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December 2005 Archives

Duemila. E sei.

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Mancano poche ore ormai. In Australia hanno già festeggiato, l'Europa invece si prepara, sotto la neve. In Spagna una nuova legge impedirà di fumare nei luoghi pubblici, a partire da domani. La Francia schiera venticinquemila forze dell'ordine per sopprimere eventuali sommosse di fine anno. Londra inizia il duemilasei con uno sciopero di ventiquattr'ore del Tube. In Italia le Autostrade, le stesse che aumenteranno i pedaggi a partire da domani, non riescono a far fronte all'ennesima nevicata e chiudono nel centro del Paese.

Peccato. Che il 2005 stia per terminare. E' stato l'anno dei cambiamenti per l'autore di g&f (il sottoscritto, suvvia): g&f 3i, l'MBA, il nuovo lavoro, i viaggi, il nuovo arrivo in famiglia - chissà quando un anno del genere mi ricapiterà ancora. E chissà cosa ci porterà il 2006. Di sicuro ci toglierà dalle scatole il signor Silvio Berlusconi. E questo non è un fatto da poco. E poi si vedrà. Ma senza sperar troppo. Che come diceva il sergente Lo Russo in Mediterraneo:

Chi vive sperando, muore cagando.

Buon Anno.

Sicilia, again.

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Sicilia. g&f si trasferisce in Sicilia. Con Asia e consorte. Per una settimana. Non sono garantiti nuovi post. Non sono garantiti auguri di fine anno, quindi ne approfitto. Adesso. Nulla è garantito, insomma.

Come nel governo di Milvio, d'altra parte. Buon Anno.

DHL. Milano. Italia.
Allora, io chiamo. Per avere informazioni su un pacco che avrei dovuto ricevere una settimana fa. E' la settima volta che chiamo, visto che è difficile che dal magazzino richiamino i clienti e soprattutto che in periodo Natalizio è normale che ci siano ritardi, dato che la mole di spedizioni triplica. Io rispondo che son cavoli loro e che dovrebbero risolvermi in fretta il problema visto che è risaputo - e in anticipo - che durante le feste natalizie il fatturato triplica. Parlo son Susanna. Maria. Simoma. Sergio. Franca. Nessuno sa darmi una risposta. Nessuno ha informazioni sul pacco. Nessuno mi richiama. Mai. Ricevo il pacco dopo otto giorni, pur avendo pagato per una spedizione di ventiquattr'ore. Morale?
- Tempo trascorso: otto giorni.
- Livello di soddisfazione: nullo.
- Tornerò a comprare un servizio da DHL? Mai. Never.

Hilton. Irvine. California, USA.
Telefonata. Devo prenotare una permanenza di qualche giorno presso questo Hotel. Chiedo di avere la corporate special rate. Nessuno è in grado di garantirmela. Chiedo del customer service o customer assistance o vattelapesca. Mi passano Steve. Steve fa una ricerca, trova ciò che deve trovare, completa la prenotazione. Tariffa: corporate special rate. Nel frattempo si fanno due chiacchiere. Mi chiede dove vivo. Come vanno le cose. Mi augura buon anno. Morale?
- Tempo trascorso: venti minuti.
- Livello di soddisfazione: massimo.
- Prenoterò ancora all'Hilton? Si. Certo.

Inverno a Milano. Il Fotoset.

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Niente parole, questa volta. Immagini. Milano e la nevicata. Qui, l'intero fotoset.

Spaziotempo.

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A Milano continua a nevicare. E va in tilt il Server a Cagliari. E con lui g&f. Black-out spaziotempo di quattro ore. Tutto risolto, ormai. Almeno, pare.

Ti svegli e nevica. Il Corriere titola Maltempo, nevica anche a Milano. Come se la neve qui fosse un evento eccezionale. Nevica sulle ville del signor Berlusconi e sulle case popolari del Giambellino. Sulle boutique di Montenapoleone e sulle botteghe di Lambrate. Su Fiorani e sull'impiegato della filiale di Corvetto. Insomma, è uno degli eventi più democratici degli ultimi quattro anni. Non lamentiamoci, please.

