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June 2006 Archives

Il Chicco MBA.

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Laurea? Non basta. PhD? Ah. Figuriamoci. MBA? Ridicolo. MBA all'INSEAD con il massimo dei voti e pacca del Dean sul sedere? Non fatemi ridere.

Per poter montare il seggiolone Chicco in auto ci vuole un diploma speciale. Il Chicco MBA. Anni di studio. Terribile. Esami su esami su esami. Solo l'uno per mille ce la fa. A diventare Chicco MBA. Io ce la sto mettendo tutta. In foto mostro uno degi esami più tremendi. Ideogrammi da interpretare. Ci provo, eh. Eccomi, si. Ci provo.

6-7-8-9. Infilare le cinture da destra a sinistra e poi da sotto a sopra, lasciandole penzolare;
10. Farle scomparire poi nelle due fessurine.
11. Puf! Tirarne una.
12-13. Farle ricomparire e annodarne una sul retro.
14. In piedi. Su!
15. Spiaccicare il seggiolone. Accertarsi che non ci sia il bimbo seduto.
16. Scuotere il seggiolone. Accertarsi sempre che non ci sia il bimbo seduto.
17. E il gioco è fatto!

Sembra che il trucco sia nello spiaccicare benbene. E adesso torno a studiare, suvvia. Terribili, gli esami per il Chicco MBA.

L'Aquattro.

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Sono cinque le paure ataviche dell'aumobilista italico. Essere ingoiati da uno squalo bianco con tutta l'auto (questa è una paura atavica di tutto il genere umano, quindi anche degli automobilisti italici che, fino a prova contraria, sono umani). Vincere i mondiali mentre si è in coda sulla Salerno-Reggio e non poter aprire gli sportelli per festeggiare. Perdere tre punti per aver superato il limite inferiore di velocità. Ritrovarsi un'allegra auto della polizia stradale dietro l'invisbile angolino a ridosso del ponte. Dare un passaggio al tizio che mangia il panino smollicoso e fuma nella tua auto. Viaggiare sull'Aquattro.

Percorrere l'Aquattro è come fare una rimpatriata. Ci sono tutti quelli di ieri. E dell'altro ieri. E dell'altro ieri ancora. Tuttti in coda. C'è Gino. Armando. Sergio. Samantha. Ogni giorno. Stessa ora. Fermi, per ore. Se qualcuno manca lo si nota. Oggi il Sergio non c'è. Sarà in ferie. O in malattia.

Siamo tutti fratelli.

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Rientro a Milano. Verona. Tutto il dì. La Est è vuota. Percorro Agrate-SanDonato in meno di venti minuti. Il miracolo del San Gennaro delle Tangenziali. Che sarà successo. Chissà. Bandiere Italiane alle finestre. Vuoi vedere che. Vuoi proprio vedere che. Gente che festeggia. Referendum. Il NO che travolge il si. Davvero. Sul serio, si. Anzi, NO. L'Italia che travolge (si fa per dire) l'Australia. Dimenticate le elezioni. Dimenticato tutto. Niente più destra o sinistra. Niente più buoni o cattivi. L'[innominabile] è cancellato. Dalla mente e dalle nostre vite. Era matrix. Era struttura. Una proiezione digitale del nostro io più schifoso. Italiani. Siamo di nuovo tutti fratelli.

Devo tornare a Verona più spesso, porcaputtana.

In viaggio.

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Oggi, Verona. Si va a filmare. Intendo dire, loro filmano. Presso un cliente. L'applicazione software. La success story, insomma. Io vò a dare un'occhiata. Chiederò qualche autografo. Domani Milano. Poi Olanda. O Belgio. Credo di andare al confine. Non ancora al confino, fortunatamente. Il referendum e i risultati della partita li ascolterò in viaggio. Sarà tutto un altro effetto, lo so già. E adesso parto. Che sennò col cavolo che ci arrivo alle otto e dieci a Verona. L'incubo dell'Aquattro mi attende.

Anche Asia vota NO.

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Anche Asia ha deciso di non permettere che il signor [innominabile] e il suo manipolo di incompetenti mettano le mani sulla Costituzione Italiana (qui Asia tra volantini del NO). Lo fa tramite i suoi genitori. Lei ancora non può. A lei mancano (solo) diciotto anni. Anzi, diciassette e un mese. Per la precisione.

