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February 2006 Archives

Closing the borders to business.

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Facile. Troppo facile. Elementare. Prevedere la reazione dell'Economist all'ultima simpatica uscita protezionistica dei cugini d'oltralpe. Eccola. Un estratto. L'articolo completo è qui. A pagamento però.

Closing the borders to business. (...) France and others are trying to stiffen the barriers to economic integration on "strategic" grounds. The latest example of this is the attempt by Dominique de Villepin, the French prime minister, to prevent an Italian bid for Suez by merging it with another French utility

e l'affondo.

FREE-SPENDING visitors are sometimes shocked by Paris's famously surly waiters. France has usually greeted foreign firms that have tried to acquire French rivals with the same lack of grace. The latest affront to Europe's free-marketeers came on Saturday February 25th as France sought to undermine a potential bid for Suez, a French electric and water utility, by Enel, an Italian rival. To avert a hostile bid from the Italian firm, the French government announced that it would seek to broker a merger between Suez and state-owned Gaz de France, creating a group with annual sales of €64 billion. Italian politicians were outraged.

Consulenti antilavoro.

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Per mettere in regola la neo-assunta babysitter (il famoso Area Manager di cui parlo qui e qui) mi sono rivolto ad un Consulente del Lavoro. Che avrei potuto fare tutto da me. Ma il mio tempo ormai - e quello della mia metà - vale oro. Così abbiamo pensato di rivolgerci a qualcun altro. E pagarlo. In cambio di qualche ora in più della nostra vita.

Il consulente - la consulente - ci accoglie in fretta. Prova a stampare qualche file con pessimi risultati. Poi arriva la fatidica domanda. Volete pagare i contributi per le quaranta ore effettive o per venticinque? Alchè (è lecito dire alchè? o devo considerarla licenza blogpoetica?) mi lancio in un Mi meraviglio che una domanda del genere. Ma termino lì. Lo stinco ha appena accusato il colpo. Un calcio. La mia metà. Eccosì la cosa termina qui. Quaranta ore, naturalmente.

Però la domanda è chiara. Possibile che un Consulente spinga il datore di lavoro (il sottoscritto) a comportarsi scorrettamente nei confronti del lavoratore (la babysitter-areamanager)? Mi direte. Sei un fesso. Avresti risparmiato centocinquanta euro a trimestre. Forse. Ma son cavoli miei. La domanda qui è diversa. E' lecito che uno stronzo Consulente del Lavoro agisca ai danni del lavoratore e a beneficio del datore con così tanta leggerezza?

Ai posteri - e ai lettori - l'ardua sentenza.

The Tipping Blog.

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Ricordate The Tipping Point? Il libro cult. Network sociali. Marketing per passaparola. Ecco. L'autore, Malcom Gladwell ha aperto un blog. Una settimana fa. Meglio tardi che mai. Eccolo. Il blog.

Due pesi. E due misure.

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Leggo il Corriere. Economia. Non siamo gli unici a mostrare un protezionismo di tipo giurassico. Fazio. Antonveneta. Un ricordo ancora troppo vivo. Ebbene, questa volta c'è di peggio. La Francia. Leggo.

Parigi annuncia la fusione Gaz De France-Suez per bloccare l'opa Enel su Electratel.

Insomma. E' come se Roma annunciasse la fusione di Trenitalia e FIAT per bloccare un'OPA di Renault sulla stessa FIAT. Qualche giorno fa, l'Economist, che pare ci veda lontano, affermava.

France reiterated its objection to a bid for Arcelor by Mittal, a global steel giant. Luxembourg has also indicated that it will fight the bid. Opposition to the hostile offer has been laced with talk about cultural differences, which many see as a veiled reference to Lakshmi Mittal, the predator's Indian-born chief executive—even though his company is based in the EU.

E ancora.

The French have a history of trying to shield their companies from competition. In December the government announced that it would protect industries in 11 areas from foreign takeovers. The European Commission seems likely to challenge this apparently flagrant breach of European law. But Paris shows little sign of backing down.

