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December 2006 Archives

Travelist 2006.

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L'ultimo dell'anno. E' risaputo, è tempo di bilanci. Di classifiche, di playlist. Di avvenimenti. Di cose che non dimenticheremo, mai più. Non dimenticherò mai più la notte del nove aprile. Passata in bianco in attesa dei risultati elettorali. Col mistero della forbice che si assottigliava. E non dimenticherò mai più il giorno in cui Asia ha iniziato a camminare. E poi i luoghi.

I luoghi e i viaggi. Non ho mai viaggiato tanto come nel duemilasei. Ho calcolato di aver preso in media tre voli a settimana. Per cinquantadue settimane fanno più di centocinquanta voli. Quest'anno ho viaggiato su almeno una ventina di differenti compagnie aeree. Lufthansa e Alitalia in primis. Ho visitato il quattordici percento (via Word66) del mondo. Che non è poi così tanto. Ma se pensate che ce ne ho messo trentotto di anni (e ne ho sprecati tanti, vi assicuro).

E così, eccola la mia playlist. La mia travelist duemilasei. I posti visitati quest'anno e che ricorderò. Non necessariamente i più belli. No. Ma quelli che ricorderò, a lungo. Per un avvenimento. Una speciale atmosfera. O un particolare stato d'animo.

  1. La marina e le nuove torri di Dubai. Link. Foto.
  2. Il viaggio in furgone da Johannesburg allo Swaziland. Link. Foto.
  3. La Venezia e le calli di Corto. Link. Foto.
  4. Il tramonto a Laguna e Newport Beach, OC. Link. Foto.
  5. Il mio breve soggiorno a Mosca. Link.
  6. Il rally con le Cayenne a Lipsia. Foto.
  7. La Sagrada e il mercato di Santa Caterina, a Barcellona. Foto.

Nota a termine. Dovevano essere dieci. O cinque. Boh. Ma chi l'ha detto. Io ne ho sette. Che posso farci. Non me ne vengono in mente altri. Forse perchè non degni di nota. O perchè non visitati nel duemilasei. Sono sette. E' la mia travelist. Buon anno a tutti.

Lago di Varese
Lago di Varese, uploaded by giusec.
 
Dimenticavo. Dal punto triste e incantevole del Lago di Varès ho scattato qualche foto. Eccole, qui, nel nuovo fotoset.

Marketing disasters 2006.

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La campagna di marketing tech più controproducente del duemilasei? Puoi votarla, su Valleywag (sito di tech gossip della Bay Area). Tra le campagne candidate, l'iniziativa dei laptop regalati da Edelman e Microsoft a influenti blogger US.

Varès (e il Lago di Varès).

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Varès, senza la e finale e con la prima e accentata, da non confondere con la Vareš polacca, che pure non ha la e finale ma che ha l'accento caron anzichè il grave, dicevamo la Varès lombarda è una città deliziosa. La città è videosorvegliata, ti dicono minacciosi all'ingresso, e tu immagini subito una gigantesca Nikon che aleggia, a mezz'aria, sospesa sui tetti della città.

Varès, senza la e finale e con la prima e accentata grave, è una città bilingue. Tutti, infatti, parlano Italiano e Padano e sappiamo bene quanto sia importante al giorno d'oggi conoscere almeno due lingue Europee.

Varès, senza la e finale e con la prima e accentata grave, ha un bellissimo centro pedonale, che però è assediato dal traffico dell'autostrada che arriva direttamente in città (si! proprio come Houston e Cleveland! Wow!) e dall'ottimismo dei grandi centri commerciali che, inesorabili, avanzano.

A Varès, senza la e finale e con la prima e accentata grave, c'è un lago. E' il lago di Varès. Che non è un nome così originale, ma in fondo poi va bene così. Il lago è triste e incantevole e c'è un punto del lago che è incantevole ancor di più. Io ci sono seduto di fronte. Adesso, mentre scrivo. Il bar ha un nome improbabile (Bar Snoopy. Io l'avrei chiamato Bar del punto del Lago di Varès triste e incantevole) ma la posizione, quella si, è unica.

Dovrei essere a Milano, a quest'ora. Ma mi fermerò ancora un pò. Sorseggiando un caffè. E osservando le folaghe (i pellicani? i fenicotteri? le upupe?) volare a pelo d'acqua e dare rasoiate al lago. In questo punto triste e incantevole del Lago di Varès. A pochi minuti dal centro. Della città bilingue. 