SMS Natalizi. Guida minima.

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Classic.
Un sereno Natale di pace, amore e serena serenità.

Struggente.
La felicità spesso si insinua attraverso una porta che non sapevate di aver lasciato aperta. Non so cosa c'entri, ma Buon Natale.

Sintetico slang.
Buh On N'le.

Customer oriented.
Ti confermiamo l'evasione del tuo ordine. Buon Natale.

Ermetico [thanks Etty].
Babbo Natale mi ha detto che sei stato molto buono quest'anno. Gli ho risposto che è stato solo per mancanza di occasioni! Buon Natale.

Zequila-like [thanks Silvia].
Auguri per ogni sorriso che ti farà star bene, auguri per ogni sogno che vorrai realizzare, auguri per ogni bacio che ti scalderà il cuore. Auguri di Buon Natale.

Rivoluzione? No, grazie.

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Eccoli. I teen-ager del 2005 son così. Roba che l'ex rivoluzionario Mario Capanna si rivolterebbe nel letto del suo bell'appartamento da un milione di euro a fianco a Piazza Duomo.

Dal 2006 mi aspetto di cambiare il mio carattere, di trovare nuovi amici e di studiare molto. E spero di passeare gli esami, di non essere bocciata. Non sono stata bocciata fino adesso e devo essere bocciata proprio adessso. Quello che voglio dal 2006 è DI AVERE NUOVI AMICI E STUDIARE.

E' Natale, dude.

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g&f chiude i battenti. Un paio di giorni, anzichenò. E' Natale, dudes.

E saremo tutti più buoni e non scriveremo male dell'idiota e faremo tanti regali e daremo qualche centesimo in beneficenza e mangeremo il capitone (è il capitone che si mangia a Natale?) e ci commuoveremo davanti allo sceneggiato di gesù alla RAI e andremo alla gelida messa di mezzanotte. Insomma, ci si risente. Buon Natale.

Credo che ci abbiano già invaso. Devo verificare. Ne ho avuto prova ieri. Non ne sono sicuro, ancora. Facciamo attenzione. L'attacco dei Tecnodroidi. Si stanno insinuando tra noi. Com'è, come non è, e te li ritrovi a fianco. Sembianze umane, porca miseria. Son bravi a mimetizzarsi. I Tecnodroidi. Ne ho avuto prova ieri.

Al Comune del posto dove vivo da qualche anno (*). Vado a fare un pò di pratiche. Che m'han fatto un gran casino e mi ritrovo con un nome sulla carta d'identità diverso da quello della tessera sanitaria. E già qui i primi sospetti. Vogliono fotterci le identità. Vogliono confonderci. Poi arrivano loro - i Tecnodroidi - e zap! l'invasione è fatta.

Dicevo, vado a fare un pò di pratiche. Devo rifare, in ordine: uno Carta d'Identità; due tessera sanitaria; tre modifiche all'anagrafe; quattro devo autenticare delle foto; cinque la patente. Insomma, la mia intera identità deve essere rivista. E già qui i primi sospetti. Così vado lì e mi aspetto otto mesi - sappiamo come funzionano gli uffici pubblici in Italia. Ci metteranno tre mesi per la Carta, due mesi per la patente, insomma, avrò tutto pronto a Natale del duemilaesei. Penso io. E invece no.

E invece in venti minuti mi liquidano. Sbalorditivo. Carta d'Identità. Venga avanti. Pratica qui, bollo lì. Bum! Tessera Sanitatia. ASL. Certificato qui, foto lì. Bum! Foto autenticata. Bum! In venti minuti sono fuori. Ho già tutti i documenti sostitutivi. Altri me li spediranno a casa. Con comodo. Abituato a Milano, sono sbalordito. E comincio a riflettere. E' pazzesco. Non sono umani. Non possono essere umani. L'attacco è iniziato. I Tecnodroidi sono tra di noi. Non possono essere umani. Nel pubblico, poi. No no. Guardatevi intorno. L'attacco è iniziato. Parte da San Donato, si estende a tutta Italia. Guardatevi intorno. I Tecnodroidi del pubblico sono già tra di noi.