Ecco. Tanto critici all'estero, altrettanto protezionisti in casa. Ancora una volta il governo francese mostra di applicare due pesi e due misure. E di alimentare un protezionismo casareccio che spaccia per protezione da cultural differences.

Un anno fa.

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Un anno fa, la fine dell'MBA. Questo. Ne ho scritto parecchio. Qui, ad esempio. Inutile ripetersi. Informazioni ancora attuali, ad un anno di distanza. Fatta eccezione del prezzo, quasi raddoppiato. E del nome. Da MBA Serale a Executive MBA. Fa più elite.

Eppoi è arrivato il nuovo lavoro. Eppoi i viaggi. Eppoi Asia. Sebbene quest'ultimo punto non sia necessariamente legato alla Business School. Eppoi la Confraternita. Geco1 che diventa proprietario di un impero mondiale della ristorazione. Geco2 che si da alle lobby Bocconiane. Geco4 che va a raccogliere i germogli (in Afghanistan). Geco5 che diventa pizzaiolo. Geco6 che lavora per il regime Maoista.

Insomma. L'MBA ci ha cambiato la vita. Ha accresciuto le nostre competenze. Per quanto ancora oggi non sia in grado di spiegarmi come sia possibile, in un momento economico tumultuoso come quello attuale nel Belpaese, uno strabiliante utile record di seicento milioni di euro.

Da parte di chi? Di Mediaset, naturalmente.

Se è il capo è straniero.

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C'è un simpatico articolo sull'ultimo numero del Mondo (il magazine d'economia. Insomma, economia, si ecco, economia, così per dire. Diciamo d'attualità. Il settimanale d'attualità. Well, insomma, così, attualità, tanto per dire. Vabbeh, ci siam capiti. Il settimanale che non parla di viaggi, ecco). Dicevamo: articolo sul Mondo. Sulla cultura delle aziende straniere. Sui manager stranieri. Interessante. In sintesi si dice che.

Francesi. Ascoltano poco i collaboratori non connazionali. Soffrono da sindrome di primi della classe. Alti ritmi di lavoro. Organizzati. Gerarchici e burocratici.

Olandesi. Informali. Diretti e brutali. Efficienti. Alle cinque e trenta tutti a casa.

Americani. Informali. Grandi pianificatori, anche nelle cazzate. Competitivi. Yes men.

Egiziani. Rudi. Modi bruschi. Poco dialogo. Parlano ad alta voce (?). Diffidenti.

Cinesi. Tendono a lasciare manager locali. Ma impongono usi e cultura cinese. Si assume consultando l'oroscopo cinese (?).

Spaghetti-Flexicurity.

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A proposito di flexicurity. Avete sentito il signor Prodi. Eccola. La flexicurity nostrana.

• fin dalla prima Finanziaria 2,500 euro all'anno per ogni bambino da zero a 3 anni di età fino al compimento della maggiore età;
• inoltre un grande piano nazionale di sviluppo degli asili nido con l'obiettivo di realizzarne 3 mila in tre anni.

Niente male. Attento però, signor Prodi, che queste cose ce le annotiamo. E che non diventi un nuovo contratto con gli Italiani - una presa per i fondelli nel miglior stile Berlusconiano.

Compro il giornale. E leggo (che altro avrei potuto fare, ditemi, che altro?).

Noi non accettiamo che il Paese diventi una nazione multietnica. Le frontiere aperte portano alla distruzione del nostro Stato Sociale.

La Lega. Quell'idiota di Calderoli. O forse Borghezio l'intellettuale. O forse Aenne. No. Sbagliato. Noooo. Niente di tutto ciò.