SicilAsia, il fotoset.

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Stefi e Asia
Stefi e Asia, uploaded by giusec.
 
Eccolo. E' il fotoset dell'ultima vacanza in Sicilia. 

Il ritorno della Confraternita.

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In molti mi chiedono ripetutamente, insistentemente, spudoratamente, mente, informazioni sulla sorte della celeberrima Confraternita. Che, da mesi, post alcuno è comparso su questo blog. E la cosa chiaramente preoccupa. Altro che, se preoccupa.

Sembra anche che qualcuno, giù in Parlamento, abbia presentato un'interrogazione parlamentare sulla presunta scomparsa della Confraternita. Il che è lecito. Se non fosse che il Prode Prodi abbia qualcos'altro a cui pensare (ad esempio: un bel corsetto di Comunicazione presso l'Alma Mater di Bologna) in questi giorni. Ma poi, causa impegni di natura finanziaria, il tutto è rientrato nei ranghi. Ed è stato poi dimenticato (come sempre accade per le interrogazioni parlamentari dacchè la Repubblica Italiana ha visto la luce).

Ebbene, con questo post voglio dare la luce. E illuminare. E raccontare cos'è accaduto ai membri della beneamata Confraternita. Negli ultimi mesi del duemilasei.

Etica e marketing.

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L'ultima trovata PR di Microsoft in vista del lancio di Vista (gioco di parole voluto; ovverosia regalare un bel PC ad alcuni influenti tech blogger statunitensi) ha generato una di quelle inutili discussioni che ultimamente si leggono sempre più spesso sulla blogosfera americana - e non solo. In particolare, questa discussione è centrata sull'eticità o meno dell'azione di marketing di Microsoft ed Edelman, l'agenzia di PR che sembra aver ideato il tutto.

Il mio parere e l'intera storia è qui. Sul blog in inglese.

Nota: ricordatevi dove lavoro. Marketing per una software company internazionale. E ho detto tutto.

Milanorelax.

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Oggi, Milano. Touring Club, urge rinnovo membership (che poi è il tesseramento, ma sta così male su un post). Poi, forse, Feltrinelli. Così, per rilassarsi e godersi un pò la città.

AsiaFlying.

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Asia ha quindici mesi. Oggi prenderà il suo quattordicesimo volo. Io ho volato per la prima volta a diciotto.

Anni. Ne parlo, di là.

Update. Le foto

SMS natalizi - la guida duemilasei.

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Come ogni buona tradizione che si rispetti, eccoli. Gli essemesse duemilasei.

Classic. Un sereno Natale di pace, gioia, amore e serena serenità.

Classic milanese. Un sereno Natale di pace, gioia, amore e tanta tanta letizia.

Struggente. La felicità spesso si insinua attraverso una porta gracchiante che non sapevi di aver lasciato aperta. Non so che minchia c'entri, ma Buon Natale.

Sintetico slang del Lorenteggio. Booh 'On Nat 'le, fratello.

Customer oriented. Ti confermiamo l'evasione del tuo ordine. Addebitati ottanta euro. Buon Natale.

Violento metropolitano. Se verrai rapito e violentato da un omone vestito di rosso e con la barba bianca non aver paura. Qualcuno per Natale ha chiesto in regalo un tesoro.

Bancario. Avviso. E' stato verificato il prelievo di una somma pari a tremila euro dal suo conto. Tale prelievo non è per nulla conforme alla media dei suoi movimenti. Buon Natale.

Poetico Maledetto. Avido e insaziabile, non c'è fibra del mio corpo tremante in preda alle febbri d'oppio che non ti auguri Buon Natale.

Poetico Romantico. Quando il cielo basso e cupo pesa come un coperchio bruciacchiato, una stella nel firmamento brilla, qualunque cosa tu voglia essere nella notte, o rossa aurora. Buon Natale.

Poetico Borgataro. E quanno vedi 'er fonno ar bocaletto, 'na pisciatina, 'na sarvereggina, e 'nsanna pace ce n'annamo alletto. Bbuon 'Natale.

Teen-ager. Ke palle. BN @ te, Pupi e Manu. C6 al Mac?

Familiare allargato. Un caro augurio di Natale da Marcello e Clara e Lori e Mino e Stefi e Alby e Pitty e Miry e Vitto e Nanni e Edo e Mari e i cinque gemellini.