(*) San Donato Milanese

Un tempo la Grotta era questo. Culla di civiltà e di progresso. Adesso una parte della Grotta non c'è più. Per far posto alle truppe di invasione nemiche (gigalettino Foppapedretti per Asia con fasciatoio, bagnetto, cucina, palestra, doccia incorporate). E così la gloriosa Grotta, proprio come l'Italia del signor Silvio Berlusconi, si avvia verso un tragico inarrestabile declino.

Sigh.

E andiamo avanti.

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Oggi Milano è sottozero. Non che importi a molti, ma questo è stato definito un urban blog, quindi è il caso che vi allieti con faccende cittadine, di tanto in tanto. Cose come il tempo, la neve, il traffico, le tangenziali e argomenti di questo genere. Dicevamo, dunque, oggi Milano è sottozero. Meno quattro per l'esattezza. Alle otto del mattino. L'auto era una lastra di ghiaccio. Ho temuto che si sgretolasse la carrozzeria quando ho provato a toglierne uno strato (di ghiaccio, non di carrozzeria). C'è un sole impressionante e un cielo azzurro pantone trentadue che sembra riempito col Paintshopprò. Una di quelle giornate che adoro.

Milano è tappezzata da nuove gigantografie. Una, in foto. Operazione verità. Sembra un reality. Le altre qui. In sintesi.

- Siamo forti in Europa e amati nel mondo intero. E andiamo avanti.
- Siamo tutti al lavoro. E siamo senza tasse. E andiamo avanti.
- Tutti a scuola usano internet. E andiamo avanti.
- I poliziotti sono in tutte le città. E andiamo avanti.
- Ci sono tanti cantieri tra le palle e l'Italia è ripartita. E andiamo avanti.
- Eppoi c'abbiamo le pensioni. E andiamo avanti.

Manca.

- Siamo un popolo coi controcoglioni. E andiamo avanti.
- Abbiamo trenta euro in meno in Banca ma andiamo ugualmente avanti.
- Bisogna entrare in treno con lo scafandro. E andiamo avanti.
- Abbiamo ormai perso il 50% del nostro potere d'acquisto in quattro anni. Ma andiamo sempre avanti.

Milano oggi è sottozero. Ed è anche più allegra, grazie ai simpatici manifesti dell'idiota. Dicevo, grazie ai simpatici manifesti del caro signor Silvio Berlusconi.

Carte, Banche e Furbetti.

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Quattro mesi fa. Quattro lunghi mesi. Quattro mesi fa la mia VISA veniva clonata, da sedicenti (e chissà, forse anche sedicenni) Palermitani. Ieri, dopo quattro mesi, Fineco restituisce il bottino (milleduecento euro). La nuova VISA era arrivata a ottobre, ben due mesi dopo la clonazione. Solo a titolo di curiosità: l'Amex la sostituiscono in quarantott'ore, in qualsiasi punto del globo io mi trovi.

Morale. In Fineco non rubano, come han fatto Fiorani e i furbetti ai danni dei clienti della Pop di Lodi. Ma reagiscono con una lentezza a dir poco imbarazzante (per i signori di Fineco, chiaro). Che se dovessi andarlo a raccontare a un americano mi si pianterebbe davanti chiedendo con faccia da sberle Are you kidding?

Mi è già capitato una volta. Di assumere un blogger. Chissà che non capiti ancora. Premessa: non scherzo come al solito. Sto cercando un candidato/a. Assunzione immediata. Il profilo completo è qui: download file. Sales Trainer per Europa, Africa, Medio Oriente. In formato pdf. Il file, non il Trainer.