Sono le parole di Anders Fogh Rasmussen. Primo ministro ultraconservatore della Danimarca. Un tempo liberale e democratica, ora avviata verso un buio futuro neocon e protezionista. D'altra parte non ci si poteva mica sbagliare: in Italia non abbiamo uno Stato Sociale da preservare. Dai. E' uno Stato Sociale il nostro? Eh eh. Si chiama del Welfare, ma quello di Maroni potrebbe chiamarsi Ministero della Pastasciutta o del Paraponzi, che di Welfare in Italia non mi sembra ci sia neppure l'ombra. Un esempio? Un esempio.

Mai sentito parlare della flexicurity danese? Flessibilità e sicurezza, per i cittadini. Se si viene licenziati si riceve dallo stato dal settanta al novanta percento dell'ultimo salario. Si è chiamati entro una settimana dall'ufficio del lavoro e si procede alla ricerca della nuova occupazione. Nel caso peggiore si passa attraverso un percorso di rieducazione e si entra in un nuovo settore. Sanità, scuola e Università sono completamente gratuite. E nonostante il pesante concetto di Welfare, la Danimarca investe in formazione e innovazione ed è in continua crescita economica.

Ora, torniamo a noi. Dov'è il nostro Stato Sociale? I mille euro per il nuovo bebè? I contributi per i libriccini a scuola? Non prendiamoci in giro. Meglio chiamarlo Paraponzi, che a chiamarlo Welfare rischiamo di prenderci per il culo.

Pollofobia.

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Esselunga. Milano. Ai limiti dell'agglomerato urbano. Faccio un giro veloce per i corridoi, alla ricerca della mia birra tahitiana al tamarindo. Mamme e bimbi. Famigliole. Si aggirano con diffidenza tra gli scaffali. Noto una strana atmosfera. I polli. Ecco la ragione. I polli son tornati.

Nessuno compra più polli. Ne uova. Gli scaffali sono strapieni. E' sabato. Pollofobia. Siamo uno dei pochi paesi d'Europa che hanno smesso di mangiar polli. Aviaria. Bird flu. Almeno, credo.

Non abbiamo capito. Che per contrarre l'aviaria dovremmo mangiare un cigno crudo. O chessò io, passare qualche giorno tra i polli infetti, toccandoli e - perchè no? - leccandoli. Non abbiamo capito. Che è sufficiente cuocere e il pericolo dell'aviaria svanisce. E' la pollofobia. Una malattia mentale tutta italica.

Sto per andare alle casse. Una signorina dell'Esselunga annuncia. Storno alla cassa otto. Rumori di fondo. Qualcuno capisce stormo. Uccelli. Oddio! Polli. Forse cigni. Selvaggi. Alla cassa otto. Meglio spostarsi. E noto un certo movimento migratorio dei carrelli, indiscreto e silenzioso, verso le casse sette e nove.

Era destino. Già. Seppelliti da una vignetta. Una T-Shirt. Ed un ministro coglione che la indossa. Chissà se era previsto dall'Oracolo che sarebbe finita così.

Ora. La cosa grave è che questo non è un colpo di testa. No. Un colpo di testa si ha quando avviene un qualcosa di inaspettato. E non facente parte della natura stessa di una persona. Qui no. Questo non è chiaramente il nostro caso. Calderoli si è sempre dimostrato ciò che realmente è, sin dalla sua elezione. Uno stupido coglione razzista.

E adesso aspettiamo e vediamo un pò che accade. Nel caso migliore, qualche barbuto per la strada ci lascerà la pelle (in nove ce l'hanno già lasciata, oggi in Libia. Qui, via Corriere. E qui, via BBCNews). Nel caso peggiore le proteste aumenteranno; i prodotti Italiani potrebbero essere boicottati; le agitazioni si potrebbero estendere al resto del Medio Oriente; le aziende Italiane risentirebbero delle difficoltà; in tanti potrebbero perdere il posto di lavoro; i nostri viaggi in quella parte del mondo sarebbero resi difficili.

Non è fantacienza. Tutto cià sta già avvenendo. Con la Danimarca. E adesso tocca a noi. E tutto per la maglietta di un povero ministro coglione del (solito) governo Berlusconi.

