Il Mondo della settimana scorsa (un attimo, era il Mondo? Economy? O forse l'Espresso. Un ragionevole dubbio si insinua nei miei ricordi), dicevamo, un settimanale italiano della settimana scorsa, faceva notare come l'occasione (economica e di marketing) offerta dalla vittoria dei mondiali non sia stata colta al volo dal nostro paese.
In realtà non solo non siamo stati in grado di sfruttare l'occasione. Ce ne siamo semplicemente dimenticati. Italia campione del mondo? Maddai. Quando. Ah. Ottantadue. No, no. Duemilasei. Ecco. Non ho visto alcun tipo di gadget venduto agli autogrill ai turisti stranieri. Fatta eccezione per qualche magliettina azzurra sbolognata dai venditori ambulanti non ricordo di aver notato punti di vendita nelle località turistiche più frequentate. Non ho assistito ad alcun tipo di promozione a Milano o in altre città. Gli aeroporti Italiani non hanno offerto gadget o ricordi ai milioni di turisti che hanno transitato nel nostro paese. La stampa del Belpaese si è impegnata a coprire con articoloni da prima pagina le colate laviche del signor Berlusconi e i party Briatoregni dimenticando l'avvenimento. Allo stesso modo ristoranti, librerie, hotel, treni, mezzi pubblici, hanno semplicemente dimenticato di sfruttare l'incredibile occasione di marketing offerta su un piatto d'argento dalla vittoria ai mondiali germanici.
Ora, precisiamo. Quando si parlava di incremento del PIL non si faceva certo riferimento ad una crescita sostenuta dalla vendita di magliette e cappellini azzurri. No. Certamente no. Ci si riferiva alla presunta euforia generata dalla vittoria e al conseguente aumento della propensione all'acquisto dei consumatori italici. Ma nessun tipo di promozione dell'evento si è accompagnata alla vittoria. Sfruttandone la scia. Segno di quanto poco ci interessasse la cosa o di quanto si sia impoverito il nostro spirito imprenditoriale. Un'altra occasione mancata, una di quelle di cui è piena la noiosa storia economica della nostra Italietta.
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