Don't mess with Texas.

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Irvine. California. Due donne. Età trentacinque anni. Circa. Caldo. Trenta gradi. Una delle due indossa un cappello da cowboy. Per ripararsi dal sole. Una dice with that hat you look like a Texan. L'altra sembra offendersi e risponde ehi, don't insult me please. E aggiunge altre frasi - che non è il caso di riportare qui - sui Texani.

Una percentuale considerevole degli americani considera il Texas un mondo a parte. E in realtà lo è. Bandiere texane per le strade. Lo stato da il benvenuto ai visitatori con accoglienti cartelli come Don't mess with Texas (Attento, non avere a che fare con il Texas). Stato, istituzioni, abitanti ultraconservatori. Lo stato di provenienza della famiglia Bush. Popolazione in maggioranza ispanica ma schiacciante presenza bianca al potere. Insomma, un posto dove uno come me difficilmente riuscirebbe a sopravvivere. E ne parlo con cognizione di causa: per otto anni ho lavorato per un'azienda texana. E ho visitato lo Stato della Stella solitaria almeno tre volte l'anno.

Asia ha quasi undici mesi. Gli ultimi trenta giorni rappresentano un mese di incredibili miglioramenti cognitivi. Vediamoli.

1. Improvvisamente, ha preso a gattonare;
2. Si tira anche su, in piedi. E poi resta lì per un pò, così e seguenti;
3. Aiuta a far la spesa, così e seguenti;
4. Aiuta a far pulizie in casa, così;
5. ha decuplicato il suo vocabolario. Adesso pronuncia chiaramente:
- mama: chiaro significato;
- caca: anche qui, il significato non porta a fraintendimenti;
- acca: è l'acqua, ma anche la piscina, il lavandino, la vasca, il rubinetto, la bottiglia, la diga sul fiume Wen, il Mar Mediterraneo, l'Oceano Pacifico;
- papa: ancora da stabilire se si riferisce al sottoscritto o al fabbisogno di cibo;
- tata: forse la tata, chissà;
- aba: una corrente di pensiero ritiene che aba sia il suo nome pronunciato nella neolingua. Altra corrente di pensiero - senza dubbio più raffinata - è convinta che si tratti di una richiesta di ascolto di The Definitive Collection, ultimo album degli Abba.

E questo è l'ultimo fotoset. Ci sono anche un paio di amiche. Qui, via Flickr.

Più che interessante diretta online, su Repubblica.it. Fa quasi dimenticare la mancanza del video. Si. Alcune pillole. Questa, ad esempio.

[Camoranesi bipartisan] 8' Camoranesi svaria su tutto il fronte d'attacco, parte da destra ma spesso va a sinistra e al centro.

E questa.

[Cechi scossi] 30' Repubblica Ceca un po' scossa dopo il vantaggio dell'Italia.

E poi ancora questa.

[Anche l'arbitro è cieco] 31' Ammonito Gattuso per una spinta a Nedved ma l'arbitro vede male perché il fallo, almeno all'inizio, era di Nedved

E per finire questa.

[sotto sotto] 35' Contropiede Italia: Pirlo arriva al limite e serva a destra Totti, tocco sotto, troppo sotto, blocca Cech senza problemi

Primo giorno d'Estate. Trentacinque gradi a Milano downtown. Il collega è a Genova. A far che, fatti suoi. E' inglese. Deve prendere il volo da Orio. Per la Britannia. Quindi: treno da Principe, poi stop in Centrale. Milano. Quindi bus per Orio. Ma. C'è sempre un ma. Coi trasporti pubblici in Italia.

- sciopero totale, oggi, di Trenitalia. Tutto fermo. Fino alle ventuno.
- nessuno parla inglese a Principe. Lui non sa che c'è lo sciopero, perchè non parla una parola d'Italiano;
- nessuno gli spiega cosa fare. Qualcuno gli dice di andare a Brignole e lui così fa;
- a Brignole nessuno parla inglese. Comincia a capire che c'è qualcosa che non quadra. Mi chiama;
- gli spiego che c'è lo scioperone e che è meglio non affidarsi ai mezzi su rotaia;
- gli dico di cercare un controllore; lo trova; gli parlo io, in Italiano;
- lo rispedisco a Principe, per prendere un bus per Milano. Non so se arriverà mai in tempo a Bergamo per il volo.

