April 2006 Archives
Dal Presidente Operaio al Presidente della Camera che dedica la sua vittoria a operai e operaie.
Speriamo solo che non sia un segno di continuità.
Allora. Vorrei anzitutto sensibilizzarvi sul preziosismo stilistico del titolo. Per i poliglotti, quelli alla Silvio Berlusconi per intenderci, prego notare il significato delle parole. "Messe" = fiera. E "Mess" = caos, confusione. Casino, tanto per capirci. Gioco di parole. Messe. Mess. Chiaro? Vabbè, lasciamo perdere.
Hannover. Una casino di città. Mai citata nelle cronache mondiali. Fatta eccezione dell'Expo 2000, del Cebit e dell'Hannover Messe. Stop. Pochi alberghi. Bisogna fare cinquanta chilometri per trovare una stamberga al prezzo di centocinquanta euro a notte. Specialmente durante le settimane di fiera. I prezzi in città sono impossibili: trecento euro per un triste quattro stelle.
La gente affitta camere. Spesso lascia l'intero appartamento per una settimana. La settimana del Cebit e dell'Hannover Messe. A prezzi un pò più accessibili degli Hotel.
A parte l'area fiera, che è un altro pianeta, Hannover è una monotona cittadina di provincia. Nessuno parla inglese. Metrò, treni, tutto in tedesco. Arrivi in aeroporto e ti ritrovi un sexy shop. Beate Uhse. La più grande sexycatena d'Europa. Quotata in borsa. In aeroporto. Poi ti avvi verso la fiera e vedi la pubblicità della fiera del momento. Cebit? Ma va. Hannover Messe? Figuriamoci. Sex Messe. A parte questo, il resto è il nulla più profondo.
Insomma, una città viva per due settimane l'anno. Meglio: una città tranquilla per trecentocinquanta giorni l'anno. E poi arrivano le due stramaledette fiere ad agitare la tranquilla e pacifica vita cittadina.
Semplicemente odioso il tono con cui Sky si permette di scrivere un messaggio di presunto sollecito al povero malcapitato cliente No-Luogo (immagino sia già un ex-cliente).
Lui in realtà evita (molto signorilmente) di citare l'azienda. Ma in Italia c'è una condizione di monopolio di fatto. E' chiaro quindi che si tratti dei signori di Sky. Ebbene questi signori non hanno capito nulla. Dovrebbero ripassare qualche concetto base di Marketing. Il Residual Value of the Customer, ad esempio.
Oltre a far proprio un pò di sano rispetto ed educazione.
Nota. Qui, l'elenco infinito delle trovate di Sky in barba al Garante nelle Comunicazioni. A cura di Macchianera.
L'India. Un attimo. Sono in Germania. Si. Hannover. Ripartiamo.
L'India. Fatemi finire. L'India è il paese partner dell'Hannover Messe. Bellissima la pubblicità organizzata dalla Fondazione Sviluppo Brand India (IBEF, Indian Brand Equity Foundation). Che fa pressappoco così.
• Fastest growing free market democracy.
• Preferred choice for skill intensive manufacturing.
• Value added product design and development.
• Youngest and fastest growing population of consumers and professionals.
• Largest pool of technical and scientific talent.
Niente male. E poi il colpaccio da marketing guru.
• 15 years. 5 Governments. 5 Prime Ministers. 1 direction. 8% GDP Growth.
Spaziale. Ed ecco le immagini della campagna. Insomma, vi rendete conto. Io leggo. E vado ad investire in India. Ora, pensate all'Italia. Pensate all'Italia del signor Berlusconi e immaginate una campagna del genere.
• Slowest growing free market democracy.
• A crazy and funny Prime Minister.
• Oldest and slowest growing population of the Continent.
• We sent away technical and scientific talent.
E poi il colpaccio.
• 5 years. 1 Governments. 1 Prime Minister. 1 direction (his own direction). 0% GDP Growth. +35% his Companies Growth.
Si riparte. Domani e dopodomani. Hannover. Hannover Messe. La più grande fiera europea di Industrial Automation. Robotica. E poi software e Industrial IT. E ancora ERP, MES e SOA. E tutto quel genere di roba là.
Sembra sia partita in sordina. Lunedì. La solita crisi delle fiere high-tech. Domani sarà il giorno clou. Chissà. Vedremo.