Debiti.

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Asia ha sei mesi e centonovanta euro di debiti. Abbiamo un deficit di più di dieci miliardi di Euro (10,368,000,000 per l'esattezza. Qui, via Corriere. E qui via Repubblica. E pure qui, via NTC Research).

Latest data released today from official statistics agency ISTAT showed that Italy’s world trade deficit increased to 1.73 billion euros in December, from a revised 1.20 billion euros in November.

The cumulative trade deficit for the whole of 2005 was reported to total 10.37 billion euros.

Siamo cinquantasei milioni di anime. Circa. Ciascuno di noi - neonati inclusi - ha un piccolo simpatico debito. Centonovanta euro. Un regalo dello Stato, che vuoi.

Asia ha sei mesi e non ha preso il bonus dei mille euro. Il che mi sembra corretto, visto che la sua famiglia ha un reddito superiore alla soglia e può sopravvivere anche senza il suddetto bonus. Ricordiamo però che siamo l'unico paese occidentale a non avere vantaggi finanziari di sorta da parte dello Stato per i nuovi arrivati. Sovvenzioni, bonus, vantaggi fiscali, prestiti ed altro sono la norma in ogni altro paese europeo (provate a parlare dei mille euro ad un francese o un danese e vi risponderanno e poi? che altro?).

Asia ha sei mesi e centonovanta euro di debiti. Fortuna che i genitori abbiano raccolto i regali e altro e aperto un piccolo Conto Arancio. Potrà pagarsi i debiti, per adesso. Lei. E gli altri bimbi Italiani?

Nella patria dei Cartoons.

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Copenhagen. Patria dei Mohammed cartoons. I fumetti satanici. Muhammed-krisen la chiamano da queste parti. Sono increduli, qui. Per il seguito che qualche vignetta idiota pubblicata da un quotidiano destrorso ha avuto nel resto del mondo. Conosciamo la storia. Sono abituati bene, a Copenhagen. Abituati ad una libertà di espressione senza censura alcuna. Fanno fatica a capire cosa è realmente avvenuto. Qui sarebbe incomprensibile anche la censura televisiva Berlusconiana in atto da anni - ricordiamo tutti bene la cacciata di Biagi, Santoro e altri scomodi personaggi (scomodi per Berlusconi, non certo per noi Italiani). Cose che capitano nel Sud del Mondo. E in Italia. Non certo nella civile e libertaria Danimarca.

Le ripercussioni però ci sono. E non solo psicologiche. Aziende come Arla Foods (la più grande azienda di dairy food - merendine e affini - in Europa, poco o per nulla nota sul mercato Italiano) sono state costrette a interrompere la produzione e mandare casa, seppur temporaneamente, centinaia di lavoratori. Arla Foods ha una pagina aggiornata quotidianamente con le ultime news del boicottaggio dei propri prodotti. Impressionante. Qui.

Nel frattempo i disordini si estendono al Pakistan. Qui, via BBCNews. Il coinvolgimento riguarda l'Europa intera. Non solo la Scandinavia. Anzi, sembra che ciò che abbia fatto incavolare i barbuti sia più la ripubblicazione francese che quella originale danese.

Ma tu pensa che gran casino. Per una vignetta, poi. Maus: vignettista avvisato...

Zapping teutonico.

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Sono le sette e mezza. Sera. Camera d'Hotel. E io ho già cenato. Sono a Düsseldorf, baby. Già cenato. Sette e mezza. Invio un pò di mail. Accendo la tivvù.

Su RTL (che qui è una tivvù e non una radio come in Italia, Errettielle centoduecinque) c'è la versione teutonica del treno dei desideri. Una signora mora e cicciottella - sarà l'Antonella Clerici centroeuropea - offre un appartemento ad una donnina venticinquenne sfigata con quattro bimbetti al seguito. Capisco poco. Sembra Mediaset. Tale e quale. Pianti. Lacrime. Poi l'appartamento. Abbracci. I bimbetti distruggono i soprammobili. La sfigatina che non crede ai suoi occhi. E tutto questo genere di cose. Zap.