***NOTA*** Puoi trovare una versione aggiornata qui. You can now find an updated list here.


Head Hunter. Italia. Ne ho già parlato. Spesso. I tre post pubblicati in passato sono tra i più ricercati su Google, alla voce "Head Hunter Italia". I vecchi link non sono più esistenti. C'è sempre la cache di Google, ma per chi li avesse persi, rieccoli. Qui di seguito.

  1. Prima parte. Come individuare un buon head hunter [link]. 
  2. Seconda parte. I network relazionali [link]. 
  3. Terza parte. La lista degli head-hunter italiani [link].
[Nota: ogni eventuale segnalazione sarà aggiunta alla lista].

Oggetto: voli di linea di almeno sette-otto ore. Per altri tipi di voli - intendo dire, per destinazioni come Olbia, Capodichino o Cesano Maderno: hai sbagliato blog. Qui si parla di voli transoceanici, baby. Transcontinentali. Transiberiani. Trans.

Istruzioni. Nonostante il dettaglio delle spiegazioni, il post in genere non funziona se:
- sei un pascià;
- sei il figlio o la moglie del pascià;
- appartieni, anche lontanamente, alla famiglia del signor Ryan (quello di Ryan Air);
- hai un qualche tipo di parentela con i CEO di Fortune 500.

Volare in Economy e stare comodi come un pascià. E' un modo di dire, naturalmente. Se puoi andare in business, vai. L'azienda ti paga il biglietto? Vai. Sei Piersilvio Berlusconi, figlio dell'innominabile? Vai. Sei figlio di Vittorio Emanuele di Savoia? Non andare. Meglio che tu ti faccia rintracciare, di questi tempi. Se però non sei Piersilvio, e neppure Ema Fili (nickname del principe) e se l'azienda piuttosto che pagarti un viaggio in business è disposta a saldare gli straordinari degli ultimi tredici anni, beh, allora fidati, questo post potrà tornarti utile.

Sei in Economy. Hai davanti a te un viaggio di dieci ore. Stati Uniti, ad esempio. Chicago. Atlanta. Chattanooga. Che fai. Chiedi un posto corrispondente alle uscite di emergenza. Ci sono otto posti disponibili. Vanno a ruba. In genere si tratta di posti bloccati, che si sbloccano la mattina della partenza. Per sbloccarlo hai due vie. 1. convinci la signorina al check-in. Come. Lo si vedrà tra poco. 2. sequestri la signorina al check-in, spari a salve sulle guardie, minacci di suicidarti bevendo il cappuccio del bar di Malpensa e poi dici che hai scherzato e che farai finta di niente se ti fanno avere un posto in corrispondenza dell'uscita di emergenza.

Premessa. Questo post è nato da alcune riflessioni dopo la discussione a Genova sui Corporate Blog. Viste le dimensioni del post e la complessità dell'argomento, ne convengo che forse dovrei riflettere un pò meno. O recarmi con minore frequenza a Genova, vedete voi.

Post. Se conservo ancora molti dubbi sulla reale efficacia dei blog come strumento di viral marketing, non ho dubbio alcuno, invece, sull'enorme potenzialità dello strumento blog nel difficile processo di umanizzazione dell'impresa. Un esempio immediato è Channel9, il videoblog creato da alcuni dipendenti Microsoft - apparentemente non controllato dall'azienda. Channel9 riprende momenti di vita aziendale del colosso di Redmond. I suoi ideatori intervistano dipendenti, executive. Anche Bill Gates rientra tra le vittime. Il tutto ha contribuito nel tempo a dare un'immagine più umana dell'azienda considerata il male dai geek del pianeta.

E' soprattutto il blog spontaneo (e quindi non controllato dall'azienda per cui il blogger lavora) a fornire tale percezione al cliente. Una possibilità di vedere dal vivo cosa accade nell'azienda del cui prodotto sono utilizzatore e per il quale ho investito tempo e denaro. La possibilità di comunicare direttamente con gli sviluppatori del prodotto. Con gli executive. Di osservare l'azienda da un'altra prospettiva. Di interagire facilmente con l'azienda stessa. Di farmi ascoltare.