In sintesi. Cosa è richiesto.
- Esperienza nel training (creazione e delivery)
- Inglese fluente
- Spagnolo fluente
- Esperienza nelle vendite, è un plus

Che si fa. Sempre in sintesi.
- Si fa parte del dip. Marketing EMEA
- Si fa training alla forza vendite (è una software company)
- Si viaggia un bel pò in tutta la regione (Europa, Africa, Medio Oriente)

Insomma. Si viaggia da matti e si viene pure pagati. Egregiamente. Se siete interessati - e se ritenete di avere un profilo professionale simile a quello descritto - scrivetemi con Civvì allegato. Qui.

Ora, pensate un pò. Lei è indecisa. La signora Moratti. Sindaco si, sindaco no. Milano. Una scelta difficile, insomma. Mappoi il dubbio è superato. Milano, si. Sindaco, si. E venerdì la signora Moratti annuncia la sua candidatura. Cidielle, chi altri sennò?

La cosa buffa è che già venerdì sera Milano si riempie di gigantomanifesti. Come quello in foto. Foto scattata dal sottoscritto, sabato mattina. Un brutto scherzo. Capite. Venerdì, decisione presa. Sabato, Milano invasa dai megamanifesti.

Una candidatura pensata e preparata a tavolino? Suddai. Ma cosa andate a pensare. Qualcuno le avrà giocato un brutto scherzo. Non è questo il modo di agire dei signori della Cidielle. Non è questo il modo di agire della signora Moratti.

Prologo. Questo post è apparso nella raccolta PsA (Post sotto l'Albero) 2005. Ed è, nientepopodimeno, una storia estesa sull'ormai noto Omino.

A Istanbul mi è stato assegnato un autista. Personale. Intendo dire. L'azienda per cui son qui mi ha messo un autista a disposizione. Mi è venuto a prendere in aeroporto. Aveva il pezzo di carta col loghino dell'azienda. Come a Malpensa, maddai, come a Malpensa. Dove ho sempre pensato ma chi è quel gran coglione che si fa attendere dagli omini col loghino? Ecco, a Istanbul il gran coglione sono io. In silenzio, l'ho seguito. Mi ha portato in Hotel. Ha atteso diligentemente in reception. Mi ha riportato al lavoro. La sera era lì ad aspettare. Mi ha fatto fare un giro panoramico della città. Non parla inglese. Non parla francese. Non parla arabo. Non parla nessun'altra fottutissima lingua del pianeta.

Non so come si chiami il mio autista. E' bassino, sempre elegante. Giacca e cravatta nere. Sembra una iena. Pelle chiara. Un turco chiaro. Non albino, chiaro. Ha un cellulare con la foto di una donna come sfondo. Bionda. Finta bionda. Truccata e in abiti colorati. La moglie, suppongo. L'ho chiamato Omino. Omino conosce tutte le fottute scorciatoie della città. Ci mette un'ora dove gli altri ce ne mettono otto. Omino è un asso.

Omino capisce solo tre parole d'inglese. Tenchiù. Hotel. Restoran. Ieri non sono riuscito a fargli capire che volevo andare a cambiarmi, in hotel. No. C'ho provato, giuro. Non c'è stato verso.

I go hotel. Go hotel please. Hotel. Io cambiare. Change me stesso hotel. Io hotel.

Niente. Nada. Mi ha portato a fare un giro lungo il Bosforo. Il ponte, la moschea. L'Europa e l'Asia. L'Europa qui, l'Asia lì. I due mondi. Vicini e lontani. Omino si fermava per farmi fare le foto. Diceva cose. Descriveva i monumenti. Credo. In Turco. Io tornavo all'attacco, ogni tanto.

Dal blog di Squonk.

D: Senta, caro lei, non è che avrebbe voglia di scrivere un raccontino natalizio?
R: M******, ogni volta

Il Post sotto l'albero nasce così. E-mail settimanali di sollecito, chat tardopomeridiane, commenti minatori lasciati qua e le, minacce fisiche, scenate di vittimismo, appelli accorati. Un lavoraccio, insomma. Ma alla fine, non si sa bene come, ce la si fa sempre. Così, puntuali come una cambiale, ecco la raccoltina natalizia. Terza edizione, niente meno.

