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March 2006 Archives

Atipici o integrati.

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Parigi si è appena risvegliata. Dopo una delle più grandi manifestazioni degli ultimi anni. Liberté. Egalité. Precarité. Studenti. Sindacati. La goccia che ha fatto traboccare il vaso? L'introduzione dei due contratti da parte del signor Villepin. Anche se la posta in gioco sembra essere molto più alta.

In Italia i due contratti francesi ce li abbiamo già. Contratti di inserimento. In vigore da tre anni. Ormai. E non mi sembra che la loro introduzione abbia infiammato le piazze di Roma e Milano. Anzi. La legge trenta, tre anni fa, ha introdotto una quindicina di nuove tipologie di lavoro atipico. Inserimento. Apprendistato. Staff leasing. Interinale. Part time. A progetto. E tutto questo genere di cose. La reazione dei ventenni italiani non è neppure stata lontanamente paragonabile a quella dei coetanei francesi.

A guardar le pubblicità in tivvù ci si accorge poi di come i contratti precari siano ormai parte della nostra quotidianità. Sono stati ben digeriti. Sembra. Burp. Guardate Intesa. Il pachiderma bancario. E il suo nuovo Mutuo Atipico. Abbiamo accettato la possibilità. Senza chiederci se c'era un'alternativa possibile.

Nei paesi del Nord solo i lavoratori meno qualificati si affidano ai contratti interinali. Ci credo. La possibilità di licenziamento è semigarantita. E le assunzioni fioccano - o per lo meno, la situazione è più fluida. Un mese fa ho dovuto lasciare a casa una persona del mio dipartimento. Copenhagen. Low performer. Sei mesi di stipendio. Servizio di outplacement. Evvia. Ne ho assunto un'altra nel giro di due mesi. In Italia questo sarebbe quasi impossibile.

Insomma. Precariato o stabilità. Atipicità o tipicità. Chissà. Forse il problema è un altro. Se le aziende Italiane fossero un pò meno ingessate i contratti atipici non avrebbero avuto neanche ragione di esistere. Ragionevole dubbio. E di fronte a questo dilemma esistenziale vado a bermi il mio caffè. Lo stesso che mi è andato di traverso ieri (e sulla cui azione intrusiva molti dei commentatori monoetnici hanno basato le loro speranze).

Monoetnia.

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Leggo il Corriere online. Come ogni mattina. Il caffè mi va di traverso. Mi capita un giorno su due, ormai. Il signor Silvio Berlusconi dichiara.

Noi vogliamo un'Italia che non diventi un paese plurietnico, pluriculturale, siamo fieri della nostra cultura e delle nostre tradizioni.

Sono convinto che il Noi del signor Silvio sia legato per lo più alle sue manie di grandezza e che non tutti gli italiani schierati a destra approvino. Fatto sta che ciò che io considero un asset, qui è visto come un problema.

Esempio (che un esempio vale più di mille trattati, secondo un poco noto sapiente orientale). Io spero con tutte le mie forze che Asia cresca e apprezzi la multicultura. Che lei stessa sia parte di questo processo di multiculturalità. Difficimente invece sarà multietnica. A meno che non consideriamo etnie anche le provenienze da differenti regioni del Belpaese. Ebbene, in tal caso Asia sarebbe multietnica siculoemiliana. Dicevo però che farò di tutto perchè la sua educazione sia multiculturale. Viaggi. Lingue. Continui contatti con altre culture. Io lo vedo come un asset. Un elemento che potrebbe cambiare (in meglio) la sua vita.

Detto questo, stiamo forse sopravalutando il problema. Oggi solo il 3.5% della popolazione italiana appartiene ad altre etnie. Cifra ridicola, se ci pensate. Niente a che vedere con paesi come gli Stati Uniti. Il Canada. L'Australia. O, senza andar troppo lontano, la Germania. Il Regno Unito. Andorra (su cinquanta abitanti venti sono spagnoli e due francesi).

Il problema è dunque un non poblema. E per avere una figlia che apprezzi davvero la multicultura sarò costretto a mandarla a studiare fuori Italia. Negli US. A Londra. O in Andorra. Chissà.

