No. Giuro. Non è uno scherzo. Volantini come questo vengono distribuiti a tutti i passeggeri all'aeroporto di Zurigo. Non portiamoci pericolosi souvenir. Penne, uova. Uova, soprattutto. In valigia. Facciamo attenzione. Proteggiamo i polli Svizzeri.
November 2005 Archives
In sintesi. Il governo di Silvio Berlusconi offre un incentivo a spese dei contribuenti per acquistare un ricevitore di Paolo Berlusconi (*) che serve a vedere i programmi di Silvio Berlusconi.
(*) Solari.com, la maggiore importatrice in Italia di Dtt è di proprietà della Pbf, società di Paolo Berlusconi, fratello di Silvio.
[dall'Espresso N. 45/46, 24 Novembre 2005]
I primi fiocchi, sono le undici del mattino. E' sempre un evento, qui. Soprattutto se non ci sono disagi (e non ce ne sono, al momento), le tangenziali funzionano (e funzionano, al momento) e i voli Alitalia non restano a terra, a differenza dei Lufthansa e di tutte le altre compagnie del pianeta (e al momento volano, pare).
Nevica. A Milano. Anche a Francoforte e Dusseldorf e in altre città d'Europa. E anche nel resto d'Italia, ad alta e bassa quota. Nevica sull'Italia destinata al declino per i signori dell'Economist. Nevica e si avvicina il Natale. Manca esattamente un mese ormai. Nevica, Malpensa e Linate sono ancora aperti, i voli non sono stati cancellati e questa è una grande conquista dell'umanità. Nevica. Asia la guarda con gli occhi spalancati, è la prima neve della sua vita.
Chi l'ha detto che gli Svizzeri non sono dei buoni marketers? In foto: barra di cioccolato, Swiss Airlines.
Siete italiani? Parlate qualche parola d'inglese? Riuscite a leggerlo e comprendere il significato? Allora comprate l'Economist, oggi. Il settimanale britannico pubblica un impietoso survey sull'Italia. Su carta. E online, qui (a pagamento). Una quindicina di pagine. Sul declino attuale e futuro del nostro paese.
Inutile dire Sempre loro, sono sempre quelli dell'Economist. L'analisi è lucida, tagliente. Mostra il futuro prossimo del Balpaese - un futuro nero come la pece.
Bisogna prendere coscienza. Per risollevarci dal disastro al quale ci ha condotto Silvio Berlusconi dovremo passare anni difficili. Dovremo subire aumenti delle tasse. Riforme. Perderemo potere d'acquisto. Non potremo permetterci ciò che possiamo oggi. Spagna e altri paesi ci supereranno. Insomma, staremo tutti peggio.
For all its attractions, Italy is caught in a long, slow decline. Reversing it will take more courage than its present political leaders seem able to muster.
Seguiranno altri post, sull'argomento.
Lo avevo già notato. Ma ieri la rivelazione. Torno in auto, da Malpensa. Lo faccio almeno due volte a settimana. Controllo la temperatura. Malpensa, meno uno. Direzione Milano. La temperatura scende. Meno due. Meno tre. Siamo a Cardano al Campo. Paesello del Gallaratese. Forse ridente, non so. Mai stato. Mi allontano. Autostrada. La temperatura risale. Meno due. Meno uno. Barriera con la Tangenziale Ovest. Zero gradi. Man mano che mi avvicino a casa si torna in positivo. Uno. Due. Duevirgolacinque. Tre. Trevirgolacinque. Quattro. Milano.
Così, avevo visto giusto. Cardano al Campo ha una temperatura di sette gradi inferiore a Milano. Capite. Sette. Mica pochi. Quando a Milano è primavera a Cardano è pieno inverno. Se a Milano ci sono trentagradi, ci si può andare a rifocillare nella fresca Cardano. Dove il termometro raggiungerà i ventitrè gradi.
Mi sono chiesto il perchè. Sono giunto alle seguenti conclusioni.