Attenti. Galvanizzati dallo sconvolgente risultato delle elezioni, i gechi son tornati. Gecouno e gecocinque stanno costruendo una cosa che non si può dire a est di Milano, in un posto che non si può dire. Sebbene sia una cosa che non si può dire posso anticiparvi che si tratta di food. Ma di un food che proprio non posso dire.
Gecoquattro ormai vola troppo alto per noi comuni mortali. Già. E' a lui che avevo dedicato il post sulla vita in quartagamma. Qui.
Poi gecosei. Ormai passato al nemico musogiallo sta per commercializzare i nuovi cellulari che traducono automaticamente dal brianzolo al mandarino. E ancora gecosette. Lui sta per diventare papà. Nonostante continui a frequentare discoteche in centro a Milano. Tra droga e festini osè (si dice ancora osè? si dice?). E infine gecotto (che poi è geco-numero-otto). Disperso sugli Urali - dove si era recato, credendo d'essere a Barberino del Mugello.
Attenti. I gechi son tornati.
Tu. Si, tu. Sei un Sales Engineer? Non lo sei e vuoi diventarlo? Sei interessato a lasciare Berlusconiland (ex, ormai) e trasferirti al sole della California? Vuoi guadagnare ottantamila dollaroni - l'anno?
Bene. Allora questo annuncio fa per te. Lo pubblica un amico. Se sei interessato fatti vivo.
Così. Tanto per rilassarsi un pò. Gita sul Ticino. Trenta minuti da Milano. Spuntino (per modo di dire) alla Cascina Lasso (*) di Morimondo. Prima che Maggio arrivi. Con nuovi progetti. E nuovi viaggi.
(*) vedi anche Agrigiusec Lombardia, Luglio 2005.
Un tempo, un tempo lontano, la Grotta era così. Poi è arrivata Asia. Si è trasformata. La Grotta, non Asia. Ha vissuto un periodo di transizione e di inarrestabile declino.
Oggi la Grotta è rinata. Meglio, rinascerà. Il sottoscritto - proprietario della Grotta - ha appena comprato casa. Gennaio 2007. La rinascita della Grotta. Grotta 2.0. Indipendente. Cablata. Insonorizzata. Progettata da Kenzo Tange.
Grotta 1.0 è definitivamente in vendita. Lo annunciavo anche qui. Vendo Grotta e tutto ciò che ci sta intorno. Appartamento. Tre locali. Cento metri quadri. San Donato Milanese. Cybercablaggio in fibra ottica. Wifi. Aria condizionata. Secondo piano.
Gli interessati a Grotta 1.0 mi contattino. Privatamente please.
Lui ha apprezzato molto. D'Alema. Noi, invece, non abbiamo molto apprezzato. Lui. Invece di agire come un'unica entità politica, iniziano a venir fuori le prime richieste da primedonne. Politiche. Speriamo sia solo un caso. Speriamo.
Se c'è un cattivo esempio per il neonato Governo Italico di centrosinistra è il Governo cugino (in quanto sempre di centrosinistra) della Catalunya. Il signor Maragall, presidente del Governo Catalano, ha appena completato un rimpasto di Governo - e questo per noi Italiani è la normalità. Ma ha anche fatto entrare un certo signor Vendrell, un personaggio indagato per alcune irregolarità con i conti del proprio partito (*) - e anche questo per noi Italiani è la normalità. Ricordiamo anche che la Generalitat - il Governo Catalano - è passato attraverso sei crisi di governo nel giro di due anni - e anche questo, ahimè, è abbastanza normale in casa nostra.
Gli manca un bel conflitto di interessi e qualche leggina ad-personam. Insomma, esempio da non imitare. Ed è interessante che capiti proprio nella efficiente, all'avanguardia, modaiola e indipendentista Barcellona.
(*) In poche parole. Mi son documentato. Il tizio ha chiesto a tutti i suoi funzionari - anche ai non iscritti al partito (che poi è quello indipendentista catalano di sinistra) - un contributo per il partito stesso. Ora, il contributo è generalmente richiesto ai membri del partito. Non può essere obbligatorio per i funzionari non membri. Come se il signor Silvio Berlusconi chiedesse ai dipendenti di Mediaset un contributo obbligatorio per Forza Italia. Ecco.
Mi fanno impazzire i cognomi spagnoli. Belli. Poetici. Eroici. I doppi cognomi, intendo. Esempio. Il signor Silvio Berlusconi e la Mussolini hanno un bebè. Piersilvio. Si chiamerà Piersilvio Berlusconi Mussolini. In caso di separazione potrà decidere di prendere il cognome della madre. Piersilvio Mussolini.
