il segno per meno del 10. Confortante.

iPhone vs. iPhone.

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Occhei, l'iPhone. Ma, ci si chiede, come ha fatto Apple a tenere segreto, per mesi/anni, il progetto legato all'iPhone? Intendo dire: i rumors hanno inondato la rete, ma nessuno è stato in grado di rivelare le reali specifiche, design eccetera dell'iPhone.

Come Apple abbia fatto ce lo spiega CNNMoney.com, qui.

Secrets - along with patents - protect Apple against competitive threats from foreign companies that have become expert at instant cloning of Apple's products and designs.

La cosa è rimasta segreta anche per Cisco, che possedeva già un iPhone dal duemila, e che si è vista costretta a far causa all'azienda di Cupertino. Le ragioni sono raccontate, direttamente dal CEO, sul blog Cisco.

Vagabonding 2007.

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E così, rieccomi in viaggio. Monaco, per la precisione. Baviera, non Principato. Viaggio breve. Venerdì sera sarò a casa. Mi piace ciò che scrive Cathleen Johnson di Edelman sui viaggi e sul tornare a casa. Sul suo blog. Perchè è esattamente ciò che penso.

(...) I could get used to this [staying home], I think. But then I look around and realize that travel is mandatory for me. Not just because it's what I do for a living, but because it's what shapes my life and allows me to be happy being home. I love being home because it's filled with the places I have been. The things, the art, the pictures, the books I read, the stories I tell to my friends and family - so much of it is about traveling and experiencing other places. When I head out again this week I'll have a new appreciation for the fact that all of my travels build my life, but home is where I have the chance to savor it.

E adesso è tempo di provare il piumino retrattile scandinavo-bavarese. Saluti.

Euro-iPhone.

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A proposito della discussione sulla semplice compatibilità GSM o di quella 3G del nuovo iPhone, Melablog fa notare che lo stesso Steve Jobs ha specificato, durante la keynote.
We have a roadmap and we plan to make this a 3G phone in the future.
Ecco. Problema risolto, dunque. 

Guai in Vista.

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Secondo FSF, Free Software Foundation, Vista sarà l'inizio della fine, per Microsoft (vabbè; lasciamo perdere l'ennesima predizione e diamo un'occhiata alle argomentazioni). Infatti.

Vista is being marketed to content producers, not consumers. If Windows XP was Microsoft’s attempt to embed a browser into the operating system then Vista is the attempt to embed DRM. Digital Rights Management technology has been applied to literally every ring of the OS architecture.

Account Manager cercasi.

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Ricevo da un amico. E pubblico. 

Siamo alla ricerca di un Account Manager, giovane (max 32-35a), anche con non molta esperienza commerciale (sarà formato internamente) ma con ottimo background tecnico su reti-IP, reti UMTS (radio e core), possibilmente proveniente da multinazionale operante nel settore o da società di System Integration.

L'azienda è una multinazionale del settore Telecommunication con sede a Milano. Vi riconoscete nel profilo? Inviatemi un CV e lettera di presentazione via email (possibilmente in inglese) e vi metterò in contatto con l'azienda. E in bocca al lupo.

Introducing the iPhone.

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Eccolo. L'iPhone. I primi dettagli, le foto, i prezzi, gli accessori, le date e altro qui. Dall'altra parte, sul blog in inglese. 
 

MacWorld 2007. Live.

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Ci siamo. Tra meno di due ore la Keynote di Steve Jobs al . Ed ecco i blog dove poter seguire il tutto .

E tutti gli altri. E non dimendichiamoci del nostro Luca.

Update. L'iPhone è appena stato annunciato. Le foto, qui e qui

Marketing, tonti e Web 2.0.