Il Mausoleo.

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Da non perdere. Travaglio che racconta uno spassoso aneddoto sul signor Silvio Berlusconi. Raccontatogli anni orsono da Indro Montanelli. Un Vittorio Feltri parecchio divertito. E un conduttore che trattiene a stento le risate. Il tutto in un video. Qui.

Gente di mare, che se ne va.

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Il titolo c'entra poco. Ma ci stava bene, di lunedì mattina.

Bill Emmott lascia la direzione dell'Economist. Grande nemico del signor Silvio Berlusconi, Emmott passerà la palla a John Micklethwait, già direttore editoriale della sezione Stati Uniti. Sarà Micklethwait più accondiscendente col Cavaliere? Chissà. Vedremo. Qui, dal sito dell'Economist.

Cambio di vertice anche in SDA Bocconi. Al novantanovepercento della gente che passa da queste parti la cosa interesserà poco. La riporto, per dovere di cronaca, visto il mio status di alumnus MBA. Dallocchio va via - Hopa lo attende, dopo la caduta in disgrazia di Gnutti - e Grando prende il suo posto, in qualità di nuovo Dean. Qui, dal sito SDA.

Grando è, si legge, Visiting Professor alla Cranfield School of Management. Bene. Nel senso che va a visitarla spesso? In tal caso mi autoproclamo Visiting Walker del bar di Piazza Argentina. Nel senso che mi piace fare due passi da quelle parti e prendere un caffè in quell'angolo di Milano.

Arrivi a Venezia. E ti raccontano la storia dei prezzi. Non puoi sfuggire alla storia. Devi passarci. Ti tocca. Tu l'ascolti. E rispondi Ah, Occhei.

Sapete perchè a Venezia i prezzi sono più alti? Perchè le merci devono essere trasportate due volte. Prima sulla terra ferma. Poi in città con i vapori.

E invece no. Niente di più falso. Venezia non è più cara. Tempi andati. Centinaia di Bed&Breakfast sono sorti, in pieno centro. Splendidi palazzi, ristrutturati, accolgono i turisti ed i vagabondi (nel senso indicato dal testo Vagabonding) a due passi da Rialto. Basta cercare un pò su web. Io ho appena alloggiato qui. Camera con terrazzino tra i tetti di Venezia. Alla modica cifra di settanta euro a notte. Il fotoset è qui. Per i più curiosi. Via Flickr.

Per mangiare a prezzi convenienti basta seguire le orme di Corto. E del suo alter ego Hugo. Al Portego, ad esempio. Dalle parti di San Lio. Grande varietà di cicheti. Prezzo medio quindici euro a cranio. E poi Da Alberto. Dalle parti di Calle Gallina. Noto per le migliori sarde fritte della città. E ancora Al Graspo del l'Ua, storica osteria veneziana, che conserva ancora una sala piena di opere del maestro. Pratt, non Maltese. Eccola, immortalata dal sottoscritto. E per finire l'ennesima osteria. Di cui non ricordo più il nome. Immortalata. Qui e qui. A ridosso del Ponte Cavallo, prima di giungere al Campo San Giovanni e Paolo. Preparano uno spettacolare baccalà mantecato con broccoletti. E cicheti a volontà. Il tutto a dodici-quindici euro a testa. Vale la pena fare un salto. Per poi prendere un caffè in uno dei bar del Campo.

E sentire lo spirito di Corto e Pratt. Anche loro un pò brilli. Aleggiare su di noi.

A proposito di Trenitalia e del post precedente. Economy. Il settimanale neocon di economia. Si, vabbè, settimanale di economia è un bel parolone. Il settimanale dal titolo originale. Ecco, va meglio. Dicevamo, Economy, il settimanale dal titolo originale, riporta una chicca a proposito di Trenitalia e del suo amministratore delegato. Il signor Elio Catania.

Il signor Elio Catania sembra si riunisca ogni martedì con i suoi più alti collaboratori. Attorno ad una tavola rotonda. Per controllare che le percentuali di ritardi tornino a livelli decenti, dopo il disastro del Dicembre 2005.