Altro??? 

Questo è un esperimento. Come tutti i post di g&f, d'altronde. Vota! Vota il travel-aggregator (il giusec-travelaggregator, naturalmente) dell'anno! E' sufficiente:

1. leggere tutti gli aggregator scritti da giusec negli ultimi due anni (tempo stimato: 18-25 ore);
2. votare il migliore, il più divertente, quello che hai maggiormente usato in viaggio, quello che ha cambiato la tua vita, quello grazie al quale non vivi più nel paesello dove hai trascorso i primi trentacinque anni della tua insignificante vita, e così via (tempo stimato: 5 min).

Il tutto via Squidoo. Nota: sull'altro blog spiego come fare.

plex2298

Some recruiting hints.

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Recruiting. Dall'altra parte. Il racconto di come ho passato buona parte dei miei ultimi sei mesi lavorativi.

Areaserver strikes again.

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Areaserver, il fornitore del dominio giusec.net, nonchè vecchio provider del servizio di hosting, colpisce ancora. Una settimana fa rinnovo il dominio in scadenza - una banalissima procedura di rinnovo dominio e transazione online - fino al gennaio duemilaotto.

E tutto procede per il meglio. La transazione è completata con successo. Banca Sella mi ringrazia. E' un'eccellente transazione, dicono. Insomma, la vita ci sorride. Il sole splende (a Milano; non qui in Sicilia dove mi trovo da stamane e dove si sono scatenati i monsoni). Silvio Berlusconi è appena uscito da una successful operazione di routine a Cleveland (già, come se tutti noi, così, mensilmente, andassimo a Cleveland, per un'operazioncina di routine. Ehi, ci vediamo lunedì, parto per Cleveland. Così, niente di speciale. Si, un'operazione di routine).

Ma il cielo improvvisamente si offusca e ricevo la seguente email dal fornitore:

Gentile Cliente, siamo lieti di comunicarLe che il dominio in oggetto e' in trasferimento presso i nostri Server. All'indirizzo email dell'Admin-C del dominio verra' inviata, per mezzo del nostro Registrar DirectI, un'email nella quale viene richiesta l'autorizzazione al trasferimento.

Milano e il codice palo.

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Questa è Milano, a Natale. E quello in foto è il nuovo sistema di parcheggio della città. Spaziotempo. High-tech. SMS-based. Vediamo di spiegare un pò.

In breve, compri la tessera. Ricaricabile. Come i cellulari. Il concetto è semplice, dunque. Le carte possono avere vari importi. Dieci. Trenta. Cinquanta euro - per i parking-dipendenti. Considerato che un'ora costa in media un euro e cinquanta.

Poi cerchi parcheggio. Dopo due ore, tre a Dicembre, hai parcheggiato. A questo punto invii l'SMS ad un centro servizi. L'SMS contiene un messaggio così composto: codice palo + codice carta + pin carta + ore di parcheggio richieste. Il centro servizi decurta l'ammontare dalla carta. E puf, il gioco è fatto. Epperò.

Mappa delle mie brame.

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Interessanti discussioni post-pubblicazione della mappa di Nòva-Sole24Ore. Qui, via Luca de Biase, e qui, via Gaspar Torriero - solo per citarne un paio.

No east, no west.

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Faccio in tempo ad ascoltare radio centodue e cinque e a scoprire che la tangenziale ovest di Milano oggi è svanita nel nulla. Evaporata. Chiusa dalle otto del mattino per ribaltamento di un motodroide in direzione Sud. Isoradio latita. Trasmette la Mannoia e se ne fotte del disastro milanese. Riesco ad evitare all'ultimo momento l'ingresso in tangenziale e faccio dietro-front. Sono uno dei pochi fortunati. Migliaia di automobilisti intrappolati sulla corsia da Assago alla Auno in balia di un attacco ionizzante. Code infinite nella direzione opposta. Mi sintonizzo più volte, ripetutamente, insistentemente, su Isoradio. Phil Collins è appena terminato. Adesso tocca alla Bamba. Tutte le altre tangenziali vanno rapidamente in saturazione, non avendo più lo sfogo della Ovest. Aotto, Auno, Est, Aquattro, Nord. E' l'apocalisse.