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Quando Pandemia scrive che
Se BMW punta la propria promozione online attraverso una campagna incardinata sulla diffusione di un podcast musicale, forse significa che i signori del marketing nelle grandi aziende non sono proprio tutti dei tonti. Ci sarebbero tante riflessioni da fare, ma in questo momento non ho tempo.
mostra di non prendere in considerazione un paio di punti, per stanchezza, forse, o per dichiarata mancanza di tempo. Punti che dovrebbero invece essere noti a chi di marketing si occupa, volente o nolente, per buona parte della giornata. Vediamo di essere chiari, a costo di iper-semplificare le cose.
  1. Il principale obiettivo del marketing è generare domanda. Quindi, vendere.
  2. Ogni attività di marketing deve avere un focus ben preciso: quello di vendere il prodotto o il servizio per cui si sta facendo marketing.
  3. Creare e consolidare un brand, lavorare ad un piano che sviluppi il lato emozionale del marchio, coinvolgere emozionalmente i consumatori; sono tutte iniziative con un obiettivo di medio-lungo termine. Tale obiettivo è (guarda un pò) vendere.
Se una campagna di marketing non genera il fatturato atteso, per quando interessante, innovativa, memorabile essa sia, va cancellata in tronco ed eventualmente sostituita [da leggere a questo proposito: The End of Marketing as we know it, Sergio Zyman].

***NOTA*** (Feb 2008): Puoi trovare una versione aggiornata qui. You can now find an updated list here.

Un pò di storia. Nel maggio duemilacinque, il sottoscritto pubblicò la prima lista degli head hunter italici, farcita da qualche suggerimento su come approcciarli. Fu un grande google-hit di g&f, al pari di "Alitalia millemiglia" o "Esselunga fotowatching" o "Silvio reloaded" (qui in realtà devo ancora capire di che diavolo si tratta, ma che volete farci). Dopo quasi venti mesi era tempo di aggiornarla. E così eccola. La lista aggiornata degli head hunter italiani. Note.

  1. Tutti i link e le pagine web sono stati verificati. Alcuni head hunter sono stati aggiunti, altri rimossi. Alcune aziende potrebbero non essere più attive o potrebbero aver cambiato focus, ma al momento non ho modo di verificarlo;
  2. La lista non vuole chiaramente essere estensiva; queste sono le aziende con cui ho avuto a che fare (per ricerche di personale o direttamente per interviste al sosttoscritto) negli ultimi dieci anni di (onorata?) carriera;
  3. Non appaiono aziende come Mercuri Urval o Sintex o ancora Michael Page. Che, in genere, fanno ricerca personale, ma non head hunting;
  4. Inoltre, non ho incluso link per i soli MBA; esistono infatti una serie di risorse, online e offline, dedicate a questa aberrante categoria di individui (ai quali il sottoscritto, ahimè, appartiene);
  5. Gli head hunter in questione hanno sede principalmente a Milano ma dovrebbero svolgere la propria attività in tutto lo stivale;
  6. Ovvio che, per errori o dimenticanze, il vostro contributo diventa prezioso. Fate uso dei commenti, please.
La nuova lista è qui, pubblicata sul blog versione inglese. Ho voluto fare in modo che il post fosse accessibile anche a chi non parla la nostra lingua (cioè: due miliardi meno cinquantasei milioni di persone). Se non capite la lingua inglese poco importa: copiatevi la lista e i link, il resto ha ben poca importanza.

Ah. Dimenticavo. In bocca al lupo, ragazzi. 

Finalmente, ci siamo. Doveva accadere, è accaduto. La 2006 Best Company to Incazz For è (rullo di tamburi): Alitalia. Che vi aspettavate? Suvvia. Ecco la classifica finale: i più votati su, i meno giù.

  1. Alitalia
  2. Telecom Italia, Sky, Banca Intesa
  3. Areaserver, Poste Italiane, Ferrovie dello Stato

E il bello è che Alitalia ha vinto nonostante qualche bontempone l'abbia declassata, azzerandone il punteggio, a metà settimana. Ma ha vinto ugualmente. E' una forza della natura, Alitalia. Un'azienda che fa veramente ma veramente incazzare. Sarà stato Cimoli. A togliere i punti. O qualcuno del marketing di Alitalia. Che vuoi farci.

