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August 2005 Archives

Nasce g&f magazine! Il primo settimanale che se strasbatte del Sudoku! Puoi acquistare il numero zero a soli 1,000 Euro (il numero zero, si sa, resta nella storia e puoi rivenderlo tra vent'anni comprandoti colla plusvalenza un anfiteatro in Sardegna). Featuring this week:

• Travel Aggregator: parti con g&f
• Bancana o elmetto? Un'analisi sociologica
• L'intelligentia leghista si incontra a Busto Arsizio: la cronaca

E, soprattutto, grande, ma che dico grande, spasmodica attesa per le Gecocene autunnali. Che dire. Correte. In edicola, chiaro.

Voi direte. S'è dimenticato "vivi". Come uscire vivi dall'aeroporto. Atti terroristici. Pericolo. Situazioni drammatiche. Una guida per salvare la pellaccia. A Copenhagen.

No. No, no. Nessun errore. Come uscire. Dall'aeroporto. Fuori dall'aeroporto. E adesso direte. Occhei. Il solito post giocondo di g&f. Nononò. E' un casino. Uscire dall'aeroporto di Copenhagen è un gran casino. Si rischia di vagare per ore, senza trovare l'uscita. E così mi son detto: spieghiamo come si fa. A uscire. All'aria aperta. E ho stilato (che può sembrare arcaico, ma ci sta benone, qui) una breve lista di trucchi. Per uscire dall'aeroporto, appunto.

A differenza di tutti gli aeroporti del pianeta, dove può capitare (saltuariamente, ma può capitare) di leggere Exit, Sortie, Salida, Uscita, nell'aeroporto di Copenhagen no. Non ci sono cartelli. No indicazioni. No frecce. Nada. Solo un cartellino microscopico, pensato forse per i lillipuziani o i pigmei, non certo per esseri umani di stazza media (o grande). Un cartellino. Che riporta: Udgang. Ora, ci sono 99,9999% probabilità che si salti il cartellino. E allora inizia la saga. Si vaga alla ricerca di un'indicazione nota. Fin quando, dopo ore, a volte giorni, si abbandona la ricerca. E si decide di tornare a casa. Ma adesso basta. Ecco i trucchi.

Liste bianconere.

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Le liste nere. Eccole. Di dominio pubblico. Francia e Belgio. Già pubblicate. UK. Già pubblicata. Svizzera. In pubblicazione, secondo BBC, il primo settembre. Spagna. Pressioni per la pubblicazione della lista nigra. Europa. Lista nera pubblica a fine anno. Lunardi invece la lista italiana non la pubblica mica. Eh, no. Lunardi. Un gran paraculo, il Lunardi. Lo sappiamo. Che tanto le liste son di dominio pubblico, ormai. La gente i giornali li legge. L'opinione pubblica sa già cosa evitare. E lui ci fa il figurone con Enac e con le stesse compagnie. E se ne sbatte delle continue richieste dell'Unione Europea. E poi. E poi, cosa accadrebbe se una o più delle compagnie bandite nel resto d'Europa avesse via libera (avesse? ha!) in Italia? Già. Furbo. Furbo, lui.

Insomma. Visto che ci siamo, eccole. Le liste, intendo. Tutte. Tranne quella italiana, chiaro. Che tanto sfido chiunque, adesso, a prendere un volo della Phuket Airlines, ormai celeberrima e plurinominata compagnia tailandese.

Switch Telecomunicazioni. Già. Altro che Switch Telecom. Sicilia. Mica UK. Palermo. Mica Londra. Un attimo. Un passo indietro. Un pò di storia. Quattro giorni fa mi clonano la VISA. Fineco. Un SMS mi avverte di una spesa sospetta. Centro Servizi Fineco. Carta bloccata. Prima visita dai Carabinieri. Qui tutta la cronaca. Minuto per minuto.

Oggi il movimento (milleduecento euro) viene contabilizzato. Acquisto effettuato presso la Switch Telecomunicazioni. Di Palermo. Così, faccio una breve ricerchina sulle pagine gialle online e chi mi trovo. Questi signori.