Ora, suggerirei al signor Catania, di riunirsi anche il mercoledì. O il giovedì. Sempre davanti alla stessa tavola. Rotonda. E di valutare lo stato della pulizia delle carrozze, specialmente quelle delle prime classi. Sugli Eurostar.

Che lo stipendio, in fondo, glielo paghiamo noi, al signor Catania. E il tempo di un meeting aggiuntivo si trova facilmente. Suvvia.

Questa foto - e la precedente - sono state scattate sull'Eurostar Venezia Milano. Eurostar. Il fiore all'occhiello di Trenitalia. Prima classe. Mica cavoli. Sporcizia. Incuria. Niente prese di alimentazione per il povero Piccì.

Una sola nota positiva: niente zecche. E' già un passo avanti.

Una vita di Quarta Gamma.

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Cosa desideri? Per la tua vita professionale, intendo. Impiegatuccio. Vuoi fare l'impiegatuccio a vita? L'impiegatuccio da cameracafè? No, non ci credo. L'operaio non lo metto neppure in conto, non può essere il tuo sogno, no, non può proprio essere. Manager Junior di un team di tre persone e mezzo in un'azienda di ottocentomila dipendenti? No, figuriamoci. Quadro - meglio se appeso ad una solida parete? Mavà. Dirigente? Ormai in disuso.

Così l'altro giorno pensavo e ripensavo al mio futuro. Again, professionale. Quando ti incontro, guarda un pò chi ti incontro, Geco4. Che fai di bello, gli chiedo, e lui mi risponde Sono Direttore Commerciale di Quarta Gamma. Alchè io lo saluto e me ne vò, anche perchè non so bene cosa intenda per Quarta Gamma, ma sembra che sia una cosa spaziotemporale, non so, forse Montezemolo e Della Valle sono AD di Quarta Gamma, chissà, probabilmente Bill Gheiz e Steve Jobs sono CEO di Quarta Gamma. Porcaputtana, anch'io voglio diventare un Marketing Manager di Quarta Gamma.

Che poi essere di Quarta Gamma è uno stile di vita, mica una professione. Di Quarta Gamma si nasce, difficilmente si diventa. Certo, c'è sempre spazio per improvement, come dicono a Posillipo, ma quanti davvero vivono una vita di Quarta Gamma?

Dicevo, uno stile di vita. Io me la godo. Sono un radical di Qarta Gamma. Faccio le vacanze di Quarta Gamma. C'ho una spider di Quarta Gamma. L'appartamento in Via Monti con Jacuzzi di Quarta Gamma. La mia è una vita tutta di Quarta Gamma.

E poi lo ricontro. Geco4. E gli chiedo come minchia ha fatto ad arrivare così in alto. Come diavolo c'è riuscito. L'MBA forse? Ed è allora che lo scopro. Quarta Gamma.

Lo avessi saputo prima.

Io sono qui.

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Ecco dove sono. Secondo questi signori. Il solito qualunquista. Che altro potevo aspettarmi. Però. Così vicino alla Rosa e al signor Di Pietro. No. Troppo. C'è qualcosa che non quadra, qui.

Vendo Grotta.

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E' giunto il momento. Vendo la Grotta. Già. E tutto ciò che ci sta intorno. Appartamento. Tre locali. Cento metri quadri. San Donato Milanese. Parquè. Cybercablato in fibra ottica. Wifi. Aria condizionata. Secondo piano.

Contemporaneamente cerco quattro locali. San Donato o Milano. Zona Sud-SudEst, possibilmente. Piano alto. Cablato. Aria condizionata è un plus. Droidi casalinghi sono un plus. Sensori fotosintetici un altro plus.

Chi fosse intressato mi contatti privatamente.

La Venezia di Corto.

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E di Hugo (Pratt). Calli. Osterie. Canali. Eccola. La porta d'Oriente. Nell'ultimo fotoset.

Solo. Contro tutti.

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Un weekend. Vado via per un weekend. Venezia. Niente giornali. Niente tivvù. Niente internet. Niente di niente. Canali. Calli. Gondole. Osterie. Cicheti. Poi torno a Milano. E che mi ritrovo?