Dopo mezz'ora sono nuovamente a casa. Ormai è impossibile avvicinarsi a Milano. Nel frattempo, su Isoradio la Bamba volge al termine. Adesso tocca a Battiato. No east, no west.

Update 12:11. T.Ovest direzione Nord aperta. Direzione Sud ancora chiusa. Isoradio trasmette Al Bano. Infotrafic Quattroruote.

Update 22:30. Direzione Sud ancora chiusa.

Update 23:40. Dicono che il TIR contenesse emmenthal fuso.

Update 23:55. Adesso dicono che il formaggio fosse scamorza. 

Mai stato così limpido. Il database di g&f. Ovverosia, MT. Niente più spam. Eliminato. Cancellato. Azzerato. Niente più spam trackbacks. Eliminate le migliaia di linee che infestavano i vecchi post. La battaglia è terminata. Anni di guerre intestine. La vittoria, al termine, è stata raggiunta. Roma vittoriosa! (well, vivo a Milano; ma una citazione da Il Gladiatore non ci stava male, qui).

Tra le azioni, a volta drastiche e impopolari, che il sottoscritto ha dovuto mettere in atto per giungere allo storico momento ricorderemo:

  • la disattivazione definitiva dei trackbacks. Più che nei commenti, g&f è stato colpito (e più volte affondato) sui trackbacks. La disattivazione ha fermato lo spam. Ma non ha risolto il problema del dbase infestato da migliaia di link a siti asian sex o incest porn. Una minuziosa pulizia durata settimane ha portato all'eliminazione (fisica) di ogni singola linea di spam esistente alla voce trackbacks;
  • l'istallazione della versione 3.2 di MT, che ha messo a disposizione mezzi di combattimento più sofisticati per la guerra allo spam;
  • l'attivazione di tutti i plug-in antispam aggiunti a partire dalla v. MT 3.2;
  • l'eliminazione automatica di commenti junk dopo una settimana dalla loro apparizione;
  • infine, un controllo quasi quotidiano dello spam non filtrato dai plug-in (in verità, pochissimo).

E così la guerra è vinta. g&f è oggi molto più rapido e non più appesantito da migliaia di commenti e trackbacks spam. Lo spostamento del dbase su Yahoo Small Business ha aiutato non poco. Con una piattaforma più stabile e sicura. Allo stesso tempo, il sottoscritto non ha abbassato la guardia. Ma al momento la guerra è terminata. Ed io mi godo la meritata pace.

Con un buon caffè macchiato (al tamarindo) al bar di via Bocconi [dove mi trovo per ragioni che spiegherò più in là].

OECD Economic Review: Milan.

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OECD pubblica un'analisi economica su Milano, la sua area metropolitana (siamo in sette milioni! sette!), la sua (in)capacità di innovare e le opportunità (e rischi) per il futuro.

Il tutto è qui. Ovverosia, dall' "altra parte". 

LeWeb3. Meglio di Un posto al sole (*). Dopo lo show di Sarzoky, una serie di altri avvenimenti. Inattesi. Critiche (queste, in realtà, attese, altro che, se attese). E poi le spropositate reazioni di LeMeur. E poi la discussione innescata su TechCrunch UK & Ireland. E i giornalisti licenziati. E le accuse reciproche.

Il tutto spiegato, con sarcasmo, qui. Commenti cancellati, reazioni rimosse. Il tutto è stato ricostruito, qui.

E qui, invece, i protagonisti della storia: LeMeur, Sam Sethi (l'editor di TechCrunch licenziato), Michael Arrington (il licenziante).

Molto, ma molto meglio che la Tivvù.

(*) novela trashpartenopea di RAI3. 

Il Dicembre dei record.

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Si diceva, giorni fa: è stato il dicembre più caldo degli ultimi mille e cinquecento anni. Eppoi. Non dimentichiamo la manifestazione più imponente della storia della Repubblica Italiana (quella con il signor Berlusconi e altri 699,999 manifestanti).

E, per concludere: è finalmente noto il primo blog italiano e (presto, non ancora, ma presto) uno dei primi d'Europa e del mondo.

Soltanto nel pomeriggio si sono iscritti altri 13 nuovi lettori, e sono fermo alle 21,50. Il successo è innegabile.

Ci siamo. g&f goes global.