Switch Telecomunicazioni Centro Telefonia Mobile
90146 Palermo (PA) - 175, VIALE DELLA CROCE ROSSA
tel: 091 6701311

Così li chiamo. Chiedo lumi. Mi confermano la transazione. Dico loro che sarebbe stato meglio fare un controllo dell'identità dell'acquirente. Mi rispondono (molto garbatamente) che esistono carte di pagamento (ad esempio banco posta, mi si dice) prive di nominativo. Ringrazio.

E adesso viene il più bello. Stasera seconda visita presso i Carabinieri. Denuncia. E poi. Attesa del rimborso. Nel frattempo mi chiedo che cazzo abbiano comprato i siculi per milleduecentoeuro in un negozio di telefonia. Un telefono satellitare? Un palmare-smartphone-dualboot-Linux&Windows? Un copricellulare in magnesio e uranio (impoverito)? Chissà.

Tragedie aeree. Liste bianche. Liste nere. L'ENAP di qua, il ministro francese di là. L'Espresso che esce in edicola con uno speciale sul mercato nero dei pezzi di ricambi aerei. La paura di volare conquista le prime pagine. Si fa di tutto per evitare il panico collettivo.

E cosa ti manda in onda ieri RAI2 in prima serata? Prima serata di domenica ventotto agosto, quando tutte le famigliole son tornate all'ovile dalle vacanze. Che ti manda in onda RAI2? Passenger 57 - Terrore ad alta quota.

Saggia decisione. Degna della nostra tivvù pubblica. Continuiamo. Continuiamo a farci del male.

Un discorso serio.

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- Asia, hai tre settimane ormai. E' tempo. Figliuola. E' tempo. Per un discorso. Un discorso serio.
- Ueèèèè.
- Ecco appunto. Hai tre settimane, ormai. Un discorso.
- Ueeeè.
- Si, tre settimane. Europa occidentale. Sei nata quasi un mese fa. In pieno Occidente.
- Uuuuuhhh
- Si, certo. Occidente. Il ricco Occidente. Italia. Quinta potenza mondiale. Milano. Capitale economica del paese.
- Ueeeeeèèèèèèèè.
- Giusto, si. Milano. Lombardia. Seconda regione per GdP d'Europa, dopo Vattelapesca in Germania.
- Uhhh, Ueeee, Uèèèè.
- Si, si. Chiaro. Sei nata da una famiglia borghese. Una famiglia che non ti farà mancare nulla. E ti garantirà una vita agiata. Studi. Viaggi. Cultura. Sapere.
- Ueeeeèèèèèèè.
- Insomma, si. Sei fortunata. Sei palesemente nata fortunata. Ed è per questo che ti chiedo. Solennemente, ti chiedo: che ne dici di saltare il prossimo pasto e farmi dormire (almeno) otto ore?
- Burp!
- Ecco, appunto.

Piesse. E by the way. Asia ha tre settimane. Ed è tempo per un nuovo fotoset. Nuovo. Di zecca.

Regis, atto terzo.

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Sempre per dovere di cronaca. Il signor Claudio Regis, Vice Commissario ENEA, risponde al post che lo riguarda ("Claudio Regis, professione presunto ingegnere") anche sui commenti di g&f. Qui. Devo far notare il tono. Pacato. Sobrio. Gentile. Non che la risposta mi convinca. Ma tant'è. Non è per lo meno in linea con il modus operandi leghista. Inoltre. I commenti del signor Regis sono stati considerati spam da MovableType Blacklist, e pertanto sono rimasti per giorni in attesa di approvazione. Me ne scuso. Per non essermene accorto prima.

Nota. L'intera storia è qui (articolo di Stella dal Corriere della Sera) e poi qui (prima risposta del signor Regis, sul blog Nessuno).

Travel plan.

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Ci siamo. Ci siamo quasi, ormai. Il weekend. Poi si riparte. Dopo un mese di pausa estiva. Rifaccio le valigie. E, calendario alla mano, butto giù il piano viaggi dei prossimi mesi. Copenhagen, prossima settimana. E poi Madrid. Napoli. Monaco, più volte. Barcellona. Ancora Madrid. Norimberga. Zurigo. Istanbul. Parigi. Cracovia.

Forse California. Poi Natale. Aeroporti. Check-in. Sale d'attesa. Wi-fi. Mi mancavano.