Fatta eccezione per 1. Il deserto del Turkmenistan; 2. La città fantasma del New Mexico (quella del Far West, come diavolo si chiama, ci giravano pure i film dei caubois, qualcuno si ricorda il nome?); 3. Ulan Bator; 4. Rapallo; 5. La Groenlandia; ebbene, fatta eccezione di queste cinque località, Zurigo è il posto più noioso del pianeta.
Che è anche un peccato, perchè la città è pure carina e la gente non è poi così male, anzi, è anche simpatica, ma tu arrivi a Zurigo e non hai scampo: una noia mortale. Forse perchè è tutto pulito in modo maniacale, non so, forse perchè la vita della città chiude con i negozi, alle cinque del pomeriggio, o forse perchè la cioccolata è onnipresente, persino in aereo, in chiesa e nei cessi pubblici, chissà, o forse perchè gli Swatch si vendono solo da queste parti mentre nel resto della galassia sono ormai inesorabilmente out, o ancora non so. Insomma Zurigo è di una noia pazzesca.
Allora dopo il lavoro mi chiudo in Hotel, guardo un pò di tivvù, poi mi annoio e accendo il piccì, vado giù a cenare con l'Economist tra le mani, leggo un pò ma poi mi annoio e torno su e poi finalmente riesco a prendere sonno.
L'indomani mi sveglio, la noia mi assale, prendo un taxi, il tassista investe due vecchietti, il tram per scansarci si catapulta sulla linea del metrò, tre auto della polizia si spiaccicano sul tram, l'ambulanza sbanda e scaraventa i due vecchietti sulla folla del mercato della cioccolata, io nel frattempo arrivo in Aeroporto, controllo l'orario sul mio nuovo Swatch e prendo il primo volo per Milano.
Non succede mai nulla da queste parti. Dio, che noia.
Norimberga. Sono in taxi. E' buio. Sono qui per una fiera. Sono arrivato stamane, e già riparto. Di Norimberga ho a malapena visto: l'aeroporto, i taxi, un parco, un paio di guglie, il palazzo della Fiera, le salsiccie bavaresi, le casette bavaresi in periferia, la mostarda.
Norimberga. Taxi. Mi avvicino all'aeroporto. Ristorante. Bei Giulio, Ristorante Italiano, specialità Kebab e Pizza. Chissà perchè Bei. Bei Giulio. E chissà perchè Kebab. E pizza. Turchia. E Italia. Oriente. E Sud.
Strane convergenze.
Ricordate le Formiche? La raccolta. Si. Gino e Michele. Proprio loro. Adesso ecco le Cicale. Nuovo di zecca. Già. E questa volta, una novità. Federico Basso, del cui Fan Club (il celeberrimo Fancùl Club) sono l'indiscusso Direttore, è presente nella raccolta. Con ben sei battute. Non una. Sei. E visto che siam qui, eccone una.
Ieri sono entrati i ladri in casa mia. Una mia vicina sostiene che erano albanesi. Io sostengo invece che fossero filippini: sono spariti duecento euro, ma c'erano tutte le camicie stirate.
Dopo il Curry Mile, il Risotto Mile. Vuoi mettere. SlowFood. Osteria da Abele. Via Temperanza. Milano Loreto. Ultima Gecocena. Risotti. Insalate di carciofi e grana. Scelta di formaggi. Grappa. Trenta euro. Altro che Manchester. Altro che Yang Sing.
Piesse. Come raggiungere l'Osteria. 1. farsi portare da un taxi. 2. Arrivare a Loreto, poi tornare indietro, poi girare in via Leoncavallo, poi voltare al palazzo della Erg, poi sempre dritto, poi tornare a casa che tanto non si troverà mai parcheggio. 3. Lasciare l'auto a casa e prendere il metrò. Uscita Loreto.