I blog, dunque, come mezzo di comunicazione per eccellenza con la clientela. Categorizzabili [dal sottoscritto] in tre aree principali.

Le ragioni del Referendum.

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Tra una settimana, il referendum. Oggi oscurato dall'uno-a-uno tra Italia e StatiUniti-Sudamerica- MedioOriente-Irlanda (cos'era la squadra americana se non un melting pot di razze, poco o per nulla americane?). Gli schieramenti sono chiari. Le intenzioni di voto, anche. Il signor Ciampi spiega i perchè del suo no. Il signor Bossi spiega i perchè del suo si. E conferma la necessità di un ricorso a vie non democratiche in caso di vittoria del no. Il signor Bondi afferma poi che il vero pericolo per la democrazia non è certo la Lega, ma chi, senza neppure una piena legittimazione elettorale e politica, usa l'Italia come un bivacco per i suoi manipoli (uh?).

L'unico è lui. Solo il signor [innominabile] non fa affermazioni sulle ragioni del suo voto. Meglio, intervistato a Canale5 afferma che bisogna votare si perchè la sinistra vota no. Il che mi pare comunque un'ottima ragione. Poco erudita, ma pur sempre una buona ragione.

D'altra parte il signor [innominabile] ha sempre avuto fortuna coi referendum. Lui stesso affermò al New York Times c'è stato un referendum nel quale agli Italiani è stato chiesto se io dovessi vendere o meno le mie televisioni e loro hanno detto no. Era il dieci di maggio del duemilaetre. Che non abbia fortuna ancora una volta? Vedremo.

Nota. In realtà quel referendum non c'è mai stato. Nel novantacinque si votò infatti sulla privatizzazione della RAI e sugli spot durante i film in tivvù.

Sapone virale Genovese.

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L'intervento dei blogger al Festival Internazionale di Poesia di Genova (futuro e marketing virale, percezione del cliente e minaccia delle Telecom) può oltremodo sintetizzarsi in una domanda, da rivolgere al proprietario del qui linkato blog: può finalmente consigliarci una marca di sapone per piatti, di grazia?

A Genova! A Genova!

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Domani, il Festival Internazionale di Poesia 2006. Genova. Leggo, dal programma.

Tra gli spunti di quest’anno, per quanto riguarda la rivoluzione informatica, la Wikipedia, l’enciclopedia orizzontale e open source raccontata dai suoi creatori, il mondo dei blog, la questione e il futuro dei diritti d’autore con i responsabili della Creative Commons, il progetto Liber Liber o del sapere condiviso, la tecnologia informatica: evoluzione o ritorno al medioevo?

Strano connubio. Blog e poesia giapponese contemporanea. RSS e l'Ulisse di Joice. Vedremo. I blogger (parola terribile, meglio gente che comunica, o gente che non sa che fare e scrive o ancora, in alcuni gravi casi, soggetti affetti da psicopatologia digitale, insomma ci siamo capiti) parleranno dunque domani. Ci sarò anch'io. Ce ne sono tanti molto più noti e autorevoli del sottoscritto. C’è qualche amico. Io parlerò dell’Umanizzazione dell’Impresa. Non so ancora bene cosa diavolo significhi, ma tant'è. E, come anticipato, non c’entra un bell’accidente con la poesia. Ma che volete. Per un piatto di trenette e una focaccia di Recco, questo ed altro.

Un blog paneuropeo.

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Questo è il blog di Loic Le Meur. VP EMEA di SixApart. Sul libro Naked Conversation è indicato come il blog più noto in Europa. Sarà. In realtà ha 4,900 link. Beppe Grillo, solo per fare un confronto, ne ha 16,200.

Detto questo, il blog presenta qualche punto di interesse. In due lingue - inglese e francese (ma è l'inglese che fa la differenza, nonostante si vociferi di un'incontrollabile crescita della blogosfera francese) - è un blog paneuropeo. E ci si trovano informazioni interessanti, se si ha un minimo di interesse internazionale. E poi, non dimentichiamolo, Loic è sempre un executive EMEA di SixApart. E questo, a volte, può fare la differenza.