In ventiquattr'ore il signor Silvio Berlusconi si schiera contro. In ordine.

• Confindustria
• IlSole24Ore
• Ferruccio de Bortoli, direttore del Sole e moderatore del Convegno di Vicenza
• Radio24
• Diego della Valle
• Luca di Montezemolo
• Pininfarina
• il signor Prodi e l'Unione (vabbè, questa non è una novità)
• la Magistratura (neppure questa)
• CGIL
• Il Corriere della Sera
• La Repubblica
• La Stampa
• Il Messaggero

Un pazzesco autogol. E la cosa più divertente è il commento dello spione - suvvia, Storace - che considera lo show del signor Berlusconi un' "orgogliosa manifestazione che ci darà molti punti".

Che dire. Mi mancano i chicheti.

Bavieraland.

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Se c'è un aeroporto lontano dall'essere internazionale, nel senso più esteso del termine, ebbene quell'aeroporto è Flughafen. MUC. Monaco. Monaco Munchen, intendo. Non Monaco Montecarlo. Non sono così radical-chic da andare a Montecarlo in aereo. Non ancora, per lo meno.

Ora, non fraintendiamo. Flughafen è un aeroporto internazionale. Voli da e per continenti, satelliti e stazioni orbitanti. Provate a fare due passi, però.

Le edicole hanno giornali in tedesco. I giornali internazionali occupano pochi millimetri di scaffale. Devi trovarli però. Vinci un premio, se li trovi. Non sono indicati dal cartello Int'l press. Sono lì. Anonimi. Tra i pupazzi dei mondiali 2006. E i portachiavi a forma di pinte di birra.

I ristorantini riportano i menù in tedesco. Io non capisco una sega di tedesco, quindi mi aiuto colle figure. Ieri volevo prendere i wustellini coi crauti e son finito al tavolo coi wustelloni bianchi in brodo. Capita. Le figure ingannano.

Vai in metrò. S-bahn. L'omino dei biglietti è stato fatto fuori da tempo - la crisi ha colpito anche il colosso tedesco, anni fa. I marciapiedi pullulano di macchinette sputaticket. Peccato che siano in tedesco. Il sistema multilingua non funziona. E le scritte sui pulsanti sono ovviamente in teutonico. Vado a caso. Pigio tutti i pulsanti, fin quando non vedo un prezzo ragionevole. Pago. Ho il biglietto. Beh. Non so per dove. Ma ho il biglietto. Forse per il centro città. O per Norimberga. O per tornare all'aeroporto. Il primo biglietto arbitrario nel mondo. Paghi ciò che cazzo vuoi. A tua insidacabile discrezione. Potere ai consumatori. Mi sento un pò marxista, col biglietto in mano.

Il treno arriva. Parto. Non ci sono controllori. Meglio così. Vagliela a spegare la teoria dell'insindacabile discrezione del consumatore. Ad un bigliettaio bavarese. Eh. Figuriamoci.

Tra tre ore una gecoauto solcherà il traffico urbano della megalopoli. Altre sei gecoauto si avvicineranno silenziose al luogo prestabilito. Nove. Piemme (che sta per nove di sera e non ha nessun doppio senso giudiziario). L'ora X. Sta per scattare. E' la Gecocena di Marzo. Chi ci becca stasera ci guadagna un bicchiere di vinello longobardo e un buono per ottocento commenti anti-Silvio su g&f. Take care (tenete cura, avrebbe tradotto Mirko Tremaglia).

RAI Alleanza International.

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Ora, per la prima volta. Per la prima volta i nostri concittadini all'estero vanno alle urne. Prima volta. Prima. Nella storia della Repubblica Italiana.

Flashback. Ieri. Duello. Signor Prodi vs. signor Beslusconi. Eccheffà RAI International? Manda in onda il duello? Ma figuriamoci. Ecco un memorabile servizio sulle cubiste. Fortuna che internet è una realtà. E che il video in streaming è scaricabile dai maggiori quotidiani online.

Ora, che RAI Merdational sia in mano ad AN è risaputo. Ma non mandare in onda il duello per timore di perdere i voti dei cittadini Italiani all'estero è semplicemente sconcertante. Anche perchè, ricordiamolo, RAI Stronzational la paghiamo anche di tasca nostra.