Poetici. Eroici. Nobili. Vuoi mettere Martinez Rodriguez con Fassino? I cognomi, intendo? O Barrero Majàn con Bossi? Sempre i cognomi, intendo. O ancora Navarrete Sanz. O Barrachina Salonì. O Rivero De Aguilar. O Garcìa Polerò. O Pescador Castrillo. O ancora Llorente Morales. O Ribas Palau. O Fondevila Nadal. O Santacruz Garcìa. Volete mettere davvero Santacruz Garcìa con Capezzone? O Fini. O Fiorello. O Manuli. O Rossi. O Bianchi. O Pomicino. O Rutelli. O Ricucci. O Tremaglia. O Calderoli. O Cicchitto.
Pensate. Giusec Santacruz Garcìa. Cavoli. Santacruz Garcìa. Giusec Cicchitto? Bah. Ridicolo. Giusec Barrachina Salonì. Giusec Royo Lòpez. Si. Royo Lopez. Certo, si.
Oggi vorrei affrontare un argomento ancora poco discusso in Italia. O per lo meno poco compreso. Il politically correct. Lo farò con un esempio. Accaduto al sottoscritto. Qualche tempo fa.
Sono in California. Ora, in effetti in questi giorni sono a Sassuolo e se uso il presente è solo per ragioni descrittive, non certo per affermare contro ogni ragionevole certezza geografica che Sassuolo si trovi nella West Coast. Dicevamo, sono in California. Alla ricerca di un ristorante. Appuntamento con alcui colleghi. Ho una mappa. Approssimativa. Mi perdo. Avete presente l'Orange County? Un labirinto grosso quanto la Lombardia. Il nulla per miglia e miglia. Mall. Shopping Centers. Complessi residenziali. Polo loco. In & Out. Drive In. Teriyaki. Corporation. Palazzi di vetro, sedi di aziende digitali. E poi Chili's. E Best Buy. Circuit City. Nordstrom. E tante Ocean Drives. E così mi perdo. Irrimediabilmente. Ci metto un'ora a trovare il luogo. Mi aspettano. Mi prendono in giro. Mi dicono che sono directionally challenged (direzionalmente svantaggiato).
Ecco cos'è il politically correct. Non sono un idiota o un incapace. Sono un directionally challenged. Altro esempio. RAI 1, 2, Canale 5 e mondo media Berlusconiano. Una settimana fa. La notizia è grave. Un autobus di sordomuti colpito da un ramo d'albero. Morti e feriti. Sordomuti? Come sordomuti? Esistono i sordomuti? Non udenti. Esistono e vogliono essere chiamati non udenti. I media Berlusconiani mancano di savoir fair. Peggio. I media Berlusconiani non sono politically correct.
Cos'è il politically correct è dunque chiaro. Consiste nel lasciar decidere agli altri come vogliano essere chiamati. Non spazzini. Ma operatori ecologici. Non ciechi. Sono non vedenti. Io non sono un povero idiota privo di senso di orientamento. Sono semplicemente directionally challenged. E ancora. Il signor Silvio Berlusconi non è un nano calvo. Il signor Berlusconi sarà verticalmente svantaggiato (vertically challenged) e affetto da grave regressione follicolare.
Certo, si esagera. Spesso. Anche in campo professionale. Pensate a HMI. Human Machine Interface. Ha soppiantato qualche anno fa MMI, Man Machine Interface. Termine ritenuto non politically correct. Ma si è incappati in un ulteriore errore etimologico. Non si è considerato difatti che human deriva da homo. E non certo da mulier.
Altro che Copenhagen. Parigi. Monaco. Milano è bella, oggi. Calda. Sedici gradi. Finalmente è primavera. Milano è serena, oggi. Mezza città è partita. Per la Pasqua. Dimenticando le elezioni. E le tensioni della settimana appena conclusa.
Non c'è traffico. L'aria è tiepida. E l'ombra del Caimano si è (momentaneamente) allontanata dalla città.
Anche il sottoscritto se ne allontana. Fino a lunedì. Peccato. Si stava bene oggi. Qui a Milano.
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Un editoriale. Da leggere. Vittorio Zucconi. Repubblica.it. Che spiega perchè gli Italians all'estero non sono più quelli che noi Italiani domestici siamo abituati a immaginare. E perchè rappresentano i veri vincitori delle ultime elezioni.