Poi il tiggì di una rete non identificata colla bird flu e i tedeschi che non mangiano più uova. Noi siamo tra gli untori. Italien. Non capisco altro. Zap. (nota: ho saputo proprio stamane che anche in Danimarca, dove adesso mi trovo, è arrivata l'unzione).

Poi lo speciale sulle Olimpiadi e sulla invidiabile vita mondana Torinese e sul cibo piemonteze e sull'aperitifo. Zap.

Düsseldhagen.

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L'autore di g&f si trasferisce a Düsseldorf per ventiquattr'ore e poi a Copenhagen per altre quarantotto. Il suddetto blog potrebbe mostrare segni di stasi per un paio di giorni. Niente panico. E no. Le vignette sataniche non c'entrano. Almeno, credo.

Ricominciamo. Da Torino.

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Avete visto ieri? Che spettacolo. Perfetta. Colorata (colori a Torino, capite?). Sorridente. Professionale. Torino ha offerto uno spettacolo indimenticabile. L'impressione è che l'Italia migliore torni a farsi viva. Che mostri (finalmente) all'Europa e al mondo una faccia diversa da quella ufficiale - grigia e incompetente - degli ultimi quattro anni.

Che volete. Castrati da anni di Berlusconismo, anche una inaugurazione di Olimpiade può farci tornare a sperare.

E li avete visti? Gli atleti. Il team italiano. Dai. I più fighi. Eleganti. Nei piumoni grigio-droide. Sorridenti. Allegri. Chiassosi.

Come sempre è bello leggere gli avvenimenti sui blog. Piuttosto che sulla stampa. Axell è uno dei miei preferiti. Qui, i racconti dalla città. E qui il fotoblog. E poi c'è Torinoblog, ovviamente. Il nome dice tutto. Qui. E tanti altri, che fanno dimenticare gli articoli del Corriere e della Repubblica.

Tutti tranne uno. Questo, di Gianni Riotta. Che fa pensare. E sperare che le elezioni arrivino in fretta. Nel frattempo le camere sono sciolte e la legislazione conclusa. Non possono fare atri danni. E scusate se è poco.

Domani c'ho la WebEx.

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E' mezzanotte passata. Da un pezzo. Che dico da un pezzo. Da un pezzone. Ma domani c'ho la WebEx e devo prepararmi un pò. Uh. Ho capito. Vi vengo incontro.

Dal Marangoni-Petruzzelli-Olivari: WebEx (ueb-ecs). Dicesi WebEx una conferenza su web. Il nome deriva dall'azienda WebEx Communication Inc. fornitrice della tecnologia. Con la WebEx organizzi il Webinar.
Da Wikipedia: The term "WebEx" is also used sometimes as a substitute for "web conferencing", such as "We'll WebEx on Thursday morning for our weekly meeting".

Cartoon wars.

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Capirci qualcosa del gran casino del Medio Oriente? Bel dilemma. Potreste dare un occhio al canale di BBC News dedicato alla regione, ad esempio. O alla sezione sul Middle East dell'Economist. Che si schiera senza mezzi termini a favore delle vignette. Così.

Freedom of expression, including the freedom to poke fun at religion, is not just a hard-won human right but the defining freedom of liberal societies. When such a freedom comes under threat of violence, the job of governments should be to defend it without reservation.

Io preferisco leggere i blog. Quello della Cri, ad esempio, è chiaro e (per i più ostici all'idioma anglosassone) in Italiano. Le si perdonino pure le divagazioni SAPpiste. Qui, in diretta da Beirut. Questo post sulle fazioni Mediorientali, poi, è un piccolo capolavoro.

Recruiting. Update.