Primo duello finito. Il signor Silvio Berlusconi in difficoltà. Il signor Prodi rilassato. Il signor Berlusconi che attacca continuamente gli avversari privo di argomentazioni. Il signor Prodi che si difende e contrattacca. Noia. Alle dieci sto per cadere vittima del sonno. Asia è a letto già da un pezzo.

Le cinque cose che mi son passate per la mente dopo il duello.

1. Non ho cambiato idea, anzi;
2. Se prima Prodi mi ispirava fiducia, adesso me ne ispira ancora di più;
3. I due giornalisti non sono in grado di formulare domande di senso compiuto;
4. Il signor Silvio Berlusconi è chiaramente in difficoltà, è teso e continua a criticare le regole del duello. Eccerto, sono regole democratiche;
5. Il signor Silvio Berlusconi si è fottutto qualche centinaia di migliaia di voti.

Ed ecco cosa è passato per la mente di Asia (gliel'ho chiesto, che credete), dopo i tre minuti di Duello, prima di andare a nanna.

1. Pappapappapappapappa (vedendo il signor Prodi)
2. Caccacaccacaccacacca (osservando il signor Silvio Berlusconi)
3. Sonnosonnosonnosonno (osservando i giornalisti)
4. LettoSonnoPappaCacca
5. ZzzzzzzzzzZzzzzzzzzz

Il duello.

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Oggi, il duello. Io e Asia saremo incollati. Alla tivvù. Asia ne vedrà una parte. Mezz'ora. Alle novettrenta nanna. E' la regola di casa.

Ora, mi chiedo: cambieremo idea dopo il duello? Asia cambierà idea? No. Voi pensate davvero che gli indecisi - miliardi di indecisi, sembra - giungeranno ad una scelta dopo il duello? Io no. Nessuno di noi cambierà idea. Servirà solo a scaldare gli animi. Come se non fossero abbastanza caldi.

La presenza del signor Silvio Berlusconi, oltre a rappresentare una figura imbarazzante per tutti gli Italiani dotati di un minimo di materia cerebrale, ha contribuito ad inasprire il dualismo destra-sinistra. Si è giunti al punto di odiarci. Profondamente. Si approfitta di ogni minima occasione per colpirci. Per ferirci.

Ora, potrò mai cambiare idea dopo il duello? Comunque vada. No. Never. Lo escludo. Impossibile. Potrà Asia mai cambiare idea? Forse. Perchè no. Una pappa al formaggino in più. Un biberon extra. Potrebbero fare la differenza.

Lo zerovirgoladue percento di Intesa rilevato da Capitalia. Qui, sul SoleExcel24Ore. Lo sapevo. Da tempo. No, niente insider trading. Lo sapevo da una decina d'anni. Capitalia che acquisisce Fineco nel Novembre 2005. Roba risaputa. Personalmente ne ero a conoscenza. Da cinque anni almeno. Insider trading. Ancora. Non so cosa sia.

Le cose stanno così. Io cambio Banca. E quella che lascio viene acquisita. Quella nuova invece rileva o è rilevata. Esempio. Tredici anni fa. Ho un (misero) conto corrente con il Banco di Sicilia. Lascio il BdS per Cariplo. Ricordate Cariplo. Allora all'avanguardia per l'online banking. Poi arriva Intesa e schifato lascio Cariplo - ormai fottuta sotto il peso schiacciante di Intesa - per Fineco. Poi chiudo anche Intesa. Ebbene.

• Il Banco di Sicilia è acquisito da Capitalia.
• Cariplo è rilevato da Intesa.
• Fineco acquisita da Capitalia.
• Il duepercento di Intesa rilevato da Capitalia.

Insomma. Sono un anticipatore di rilevazioni bancarie. Capite. Se dovessi lasciare Fineco, chessò io, per il Banco di Paullo e Peschiera Borromeo ecco che il BdPePB rileverebbe Capitalia nel giro di cinque-sei anni.