Forgetting Devolution.

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Non so se avete notato. RAI. Tiggì ventietrenta. A spiegare le ragioni del Si e del No del prossimo Referendum ci sono dei perfetti sconosciuti. Per il si, l'onorevole Vattelapesca, insigne Forzaitalioto. Per il no, la Dottoressa Ororevole Taldeitali dei Diesse. Unico viso noto: il signor Bossi. Coi suoi acciacchi, è rimasto solo a difendere le ragioni del Si. Gli altri, persino i suoi più stretti alleati, puf, scomparsi nel nulla. Lui, poi, il signor [innominabile] è letteralmente svanito dagli schermi.

Segno che la Lega è rimasta sola. Che anche gli Onorevoli hanno bisogno di ferie. Che a nessuno strafotte dei risultati del referendum. Che ci saranno trentacinque gradi all'ombra. Con scirocco nordafricano. E che la gente - in particolar modo la gente seduta al centro con un'impercettibile inclinazione verso destra - non si lascerà scappare una così bella giornata al mare.

MT resources.

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EmmetiAvendo dovuto reistallare MT e tutto lo scibile per g&f 4.0, ho nuovamente avuto a che fare - dopo qualche mese di pausa - col mondo di MT. Templates. Codice. Upgrades. Plugins. Il rebildone (solo chi ha a che fare con MT sa cos'è il celeberrimo rebildone). Così, ne approfitto per condividere le risorse usate. Eccole. Potrebbero essere utili. Non si sa mai.

Forums.
- MT Forums [link]
- MT Hacks [link]

General Resources
- Movalog [link]
- Learning Movable Type [link]

Templates
- Templates 3.2. Learning Movable Type [link]
- Templates 3.1. Six Apart [link]

Site Design
- Movalog Site Design [link]
- Learing Movable Type Style [link]
- Listamatic [link]

Plugins
- Movalog Plugins [link]

Perchè Flickr non va più con MT 32
- MT KnowledgeBase [link]

Tra le varie cose, non so ancora perchè il pulsante di Search mi porta a pagine dove sembrano essere scomparsi i CSS. Vai a capire.

The best of best italian.

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Just outside of Charleston, South Carolina, Mr. Ken Vedrinski has opened the restaurants of his dreams, Sienna. And ours; ask for one of the "bordello tables".

Un passo indietro. Il signor Vedrinski, Ken Vedrinski, probabimente un grande chef, o un eccelso imprenditore, apre il ristorante Italiano Senna. A Charleston. Sud Carolina. Che fa poi parte dell'associazione ristoranti più bene dell'italiano migliore. E nel ristorante, splendido esempio di cucina Italiana nel mondo, c'è un'area riservata. I "tavoli bordello".

Altro passo indietro. Bordello tables. Che saranno mai i tavoli bordello. Tavoli per orgie? Non so. Impero Romano-like. O che altro. Tavoli particolarmente incasinati. Coi piatti e posate alla rinfusa. Chissà. Se fate un salto a Charleston - si va di frequente a Charleston, suvvia - non dimenticate di prenotare una cena al Sienna. Possibilmente ai tavoli bordello.

giusec.net.

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Manutenzione semi-terminata. Tutti i post e commenti sono stati importati. I link ristabiliti. Restano da vedere alcuni template (categorie, ad esempio) che appaiono incasinati. Ma sarà per un'altra volta. Nel frattempo g&f è anche disponibile da giusec.net, oltre che da www.giusec.net (prima non lo era, sembra incredibile ma è proprio così, che volete farci).

g&f 4.0.

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L'aggiornamento di g&f è quasi terminato. Mancano i post dell'ultimo mese. Saranno presto importati. Dopo la versione 3i siamo ormai definitivamente alla 4. Ci sono dei cambiamenti. Visibili. Altri, invisibili. In soldoni.