Per il momento, mi limito a preparare lo zaino. Mini-trasferta finesettimanale emiliana. Vado a prendere Asia. E' a Modena. Da una settimana, ormai. Avrà imparato a piangere in emiliano. E a mangiare latte. E tigelle.

Piesse. Se vivi in (o viaggi per) una delle città sopra citate. Fammi sapere. Ci si potrebbe incontrare. Strada facendo.

Regis. Chi era costui?

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Regis. Claudio Regis. Lo ricordate? Il presunto Ingegnere. Leghista. Lui. Il "Valvola". Si, lui. Che da il benservito a Rubia. ENEA. L'articolo di Stella. Sul Corriere. Il mio post. Ripreso da Nessuno. Con un altro bel post.

E guarda guarda. Il Regis si fa vivo. E risponde. Sul post di Nessuno.

Sento il dovere di intervenire per dissipare non i dubbi ma le "certezze" generate dal Corriere della Sera, con l'articolo del Signor Gian Antonio Stella. Io gli ho risposto molto pacatamente, come è mio uso fare (...). Non desidero apparire autoreferenziante, perciò mi limiterò ad esporre fatti oggettivamente riscontrabili. Il soprannome "valvola" mi fu appioppato quando avevo 12 anni ed in una cittadina di provincia quale è Biella, mi rimarrà appiccicato sino alla fine dei miei giorni. A nulla sono valsi circa 30 anni trascorsi all'estero, sette di quali in Svizzera. Valvola ero e valvola sono rimasto anche dopo l'elezione al Senato, avvenuta nel 1994.

Il resto è qui. Da leggere, per dovere di cronaca.

La clonazione.

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Non sono uno scienziato. Neppure un ricercatore. Neppure un folle studioso coi capelli alla Einstein alla conquista del pianeta. E neanche un tecnodroide in procinto di duplicarsi. Epperò. Epperò anch'io ho appena assistito ad un caso di clonazione. Quello della mia VISA.

I fatti. Eccoli. Cronaca. Ogni riferimento è reale. I protagonisti pure. Gli orari anche. Insomma. Più reality di così.

Ieri, ore 18.56. Qualche stronzo acquista non so bene cosa presso la Switch Telecom, rinomata (?) azienda britannica di servizi telecom. Spesa: 1,200 €. Carta di credito: la mia.
Ieri, ore 19.04. Il servizio SMS Alert di Fineco Bank fa la sua gran porca figura, inviandomi un SMS che riporta più o meno

Abbiamo registrato un movimento di euro 1,200 su carta.

Cinque sciagure aeree in meno di un mese. Terribile. Terrore. Un disastro. Voli non più sicuri. Mai più voli. Riprendiamo le navi. Le auto. I treni. Magari le bici. O si va a piedi, suvvia. Avete presente il Cammino di Santiago? Bene. Ce l'ho presente pur'io, che l'ho fatto (in auto) tre anni fa. Lo so. Lo so. Lo so. E' facile farsi trascinare dall'onda emotiva. Adesso. Soprattutto. Eppure volare è più sicuro di qualsiasi altro mezzo di trasporto. Io prendo almeno due aerei alla settimana. Non lo farei se non fossi tranquillo. Vabbè. Dati alla mano.

2005, Anno del Signore. Con l'incidente del Perù, siamo a 81 incidenti. Circa settecentosessanta (760) vittime.
2002. A fine agosto c'erano stati 108 incidenti e circa mille morti. Le vittime diventeranno milleduecentotre (1,203) al 31 dicembre.
1996. Annus horribilis. Morte poco meno di duemilacento persone in 187 incidenti.

Insomma, settecento morti. Ora, pensate. Il flusso di passeggeri annui è di due miliardi e mezzo. Capite. Non due milioni. No. Due. Miliardi. Insomma. Volare è stra-arci-iper-sicuro. Molto più sicuro che farsi una passeggiata in giro per Milano. Col rischio di farsi stirare da qualche disgraziato con lo stereo a manetta. O farsi sbranare dal pitbull della vecchietta. Disturbato dai vostri passi mentre faceva la pipì (il cane, non la vecchietta).

E quindi volate. Volate. Volate. Godetevi questa incredibile possibilità. Nove ore. Solo nove ore. Per oltrepassare un oceano. E trovarsi agli antipodi. Del mondo.