E allora sfruttiamolo. Sfruttiamolo questo dono. Volete speculare? O semplicemente vi sta sulle palle un istituto di credito. Ditemelo sui commenti. Io cambio conto corrente. E nel giro di uno-due anni la Banca segnalata sarà rilevata. Altro che insider trading. Vivrete di rendita. Che aspettate. Suvvia. Segnalate.

Siamo in buone mani.

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E se non volessimo fermarci alle immagini viste in tivvù? Se volessimo, per un attimo, andare oltre? Cosa sta accadendo alle nostre forze dell'ordine? No, sapete. Me lo chiedo, dopo aver assistito agli ultimi fatti. No. Non parlo di Genova e del G8. Acqua (quasi) passata. Ma ancora fresca, nella nostra mente.

Mi riferisco ai fatti di Sassuolo. Eppoi al ragazzo ucciso a settembre a Ferrara - accidentalmente, ci mancherebbe anche che fosse intenzionale - dopo un violento pestaggio da parte delle nostre forze dell'ordine. E per finire le immagini viste poc'anzi in tivvù, Case!, dove un centinaio di poliziotti si accanisce contro la gente del qiuartiere Corvetto a Milano, scesa in piazza per difendere una famiglia da uno sfratto.

Sono il primo a condannare gli atti di quei coglioni che han messo a ferro e fuoco Milano. Sabato. Ma permettete che mi sorga un ragionevole dubbio sulla legalità dei mezzi usati - ormai sempre più di frequente - da coloro da cui dovremmo essere quotidianemente protetti.

In un momento critico come quello che viviamo. In Italietta. A meno di un mese da quelle elezioni che potrebbero definitivamente affossare il paese - o dare un barlume di speranza. Con milioni di persone il cui voto è ancora appeso ad un filo (decisionale). Insomma basta davvero poco per cambiare le sorti del Belpaese. Ebbene, la Sinistra si riunisce in consiglio e decide di portare avanti alcune mosse strategiche. Sottili. Fini. Per guadagnare voti, naturalmente.

• Milano viene messa a ferro e fuoco. La guerriglia urbana di ieri è una chicca strategica. L'incendio della sede di AN e del Mac in Corso BAires, poi, sono frutto di una mente che vede oltre. Troppo oltre. Per noi comuni moderati. Ci si perde i voti di mezza Milano. Ma vuoi mettere il divertimento ieri?

• Il signor Capezzone urla ai quattro venti che il film di Moretti potrà solo fare da boomerang per la sinistra. Anche questo è studiato. E' un fine pensatore, il signor Capezzone.

• Il signor Caruso gioca a fare il disobbediente e rischia il linciaggio a Torino prima delle Olimpiadi. Chi glielo spiega che la sua presenza è a dir poco imbarazzante tra i moderati (la maggioranza, suvvia) del centrosinistra?

• Tutti i leader concertano una polemica dietro l'altra, ma li avete visti?, non aprono bocca per mesi e adesso tutti in coro, e il discorso del premier a Washington prima, Storace poi, il duello in tivvù, e questo e quello.

Nessuno degli strateghi dell'Unione ha ancora pensato di parlare di cose concrete. Del programma di governo, ad esempio. Delle prime manovre economiche atte a frenare il declino. Ma che importa. Incendiamo Milano. E' così che si guadagnano voti. E' così che si vincono le elezioni. E' così che si evitano altri cinque anni di Berlusconismo.

Vamos adelante.

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12 GIUGNO 2001. Giorno del giuramento, Raffaele Costa comunica il rifiuto dell'incarico.

5 GENNAIO 2002. Abbandona il ministro degli Esteri Renato Ruggiero, ex direttore generale del Wto.

14 NOVEMBRE 2002. Berlusconi nomina alla Farnesina Franco Frattini, che lascia la poltrona di ministro della Funzione Pubblica a Luigi Mazzella.

3 LUGLIO 2002. Il ministro dell'Interno, Claudio Scajola, si dimette dopo le polemiche in seguito alla pubblicazione sui giornali di una frase non felice sul giuslavorista Marco Biagi.