E' anche interessante fare un confronto con la Classifica di due anni fa. Allora la situazione era:

  1. RAI, Telecom Italia
  2. Tele2, Fastweb
  3. Ferrovie Nord FNM, Mediaset, Libero Infostrada, Volareweb, National Suisse Assicurazioni, Banca Intesa, Endemol

SlowWeb? No, FastWeb.

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E va bene. Ritiro tutto quello che ho scritto. O quasi. Ciò che penso del supporto, resta. I tecnici FastWeb hanno già fatto il sopralluogo e hanno risolto il problema. Inoltre:

  • Si sono presentati con cinque ore di anticipo. Che non è detto che sia un bene; ma è comunque preferibile ad una cancellazione dell'intervento;
  • diversamente da ciò che mi avevano detto gli operatori telefonici, tutti i casini riscontrati nel condominio sono stati risolti in contemporanea, con un'unica visita, evitando cinque uscite e la quintuplicazione dei costi;
  • mi hanno chiamato da casa per fare dei test col PC per verificare la correttezza della trasmissione dati;
  • eppoi hanno fatto anche un test (non richiesto) sul mio router DLink wifi, e mi hanno informato del fatto che a causa di una porta malfunzionante perdo circa 100K di pacchetti; i suddetti pacchetti se ne vanno allegramente su e giù per il cyberspazio.

Insomma, onore al merito. Ritiro ciò che avevo scritto. E visto che adesso mi tocca acquistare un nuovo router/access point wifi: qualche suggerimento?

Finanza creativa.

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La Norvegia rivede tutti i suoi PIL (GDP, Gross Domestic Product) dal Settanta ad oggi. Come risultato, puf!, tutti i PIL aumentano in media dello 0.8 percento.

The Norwegian National Accounts has been revised back to 1970. As a result, the level of GDP at current prices has risen 0.8 per cent on average. The year-to-year growth rates of GDP at constant prices have also been revised. The main reason for revising the time series has been to adapt to international recommendations for the treatment of financial intermediation services and value added taxes (VAT). For the most recent years, other items have also been recalculated.

Tutto ciò sarebbe piaciuto ai Sigg. Berlusconi e Tremonti. Peccato davvero che non ci abbiano pensato. [Ref.: Statistic Norway]. 

SlowWeb.

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Il lieto fine non l'ho ancora visto. Quindi, andiamoci piano. Per ora. Certo che, a proposito di Best Companies to Incazz For (piuttosto, hai votato?), ultimamente FastWeb non ha mica brillato. Ma, andiamo per ordine.

Due giorni fa, improvvisamente, la mia connessione web va a puttane. Ora, il mio provider è FastWeb, col quale ho istallato la fibra (la fibra, bellezza, la fibra). E con la fibra due anni fa mi sono assicurato il principe degli abbonamenti, il sovrano dei contratti, la non-plus-ultra delle offerte: tutto flat, voce, dati e tivvù. Con grande soddisfazione personale al momento del taglio ufficiale dei cavi Telecom. Flat. Ventiquattr'ore su ventiquattro. Così, quando qualcosa va a puttane resto totalmente isolato dal mondo che mi circonda. Ed è quello che è accaduto due giorni fa.

giusec on del.icio.us.

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Mentre da queste parti ci si adopera per lo spoglio finale dei voti della 2006 Best Company to Incazz For, il sottoscritto segnala una serie di post su del.icio.us, scritti dall'altra parte (in inglese, ndg). Non sto a spiegare ulteriormente di che si tratta, visto che tutti - immagino tutti - sappiate già cosa diavolo è del.icio.us (in caso contrario, Macchianera spiega bene che roba è).