Piesse. E comunque, ecco la lista dei voli controllati da Enav. In Italia. Via Repubblica e Corriere.
Piesse2. Enav afferma che non ci sono black list. Balle. Ci sta pensando Jacques Barrot. Commisario Europeo per i trasporti. Qui, via El Mundo.
Piesse3. E by the way. Dalla prossima settimana riprendo a volare.

Esilarante. Come altrimenti si può definire. Senza eguali. Altro che Zelig Circus. O Beppe Grillo. Altro che Jerry Lewis. O Stanlio e Onlio. Altro che Totò. Si. E' la nuova campagna del signor Silvio Berlusconi. Qui, via Repubblica. Comicità allo stato puro. Vediamo. E vediamoli. I punti. Quelli più esilaranti.

• Riforma del sistema radiotelevisivo
• Tutela del made in Italy
• Incentivi per l'occupazione nel Mezzogiorno e nelle aree svantaggiate

Ah. Fantastico, fantastico. E poi.

• Riforma della scuola
• Riforma delle pensioni
• Vola con internet, computer ai sedicenni; computer ai docenti e alle famiglie
• Portale nazionale www.italia.gov.it

Geniale. G-e-n-i-a-l-e. I migliori comici impallidirebbero di fronte ad un testo del genere. E poi, poi, poi.

• 1.194.000 nuovi posti di lavoro
• Grandi Opere approvate e finanziate per 57 miliardi di euro
• 634.728 lavoratori immigrati regolarizzati
• 31,1 milioni di contribuenti pagano meno imposte sul reddito
• 1.801.682 pensionati anziani e poveri hanno avuto l'aumento della pensione minima

Non ce la faccio più. Sono esausto. Un attimo. Il top.

• 1.042.000 persone uscite dalla povertà

L'apoteosi. Un applauso. Ovazione. Che ci vuole una faccia di bronzo come poche a continuare (dopo quattro anni di disastri) a prendere per il culo cinquantasettemilioni di persone.

E poi. E poi parlano di crisi. Disoccupazione. Recessione. PIL. E tutto questo genere di cose. Balle. Tutte balle. Sono le cassandre comuniste, sono. E ve lo dimostro. Mai come oggi. Mai come oggi è stato facile. Trovare un lavoro. Si. In pieno agosto. No. Mica a Milano. Maddai. Nelle Marche. Qui. Via Monster.


IT-Marche-Transfer manager
Ability to:
- Check e-mail several times a day
- Develop schedules to accomplish the goals
- Respond to emergency call-outs and take appropriate action
- Maintain confidentiality of information obtained during the course of work
- Understand and follow oral and written instructions.
- Communicate clearly and concisely, both orally and in writing
(...)

Insomma. Facile. Dai. Capire istruzioni scritte e orali. Non dovrebbe essere difficile. Poi. Rispondere alle chiamate di emergenza. Vabbè, dai. Fattibile. E soprattutto, saper leggere le mail. Capite. Leggere le mail. Una volta. No. Nooooo. Molte volte al giorno. Questo lo ammetto. E' un pò più complesso.

Piesse. L'azienda alla ricerca del Trasfer manager, l'arcinota Max-Payments Finance Group Administration, afferma di pagare uno stipendio di EUR 3.000,00 to EUR 5.000,00 al mese. Niente male. Niente male, se si considera che si lavora per two hours per day.

Domanda: chi mi spiega adesso che cazzo c'entra il titolo con la lista delle competenze?

Questa è Milano. Oggi. Meglio. Questa era Milano. Stamane. Qui (via Flickr). E seguenti. Adesso no. Adesso va un pò meglio. Suvvia. Nebbia sulla Tange Ovest (fog on the West Tange). Incidente sulla Est (car accident on the East). Diciassete gradi. Porta pure iella. Che bello. Si. Quando Milano torna la città di sempre.

E poi. Ci avete fatto caso? A luglio. Milano si svuota. Le tangenziali no. Fine agosto. Milano si ripopola. Le tangenziali restano vuote. Non so. Sarà la regola dello svuotamento concentrico. Forse ne parlerà anche il tiggì di Rossella. Chissà. Vedete un pò voi.