L'Italia oltre l'Italia non è più, e da tempo, quella che Mirko Tremaglia immaginava, sfilando nel giorno di Colombo lungo la Quinta Strada di Manhattan. L'idea che il nostro emigrato e le sue famiglie siano ancora lacrimevoli figure di nostalgici disposti a svenire alla vista dei tre colori e votare chiunque glieli agiti in faccia, si è dimostrata falsa, oppure, per dirla con Mark Twain, grandemente esagerata. L'Italia fuori dall'Italia è, piuttosto, una comunità più raffinata ed evoluta dell'Italia stessa in Italia, perché esposta al confronto con mondi, culture e media diversi.
E ancora.
Guarda, guarda. Adesso c'è anche chi registra le mie conversazioni via Skype. Cavoli. Intercettazioni? Servizi segreti? Che abbia parlato a sproposito di Provenzano? Le elezioni, forse? Meglio restare in incognito. Qui a Copenhagen.
Sono a Copenhagen. Ero a Parigi, tre ore fa. Adesso son qui. Un volo e puf. Qui a Copenhagen nessuno mi chiede delle elezioni. Mi si chiede di Provenzano. Pure il tassista montenegrino mi chiede del megaboss della Cupola. Come cazzo facciano a conoscerlo qui è presto detto: la notizia dell'arresto è su tutti i giornali, le radio e le tivvù. Delle elezioni si parla un pò. Già. Come si parla della dieta di Iva Zanicchi sui quotidiani di Chattanooga nel Tennessee. Oggi ci rappresenta Provenzano, qui. Ieri il signor Berlusconi, oggi il signor Provenzano.
Mi chiedo quando finirà, 'sta storia.
Siamo un pò più rilassati oggi. Il signor Berlusconi si gioca l'ultima carta e spera di essere invitato alla Grande Coalizione. Non gliela daremo vinta, stavolta. Siamo un pò più rilassati, oggi. Eppure ieri - erano le undici di sera e le cose sembravano volgere ormai verso la catastrofe - si discuteva sulle mete. Si, avete capito. Su dove trasferirci. Eravamo dannatamente seri. Io, la mia metà. E Asia.
Alle undici la meta era Barcellona. Che vuoi, bella città. Io parlo spagnolo. Il cibo non è male. C'è pure la spiaggetta. Una Milano sul mare. Poi alle dodici le cose miglioravano. Leggermente. Si pensava allora alla Svizzera. Canton Ticino. Certo. Sono un pò così, loro. Ma parlano Italiano, dai. Lugano, ad esempio. Mezz'ora da qui. C'è il laghetto. All'una eravamo a Mendrisio. Al confine. Venti minuti di autostrada da casa. Alle tre decidevamo per San Donato o Piazzale Corvetto.
Ci siamo andati vicini. Ma la decisione è solo rinviata. Me lo sento. Si vedrà.
Non abbiamo dormito. Asia si è rigirata nel letto. Anche lei in ansia. Sono le quattro e trenta. Mi alzo. Ho il volo alle sette. Parigi. Ce l'abbiamo fatta, alla Camera. Per venticinquemila (fottutissimi) voti. Al Senato siamo ancora indietro. Vedremo.
Che notte. Incredibile. Grande prova di democrazia? Beh, fanculo. Venticinquemila voti. Dove sono, che li baciamo sti venticinquemila. Se ne incontro uno a Linate gli faccio festa.
Andiamo, su. Che si riparte.
Ormai è la follia. Exit-polls. Proiezioni. Dati scrutinati. Vespa riesce a fornire a Nexus le ultime proiezioni Nexus prima che Nexus le abbia elaborate. E poi la legge porcata. Chi ha più voti ha meno seggi. Chi ne ha meno ne ha di più.
Stop. Andrò a dormire. Credo. Domani ho il volo alle sette del mattino. Parigi. Poi Copenhagen.
Meglio andarsene. Per un pò.
Ci guadagna pure, lui.
Mediaset, che poco dopo le 15 è arrivata a lasciare sul terreno l'1,40%, ha invertito la tendenza e sale dello 0,59% a 9,92 euro.
Via IlSole24Ore. L'organo della Confindustria. Che si è venduta alla sinistra eccetera eccetera. E unico quotidiano nazionale con dei server degni di tale nome.
Ci siamo. Tutti i siti dei grandi quotidiani in tilt. Repubblica. Corriere. Ansa in tilt. Le news arrivano da SWG e da pochi prodi bloggers.