Visto che Flickr ha ripreso a dar segni di vita, ecco qualche foto da Manchester. Il Curry Mile, il quartiere indopakistano. E poi il Curry food. E ancora uno dei tanti bei palazzi marroni. E Yang Sing, il più famoso (e caro: cinquanta sterline a cranio) ristorante cinobritannico. Il tutto nel mini-fotoset qui.
Sembra che g&f valga la bellezza di venticinquemila dollari. Anzi, qualcosa di più. E il vostro (blog)? Ecco, date un'occhiata qui.

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Poche ore. Tra poche ore il volo Alitalia azzetaquattoseinove atterrerà a Malpensa. Nello stesso momento il volo Lusitania Airlines tresettedue sfreccerà sui cieli iberici per atterrare (sempre) a Malpensa. Tra poche ore due auto anonime coi finestrini oscurati fenderanno il traffico brianzolo per raggiungere Milano. Un Cargo battente bandiera Maldiviana giungerà a Milano dopo una corsa tra i cieli orientali. Infine, un individuo in incognito raggiungerà il luogo dell'appuntamento a piedi (lo stronzo!), col viso coperto da un mantello nero.
Che la Gecocena della Rinascita abbia inizio.
Tu te la immagini grigia e fredda. E noiosa. E invece no. Peggio. Molto peggio. Manchester è una città marrone. Case marroni, strade marroni, mattoni marroni. Facce marroni, gente marrone, abiti marroni, cielo marrone. Gli alberi no. Marroncini.
A Manchester piove quattrocento giorni l'anno. Oggi c'è un pò di azzurro e la gente marrone è demoralizzata da matti, che il cielo ha assunto uno strano e preoccupante colore.
A Manchester sono nati gli Oasis. Nei sobborghi marroni della città. Ed è un miracolo che la loro musica sia così colorata.
Chiedi di portarti in un ristorante tipico e ti portano al cinese. Dicono che è il cinese più famoso d'Inghilterra (England, dicono, e non so se Scozia e il resto sono inclusi). Oggi invece mi porteranno al Curry Mile, il miglio del Curry, la strada dei ristoranti indiani. Immagino che si cenerà indiano. Il cibo locale resterà un mistero.
Gli abitanti di Manchester si chiamano Mancunians. Che sembra il nome di un popolo spaziale ma invece no, sono gli abitanti marroni della città. A pochi chilometri c'è Liverpool che è tutta un'altra cosa, dicono da queste parti. Forse lì il cielo non è marrone. Chissà.
Domani notte. Una fumosa Osteria. In centro a Milano. La Confraternita si riunisce. Al completo. Dopo la crisi. La Rinascita. Gechi accorrono da tutto il pianeta. Dalla Lusitania. Il sottoscritto dalla Britannia. E poi dalla Brianza. Dalle Maldive. E anche dall'Etruria, sembra. Strane voci corrono. Sembra che sia la resa dei conti. E la nascita di un nuovo Statuto.
Partenza. Manchester. Tre giorni. Mai stato lì. Che dire. Ho sempre desiderato visitarla, Manchester. E' sempre stata tra i miei sogni. Ricordo ancora, ero piccolo, chiesi a Babbo Natale un biglietto FS (non era così comune volare, a quei tempi) per andare a Manchester. E adesso, finalmente. Il sogno si avvera. Speravo, io. Che potesse avverarsi tra trent'anni. E invece. Già.
Occhei. Lasciamo perdere.
A proposito di come Lonely Planet vede l'Italia e i suoi abitanti. E' giunta l'ora di soddisfare due richieste. Salento (Aioros). E Udine (Agnul). Dalla Guida delle Guide. Iniziamo, con Lecce.
Nota. Si accettano altre richieste. Città, provincie, regioni. Via commenti, please.
Lecce (dalla guida Italy, ed. Lonely Planet).
A centre of learning, Lecce recalls Montpellier in France and Salamanca in Spain, fellow university towns with deep roots, style, grace - and planty of student cafes and bars.