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E così è arrivato. Il momento. Here we go. Di lanciare (lanciare?) pubblicamente il blog. In lingua inglese. Le ragioni. Già spiegate. Qui. Contenuti? Niente traduzioni alla BeppeGrillo. No, roba differente. Post A qui, post B lì. Crosslinks, perchè no. Ma roba assai differente. Target? Distinto. Blogger italici che leggono cose italiche, qui. Blogger internazionali che leggono cose italiche o blogger italici che leggono cose internazionali, lì.

Template? Stesso. Autore? Stesso. Nome? giusec.net (questo è giusec&frienz, anche se il dominio è giusec.net. In realtà anche lì il dominio è giusec.net, però è un sottodominio e il nome è pure quello del dominio principale per distinguerlo dal sottodominio di questo assumendo che il sotto non vada sopra e tutto sia chiaro anzichenò). Altri dettagli? Eccoli, eccoli.

  • Nome: il blog in inglese di sir giusec. Suvvia: giusec.net.
  • URL: blog.giusec.net (o www.giusec.net/blogeng)
  • Feed: RSS 2.0
  • Feed: Atom

Al nuovo blog potete accedere con: l'URL, il link diretto sulla colonna di destra ("My English Blog"), Google, Yahoo, un'email al sottoscritto, una telefonata al sottoscritto, i feed, un SMS al sottoscritto, un feed sull'SMS, Yahoo al sottoscritto.

Insomma, io ci provo. Inizio, eh. Poi, se non va, lo mollo lì. Tanto, chissefrega. E' in inglese, chi vuoi che lo legga.

Ah. Di là inizio con una cosa molto internazionale: Il post sotto l'albero. E pure un post sulla blog galassia italiana. Che inizio internazionale. Ci voleva, anzichenò.

Conferenze.

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Ma guarda. Sembra che LeWeb3, la conferenza europea (e già avrei da dire su una conferenza europea con un titolo francese) organizzata dal blogger dei blogger d'oltralpe- Loic LeMeur, VP Europeo di SixApart - abbia avuto una certa caduta di stile. Leggete un pò Nicola e poi Pandemia e poi ancora Nicole Simon e Sierralog e Marco Montemagno e poi Techmeme e migliaia di altri.

A proposito di Conferenze. Anch'io domani andrò ad una Conferenza. Future of Marketing. From monologue to dialogue. Qui. Ci sarà Magrini, di Google Italia. E poi il Gruppo Ogilvy. E tanti altri marketers. Speravo anche in Luca de Biase, ma è misteriosamente scomparso dall'agenda, oggi. Spero che non gli sia successo nulla, in Huawei. Sembra infatti che il pericoloso Geco6 sia stato uno dei partecipanti al meeting.

Update. Niente conferenza. Meglio, la Conferenza c'è. Sono io che non vado. Casini con il budget iberico. Stamane una telefonata. I numeri non tornano. Che vuoi che sia. Capita. Altro che, se capita.

Whoppermarketing.

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Oggi avevo voglia di uno schifopranzo. Così decido di fare due passi. Direzione schifofood. Bu**** Ki** (non posso mica fare pubblicità su g&f, suvvia). Non mangiavo schifocibo da anni. Dai tempi dell'MBA. Quando il M* Do**** di Monza era diventato la seconda casa della Confraternita. A due passi dalla stazione. Un bell'ambientino, non c'è che dire. E noi lì. Di notte. Nelle pause tra un bilancio consolidato ed una congettura sul pricing.

Dicevo, oggi avevo voglia di schifocibo. Entro al Bu**** Ki** e guardo il menu. E mi rendo conto di una cosa a cui forse altri non fan caso, ma non perchè io sia particolarmente smart, no no, senza dubbio no. Semplicemente perchè passo la maggior parte del mio tempo fuori dall'Italia e sono avvezzo ormai a notare "cose internazionali". E così leggo il nome del menu principale di BK: Whopper Menù.

Ora, Whopper in slang significa: grande, eccezionalmente grosso. Vedi qui. Il problema adesso non è tanto il significato, quanto la pronuncia. In coda, ho preso nota della pronuncia degli avventori che mi precedevano.

  • Vopper
  • Upper
  • Uper
  • Uòpper
  • Uòppa (questo probabilmente era di Brooklin)
  • Upper
  • Vupper
  • Vuopper
  • Trapol vopper (che poi è il Triple Whopper, per la cui descrizione non basterebbe un post, che dico un post, un intero blog dedicato)

La corretta pronuncia la trovate sempre qui. Cliccate un pò sul file audio. Ora, io ne sono convinto. La scelta della parola Whopper è stata una delle più grosse marketincazzate che i signori di BK potessero fare. Posso capire il brand. La consistenza. La necessità di unificare i menu del mondo intero.