Italia monoetnica.

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El Mundo pubblica oggi una statistica aggiornata della situazione immigrazione e stranieri. Madrid. Qui. In soldoni.

- il 15% della popolazione della città è straniera; Madrid accoglie oggi circa il 12.7% degli immigrati in Spagna
- più del 60% degli immigrati proviene dal Sud America

Ora, proviamo a fare un confronto. Milano. Dal Corriere. Leggo.

Milano più multietnica, come NY. La città sta cambiando rapidamente. L'immigrazione lancia nuove sfide. Perché ha cambiato il volto della città in pochi anni: «Milano sta vivendo in un tempo ristretto lo sviluppo immigratorio che NY ha affrontato in 50 anni»

Cavoli. Maddai. Milano come NYC. Cosa sarà mai successo a Milano. Vediamo. Secondo l'Economist, dati alla mano.

- Immigrants represent nearly 12% of Milan’s roughly 1.3m residents
- Milan is becoming increasingly multi-ethnic, with immigrants from 161 countries living within the city walls
- Immigrants from the Philippines represent the largest class of foreigners, with some 25,578, while Egyptians come in second, numbering 19,905. Immigrants from Peru, China and Ecuador follow, at over 10,000 each

E Roma? Che dire di Roma? Secondo l'Osservatorio Romano del Vattelapesca (qui, dati del marzo 2005)

I cittadini stranieri registrati nell'anagrafe del Comune di Roma (...) sono risultati 201,663. Ipotizzando che ad essi si siano aggiunti 96,000 regolarizzati, arriviamo ad una presenza complessiva di 298.000 cittadini tra comunitari e non comunitari, con un'incidenza rispetto alla popolazione complessiva (2.802.500) del 10,5%.

E' l'Italia? Dati interessanti. Molto. Ben il 3.4% degli abitanti italiani sono stranieri. Il trevirgolaquattro. Percento. Capite. Numeri da capogiro. Qui, secondo l'Istat.

Insomma. Riepiloghiamo. Italia: 3.4%. Milano: 12%. Roma: 10.5% (ipotizzando blablabla e considerando anche i comunitari). E poi. Madrid: 15%. Ora. Chi vogliamo prendere in giro? L'Italia è davvero un paese multietnico? E Milano? E Roma? Non scherziamo, su.

Due settimane.

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Asia compie due settimane. Domani. Grandi avvenimenti lasceranno un ricordo indelebile dei quattordici giorni appena passati. In ordine.

- la prima cacca
- il primo ruttino
- le prime coliche
- le prime notti insonni; con conseguente citazione multipla, da parte del sottoscritto, di tutti i santi e delle divinità pagane.

Due settimane. Certo. E' ancora troppo presto perchè Asia sia - come dire? - interattiva. Anzi. Anche il mio asciugacapelli è notevolmente più interattivo di Asia, oggi. Ma tant'è. Grandi passi sono stati compiuti nelle due settimane appena trascorse. Da una vita trifase dei primi giorni (cibo, sonno, cacca/pipì) siamo passati ad un'esistenza complessa: cibo, cacca/pipì, sonno (di giorno), casino (di notte), coliche, facce buffe, pianti (con varie tonalità).

E domani, se tutto va bene, e la parola bene potrebbe assumere mille sfaccettature che non è il caso di analizzare qui di seguito, prima visita in libreria. Feltrinelli. Piemonte-Vercelli. Che bisogna educarli sin da piccoli. Bisogna. Ah. Dimenticavo. L'ultimo fotoset, aggiornato con gli avvenimenti degli ultimi giorni.

Recedo, ergo sum.

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Oggi si recede. Domani no. Oggi si. Ieri anche. Domani non più. Qualche giorno fa. Siniscalco si sveglia. E' una bella giornata. Venti gradi. Caldo secco. I passerotti cinguettano. E tutto questo genere di cose. E Siniscalco, di buon umore, e dopo un'abbondante colazione, decide di fare il grande passo e di affermare che la recessione è (finalmente!) finita.

Poi. Poi poi poi. Qualche giorno dopo, solo qualche giorno dopo, Standard & Poor's ci declassa. AA meno. Eravamo AAA qualche annetto fa. Poi siam passati ad AA. Adesso AA meno. Inutile dare spiegazioni. Il voto pare intuitivo, anche per un lettore simpatizzante della Lega Nord.