Direi non male. E giù informazioni turistiche, per lo più prive di commenti, che non è il caso di riportare su g&f. Oltre alla Lecce barocca sono citati il Chatwin-Cafè, il ristorante La Capannina, il Caffè Alvino come luoghi da non perdere.
Udine (dalla guida Italy, ed. Lonely Planet).
The region's second-largest city, Udine's turvy history has left it heir to an oddly mixed Italian, Slavic and Germanic culture. The city lieas at the heart of Friuli and as some inhabitants still speak the local dialect, the towns authorities have put up street name in dialect next to the official Italian signs.
Questa l'introduzione alla città. Insomma, parlate una strana lingua e c'avete le insegne in dialetto. Poi un pò di storia, il terremoto, le gemme del Rinascimento, il Gotico. E poi senti senti.
Don't wait too late to eat out, as the city is pretty quiet by 10pm, especially during the week - no Latin excitement in the streets here.
Insomma. Alle dieci in punto tutti a nanna a Udine; e niente eccitamenti Latini. Che dire. Mi spiace. Capita.
Quella qui in foto è una mariscada (avrei voluto usare Flickr per pubblicare la foto, ma sembra che abbiano dei problemi, stamane). Una mariscada è un piattone spaziotemporale gallego (ovverosia della Galizia) di crostacei giganti, frutti di mare atlantici e altre incredibili e sconosciute bontà.
Non è necessario andare fino in Galizia per gustarsi una Mariscada. Basta trovarsi a Madrid (lo so, lo so a cosa state pensando, lo so, abbiate pazienza). Il ristorante si chiama Ribeira do Miño. E' dalle parti della Gran Via. Tu vai su nella zona alta della Gran Via, poi giri a sinistra a Fuencarral o Hortaleza e ti ritrovi di fronte questa viuzza insificante con un ristorante insignificante. Non gli daresti due lire. Poi entri e...Il prezzo è sui venti euro. Il cibo è il miglior pesce mai mangiato a Madrid.
Dimenticavo. L'indirizzo. Ribeira do Miño, Calle Sta Brigida 1, Madrid. E preparano anche mariscadas da asporto. Pensa un pò. Potreste provare a prenotarne una da spedire in Italia. Con Alitalia, magari. Chissà.
Guarda, guarda. g&f è sulla Stampa. Qui. No, dai. La Stampa, ma mica tutta. Solo quella di Torino. La Stampa, il quotidiano, insomma. Identificato come il "milanese Giusec". C'è l'argentino Che, il britannico Tony e il brianzolo Silvio. E il milanese Giusec. Che soddisfazione.
A proposito del post precedente. Sull'allegro risanamento degli amici di Alitalia. Qualche dato.
- lo stato verserà 489.2 milioni di euro per la ricapitalizzazione dell'azienda;
- in Italia ci sono circa venti milioni di contribuenti. Io. Tu. Voi. Noi tutti.
Morale. Stiamo regalando venti euro a cranio per salvare Alitalia. Ci stiamo autotassando di venti euro a contribuente per sanare gli sprechi di Alitalia. Bella la vita. Altro che libero mercato. Concorrenza. Cos'è la concorrenza? Divertente. Tanto ci siamo noi. Che con i nostri venti euro risolviamo i loro problemi.
Strano. Che sui giornali Italiani non se ne parli. Sugli stranieri invece si. Forse sono più obiettivi. O forse noi diamo tutto per scontato. Non so. Alitalia. Il Governo salva l'azienda, grazie ad un aumento di capitale di un miliardo di euro. Di cui almeno la metà sarà pagato dallo stato. Cioè da noi.
- BBCNews dedica un articolone alla vicenda. In prima pagina. Qui.
- anche il Wall Street Journal pubblica la notizia in prima pagina, dando la parola ai concorrenti. Che accusano Alitalia di concorrenza sleale. Qui.
- Corriere, Repubblica e La Stampa se ne fottono allegramente. O per lo meno, non ritengono importante la notizia. Preferiscono invece le top model ricoperte di cioccolato o Del Piero incazzato perchè la panchina non fa per lui.