Come al solito, siete liberi di farne un po' quello che volete; va bene (quasi) tutto: l'anno scorso, per dire, metà dei post sono finiti come regalo sotto i tergicristalli delle macchine parcheggiate davanti a un ristorante cingalese. Se decidete di stamparlo e usate la carta giusta, ne potete far venire fuori una cinquantina di aerei di carta, e organizzare lo show delle Frecce Tricolori della blogosfera. Vedete un po' voi, ecco.

Insomma, lo potete trattare come si trattano i regali di Natale: si fa un bel sorriso, si ringrazia, si tira il giorno di Santo Stefano e si inizia a pensare se è il caso di tenerli proprio tutti. No che non è il caso, certo. Però, se pensate che questo non è "un" regalo, ma addirittura una collezione di regali, magari vi si intenerisce il cuore, capace che vi ritrovate persino a leggerlo.

Piesse. Il PsA (Post sotto l'Albero) include pure la seconda puntata di Omino, ma ti rendi conto.

Natale a Copenhagen. Il fotoset.

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Ecco Copenhagen. E il Tivoli. E gli Elfi. E le piste del ghiaccio. E tutto il resto che ci si aspetta di vedere in una fredda notte prenatalizia nella capitale Danese. Qui, nell'ultimo fotoset.

Scandinavi?

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Allora, io son qui, a Copenhagen. Meeting. Gente da tutta la Scandinavia. Io e un francese, unici europei meridionali. Pausa caffè. Uno svedese si avvicina e mi dice.

Un giorno tutti gli Svedesi con quoziente di intelligenza pari a zero decidono di trasferirsi in Danimarca. Fu così che il quoziente di intelligenza medio dei due paesi salì drasticamente.

Ecco. Da oggi non dirò più di essere in Scandinavia o di parlare con degli Scandinavi. Sono in Danimarca. E sto discutendo con uno Svedese (Del Sud. Che gli Svedesi del Nord sono tutta un'altra cosa.)

Again and again.

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Ma lo avete visto? Lo avete visto il signor Silvio B. in tivvù? Dove? RAI, dove asennò. Botta e Risposta. O qualcosa del genere. Ignobile. Crede ancora di poterci prendere per i fondelli. Ancora. Again and again. Il miracolo Italiano. Il contratto cogli Italiani. Niente tasse (come se pagarle fosse un disonore). Le toghe rosse. Gli attacchi delle tivvù (quali tivvù, le sue?). Il ponte e le grandi opere. La crescita del Paese.

E' l'ennesimo insulto alla nostra intelligenza. E' incredibile come sia in grado di ripetere gli stessi slogan, all'infinito. Forse ci crede davvero. O forse semplicemente non si rende conto. La cosa interessante è che se ne accorga sempre e solo la stampa internazionale. Quella italica beatamente langue.

The days are ticking away to the dissolution of this legislature before an election next April. Yet Mr Berlusconi's government is wasting parliament's time in measures that benefit him or his allies. Italy's electoral system is also being changed, in a bid to improve the right's prospects. And Mr Berlusconi is threatening to alter the rules on political advertising to allow him to bring his money to bear on the outcome. Meanwhile, desperately needed structural-reform measures, including one to improve corporate governance, are languishing.

E così, mentre il suo impero si sgretola - vedi Messina - e con lui il paese dove vivo, parto, per qualche giorno. Copenhagen. Per lo meno non dovrò sopportarlo. Non credo che il signor Silvio B. abbia molte chance di farsi vivo sulle tivvù danesi.

Global Colors of Benetton.

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Cracovia, Market Square. Mercatini di Natale. C'è freddo. Ottocento gradi sottozero. Mi aggiro tra le casette di legno. Bello. Guarda un pò lì. Le roselline di legno colorate. Fine artigianato polacco. Le compro.

Copenhagen, aeroporto. Duty Free. Negozietto di roba locale. Uh. Guarda guarda. Le roselline di legno colorate. Come quelle di Cracovia. Fine artigianato danese.