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Ci siamo. Abbiamo trovato la baby sitter. E' un area manager di trentotto anni, laureato in ingegneria al Politecnico di Milano, MBA al Boston MIT, tre lingue, esperienza di vendita nel settore IT. Ottimo profilo. Sembra in perfetta sintonia con Asia. Pappe e pannolini sono i suoi punti di forza.

Le altre posizioni restano sempre aperte. Come on, fatemi arrivare qualche civvì.

Sinergie per cross-recruiting.

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Sono giorni di recruiting. Questi. A tempo pieno. Colloqui quotidiani (offro, non cerco). Giorno e notte. Al lavoro, per le posizioni qui descritte. In casa, per una baby-sitter full time. Ora, non ho ancora trovato i profili adatti, ma sto pensando di sfruttare le sinergie della situazione (sinergie, parola magica) e di assumere un area manager come baby-sitter e la baby-sitter nella posizione di OEM Business Manager.

Chissà che non funzioni.

Sanità pubblica? No, thanks.

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E' sera. Asia piange da due ore. Ora, potrebbe essere colpa dell'ennesima apparizione di Silvio Berlusconi in tivvù, ma di solito è un evento che genera vomito ed eventuale diarrea e non certamente due ore di pianto continuo e disperato. Così, non capendo di che si tratta, prendiamo la piccola e partiamo per la Mangiagalli (la De Marchi, per la precisione). Sono le undici.

Il pronto soccorso della Mangiagalli è pronto solo di nome. Bisogna aspettare ore, tutto è svolto con una lentezza inaspettata (da un puro idealista come il sottoscritto), e tu in casi del genere non hai proprio voglia di star con le mani in mano e ti chiedi chi è l'idiota che abbia deciso di chiamarlo pronto. Il soccorso. All'accettazione ti accoglie un signore tozzo e grasso (un infermiere, ho scoperto successivamente), sembra Phil Collins con trenta chili in sovrappeso, che ti tratta come se la tua presenza fosse un fastidio per la Mangiagalli e ci manca poco che ti chieda di tornartene a casa e provare a curarla da te la bimba. Come c'è l'autocertificazione, Phil Collins è un fautore dell'autovisita, dell'autodiagnosi e dell'autocura.

Il lettore tipo.

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Ora, che significa marketing. Soddisfazione di bisogni - reali o generati. In due parole. Non voglio fare concorrenza qui al manualone del Sole24Ore. Ma dare un esempio concreto.

Allora. Andiamo a vedere un pò chi legge g&f. Qual'è il profilo del lettore tipo di g&f.

• laureato, spesso con MBA (il master, non il basket);
• professionista, spesso nel settore software, hig-tech o new-economy (che adesso gli americani chiamano Web 2.0, dopo l'ecatombe degli ultimi tre anni);
• lavora nella funzione marketing; spesso gestisce altre persone;
• viaggia, per lavoro o diletto;
• parla otto-nove lingue, in media chiaramente.

E cosa cerca chi si imbatte in g&f? Statistiche alla mano. Semplice.

• head-hunters; lista head-hunters; head-hunters Milano;
• MBA; Master in Italia;
• viaggi; informazioni Cracovia; Orange County; passaporto; Madrid;
• russel reynolds; alexander mann italia;
• marketing; social network; marketing relazionale;
• Zelig
• taverna basca milano; zio pesce milano; pulpo alla gallega;
• megalopoli; Milano;
• Culi grossi e belli.

Asia 2.0.

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Interrompiamo le comunicazioni per il consueto aggiornamento fotografico sulla crescita di Asia. Complici parecchi centimetri e chili in più e qualche capello in meno (caduti in un'imboscata ad opera della mamma e ad insaputa del sottoscritto) Asia è cambiata non poco negli ultimi trenta giorni. Eccola, Asia 2.0, nell'ultimo fotoset, al compimento del suo sesto mese.

E, per i fan dell'evoluzionismo darwiniano, ecco i photoset precedenti: Asia alla nascita, Asia sei settimane, Asia due mesi, Asia tre mesi, Asia quattro mesi, Asia cinque mesi.