I giorni passano. E il PIL aumenta dello zeropuntosette percento. Capite. Zeropuntosette. Un. Risultato. Spettacolare. Cassandre smentite. Tuona un raggiante e ipercapelluto Silvio Berlusconi. L'economia tiene. Gli italiani sanno reagire. E si. Si, che sappiamo reagire, cazzo. Che sennò ci saremmo già suicidati in massa, caro il mio signor Silvio Berlusconi. Peccato però. Peccato.

Peccato che due giorni dopo, solo due giorni, mica un mese o un anno, no, due giorni, quarantott'ore, duemilaottocentottanta minuti dopo, arrivano altre smentite.

Ora. Ditemi voi. Cos'è un blog. Cos'è un blog se non un luogo, virtuale ma pur sempre un luogo, o un nonluogo come qualcuno ama definirlo, dove l'autore parla di se, della propria (insignificante) storia, delle proprie manie isteriche, delle debolezze psichiche o del proprio smodato ego.

Ecco. Non stupitevi dunque se procedo qui con una brutale rassegna stampa cartacea e online relativa solo e soltanto al sottoscritto, si, proprio al sottoscritto, no, meglio, all'alter-ego aziendale del sottoscritto. Rassegna legata al recente cambio di azienda, posizione, lavoro, sede e tutto questo genere di cose. Cose che chi legge (per caso o per libero arbitrio) g&f ha ormai ossessivamente appreso dai post degli ultimi due mesi. E allora, diamo inizio alle danze. Anzi, ai comunicati stampa.

- Il Mondo di questa settimana, link
- Italia Oggi, link
- PressKit, link
- Information.it, link
- Pragmatika - Marketing & Communication, link
- Guide Supereva Comunicazione d'Impresa, link

Milano e i mercati di nicchia.

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Giro in auto per una Milano deserta. A metà. Agosto. Meno di dieci minuti. Per spostarsi da Corvetto a Loreto. Niente male. Le statistiche, si, sempre loro, le solite statistiche. Dicono che quattro milanesi su dieci sono rimasti in città. Io sono uno di quei quattro. Quattro meno uno. Tre. Mi chiedo dove siano gli altri tre. Chiusi in casa. O in un centro commerciale. O all'Ikea. O chissà. Io sono uno dei quattro. E questo è un dato di fatto.

Giro in auto per una Milano deserta. A metà agosto. Alla ricerca di una bilancia per neonati. Una bilancia. Da noleggiare. Ora, facciamo un passo indietro. Per i lettori non abituali di g&f. Per chi è capitato qui per caso. O per i tre milanesi mancanti chiusi in casa a leggere blog e altre cazzate su web. E facciamo il punto della situazione.

1. Io sono giusec. Sono nato in una calda giornata di luglio di trentase...no, no. Tutto ciò ha importanza relativa ai fini del post.
1.1. Il mio blog, g&f, è questo sul quale sei capitato, volente o nolente, per fortuna o disgrazia. Vedi un pò tu.
1.2. Vivo a Milano.
1.2.1. Sono uno dei quattro milanesi restati in città ad Agosto, avendo consumato le (misere) ferie a Luglio. Quattro su dieci. Sempre secondo le statistiche. Statistiche senza corsivo. Il corsivo lo uso qui, io. Ma per carità. Mai contraddire le statistiche.
2. Sono appena diventato papà. Lei si chiama Asia. Ha dieci giorni di vita. Questa è Asia. E questo è il suo fotoset.
2.1. Asia, come tutti i neonati, cresce a velocità spaziale. Ed è da pesare. Un paio di volte la settimana. Una volta al giorno, per i più ansiosi. Ogni mezz'ora, per i malati irrecuperabili.
2.1.1. Non potendo pesare Asia sul bilancino della pasta, per chiare problematiche logistiche che non è il caso di spiegare qui e adesso, devo procurarmi una bilancia. Adatta. Per neonati. Comprarla costa duecento euro. Più o meno.
2.1.1.1. Chissà. Chissà se il paniere dell'Istat include anche i bilancini per neonati.
2.1.1.2. Tra un mese smetteremo di pesare Asia. E così siamo giunti alla conclusione, dopo lunghe e animate discussioni - un paio di minuti e via - che non vale la pena comprare una bilancia per neonati.
2.1.1.3. Abbiamo così scoperto che esistono negozi che noleggiano bilance. Bilance per neonati.
2.1.1.3.1. Ho trovato uno di quei negozi. E' in via Teodosio.