Milano, negozietto di cianfrusaglie in centro. Passeggio. Alla ricerca dei regali di Natale. Ma guarda un pò. Da non crederci. Le roselline di legno colorate. Fine artigianato meneghino.

Uno potrebbe dire Eccezionale. Porca miseria, lo stesso artigiano che vende le sue roselline in Italia, Polonia e Danimarca. E no. No. La realtà è che tutto questo è semplicemente terribile. Aberrante. Frutto della più becera globalizzazione. Che fine hanno fatto i tipici prodotti locali? Perchè dovunque vada, in giro per il pianeta, mi capita di vedere sempre e solo le stesse marche? Zara. H&M. Benetton. Victoria's Secret. Gap. Mc Donald's. Lacoste. Cosa bisogna fare per non trovarsi un negozio Benetton tra le vie del centro di Gerusalemme? Per non respirare il tanfo di un hamburger nordamericano sotto la torre di Cracovia?

Chi ha una risposta mi chiami, please. Che più viaggio e più la cosa mi deprime. E non poco.

Eccolo. Questo è il nuovo giusecmondo. I paesi in rosso sono i paesi visitati dall'autore di g&f, almeno una volta nella vita. Il giusecmondo si è esteso a Est, grazie agli assidui viaggi degli ultimi sei mesi. Eppure, a chi mi considera fortunato, rispondo che tutti i miei viaggi non sono il vero viaggiare. Afferma Claudio Magris:

Il viaggio come persuasione. (...) Persuasione: il possesso presente della propria vita, la capacità di vivere l'attimo, ogni attimo, e non solo quelli privilegiati ed eccezionali. (...) Il viaggio incalzante ed incalzato, imposto sempre più freneticamente dal lavoro e dalla sua necessaria spettacolarizzazione è la negazione della persuasione, della sosta, del vagabondare.

Non sto realmente viaggiando, dunque. E ad ogni modo. Manca il Sud. E l'Oriente. Insomma, manca quasi tutto. E non so se basterà una vita.

Ancora alla ribalta.

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Un altro magazine di fama internazionale si occupa di noi. Siamo diventati delle stelle, siamo diventati. Alla ribalta su tutte le copertine del pianeta. Questa volta, il Time. European Edition. Italy vs. China. Qui.

I piccoli imprenditori di Manzano, Friuli, sotto i riflettori. La capitale mondiale della produzione di sedie. Il Time però apre prospettive di successo. Non annuncia il disastro, come i simpatici amici dell'Economist. Il successo può arrivare - ed in alcuni casi è già arrivato - se ci si differenzia e si investe in ricerca e innovazione. E descrive anche le difficoltà dei concorrenti. I cinesi. Insomma, possiamo farcela. Dobbiamo farcela. Iniziamo a mandar via il signor Silvio B. e la sua banda.

Chi ben inizia è a metà dell'opera, si diceva un tempo.

Venerdì. Volo Alitalia da Milano per Manchester. Cancellato. Sabato. Volo Alitalia da Milano per Manchester. Cancellato. Domenica. Volo Alitalia da Milano per Manchester. Cancellato. Sul quel volo avrebbe dovuto esserci il sottoscritto [qui la conaca].

Martedì mattina. Volo Alitalia da Manchester per Milano. Cancellato. Martedì pomeriggio. Volo Alitalia da Manchester per Milano. Cancellato.

Alitalia gioca sporco con i suoi passeggeri. Quando non riempie i voli li cancella. Puf. Niente profitti. Sparito il volo. Gli annunci delle cancellazioni avvengono poche ore prima. A volte minuti prima. Così non si ha il tempo materiale per cambiare compagnia. Si viene dirottati, in giro per l'Europa. Si perdono intere giornate in trasferimenti. Meeting annullati. Spese non previste. Rimborsi? Figuriamoci.

Alitalia è sull'orlo del fallimento e gioca sporco con noi passeggeri. Ricordiamoci di aver anche contribuito all'aumento del capitale della compagnia. Noi contribuenti.

