Arrivo dalla Sicilia. Appena in tempo. Linate. Tangenziale Est. C'è foschia, a Milano. Tredici gradi. Erano ventiquattro. In Sicilia. Sono le ventuno e quarantacinque. Vado a votare. Milano Sud. A me tocca la sede del Comune di San Donato. Niente aperitivi, ne messimpieghe, dunque.
Coda. Mi registro. Le schede sono terminate. Mancano dieci minuti. Come le schede sono terminate. Niente da fare. Terminate. Evidentemente si aspettavano meno gente, da queste parti. Poi arrivano le fotocopie e la situazione è salva. Mi danno una fotocopia in bianco e nero. Matitone. Metto la mia bella X. E vado a casa.
Schede terminate. Code. Ci si aspettavano quattrocentomila voti. Hanno votato in quattro milioni. Più di quattro milioni. Uno zero. Uno zero in più. Questione di poco conto. I seggi sono chiusi. C'è ancora gente per strada. Da quattrocento mila a quattromilioni. E' la fine, Silvio. E i quattromilioni diventeranno quaranta e poi quattrocento e poi quattromila. Quattromila milioni di Italiani voteranno contro il Signor Silvio Berlusconi, ad aprile. Silvio, mettiti il cuore in pace. E' la fine.
Quattro miliardi di persone. Quattro. Pensa. Pensa quante fotocopie. Cristo.
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