Quando Pasqualino, il mio barbiere di fiducia, sito in quel di Viale Abruzzi a due passi da Piazza Aspromonte e a una decina di metri dal bar dei loschi figuri del sudest europa (o del sudest Milano, non mi è ancora chiaro), ebbene dicevamo, quando Pasqualino decide di riaprire il negozio, i più attenti se ne renderanno certamente conto, il messaggio inviato alla cittadinanza è chiaro. Il ferragosto è ormai un ricordo e le vacanze estive si avviano a (degna?) conclusione. Quando poi Jerry, proprietario del bar sottocasa, o anche, se preferite una definizione più al passo coi tempi, mio cappuccino-provider, riapre i battenti allora è chiaro: il controesodo dei vacanzieri meneghini è già alle porte.
La riapertura del panificio-latteria (il longobardo, così detto per l'idioma arcaico con cui i proprietari del negozio si esprimono con la propria clientela) è poi un segno inequivocabile. Il rientro dalle vacanze è ormai cosa compiuta.
Ma è solo quando il ristorante del quartiere riapre finalmente le saracinesche - siamo ad ottobre inoltrato - che possiamo davvero dire che tutti i Milanesi sono definitivamente rientrati in città.
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