Ma santoiddio, come si fa a mangiare una roba che neppure si sa pronunciare?

Rebranding.

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E' sempre interessante analizzare gli sforzi aziendali di re- branding. Le immense campagne istituzionali per il riposizionamento della nuova unità. Specialmente quando il nome dell'azienda in via di dissoluzione è così noto. Ricordo, a mò di esempio, la campagna della neo-costituita Agilent, spin-off strumentale e biomedico di HP. O la trasformazione di Omnitel in Vodafone. O ancora il doppio spin-off di Lucent in Avaya e Agere. O anche la burrascosa trasformazione di Andersen C. in Accenture. O la polverizzazione di Baan, Foxboro, Siebe, Wonderware nella neonata Invensys.

E adesso capita ancora. Due colossi delle telecomunicazioni si fondono. Alcatel e Lucent. Lucent, con un nome ed una crediblità da ricostruire. Alcatel, percepita come un'azienda poco dinamica ed euroburocratica. Qui in realtà il problema di rebranding è semplificato dal fatto che non è stato scelto un nuovo nome. Il risultato della fusione si chiamerà Alcatel-Lucent, come si può notare qui.

One company. One goal. Tranforming communication. Il problema qui è informare del fatto che le due aziende adesso costituiscano una unica entità. E che sfrutteranno le sinergie per ottimizzare prodotti, processi, eccetera. Anche, c'è da svecchiare un pò il brand delle due singole compagnie, appesantito da anni di crolli e penose performance finanziarie (Lucent, in primis). 

Rebranding. Esattamente ciò che è accaduto al sottoscritto con il graduale passaggio da giusec-splinder al celeberrimo giusec&frienz e poi al più attuale giusec.net. Esattamente. Ecco. Ehm.

Ai confini dell'Impero Shengen (*).

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(*) Il post è stato pubblicato sulla blograccolta natalizia Il Post sotto l'Albero a cura dell'aggregatore vivente Sir Squonk. Scaricabile qui, in formato pidieffe (la raccolta, non Sir Squonk). Ora, non chiedetemi cosa c'entri il post col Natale, please. Anch'io sono tutt'ora alla ricerca di una risposta.

Neo Zurigo Nord. Regno Indipendente Elvetico. Ai confini dell'impero Shengen. Spazioporto. E' una città deliziosa, in fondo. Mi ricorda tanto i bei tempi. Quando ero ragazzino. Fa venire in mente le città europee del ventunesimo secolo. Così diversa dalle capitali meridionali dell’Impero. E dagli infiniti agglomerati urbani dei Territori Centrali.

Dopo le tre guerre nucleari (la prima, a causa delle armi di distruzione di massa di Saddam, ritrovati in Corea del Nord; la seconda, ancora a causa delle stesse armi di distruzione di massa misteriosamente scomparse a PyongYang e, altrettanto misteriosamente, ritrovate a Teheran; la terza, a causa di una maglietta anti-Allah indossata da un vecchio proconsole della regione Padana del Nord). Dopo le tre guerre, dicevamo, e la successiva annessione dei territori Europei, la ex Repubblica Elvetica aveva scelto l’indipendenza formale sotto la corona di Umberto V (che in realtà era il primo sovrano, ma che affermava di aver ricevuto la corona da quattro Dei pagani).

Zurigo non è cambiata negli ultimi cinquant’anni. Anche lo Spazioporto non è cambiato. Il software è stato aggiornato. Umani sono stati sostituiti con droidi. Ma l’atmosfera è sempre la stessa. Lieve, tranquilla, leggera. Siamo ai confini dell'Impero.

Post sotto l'Albero duemilasei.

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E' arrivato. Anche quest'anno. Grazie al solito Squonk, l'aggregatore vivente. E' qui. E' il post sotto l'albero duemilasei. C'è anche un post del sottoscritto. Che non ha un accidente a che vedere col Natale. Ma che volete. E' arrivato. Che Natale sarebbe stato, altrimenti.

Brodospam.

