Per mettere in regola la neo-assunta babysitter (il famoso Area Manager di cui parlo qui e qui) mi sono rivolto ad un Consulente del Lavoro. Che avrei potuto fare tutto da me. Ma il mio tempo ormai - e quello della mia metà - vale oro. Così abbiamo pensato di rivolgerci a qualcun altro. E pagarlo. In cambio di qualche ora in più della nostra vita.
Il consulente - la consulente - ci accoglie in fretta. Prova a stampare qualche file con pessimi risultati. Poi arriva la fatidica domanda. Volete pagare i contributi per le quaranta ore effettive o per venticinque? Alchè (è lecito dire alchè? o devo considerarla licenza blogpoetica?) mi lancio in un Mi meraviglio che una domanda del genere. Ma termino lì. Lo stinco ha appena accusato il colpo. Un calcio. La mia metà. Eccosì la cosa termina qui. Quaranta ore, naturalmente.
Però la domanda è chiara. Possibile che un Consulente spinga il datore di lavoro (il sottoscritto) a comportarsi scorrettamente nei confronti del lavoratore (la babysitter-areamanager)? Mi direte. Sei un fesso. Avresti risparmiato centocinquanta euro a trimestre. Forse. Ma son cavoli miei. La domanda qui è diversa. E' lecito che uno stronzo Consulente del Lavoro agisca ai danni del lavoratore e a beneficio del datore con così tanta leggerezza?
Ai posteri - e ai lettori - l'ardua sentenza.
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