Compro il giornale. E leggo (che altro avrei potuto fare, ditemi, che altro?).
Noi non accettiamo che il Paese diventi una nazione multietnica. Le frontiere aperte portano alla distruzione del nostro Stato Sociale.
La Lega. Quell'idiota di Calderoli. O forse Borghezio l'intellettuale. O forse Aenne. No. Sbagliato. Noooo. Niente di tutto ciò.
Sono le parole di Anders Fogh Rasmussen. Primo ministro ultraconservatore della Danimarca. Un tempo liberale e democratica, ora avviata verso un buio futuro neocon e protezionista. D'altra parte non ci si poteva mica sbagliare: in Italia non abbiamo uno Stato Sociale da preservare. Dai. E' uno Stato Sociale il nostro? Eh eh. Si chiama del Welfare, ma quello di Maroni potrebbe chiamarsi Ministero della Pastasciutta o del Paraponzi, che di Welfare in Italia non mi sembra ci sia neppure l'ombra. Un esempio? Un esempio.
Mai sentito parlare della flexicurity danese? Flessibilità e sicurezza, per i cittadini. Se si viene licenziati si riceve dallo stato dal settanta al novanta percento dell'ultimo salario. Si è chiamati entro una settimana dall'ufficio del lavoro e si procede alla ricerca della nuova occupazione. Nel caso peggiore si passa attraverso un percorso di rieducazione e si entra in un nuovo settore. Sanità, scuola e Università sono completamente gratuite. E nonostante il pesante concetto di Welfare, la Danimarca investe in formazione e innovazione ed è in continua crescita economica.
Ora, torniamo a noi. Dov'è il nostro Stato Sociale? I mille euro per il nuovo bebè? I contributi per i libriccini a scuola? Non prendiamoci in giro. Meglio chiamarlo Paraponzi, che a chiamarlo Welfare rischiamo di prenderci per il culo.
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