Eccoli, gli exit polls.
- senato, tavole
- senato, mappa regioni
- camera, tavole
Unione in vantaggio. Circa cinque punti percentuali. Un milione e ottocentomila elettori. Coglioni, chiaro.
Si va al voto. Si va. Si va. Asia viene con noi. Sono le quindici. Alle dodici ha votato il diciotto percento degli Italiani. Tutti gli altri si riversano adesso alle urne. Entriamo all'asilo. E' il nostro seggio. Si va. Si va.
Visto dal sottoscritto.
Riconosco le facce. Coglioni. Centinaia di coglioni. Come il sottoscritto. Certo. Ci sono anche gli altri. Loro. Quelli là. Li riconosci. I vecchietti ultranovantenni. Che sperano di non pagare l'ICI prima del decesso. I teenagers dell'esercito dei cloni. E poi ci sono gli indecisi. Altro che, se non li riconosci. E poi i confusi. E i confusi che lo scrivono pure sul blog. Poveretti. Vabbè. E' così che vanno le cose. Entro nell'urna. Unione, puf. Diesse, puf. Bisogna aspettare lunedì. Per i primi exit polls. Che palle.
Visto da Asia.
Si va a passeggio. Dura poco però. E finiamo in un asilo con tante facce sui manifesti alle pareti. Saranno i maestri. E tanti signori in fila. Pensavo di essere piccola per l'asilo. Vorranno iscrivermi qui. Quanta gente iscrive i propri bimbi. Oggi sarà il giorno delle iscrizioni. Ci sono i nonni che iscrivono i nipotini. E poi i ragazzi che iscrivono i fratellini. Tante mamme e papà. E i signori che non sanno dove iscrivere e guardano le istruzioni al muro. Papà e mamma (i miei) entrano separatamente e mi iscrivono. Forse farò due corsi. Chissà se inizio lunedì. E' finita la pacchia. Che palle.
Anche Asia. Si. Anche lei si è adattata alla par condicio. E al silenzio prevoto. Eccosì ha pronunciato, per tutto il giorno, con grande gioia dei presenti, la parola caccacaccacaccacacca. Nella sua neolingua. Evitando di citare l'Unione o il simpatico signor Silvio e la sua Cidielle. Silenzio rispettato, dunque.
Fino a lunedì. Che da domani si vota. La vedo, io. La vedo. Asia si sta preparando. Non vede già l'ora.
Sono rientrato a Milano. Appena in tempo. Per il voto? Anche. Per l'ottavo mese di Asia. Eccola. Col suo solito fotoset celebrativo.
E, per i soliti fautori dell'evoluzionismo darwiniano, ecco i fotoset precedenti: Asia alla nascita, Asia sei settimane, Asia due mesi, Asia tre mesi, Asia quattro mesi, Asia cinque mesi, Asia sei mesi, Asia sette mesi.
Sono imbattibili. Questi sono imbattibili. Una superpotenza. Dove arrivano loro non c'è verso. Di contrastarli. Tecnologie. Scienze. Software. Politica. Medicina. Ricerca. Libertà. Armamenti. Ma hanno un punto debole. Si. Ce l'hanno. Difficile da trovare. Difficilissimo. Il ghiaccio.
Se ci dovesse essere una crisi del ghiaccio sarebbero fottuti. Senza ghiaccio non possono sopravvivere. Sarebbero persi. Spiazzati. Vediamo.
Il ghiaccio improvvisamente scompare. Milioni di americani si rifiutano di bere - la coca qui si beve col ghiaccio, lo sapete. Meglio, il ghiaccio si beve con la coca. Un bicchiere senza ghiaccio è semplicemente impensabile. Dicevamo: milioni di statunitensi smetterebbero di bere e si lascerebbero morire. Milioni di caduti.
Il Congresso decide allora di attaccare il Canada. Vorrebbe tanto attaccare Cuba, ma non c'è ghiaccio da quelle parti. Così attacca il Canada. Le risorse di ghiaccio dell'Alaska non basterebbero a lungo per centinaia di milioni di abitanti. Nel frattempo è un'ecatombe. Milioni di caduti. Per leggittimare l'attacco Bush afferma Siamo a conoscenza di un arsenale atomico a Toronto. Inoltre, fonti attendibili confermano la presenza di una tenda canadese in casa di uno degli autori del disastro delle Torri Gemelle. Non possiamo tollerare la presenza di una tenda canadese. E giù con l'attacco frontale.