1. il server su cui g&f risiede ha raddoppiato lo spazio. Da uno a due giga; costo: trenta euro;
2. MT 3.2 è stato completamente reistallato; costo: due ore di tempo;
3. durante l'import dei post migliaia di tracback e commenti spam sono stati eliminati (processo manuale; ergo, qualche commento "buono" è sicuramente caduto nella mattanza); costo: altra ora del mio tempo;
4. sono stati aggiornati i template e corretto qualche bug;
5. il blog è stato alleggerito, da immagini e file;
6. è cambiato il banner di g&f. E' caduto il '3i' della versione precedente. E adesso riporta anche il mio nome. Quello 'reale'. Questo porta ad una considerazione. Personale.

Se inizialmente aveva semplicemente senso sforzarsi di separare la mia vita 'reale' da quella virtuale, adesso questa necessità è svanita. Le due vite si sono mixate, attorcigliate, intrecciate, fino a diventare una vita sola. Questa è l'unica ragione del presente outing e della conseguente pubblicazione del nome. Non certamente il desiderio di notorietà personale (considerato che il mio nome era comunque già apparso un anno fa nel passaggio alla nuova posizione/azienda e recentemente sul programma del Festival della Poesia di Genova). Stop.

g&s still under maintenance.

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g&f è ancora in manutenzione. E lo sarà per tutta la notte. Nulla è andato perduto. Anzi. Trattasi di regolare manutenzione anticrash antispam antitutto. Passo e chiudo.

Robert Scoble lascia Microsoft. La notizia dirà poco, ai più. Scoble, autore di Scobleizer e del testo Naked Conversation è oggi il più noto blogger in Microsoft. Grazie al suo blog e alla sua creatura - Channel9, videoblogging in Microsoft - ha contribuito ad accelerare il processo di umanizzazione dell'azienda di Redmond.

Adesso Scoble lascia Microsoft per PodTech.net. Lascia Redmond per SF. La cosa potrebbe passsare inosservata. Ma anche i media statunitensi ne parlano (qui, il WSJ). Quindi qualcosa di speciale deve proprio esserci. In sintesi.

1. Again, Microsoft perde il suo blogger più noto. Colui che aveva contribuito non poco a dare una rinfrescata all'offuscata immagine della Corporation. Microsoft perde dunque uno dei suoi uomini del cambiamento.
2. Il sito di videoblogging Channel9, orgoglio dei blogger di Redmond, perde uno dei suoi fondatori. E probabilmente anche la sua verve andrà a scemare.
3. La blogosphera annuncia la notizia in tempo reale (qui, via Scripting News e qui, via Niall Kennedy, e ancora qui, via DivaMarketing), prima che venga poi riportata dai media tradizionali. E fini qui nulla di nuovo. Interessante però notare come anche i media (sempre loro, i tradizionali) ne parlino. "Scoble" è poi la prima ricerca di Technorati, oggi.
4. Non è la prima volta che la blogosphera offre opportunità di carriera o professionali ai propri attivi partecipanti.

E' tutto. E ditemi se è poco.

Nuts about Southwest.

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Potrebbe esserre utile ai signori manager (e piloti) di Alitalia dare un'occhiata a Nuts about Southwest. Il blog di Southwest Airlines. Il solo fatto che la compagnia aerea abbia un blog la dice lunga. Southwest è ben nota in US per essere la compagnia più divertente del paese. Piloti, stewart, hostess fanno semplicemente divertire i passeggeri e si prendono ironicamente cura di loro. Chi vola una volta con SA non torna più indietro. Non è un caso che sia l'unica compagnia profittevole degli Stati Uniti.

I piloti sfornano una battuta dietro l'altra. Questo post ne lista alcune, ad opera dei viaggiatori. Alcune, imperdibili.

On a flight from New Orleans to Houston: Your bags will be available on carrousel x. If you do not find them, they will be available in 2-3 weeks on eBay.

E ancora.

There may be fifty ways to leave your lover, but there are only six ways to leave this airplane

E per finire.

We will now be dimming the cabin lights. If you need reading lights, press the button with the picture of the lightbulb and it will turn the light on. Please note that pressing the button with the picture of the flight attendant does not turn the flight attendant on.

Chissà che Alitalia non impari la lezione.

Blog, Compose, Podcast.

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Primo. Ecco il nuovo flyer (la brosciùr) distribuito negli Apple Store in US. Nessun riferimento ai prodotti. Sei pagine sulle persone. Sui giovani dipendenti che gestiscono i negozi Apple. Ora, pensate a FIAT. Una brochure sui rivenditori FIAT in Italia. Fantascienza.

