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Pesto shortage.

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Addio pesto. La salsa ligure, intendo. BBC e The Guardian riportano una notizia che i quotidiani locali, impegnati in avvincenti reportage su finte colate laviche Berlusconiane, proteste antilusso Briatoregne e cene tra la Ferrilli e l’ex marito, dimenticano di riferire.

In breve: niente pesto, quest’anno. Il maltempo delle settimane scorse ha fottuto l’ottanta percento delle coltivazioni di basilico in Liguria. Sembra quindi che le scorte della preziosa salsa siano in pericolo. In realt

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News tratta dal portale Indymedia al Link:

http://piemonte.indymedia.org/article/5448?author_name=Mr.%20Bean&comment_limit=0&condense_comments=false#comment4493

Un’altra “genialata” di Gambetta

Sabato 26 settembre (ieri per intenderci) potevate leggere un cartello affisso sulla strada d’accesso a Cascina Gorgia (rinomata azienda agrituristica a ridosso del Castello di Stupinigi) con la sconcertante scritta in caratteri cubitali:

“Gara del Pesto”.

Gara del pesto ad Orbassano? Sisisignori. Ad Orbassano. La potentissima lobby del Consorzio del Sedano Rosso di Orbassano sfida a singolar tenzone la Confraternita del Pesto di Genova. Chi fa il pesto migliore vince (“The Voice” – Frank Sinatra – che fu grande estimatore del pesto genovese di sciù Zeffirino si rivolterebbe nella tomba).

L’occasione è ghiottissima (“mai vista na scianca du pesto manco a sena” Tr. “mai visto una gara di pesto neanche a Genova”). La calca per entrare è impressionante, miriadi d’automobili parcheggiate in ogni dove (contate 9 auto – con la mia 10 – l’audi A6 del neo assessore allo sviluppo del territorio Elvi Rossi, la Mazda SW del primo cittadino, e le utilitarie delle maestranze comunali). Fa niente. Cascina Gorgia è una godevole oasi di pace, parco bimbi e parco faunistico con bambi (scusate il bisticcio) cavalli, oche, struzzi, fagiani etc etc. e l’incantevole cascinale del 1500 – che ospita la disfida – trasuda storia da tutti i pori. Come s’entra t’accoglie un gentile ometto, capelli bianchi, aria blasonata grembiuletto inamidato a modo, intento a maneggiare un’aggeggio vintage ormai scomparso dalla memoria (che forse a Orbassano manco sanno ch’esiste): “pesto e morta”, il leggendario mortaio di marmo in cui si schiaccia il basilico con il pestello di legno … roba d’altri tempi. Lui è Mr. Pietro Attilio Uslengo da Avegno (Genova) Cavaliere Ufficiale e Cancelliere dell’ordine dei Cavalieri della Confraternita del Pesto. “Ma non è inorridito dall’idea di una gara di pesto in terra di Orbassano?” gli domanda uno sbigottito giornalista (l’11a auto evidentemente è la sua). Uslengo (sottovoce) si lascia scappare un’ enigmatico “… embè effettivamente …”.

All’interno le tavole son imbandite, gli ospiti (sindaco ed assessori) impazienti di banchettare. Rumoreggiano nervosamente le stoviglie. Finalmente si parte. Da come gli astanti spazzolano le libagioni ho la sensazione di trovarmi alla sagra del “Porco mannaro”. Nello stomaco degli astanti non rimane un centimetro cubo disponibile. E’ un vero un pasto luculliano (belin ma non era una gara di pesto?).

In fondo alla sala s’ode una voce roca (sfiancata dall’abbuffata) è l’assessore al Commercio ed Attività Produttive Alesso Walter che pago di tanto bendiddio dice al Sindaco Eugenio Gambetta: “eugè … è stata una genialata”.

Qualcuno immortala l’attimo memorabile.

News tratta dal portale Indymedia al Link:

http://piemonte.indymedia.org/article/5448?author_name=Mr.%20Bean&comment_limit=0&condense_comments=false#comment4493

Un’altra “genialata” di Gambetta

Sabato 26 settembre (ieri per intenderci) potevate leggere un cartello affisso sulla strada d’accesso a Cascina Gorgia (rinomata azienda agrituristica a ridosso del Castello di Stupinigi) con la sconcertante scritta in caratteri cubitali:

“Gara del Pesto”.

Gara del pesto ad Orbassano? Sisisignori. Ad Orbassano. La potentissima lobby del Consorzio del Sedano Rosso di Orbassano sfida a singolar tenzone la Confraternita del Pesto di Genova. Chi fa il pesto migliore vince (“The Voice” – Frank Sinatra – che fu grande estimatore del pesto genovese di sciù Zeffirino si rivolterebbe nella tomba).

L’occasione è ghiottissima (“mai vista na scianca du pesto manco a sena” Tr. “mai visto una gara di pesto neanche a Genova”). La calca per entrare è impressionante, miriadi d’automobili parcheggiate in ogni dove (contate 9 auto – con la mia 10 – l’audi A6 del neo assessore allo sviluppo del territorio Elvi Rossi, la Mazda SW del primo cittadino, e le utilitarie delle maestranze comunali). Fa niente. Cascina Gorgia è una godevole oasi di pace, parco bimbi e parco faunistico con bambi (scusate il bisticcio) cavalli, oche, struzzi, fagiani etc etc. e l’incantevole cascinale del 1500 – che ospita la disfida – trasuda storia da tutti i pori. Come s’entra t’accoglie un gentile ometto, capelli bianchi, aria blasonata grembiuletto inamidato a modo, intento a maneggiare un’aggeggio vintage ormai scomparso dalla memoria (che forse a Orbassano manco sanno ch’esiste): “pesto e morta”, il leggendario mortaio di marmo in cui si schiaccia il basilico con il pestello di legno … roba d’altri tempi. Lui è Mr. Pietro Attilio Uslengo da Avegno (Genova) Cavaliere Ufficiale e Cancelliere dell’ordine dei Cavalieri della Confraternita del Pesto. “Ma non è inorridito dall’idea di una gara di pesto in terra di Orbassano?” gli domanda uno sbigottito giornalista (l’11a auto evidentemente è la sua). Uslengo (sottovoce) si lascia scappare un’ enigmatico “… embè effettivamente …”.

All’interno le tavole son imbandite, gli ospiti (sindaco ed assessori) impazienti di banchettare. Rumoreggiano nervosamente le stoviglie. Finalmente si parte. Da come gli astanti spazzolano le libagioni ho la sensazione di trovarmi alla sagra del “Porco mannaro”. Nello stomaco degli astanti non rimane un centimetro cubo disponibile. E’ un vero un pasto luculliano (belin ma non era una gara di pesto?).

In fondo alla sala s’ode una voce roca (sfiancata dall’abbuffata) è l’assessore al Commercio ed Attività Produttive Alesso Walter che pago di tanto bendiddio dice al Sindaco Eugenio Gambetta: “eugè … è stata una genialata”.

Qualcuno immortala l’attimo memorabile.

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