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October, 2006 Archives

Moscabusiness e l’Administrative Support.

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Le cose qui funzionano così. Lo chiamano Administrative Support. Da noi ha un nome diverso. Vuoi aprire un business. La burocrazia ti uccide. Administrative support. Paghi. E le cose si semplificano.

Vuoi battere la concorrenza e vincere un affare. Administrative support. Identifica la persona giusta. Dieci per cento dell’ammontare dell’intera somma. E l’affare è nelle tue mani. Se la somma in ballo è sostanziosa, anche i regali pratici di una certa entità – un’auto, un viaggio per un weekend per l’intera famiglia – sono bene accetti. Se la somma non è degna di nota, un invito in Europa (senza invito i Russi non possono muoversi dal loro paese) può essere sufficiente. Tutto ciò mi ricorda vagamente il sistema-Moggi. Che non mi sembra abbia ramificazioni o influenze russe.

Sei per strada. Multa per passaggio col rosso. Vuoi evitare di pagare l’intera somma. E, soprattutto, di passare mezza giornata in banca. Administrative Support. Paghi il novantapercento della multa. Al vigile. E chiudi la cosa così, su due piedi. Sei in Hotel. Non c’è posto nel tuo ristorante preferito. Cerca il concierge. Administrative Support. E due posti si libereranno, magicamente. Hai bisogno di certificati. O di un visto sul passaporto. Hai infinitamente poco tempo a disposizione. Administrative Support. E il passaporto (con visto) è pronto. In pochi giorni.

Così funzionano le cose. A Mosca. Molti lo dicono. In pochi forse lo scriveranno. Ma le cose stanno così. Alcune aziende destinano già una parte del loro budget annuale al supporto amministrativo. Altre hanno una sottovoce del budget marketing destinato a semplificare le procedure. Tutti si attrezzano, in un modo o nell’altro, ad affrontare il quotidiano. Incluso i privati.

Perchè senza l’onnipresente pratica dell’administrative support sopravvivere in Russia non è poi così facile.

Il dado è tratto.

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Le cose stanno così. Ancora problemi con il provider. Ancora (presunti) problemi con il traffico generato da MT. Ancora problemi con la gestione dei commenti (e relativo script, mt-comment.cgi).

Morale. Il server ed il suo Apache disattivati per tre giorni. g&f non più visibile. Nessuna telefonata per avvertire il proprietario dell’avvenuta disattivazione. Dbase dei commenti danneggiato. Il sottoscritto a Mosca incazzato in cirillico. E definitiva decisione di chiudere appena possibile con l’attuale provider.

Così sto già valutando altre soluzioni. Per il momento g&f è nuovamente visibile e tutto (o quasi) dovrebbe essere ristabilito.

Moscadriving.

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La neve

Pre-Mosca.

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Preparo le valigie. Moscow. Mosca. Prima volta a Mosca. Prima volta in Russia. Prima volta tutto. Il collega che mi aspetta da quelle parti mi invia un’email. Eccola. Stralci.

Don’t take a taxi. [...] The company driver will bring you to the hotel. He will not speak English. Do not worry – he knows the address. Please do not pay! I will do it afterwards.

E ancora.

[...] It is a small hotel belonging to Military. It was the residence of Sovietic Generals. The receptionist does not speak English. There is no internet. Cost per night 3280RUR + 150RUR for breakfast. Only Rubles accepted, no credit card, no foreign currency. You can change money during your trip to the hotel, or next days.

Vado al bancomat sotto casa a prelevare qualche migliaio di rubli. Metto le valigie in auto. Il nuovo trolley fa il suo bel figurone. E parto, direzione Malpensa.

Connecting lives.

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Lascio Parigi per Barcellona e tutto si fa pi� familiare. La citt�. La lingua. La gente. Il cibo. I quartieri modernisti. La nuova area del Forum. La torre supposta. Se potessi, mi ci trasferirei domani. In realt� potrei. Viaggio. Prendere l’aereo da Malpensa o da Barcellona sarebbe lo stesso, visto il tipo di lavoro. Non cambierebbero le mie abitudini di vita. Anzi, ci guadagnerei. In tempo e in tangenziali sature.

C’� per� una certa pigrizia mentale – forse sollecitata dal mezzo milione di euro che mi accingo a spendere per Grotta2 – che mi tiene legato a Milano e all’Italia. Chess� io. Il cappuccino di Jerry alle otto del mattino. Impagabile. L’avventura di Asia. Il ristorantino dello SlowFood sul Naviglio. Quel non voler ammettere che l’Italia sia destinata ad un declino senza precedenti. Il non voler ammettere che Milano sia ormai una delle citt� pi� immobili in cui abbia mai messo piede. Eccetto Lipsia e Ouagadougou, forse.

A Barcellona polverizzo il mio trolley e sono costretto a trascinarmelo per gli aeroporti con la maniglia retrattile ormai non pi� retrattile. Riesco a infilarlo sull’aereo. Sembra una valigia con un innesto droide a forma di stampella. L’arrivo a Milano non pu� essere dei peggiori. Piove. La citt� � grigia e congestionata. Due ore per spostarmi da Loreto a Porta Romana e poi a casa. Nuovo trolley. A casa, Asia ha definitivamente imparato a camminare. E’ buffa. Per lei Grotta1 non ha pi� segreti, ormai.

Resto a Milano ventiquattr’ore. Il tempo di aprire le pratiche del mutuo che mi garantir� l’acquisto di Grotta2 grazie ad un indebitamento record ventennale, che al confronto il rosso del Belpaese generato dalla finanza creativa di Tremonti � una cosetta da ragazzi. Torno a Malpensa e riprendo il primo volo per Mosca. Una delle signore di Aeroflot mi chiede se voglio questo o quello e io scelgo quello. Semplicemente perch� la pronuncia sembra pi� affascinante. Quello, per la cronaca, � un tacchino.

Dal finestrino vedo le campagne verdi del Varesotto allontanarsi. Cos�, allo stesso modo, una delle mie vite si allontana. E un’altra diventa via via pi� visibile. Connecting lives.

Attraversando Parigi Est.

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Parigi. CDG (sidig

Ti notifico che ti notificher

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Il mio fornitore di servizio (meglio, il mio provider) ha la brutta abitudine di buttar gi

Quattordici mesi. E qualche giorno.

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Per i fan di Asia. La diva ha compiuto quattordici mesi. Cammina. Vabbeh, insomma. Fa qualche passo. Risponde al telefono (pn’to?). (Finalmente) distingue il bau dal mau. Beve il caff

Eurotour.

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Viaggi. Conferenze. Presentazioni. Altri viaggi. Aeroporti. Troppo poco tempo. Per aggiornare il blog. Da Lipsia a Stoccolma. Tre giorni di salmone forzato. A Stoccolma perdo il volo per rientrare a casa. E devo accontentarmi dello SkyCity Hote. Gentilmente offerto da SAS. Il nome la dice tutta: l’hotel

Frequenze.

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Preparo le valigie. Stoccolma. In realt

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