Anzitutto, è possibile accedere alla giusec's del.icio.us page semplicemente cliccando qui. Se si vuole aggiungere la lista dei bookmarks del sottoscritto al vostro network del.icio.us personale (ovviamente questo presuppone che anche voi abbiate un account del.icio.us), allora è sufficiente cliccare qui. Sulla colonna di destra del blog è stata anche aggiunta una nuova sezione per accedere ai miei link e aggiungere la mia lista di bookmarks al vostro network, in qualsiasi istante.

Infine (udite! udite!), sul blog in inglese spiego come generare automaticamente un post con del.icio.us sul vostro blog MT o WP, in modo da pubblicare quotidianamente gli ultimi bookmark aggiunti alla vostra lista.

Se infine non avete capito un emerito accidente di ciò di cui sto parlando, poco importa. Andiamoci a bere un bel caffè (macchiato al tamarindo, come si fa in Svizzera), che è meglio.

Lo fa Fortune, da anni. Replica, in tono minore, il Sole24Ore, da qualche edizione. E allora facciamolo anche noi. Le dieci aziende del 2006. No, non fraintendiamo. Non le migliori o le più efficienti o le più redditizie o le più cool. No, no. Le aziende che più ci hanno fatto incazzare nel 2006. Per la poca attenzione nei confronti dei clienti. Per l'arroganza dei propri dipendenti. Per i servizi scadenti. Perchè non sanno cosa sia il customer care. Per la (non) qualità dei prodotti. Per, per, per. Insomma, vota le aziende che ti hanno fatto più incazzare nel 2006.

Le giusec 2006 Companies to Incazz for:

  1. Alitalia
  2. Areaserver
  3. (lo dico dopo aver firmato il rogito di Grotta 2.0)

E tu? A chi daresti il tuo voto? Chi ti ha fatto davvero incazzare nel 2006? Vota, vota, vota (via Squidoo, vedi sotto).

Siamo ventisette. L'Europa da oggi è più grande. E un pò più Europa. Con l'arrivo di Romania e Bulgaria in EU. Ora, io non ho mai visitato Sofia. E neppre Bucarest. Ne alcuna altra città dei due paesi. Ma un post ormai lo devo scrivere. Così, vi parlerò di Budapest. Che c'entra come i famosi cavoli a merenda (come se vi dicessi: dovrei parlarvi della Francia, ma visto che non so un fico sul paese vi parlerò di Roma), ma cerchiamo di non essere così formali e di accontentarci, una buona volta. Allora, Budapest (Ungheria).

Buda e Pest. Buda e Pest erano due città distinte. Poi, per qualche ragione, qualcuno decise di unirle, nel lontano '73 (milleottocento, micacavoli). Ecco. E' come se Milano, cent'anni fà, fosse divisa in due cittadine distinte. Mil e Ano. Certo, i più sfigati erano gli abitanti della seconda città. Non sopportavano sentirsi dire frasi, a dir poco ingiuriose, quali Stronzo, tornatene in Ano! oppure Si vede dalla faccia che vieni da Ano! o ancora E tu vorresti che io viva nel centro di Ano con te?? Ecco, cent'anni fà le due metà si unirono. Per creare la città che tutti conosciamo. Tornando a Budapest: così stanno le cose, oggi. Sono passati quasi centocinquant'anni. Eppure quando chiedi dov'è un certo monumento o ristorante ti sentirai rispondere ancora: E' di là, a Pest.

Progresso.

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L'altra sera, quando Mau si è presentato a Milano con quel vecchio Nokia, lo stesso che potete vedere in foto, qui e qui a confronto con lo stato dell'arte della tecnologia mobile, mi sono improvvisamente ricordato dei primi cellulari. A metà dei novanta, credo. I motoroloni con l'antennona retrattile. E, ancor prima, sono affiorati alla mente i tempi in cui vagavo per Milano alla ricerca di una cabina telefonica (libera). E mi sono sentito, improvvisamente, obsoleto.
 
Piesse: inutile aggiungere qual'è stata la scelta di Asia. Qui, in foto, via Flickr. 

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