Secondo. Apple lancia cinque nuovi ad contro i PC. "iLife" e "Restarting" fanno impazzire. Fantastici. Date un occhio, qui. Ad ogni reload, un ad differente.

Terzo. Il nuovo MacBook. Design superbo. Solo mille dollari. Ottocento euro. La barriera del prezzo cade. Chissà che non riescano nell'impresa. In attesa di un'improbabile Vista.

666.

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Il sesto giorno del sesto mese del sesto anno del secolo. Sei giugno duemilasei. Sei, sei, sei. Il numero del diavolo. Gli americani diventano matti per questo genere di cose. Articoli. Film. Libri. Tutti in attesa della rivelazione dell'anticristo.

C'è anche una malattia - hexakosioihexekontahexaphobia - che poi non è altro che la fobia del numero seiseisei. Probabilmente si soffre di hexakosioihexekontahexaphobia solo da queste parti. Ci sono articoli, dicevamo. Questo, ad esempio, su USA Today, racconta un pò di aneddoti sulla fatidica data. C'è chi - sapientemente - ne approfitta per lanci e promozioni di marketing. Il film Omen, Il Presagio. Remake di un film di qualche decennio fa, esce in tutte le sale del pianeta proprio oggi. Scelta sapiente. E poi libri, dicevamo, e festival e trasmissioni e articoli. E preghiere globali e un paesino del Michigan che si chiama Hell che fa affari d'oro una volta al secolo. Eccosì via. Insomma, una mania, che contagia soprattutto il mondo anglosassone.

In Italia, dove i problemi sono ben altri, la cosa sembra passare invece totalmente inosservata. D'altra parte è comprensibile. Dopo aver avuto a che fare per cinque anni col signor Silvio Berlusconi e la sua gang, anche la rivelazione dell'anticristo passerebbe inesorabilmente in secondo piano.

O.C. Ecco il fotoset.

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Eccolo. E' il fotoset del mio viaggio (e permanenza) in O.C. Aggiornato quotidianamente. Qui. Dateci un occhio, di tanto in tanto.

O.C.

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O.C. è la contea della California del Sud tra Los Angeles e San Diego. Non dovrebbe essere confusa con l'Organizzazione Comunista e non è la targa di Olgiate Comasco. O.C. sta per Orange County. Così come LA sta per Los Angeles e LF per Lake Forest - ameno paesino dell'entroterra di OC - e poi LH sta per Laguna Hills e SA per Santa Ana. OC è relativamente giovane. Irvine, ad esempio, è nata nel settantuno. Quest'anno festeggia quindi il suo trentacinquesimo anniversario. Che poi significa in soldoni che Irvine ha ben tre anni meno del sottoscritto e vi assicuro che fa una certa impressione sapere di essere in una città costruita così, quando tu eri già n bimbetto.

OC è nota per OC. Intendo dire, per la serie tivvù. Quella della Fox. Girata a Newport. Quella che racconta la storia di giovani californiani fancazzisti coi soliti problemi di tutti i teenagers del pianeta. Pensate che noia. Come se da noi raccontassero la storia dei teenagers di Silvi Marina alle prese coi loro problemi esistenziali. Che due palle. Eppure, anche qui, OC è un mito.

A OC c'è Disneyland e poi Laguna Beach, una delle più belle città di mare (di oceano, anzi) della California. E anche Balboa Island, a Newport Beach, l'isola con gli appartamenti più cari dell'intero paese. OC è una contea conservatrice - cosa poco comune in California - ed è anche la sede di alcune delle maggiori aziende software e high-tech del paese. Le sue spiagge sono un incanto e sono popolate da gabbiani, surfisti, neohippy e palestrati.

OC è bella e giovane. Al punto che la costruzione di un centro commerciale è considerata un momento cruciale della storia della contea. Che poi non è un'idea così malvagia. Se facessero lo stesso a Milano anche noi potremmo dire che qualcosa è stato costruito, negli ultimi vent'anni.

Giusec, il sommo Poeta.