3 LUGLIO 2004. Il governo perde il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, costretto alle dimissioni. Il posto di Tremonti viene preso da Domenico Siniscalco.

Managing people.

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Uno dice. Sono un manager. C'è gente che riporta a me. Dieci persone. Trenta. Cento. Dirigo, dunque sono (un manager).

Un altro dice. Prendo parte alle decisioni strategiche dell'azienda. La vision. Conto, dunque sono (un manager).

Un altro ancora dice. C'ho il titolo di manager sul biglietto da visita. Non l'ho chiesto io, ce l'hanno messo. Appaio, dunque sono (un manager).

Nessuno però dice una cosa. Specialmente in Italia. Una cosa che il signor Jack Welch esprime con due righe. Semplici semplici.

Before you are a leader, success is about growing yourself.
When you become a leader, success is all about growing others.

Preparate i CV.

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Non lo troverete sugli annunci del Corriere di domani. Vodafone. Si libera (qui la notizia, via BBCNEws. Il titolo riporta esattamente queste parole: si libera) del Direttore Marketing.

E sembra che altre posizioni si aprano. Presto.

Vodafone's chief marketing officer, Peter Bamford, is to part company with the firm as part of a wider shake-up at the UK mobile phone giant.

Otto Marzo.

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Scelte.

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Sorseggio la mia dose di caffeina aziendale al salmone danese quando l'autore di questo blog mi fa notare la pagina del Corsera e l'esplicito schieramento del quotidiano - o del solo Mieli? - a favore del Centrosinistra. Non è la prima volta che capita. Ricordo i referendum. Le amministrative. L'articolo, per intero, è qui.

Ora, di tutto l'editoriale mieliano, il passaggio più significativo mi sembra il seguente.

Noi speriamo altresì che centrosinistra e centrodestra continuino ad esistere anche dopo il 10 aprile. E ci sembra che una crescita nel centrodestra dei partiti guidati da Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini possa aiutare quel campo e l’intero sistema ad evolversi in vista di un futuro nel quale gli elettori abbiano l’opportunità di deporre la scheda senza vivere il loro gesto come imposto da nessun’altra motivazione che non sia quella di scegliere chi è più adatto, in quel dato momento storico, a governare.

Insomma. Il problema dell'Italia non è il Centrodestra. E' una parte di questo schieramento. Di cui nessuno si auspica una vittoria. Anzi, come afferma Umberto Eco.

Altri cinque anni di Silvio Berlusconi e siamo fottuti.

Dove porta Marzo.

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Marzo sarà un mese tranquillo. Un salto a Monaco, la prossima settimana. Probabilmente una toccata e fuga a Copenhagen e Barcellona. Un Convegno a Milano, a fine mese. Assago, Milano. Poi arriverà Aprile. E si ripartirà. Europa. Sud Africa. Stati Uniti.

Godiamoci Milano. Per il momento.

Ricordate Seth Godin? Salito alle cronache anni fa per il bestseller "Permission Marketing". E per parecchio altro, in realtà, ma di dubbio valore. Bene. Questo è il suo (arcinoto) blog. Sempre ricco di spunti per marketers. E questo è il video del suo ultimo intervento. Presso Google. Interessante. E gratis. (Enjoy. Ehi, it's free! Dice lui. Ci mancherebbe altro che pagassimo per vederlo).

Piesse. Ve lo aspettavate così mingherlino?

Sto prendendo lezioni. Nei weekend. Esperto in preparazione di brodo vegetale. Per questa signorina qui. Diventerò un asso. Taglio qui, pelo là. Non so cosa ne pensiate voi. La zucca è la più bastarda. Zucchine, carote, patate: tsè. La zucca invece. Bastardissima.

Asia, e sette.

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Asia compie sette mesi e, come di consueto, questo post è dedicato a lei. Il suo nuovo fotoset è qui, via Flickr.

E, per i soliti fan dell'evoluzionismo darwiniano, ecco i fotoset precedenti: Asia alla nascita, Asia sei settimane, Asia due mesi, Asia tre mesi, Asia quattro mesi, Asia cinque mesi, Asia sei mesi.

Emailing services.