- IlSole24Ore ne parla. Si, lui si. Ma intitola la storia: Alitalia affonda in borsa; 12 banche in soccorso. Qui. E non da quindi l'idea di cosa realmente accade.
Ciò che realmente accade è semplice. Alitalia affonda. Tutti i tentativi di ristrutturazione sono andati a puttane. I piloti romani fanno ancora la spola allegramente con Milano anzichè essere "invitati" a trasferirsi nel capoluogo lombardo. Gli sprechi sono incalcolabili. E lo stato paga, per salvare l'azienda. Che poi questo significa che pago anch'io. Per salvare Alitalia. Capite. Io sono obbligato a pagare una delle compagnie aeree che mi sta più sui coglioni. Divertente. No?
Cimoli dice: "Stiamo costruendo una macchina da guerra che sará in grado di raggiungere gli obiettivi prefissati per il rilancio di Alitalia e il suo risanamento".
C'è l'Election Day. E il D-Day. E il Day-After. E poi il Thanksgiving Day. Il Gay-Pride Day. Il National Arbor Day. Il System Administrator Appreciation Day (il link, per i miscredenti).
E poi c'è il Cacca Day. In casa del sottoscritto il Cacca Day è festeggiato ogni due giorni. Circa. Non ha una lunga tradizione. E' stato ufficialmente istituito il sei agosto duemilaecinque, giorno della nascita di questa signorina qui. E da allora si celebra. Puntualmente. Un paio di volte alla settimana.
Il Cacca Day è un giorno di mobilitazione familiare. Viene istituito il coprifuoco - quasi come a Parigi; no, non pensavo di avere tutte queste affinità coi francesi. Si stacca il telefono. Non ci si muove da casa. Si chiudono le finestre, si tiran giù le veneziane. E si attende.
Si attende, si attende, si attende. Finchè la celebrazione ha un senso compiuto. A quel punto il Cacca Day non è ancora terminato. No. Figuriamoci. Ci sono i racconti - amici, famiglia, colleghi - degli indimenticabili momenti (appena) vissuti e dei sogni, dei piani e dei propositi per il prossimo sensazionale Cacca Day.
Ho sempre considerato le Lonely Planet il massimo. Il massimo delle guide di viaggio. Il non plus ultra. La perfezione. Non ci sono foto, è vero. Nè immagini. Ed io, che affido la poca memoria che possiedo al lato prettamente visuale, ho sempre compensato tale mancanza con l'acquisto di una seconda guida. Visuale. O un Traveller. Insomma, qualcosa che mi mostrasse il luogo da visitare oltre che a descriverlo a parole.
Le Lonely Planet, però, sono un'altra cosa. Dettagli, indicazioni, costi. Il tutto descritto con una sana ironia. Dettagli, indicazioni, si diceva. Mai così fedeli alla realtà. Almeno, credo.
Così ho deciso di comprare la guida sull'Italia. Quella in inglese, però. Quella che tutti i turisti stranieri acquistano. Prima di visitare il Belpaese. E dopo l'acquisto son finito, indovinate un pò, a vagare sulle pagine di Milano. Ed ecco cosa ho trovato.
Nota. Se siete curiosi di sapere come la guida descriva la vostra città scrivete sui commenti. Altri post seguiranno.
Parigi brucia. E anche Picardie, Rennes e Nantes. E una ventina di altre città francesi, come testimoniano il New York Post e Yahoo News. E sembra che le proteste si stiano estendendo anche ad altre zone d'Europa. Danimarca, ad esempio.
- Technorati lista quasi 3100 post con tab Paris Riot.