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Spam, croce dei bloggers. Lo spam continua a mietere nuove vittime. Server virtuali caduti sotto strati di scorie digitali. Tempi bui. Quando anche g&f fu colpito (e affondato) da una marea di spam. Ne parla anche Paolo Valemarin, qui. E annuncia (meglio, riporta da una conferenza parigina) nuove misure e tool. Presto adottati dai vendors, MT & co.

E adesso sembra che anche Brodo sia in difficoltà. Carlo, fatti vivo. Chiunque abbia sue notizie, batta un colpo.

Rinnovi e disdette di fine anno.

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Dicembre. Tempo di rinnovi. Ho appena rinnovato Flickr Pro. Ventinove dollari, un anno. Quarantasette, due. Quarantasette. E poi l'Economist. Cartaceo e online. Splendidi i suoi survey. E poi Yahoo Small Biz, nuovo provider. E poi il Touring Club. E poi il caffè da Jerry.

Dicembre. Tempo di disdette. Non ho rinnovato l'Espresso. Che mi arriva a casa con due settimane di ritardo. Se arriva. Quando ormai gli articoli sono tristemente obsoleti. E dire che vivo a Milano. E se vivessi a Lampedusa? Arriverebbe direttamente il cofanetto degli arretrati. In blocco. E ho disdetto Dove. Troppo glamour per un personaggio così poco di tendenza come il sottoscritto. E poi Areaserver. Vecchio e farraginoso provider. Per i suoi inarrivabili tecnici (esistono? O è un'invenzione del Centrosinistra?). E National Geographic. L'originale. Mancanza di tempo. Ahimè.

Dicembre. Tempo di rifiuto di abbonamenti gratuiti. Economy. Maddai. Ma che roba è? Illegibile. Ma chi è che si permette di inviarmelo gratuitamente. Suvvia. Via Sarfatti. Giornalino (chiamarlo newsletter è troppo impegnativo) dei Bocconiani. Quattro insignificanti paginette. Scritte così. Nel tempo libero.

Dicembre. Tempo di nuovi abbonamenti. HBR. Lo compro sempre in giro per gli aeroporti. Forse conviene farne l'abbonamento. Ma che vuoi fare. Il piacere di comprarlo in edicola. E poter dire: uè, l'ho comprato nei sobborghi di Dusseldorf. Mica a Corsico o a Olgiate Olona. Alle porte di Dusseldorf. Avete presente?

Teniamocela stretta.

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Le ultime manifestazioni di piazza non devono preoccupare. Settecentomila manifestanti su cinquantasei milioni di abitanti sono come uno sputo in un mare in tempesta (perchè in tempesta non lo so, ma visivamente ci sta benone). Considerata poi l'allegra presenza di: fascisti, forza nuova, truppe padane, fiamma tricolore, decima mas, beh, si può immaginare quanto la manifestazione abbia rappresentato un momento di grande e irripetibile democrazia per il Paese.

E' stata la manifestazione più imponente della storia della Repubblica, ha affermato il nostro signor Silvio Berlusconi. E' anche il Dicembre più caldo degli ultimi millecinquecento anni. Due giorni fa, a Milano, son cadute le gocce di pioggia più fitte degli ultimi tre secoli. Era da dodici mesi che non facevo una dormita del genere.

g&f goes global.

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E' un dato di fatto. La lingua Italiana ci sta un pò stretta. Ormai. Ci = plurale maiestatis. E così l'idea è nata. Ed anche i primi lavori. Su MT. Per la duplicazione di g&f. In lingua inglese.

Duplicazione. In realtà, non è la parola adatta. Il sottoscritto non pensa di creare un sito alla Beppe Grillo. Che pubblica i post in italiano e poi se li fa tradurre da qualcuno in inglese. No. Non è questa l'idea. I due blog saranno indipendenti. Potrebbero esserci post comuni, di tanto in tanto. Ma non sarà certamente questa la regola.

C'era una volta Skype.

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Skype si prepara. A fare due grandi sorprese. Al pubblico Italiano. Vediamole, queste sorprese.

  1. quindici minuti di SkypeOut gratuiti;
  2. la chiusura della filiale Italiana - e di tante altre - dopo soli sei mesi di vita.

La notizia è data per certa. Se ne parla già qui, qui e qui. E pure qui e qui. Prime indiscrezioni.