Non volate Alitalia in Europa. A meno che non raggiungiate mete sicure. Parigi. Londra. Volate Lufthansa. Air France. Swiss Air. Austrian. Finnair. C'è tanta scelta, ragazzi. Non voliamo Alitalia. E se dovesse andare in bancarotta? Peccato. Ma almeno finiranno di prendersi gioco di noi. E' la legge del libero mercato, baby.

Nota. Solo un viaggiatore elite Alitalia. Ma adesso sono davvero stufo. Se potessi trasferire tutte le miglia accumulate su Lufthansa non ci penserei un attimo.

Cracovia. Il Fotoset.

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Per chi non ha mai visto Cracovia. Per chi non crede alla storia dei frigoriferi. Per chi vuole respirare il gelo dalle immagini. Ecco un piccolo fotoset. Appena sfornato.

I frigoriferi di Cracovia.

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Cacovia è uno dei luoghi più freddi del sistema solare, dopo Plutone, Urano e gli anelli di Saturno. A Cracovia ridono di brutto quando sentono le previsioni del tempo della RAI o di Mediaset che parlano di tragiche ondate di freddo sul Belpaese.

A Cracovia non c'è bisogno di frigoriferi. Il cibo viene riposto sui davanzali o sui balconi (i più fortunati). L'industria del ghiaccio è fiorente. La neve viene esportata nel resto dell'Europa centrale.

Cracovia è di una bellezza senza fiato. Soprattutto in inverno, con dieci gradi sotto zero. Il fiato ti si blocca e tu pensi Cracovia è bella da morire. I maligni dicono che Cracovia sia una piccola Praga. Forse è una grande Lucca, non so. Ma è bella e non si può non visitare, almeno una volta nella vita.

O era la Mecca, quella?

Ma guarda quanti bei Nimby.

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Tutti ormai sappiamo di che si tratta. Nimby. Not in My Backyard. La sindrome del cortile di casa. O self preservation syndrome. Da Wikipedia.

NIMBY (an initialism for Not In My Back Yard) is a pejorative acronym for the phenomenon in which residents oppose a development as being inappropriate for their local area. Such local protestors are often known as NIMBYs or NIMBYists.

Ci sono decine di casi di Sindrome Nimby in Europa e US. Svizzera. Austria. Germania. Ma veniamo ai nostri Nimbys. Quelli della Val Di Susa, per esser precisi. Difficile giudicare. Io, poi, vivo a Milano. E non sono personalmente coinvolto con la storia dalla Torino-Lione. Ma proviamo per un attimo a guardare la big picture. Proviamo ad andare oltre, senza cadere nelle spire della Sindrome.

La big picture è che ci sono due alternative a quello che tra i Corridoi Europei è detto Transpadana. Eccole. 1. Il Corridoio passa per l'Italia, Lione-Torino-Milano-Trieste. La Transpadana, appunto. Attraversato il Veneto e Trieste, raggiunge poi l'Europa dell'Est. 2. Il Corridoio passa dall'altra parte delle Alpi e tanti saluti a Torino, Trieste e compagnia bella.

Ora, il Corridoio significa progresso. Commercio. Denaro. Sviluppo. Ha il suo lato negativo, chiaro - conoscete un processo di sviluppo che ne sia privo? - ma porterà ricchezza. E, questo è il bello, non solo alla Val Di Susa. Anche al Triveneto, che sarebbe poi l'altro beneficiato dal Corridoio transpadano. Milano è già un centro nevralgico, quindi non discutiamone.

Detto questo, again, difficile per me valutare la situazione. Non vivo in Val Di Susa. Non sono coinvolto in prima persona. Ma se fossi Veneto. O Triestino. Mi incazzerei. Si che mi incazzerei. E non poco.

Essere Elite conta.

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A voltre benedico il giorno in cui sono diventato un viaggiatore Elite. O un frequent flyer, che dir si voglia. Ci siamo capiti, si. Parlo di quelli che con esagerata vena creativa son denominati Club Ulisse, Freccia Alata, Senator, Business Elite, eccosì via.