- le foto dei disordini riempiono le pagine di Flickr
- ABC News mostra dati e spiega le ragioni della protesta (Paris Riots in Perspective)
- BBC News riporta la mappa degli avvenimenti
- 101-280 linka un video canadese con immagini degli scontri a Parigi
- varie opinioni, qui, qui e qui (tanto per citare alcuni dei blog che si pronunciano sull'argomento)
Fanno semplicemente sorridere i riferimenti alle cause islamiche dei disordini. Come dire che i cattolici mettono una bomba sulla Torino-Lione per protestare contro la linea ad alta velocità. Bisognerebbe riflettere sul vero senso delle parole. A volte.
Ricordate l'articolo di Stella su Claudio Regis, Vice Commissario ENEA, e le sue accuse di aver fatto fuori Rubia? E le risposte del signor Regis su g&f e altri blog?
Per rinfrescare la memoria:
- post su articolo di Stella (Regis, professione presunto ingegnere)
- prima risposta del signor Regis, sul blog No-Luogo
- seconda risposta del signor Regis, su g&f
- compendio e riepilogo della storia
Ora. Ricevo un altro messaggio dal signor Regis, in risposta alla mia domanda "Chissà se Stella risponderà mai, ufficialmente". Riporto il messaggio completo qui sotto.
Per la cronaca. Ho anche inviato i post con relativi link al Corriere della Sera, in attesa di una risposta del signor Stella. Risposta mai giunta. Sempre per la cronaca. L'attenzione che il signor Regis mostra per i blog lo rende particolarmente simpatico, ai miei occhi. Ma veniamo al dunque. Ecco il messaggio.
C'è chi li brucia. I libri. Per alimentare il fuoco. Del camino. Pepe Carvalho, ad esempio. C'è chi si sentirebbe male al solo pensiero di farlo. Salvo Montalbano. E il sottoscritto.
Se però vuoi disfarti di un libro approfittane. Fnac raccoglie libri usati. A Milano, in Via Torino. E li distribuisce ad Ospedali, Biblioteche, Centri di Accoglienza.
E per di più li paga. Tre euro. A libro. Per una volta, solo per una volta, non seguire l'esempio di Carvalho.
Sono fortunato. Tivvù. Mi è capitato di vedere un pezzo dell'Isola dei Famosi. Stasera. Prima volta. Ferrini. La Elmi, poveretta. Mostruosa, a soli sessant'anni. E poi la Del Santo, Idris (Igris? Ibris?) e tutti quegli altri signori sconosciuti (ma non era dei Famosi?). E ancora la coppia di sposini. Quei due, si. Che han trascorso la luna di miele sull'isola. Coi famosi sconosciuti. Poveretti, anche loro.
Che tragedia. Sono fortunato. Siamo fortunati noi. Non ci manca nulla. Abbiamo studiato. A casa tutto bene. Poveretti loro. Che tragedia. Come si son ridotti. Ma che immane tragedia.
E tre. Asia compie tre mesi. Pensate. E ha già alle spalle:
- un volo in Sicilia
- un viaggio in Val d'Aosta
- tanti simpatici amici pediatri, tre a Milano, uno in Sicilia, uno a Modena chiisà quanti altri disseminati sul suolo Italico
- un Cacca Day settimanale ormai consolidato e perfettamente funzionante
- tanti amici, tra cui Silvio (no way, è il suo amico preferito, c'era da aspettarselo)
Val d'Aosta, dicevamo. Eccolo. Il fotoset del suo ultimo viaggio (Champoluc) è qui, via Flickr.
Autunno. Giallo. Rosso. Cime. Paesini arroccati. E ancora rosso. E giallo. Nuovo England? No, no. Dintorni del Lago Michigan? Maddai. Ring of Kerry? Acqua. Montagne del Bolshoykavkaz? Scusi. Che?
Val d'Aosta. Val d'Ayas. Champoluc. St. Jacques. E ancora su, verso il Monte Rosa. Il photoset completo è qui. Su Flickr, naturalmente.
Nota. Un giorno prenderò un Pulitzer, per queste foto. Lo so. E potrete anche dire di avermi conosciuto.