A nove mesi dal progetto iniziale ora pare che Skype ci ripensi: riportare tutto a Londra per una maggiore velocità, fanno sapere i vertici dell’azienda. Una decisione comunicata internamene lunedì scorso ma che è esplosa nei primi siti internazionali soltanto ieri. 

Maggiore velocità. Già. Stessa velocità che ci ha messo il management Skype ad aprire in Italia, aprire in mezza Europa, assumere trecento persone e poi - puf! - annunciare la chiusura delle filiali.

Think global. Blog local.

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Lui ne è uno dei teorizzatori nostrani. Axell. Ne ha parlato anche il sottoscritto, parecchie volte, su g&f. Mi riferisco agli Urban Blogs. Che poi fuori dall'Italia sono anche noti come Metro Blogs. Questo, ad esempio, è il loro aggregatore (portale non si usa più, corretto?). Interessante notare che:

  • non ci sono Italiani. Neppure a pagarli;
  • se si prova a chiedere di collaborare non c'è verso di scegliere una città Italiana che non sia Roma. Che sarà pure la Capitale, ma non è detto che concentri il 100% dei bloggers Italici capaci di scrivere in inglese.
  • La cosa è ancora più ridicola se si osserva come sia possibile scegliere Graz, Roanoke e Winston-Salem (adesso ditemi dov'è Winston-Salem, così, su due piedi).

Insomma. Think global. Blog local (meglio se a Winston-Salem).

MT e la redistribuzione del tempo.

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Uno degli indubbi vantaggi della versione preistallata, preconfigurata e self mantenuta di Movable Type (nel senso che Iddio, incarnato nei signori di YahooSmallBiz!, vede e provvede alla manutenzione del software) è il tempo disponibile per dedicarsi ad altro. Altro che può identificarsi in:

  • scrittura dei post, per il 70% del tempo;
  • per il 10% pulizia delle schifezze spam accumulate con le versioni precedenti di MT e del blog (tanto per dare un'idea: non ci sono più commenti spam; ormai vengono individuati e fatti secchi all'istante; restano invece circa 900 trackback spam ancora da ripulire; considerando che eravamo partiti con un parco-spam di più di 3000 trackback guadagnati con le versioni 3.14 e 3.15, mi spingerei a dire che siamo sulla buona strada);
  • per il  10% aggiornamento e ricerca di nuovi plug-in;
  • per il restante 10% messa a punto delle cazzatine stilistiche;

Con i signori di Areaserver, la situazione era ormai divenuta insostenibile. Negli ultimi mesi mi occupavo essenzialmente:

Dove, proprio non lo so.

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Un tempo. Anni fa. Un tempo aspettavo che Dove e Gulliver uscissero in edicola. Con ansia. A fine mese. Dove, il nuovo (allora) mensile di viaggi. Nuove mete, scoperte. Dritte, suggerimenti, occasioni di viaggio. E poi Gulliver. Le città del mondo dove andare a vivere. Che articoli. Ti facevano venir voglia di far le valigie e trasferirti. E conosco un paio di persone che poi lo hanno fatto. Davvero. Ricordo ancora le pagine su Montreal. Austin. Barcellona. A dieci anni di distanza.

Oggi Gulliver è una glamourporcheria. Un catalogo di trendystronzate rivestito da magazine. Evito di spendere quei quattro euro; e li risparmio per altro - il mutuo della nuova casa, la raccolta firme anti-CdL, tre caffè macchiati in più, una moneta al vagabondo di turno. Comunque, sono spesi meglio. Dove invece lo compro ancora. In modo irregolare. Se l'immagine o il titolo in prima pagina mi attira. Ma poi lo leggo. E sospiro. E mi dico, questo è l'ultimo numero che mi porto a casa. Poi lo ricompro. Nella speranza che cambi.

E invece no. L'ultimo numero è un melange di cazzate di charme, cibo di classe, ristoranti glamour, capodanni trendy, oggetti di stile. Estraggo qualche passo. Significativo.

Highlander and Ubiquitous.

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Che sia immortale lo abbiamo allegramente scoperto pochi giorni fa. Ma che abbia anche il dono dell'ubiquità, no. Queste foto invece lo dimostrano. Scattate dal sottoscritto.

Qui, all'aeroporto di Boston due settimane fa. E in quello di Orange County un paio di mesi prima.

Update. Altro che ubiquitous. Era ad Arcore pochi secondi fa. Adesso sembra sia già a Roma. Domani, chissà.

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