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Ieri ho incotrato Atteno. Un'aziendina Danese, non più di otto persone, che ha sviluppato un pacchetto per gestione emailing e newsletters. E per l'integrazione con vari CRM - tra cui SalesForce.com, lo standard qui in casa. Interessante.

Mi propongono un pacchetto multinazionale - devo istallarlo in tutta Europa - per gestione liste di clienti da SFcom, emailing, enewsletter, statistiche, leads, e tutto questo genere di cose. Prezzi accessibilissimi.

Mi chiedevo se non ci fosse qualche aziendina simile in Italia. Magari potrei valutare anche loro. Chissà.

Salgono i tassi su di noi.

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La BCE alza i tassi e gli Europei si fanno i conti in tasca. Arrivano le prime email di Fineco e altri gestori (Conto Arancio, tanto per fare due esempi personali) che confermano allegramente il rialzo dei tassi.

Egr. Sig. Giusec, a seguito della decisione della Banca Centrale Europea (BCE) di alzare il tasso ufficiale di sconto di 0,25 punti percentuali, a partire dall' 8 marzo 2006 il tasso attivo (*) lordo applicato al suo conto passa dall'attuale 2,00% al 2,25%.

Salvo poi aggiungere invisibili postille.

(*) tasso attivo applicato a giacenze superiori a 2000 euro. Sui primi 2000 euro il tasso applicato rimane invariato (0,25%).

E ci si fa i conti in tasca. Dicevamo. Aumentano i mutui. Ma aumentano gli interessi dei piccoli investimenti borghesi. Nel caso del sottoscritto.

• Aumenta il tasso sul mutuo di un fantastiliardo acceso per l'acquisto della Grotta telematica
• Aumenta tuttavia il tasso sul conto corrente Fineco, dove attualmente posseggo (ben) parecchie decine di euro.
• Aumenta pure il tasso sul Conto Arancio, dove ho versato ier ieri tredici euro e cinquanta.

Qualcuno bravo in finanza - magari un MBA - mi faccia sapere se ci guadagno o ci perdo.

Allou mi tu conclùd.

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Commovente. Il discorso di Silvio. USA. Di fronte agli amici americani. In un inglese da brivido. Oxford english, oserei dire.

Allou mi to conclùd bai scering uit iù a stori. Dis is a stori of a iang men.

Inutile dire chi è il young man.

Dat fader uas mai fader end dat iang men uas mi.

Qui il discorso completo. Sedetevi comodi, prima.

La cura ha funzionato.

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Le elezioni si avvicinano, l'Istat pubblica qualche dato e tanti Italiani (ri)scoprono le reali condizioni del proprio paese. Un brutto risveglio, non c'è che dire. Ma l'occupazione non cresceva? Non era sempre stato un cavallo di battaglia dei tanti improvvisati economisti della Cidielle? E allora, che significa? Faccio un collage dal noto sito Sole24OreCorriereRepubblicaBBCNewsIstat.

• L'economia italiana ha registrato nel 2005 una crescita zero (PIL), come nel 2003 e a fronte dell'1,1% nel 2004, facendo così segnare il peggior risultato dal 1993 (-0,9%);
• Essa si è confermata il fanalino di coda dell'area euro, dove il PIL è aumentato dell'1,3% nel suo complesso;
• La produzione industriale continua a mostrare una prolungata fase di ristagno;
• Il rapporto deficit/PIL è salito al 4,1% dal 3,4% dell'anno prima;
• Il mercato del lavoro ha mostrato una sensibile frenata nel processo di creazione di nuovi posti. L'aumento degli occupati negli ultimi due anni è stato infatti in gran parte la conseguenza della crescita della popolazione residente soprattutto a causa della regolarizzazione degli immigrati.

Chiaro adesso? Chiaro. E la cosa divertente però non è scoprire - meglio, riscoprire, ne siamo consci da quattro anni, ormai - che siamo nella merda. E' rendersi conto che qualcuno ne gioisce pure. Ecco. Dal Corriere di oggi.

Tremonti soddisfatto. (...) c'è chi riesce a essere ugualmente contento di queste cifre. E' il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti: "vuol dire che la cura ha funzionato (...)".

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