Quali vignette?

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Vignette. Cartoons. E' interessante notare come nessuno dei quotidiani online Italiani pubblichi le famose vignette [vedi post, link] che stanno infuocando mezza Europa e Medio Oriente. Per l'esattezza, ho cercato su: Corriere, Repubblica, Messaggero, Padania, Unità, Manifesto.

Nulla. Nada. Nothing. Il Corriere pubblica tre vignette. Le più light. Interessante chiedersi come mai.

Piesse. Alla fine le ho trovate. Le vignette. Su un magazine francese, ma le ho trovate.

Satanic cartoons.

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Sono a Madrid. Ho a fianco tre colleghi. Musulmani. Il primo è Egiziano. Vive al Cairo. Il secondo Libanese. Vive a Dubai. Il terzo Pakistano. Vive a Monaco. Che occasione.

Occasione unica. Ne approfitto. Per chiedere. Cosa ne pensino dell'ormai arcinota storia delle vignette. Quelle pubblicate dal quotidiano danese e riprese da tutta Europa - fatta eccezione che dai quotidiani Italiani. Quelle che hanno generato le proteste infuocate degli ultimi giorni. Proteste che hanno ormai raggiunto l'Asia musulmana. Che hanno paradossalmente riunito l'Occidente (again, fatta eccezione dell'Italia e di pochi altri paesi).

Mi dicono che sono confusi. Per l'eccessiva reazione. Che non ne sono rimasti offesi. Anche se è spiacevole notare che l'Occidente continui a legare la loro religione al terrorismo. Lezioni, da imparare.

1. I musulmani sono centinaia di milioni. Nel mondo. Gli imbecilli barbuti che vadiamo in tivvù ne sono solo una minoranza. Rumorosa, ma minoranza. Da BBCNews.

Has Muslim reaction to the cartoons been uniform? Not at all - some Muslims have accused protesters of overreacting. A weekly newspaper in Jordan reprinted some of the cartoons and urged Muslims to "be reasonable". Websites produced by and for Muslims have shown the cartoons or linked to them. One liberal website said Muslims were making a mountain out of a molehill. Some Muslims, mainly in Europe, have supported the re-publication of the images so that individual Muslims can make their own minds up and welcomed the debate on the issues that that cartoons have raised.

2. Che dobbiamo smetterla, una volta per tutte, di associare l'Islam - la religione - al terrorismo.

Blogs and brand awareness.

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Torno sull'argomento Blog e Marketing. Dopo mesi di latitanza. Un post di Gary Mintchell, firma di Automation World, contribuisce a rivitalizzare la discussione. Il sig. Mintchell analizza la (misera) brand awareness di un colosso del mondo dell'elettronica e automazione (Rockwell Automation) e suggerisce un marketing più dinamico, attuale e - perchè no - che sfrutti l'esistenza della blogosfera.

Internet bubbles strike again.

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Le bolle son tornate? Google perde il 20% prima e il 10% poi mandando in fumo undici miliardi di dollari in quarantott'ore. Cos'è andato storto. Ecco.

The Mountain View company said it earned $372.2 million, or $1.22 per share, for the final three months of 2005 -- an 82 percent increase from the same period a year before.

Tutto bene dunque. Però.

Although healthy by most standards, the profit was well below the average estimate of $1.76 per share that analysts predicted. Only lately has the Google enthusiasm started to fade, with some analysts placing sell recommendations on the stock because they see it getting too far ahead of the company's financial performance.

Ecco spiegato il mistero. E se anche MT fosse quotata al Nasdaq piazzerei un bel sell. Visto che ieri mi son spariti tutti i commenti. Meglio, i commenti di g&f son sempre lì bel belli, ma i contatori di gennaio e febbraio mostrano degli impietosi zero. E le mie aspettative di (confuso) stakeholder sono andate a farsi fottere.

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