Oggi, volo per Manchester. Cancellato. Problemi tecnici, dicono. A questo punto, in base al fatto che tu sia meno un viaggiatore Elite, la tua vita cambia. Drasticamente.

1a. Viaggiatore Elite. Attesa nella sala Botticelli, il cui nome è un insulto al grande artista, visto lo stato decadente della sala. Ma è sempre meglio dell'area attesa di Malpensa.
1b.
Viaggiatore comune. Si attende, da qualche parte, in aeroporto. In attesa della sentenza di Alitalia.

2a. Viaggiatore Elite. E' rifocillato in sala Botticelli. Salatini, olive e brandy. Legge Repubblica, IlSole24Ore e l'Eco di Bergamo. Gratis. Il personale Alitalia lo informa tempestivamente degli avvenimenti e lo protegge su un altro volo. Dovrà passare la notte a Parigi e ripartire per Manchester la mattina dopo, ma tutto è prenotato e può viaggiare tranquillo.
2b. Viaggiatore comune. Non sa ancora dove finirà. Pensa già di tornare a casa.

3a. Viaggiatore Elite. Parte per Parigi.
3b. Viaggiatore comune. Se c'è posto si va a Parigi. Altrimenti si resta A Malpensa. In attesa. Presto Alitalia farà sapere qualcosa.

4a. Viaggiatore Elite. Arriva a Parigi. Al transfer desk gli assegnano una camera al Sofitel. Quattro stelle. Camere da trecento Euro. A due passi da CDG.
4b. Viaggiatore comune. Se ce l'ha fatta a salire a bordo arriva a Parigi. Finalmente gli assegnano una camera. E' all'Ibis. Tre stelle. Un pò lontano da CDG, ma meglio che niente.

5a. Cena in camera. Gratuita. Insalata mista. Salmone. Vino bianco. Poi a letto. L'indomani si riparte per Manchester.
5b. A letto. L'indomani si riparte per Manchester.

Dopo Asia-Istanbul, Asia-Milano. Eccola, adesso ha quattro mesi. E questo è il suo ultimo fotoset, scattato a Milano, oggi. In giro per Buenos Aires. E a casa, alle prese con Silvio (non quel Silvio) e con il nuovo regalo (in foto).

Tra Europa e Asia.

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Eccole. Le foto. Istanbul. Scattate durante le soste del tour forzato di Omino. Tra Europa e Asia. Io in Europa; l'Asia è lì, all'orizzonte, non più così lontana. L'intero fotoset è qui.

L'autista di Istanbul.

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A Istanbul mi è stato assegnato un autista. Personale. Intendo dire. L'azienda per cui son venuto da queste parti mi ha messo un autista a disposizione. Mi è venuto a prendere in aeroporto. Mi ha portato in Hotel. Mi ha portato al lavoro. Mi ha fatto fare un giro panoramico della città. Non parla inglese. Non parla nessuna altra lingua.

Non so come si chiami l'autista. E' bassino, sempre elegante. Pelle chiara. Ha un cellulare con la foto di una donna, in abiti colorati. La moglie, suppongo. L'ho chiamato Omino. Omino conosce tutte le fottutissime scorciatoie della città. Ci mette un'ora dove gli altri ci mettono quattro ore. E' un asso.

Omino capisce solo tre parole d'inglese. Thank you. Hotel. Restaurant. Ieri non sono riuscito a fargli capire che volevo andare a cambiarmi in hotel. Non c'è stato verso. I go hotel. Go hotel please. Hotel. Io cambiare me stesso hotel. Io hotel. Niente. Nada. Mi ha portato a fare un bellissimo giro lungo il Bosforo. Il ponte, la moschea. L'Europa e l'Asia. Si fermava per farmi fare le foto. Io tornavo all'attacco, ogni tanto. Hotel. I go hotel please. Please hotel go. Hotel andare vamos go hotel. Niente da fare. Dopo il giro di due ore mi ha portato al ristorante con gli altri boss dell'azienda. Omino è rimasto fuori ad aspettare.

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