Coglioni di tutto il mondo. Unitevi. Grande copertura mediatica per il signor Silvio Berlusconi. Mentre i coglioni Italiani dormono, ecco come la stampa mondiale racconta la storia. Il sottoscritto, coglione italiano sveglio in California, ne approfitta per una breve recensione globale. Iniziamo con El Mundo.
Silvio Berlusconi sigue siendo Silvio Berlusconi incluso en campaña electoral. El primer ministro italiano no ha dudado en llamar "gilipollas" a los ciudadanos que no voten a su partido en los próximos comicios legislativos.
E Associated Press:
Premier Silvio Berlusconi used an Italian obscenity to describe those planning to vote for his opponent.
E Reuters.
Translations of "coglioni" in British and American dictionaries range from "idiot", "cretin", "fool" and "moron" to "prick" and "asshole".
E l'Indipendent:
Berlusconi's 'testicle' insult overshadows poll debate.
E il Times
Yesterday the Italian Prime Minister perhaps went a step too far when he suggested that left-wing voters were "dickheads".
E Euronews:
During an address to a shopowners group he used the word 'coglioni', which means 'testicles' but normally implies 'low intelligence'.
E poi ancora il portoghese Diario de Noticias:
Berlusconi usa vernáculo para atacar adversários políticos.
E tutti gli altri media del mondo...
Sono le cinque. Del mattino. Jet-lag. Che volete. Leggo il Corriere online. Forse ho letto male. Repubblica. Mi rendo conto soltanto adesso di rientrare nella schiera dei coglioni.
Ho troppa stima per l'intelligenza degli italiani per credere che ci possono essere in giro tanti coglioni che votano per il proprio disinteresse (vale a dire per il centrosinistra).
E sia. Pensa. Non puoi più fare un viaggio all'estero. Manchi una settimana e puf. Diventi coglione. Come per magia. Ma sarò coglione anche al mio rientro? O è solo una situazione temporanea? Mi accoglieranno in dogana a Malpensa al grido di coglione! coglione! ? Credete che mi riconosceranno?
Fortuna che qui sono (ancora) in incognito. Qui non sanno che sono diventato un coglione. Che va bene esserlo in Italia, ma qui a Los Angeles no. Sarebbe troppo imbarazzante.
Appena acquistati. Il primo è scritto a quattro mani da Shel Israel e Robert Scoble. Israel, esperto di tecnologie e innovazione, è uno dei guru che contribuirono alla creazione di tecnologie quali PowerPoint, FileMaker e le workstations Sun Microsystems. Scoble è l'autore del noto blog Scobleizer, infinita e preziosa fonte di informazioni software e IT.
Il secondo è stato suggerito durante una recente Conferenza. Da uno speaker di tutto rispetto. Ho iniziato a leggerlo. Chi lo ha suggerito aveva ragione. Sembra promettente. Vedremo.
Il volo è sempre lo stesso. Delta. Milano-Atlanta. Il volo geriatrico. Ma le hostess son nuove. Tutte. Ma guarda un pò. Hanno sostituito le novantenni. Era ora. Queste, le nuove, sono deliziose settantenni. L'età media dell'equipaggio è drasticamente crollata. Di questo passo in vent'anni avremo delle trentenni.
La signora seduta a fianco a me ha una certa età . Anche lei. Capelli bianchi con riflessi turchesi. E' in tuta e calze antiscivolo. Ha un blackberry e continua a scrivere email. Lo spegne a motori già accesi. Lo riaccende all'arrivo ad Atlanta e già , altre email. Io, col mio SonyP900 mi sento un uomo di Neanderthal. Com'è cambiato questo paese. Eppure mancavo da Gennaio. Soltanto.
In risposta al celeberrimo film Supersize me, MacDonald's sta sponsorizzando due pellicole amatoriali dove due signore affermano di non aver avuto scompensi fisici dopo un mese di hamburger e patatine. Anzi. Dimostrano di essere dimagrite. Di qualche chilo. Sono arrivato ad Atlanta, nel frattempo. Ho due ore di tempo prima del volo per l'Orange County. Decido di perdere qualche etto. La mia scelta cade sull'hotdog Virginia, con cheese, chili, ham, pomodorini, lattuga, funghetti. Già . Chissà . Magari ci riesco. Forse un chiletto lo perdo.