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Non ho mai scritto una poesia, in vita mia. O forse si. Sei anni. Si intitolava Rane nell’orto. Endecasillabi. Iniziava così: gra gra gra. Poi, il nulla.

Capite ordunque quanto sia fuori luogo che il mio nome (o nickname che sia) venga associato ad avvenimenti poetici. E altrettanto fuori luogo è il fatto che io vada a presentare qualcosa – poco importa cosa – durante una kermesse poetica. Ed è infine semplicemente fuori luogo che io discuta di poesia e affini sul poco lirico g&f.

E invece – eccolo il colpo di scena che preparavo dall’inizio del post – guardate un pò qui. Se andate giù giù scoverete anche il mio nome. Quello del mio alter ego virtuale – perfetta rappresentazione olograficodigitale del mio io. E’ il Festival Internazionale di Poesia 2006. Si terrà a Genova, dal quindici al ventiquattro. Giugno. Leggo, dal programma.

Tra gli spunti di quest’anno, per quanto riguarda la rivoluzione informatica, la Wikipedia, l’enciclopedia orizzontale e open source raccontata dai suoi creatori, il mondo dei blog, la questione e il futuro dei diritti d’autore con i responsabili della Creative Commons, il progetto Liber Liber o del sapere condiviso, la tecnologia informatica: evoluzione o ritorno al medioevo?

I blogger parleranno il sedici. Giugno. Ci sarò anch'io. Ce ne sono tanti molto più noti e autorevoli del sottoscritto. C’è qualche amico. Io parlerò dell’Umanizzazione dell’Impresa. Non so bene cosa diavolo significhi, ma tant'è. E, come anticipato, non c’entra un bell’accidente con la poesia. Ma che volete. Preferite forse che interpreti Rane nell'orto?

Nightmare.

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Atlanta. Aeroporto. Mi passa accanto un aereo dell'Alaskan Airlines. Lo vedo. E' lui. Non posso crederci. E' proprio lui. Il signor Silvio B. Un incubo. Mi addormento. Mi sveglio, e sono già in Orange County. Era lui. O forse è il pollo al curry appena mangiato. Chissà.

Malpensa. Imbarchi B. Per chi non fosse avvezzo alla frequentazione dello scalo pseudo-meneghino, do qualche spiegazione. Imbarchi B. Sono gli imbarchi non-Schengen. Quindi.

• Tutti gli imbarchi internazionali non Europei in senso stretto;
• gli imbarchi per la Germania, che pur essendo in Europa e parte dell’area Schengen, ha temporaneamente sospeso l’accordo di cui sopra a causa dei mondiali 2006;
• gli imbarchi per UK, che pur essendo in Europa, ha sospeso l’accordo Schengen a tempo indeterminato;
• non è inclusa la Svizzera, che pur essendo in Europa ma non facendo parte dell’EU, ha aderito all’accordo di cui sopra e non ha mondiali in vista;

Semplificando, imbarchi B uguale non-Schengen. Che poi è quell’accordo di apertura frontiere che viene anche usato per minacce e ritorsioni monolaterali: attento, che ti sospendo il trattato Schengen; guarda che potrei sospendere Schengen a te e a tutta la tua famiglia; Uè, non ti muovere che ti sospendo lo Schengen – e così via andando.

Ora, torniamo a noi. Sono agli imbarchi B. Lo schermone al plasma digitale mi dice che dovrò aspettare ventuno minuti. Ah, ventuno minuti. Figuriamoci, ventuno minuti. In cinque minuti sono ai rulli. Il passaporto. Dov’è il passaporto. Dove ho messo il passaporto. Porcaeva il passaporto. L’avrò dimenticato al check-in. E così esco dalla coda – ero ai rulli, capite, ai rulli – e faccio per tornare al check-in che lo trovo, il passaporto. Infilato in un luogo poco rilevante ai fini della storia. E così rinizio la coda. Rulli. Controlli. Tutto OK. Guardo l’orologio. Ventuno minuti.

Adesso ditemi. Come han fatto? Quei geniacci di Malpensa l’avevano calcolato? O mi hanno volutamente fatto perdere il passaporto per recuperare il tempo perduto e giungere ai ventuno minuti? O è stato un caso?

Tutte domande che, ahimè, mai avranno risposta.

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