Tutto adesso assume una diversa prospettiva. Giro in auto per una Milano deserta a metà agosto alla ricerca di una bilancia per neonati. La trovo, in un negozietto di via Teodosio. Sarò passato diecimila volte da via Teodosio. Piedi. Auto. Bici. Ci ho pure vissuto da quelle parti. Cinque anni. Ben cinque anni. Epperò il negozietto non l'ho mica mai visto. E invece eccolo. E' lì. E che fa? Che fa. Noleggia bilancine. Per neonati.

Insomma. Tutto questo per parlare dei mercati di nicchia. Ma adesso è tardi. Ed è il caso di andare. A pesare Asia. Sulla bilancia. Per neonati. Noleggiata in via Teodosio.

La Rivoluzione non russa

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Asia compie una settimana. Le sue idee politiche sono già dichiaratamente manifeste - le foto parlano chiaro d'altra parte - il che provoca un certo sottile piacere nel sottoscritto e nella di lui consorte, così come le sue idee di vita notturna estremamente attiva - il che provoca un pò meno piacere sempre nel sottoscritto e nella di lui consorte. E questo è il suo fotoset, con nuove aggiornatissime aggiunte.

Una settimana fa su Italia Oggi. Qui. (Qualcuno l'ha definito, via email, il Sole24 Ore dei comunisti. Mah.) Oggi invece eccomi sul Mondo. Si. Il Mondo. Il settimanale, già. La Novella 2000 dell'economia Italiana. Oggi sono sul Mondo. Sezione Carriere e Professioni.

Certo, quello lì non è proprio giusec. Quello del blog. L'autore di g&f. No. E' il suo alter-ego aziendale. Un pò gli assomiglia. Ma non troppo, però. E se volete vedere il suo faccione, e scoprire chi è il suo alter-ego, comprate il Mondo. Di questa settimana. Col Corriere. E andate in pace.

Già. Oggi non è giornata. E neppure le prime due in casa. Situazione in via di normalizzazione, by the way. Chiaro che anche g&f ne risenta. Eh, si. E questo è l'ultimo fotoset. Sempre di Asia, ovvio. Al suo sesto giorno di vita. Dopo innumerevoli pianti, pannolini, giri di perlustrazione dell'appartamento, visite nella stanza delle torture (il bagno) con i due terribili aguzzini (la mamma ed il sottoscritto).

Piesse. g&f sta diventando monotematico, ultimamente. Eh, che vuoi farci.

Lo dice anche l'Economist. La Milan City Guide. Ci sarà da fidarsi, allora.

Milan is becoming increasingly multi-ethnic, with immigrants from 161 countries living within the city walls, data from the city’s demographic office shows. According to the figures, immigrants from the Philippines represent the largest class of foreigners, with some 25,578 living in Milan, while Egyptians come in second, numbering 19,905. Immigrants from Peru, China and Ecuador follow, at over 10,000 each.

The number of countries represented in Milan also rose in 2005, with the arrival of one new citizen each from Barbados and Laos. Immigrants represent nearly 12% of Milan’s roughly 1.3m residents, and in recent years they have helped to boost a local population that otherwise would have declined.

Anche Asia è di sinistra.

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Certo. C'era poco da dubitarne. Il nuovo mini foto set è qui, sempre via Flickr.

Piacere, sono Asia.

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Eccole. Le prime foto. Asia, a 24 ore di vita. Suonate. E il suo primo mini fotoset.

E' il sei Agosto.

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Sei agosto. Duemilaecinque. Berlusconi alle prese con il suo secondo trapianto. Senza bandana, stavolta. Sei agosto. Blair viene acclamato leghista honoris causa. Sei agosto. L'Italia esce dalla recessione. Così, improvvisamente. Ieri nella merda. Oggi non più. Ieri si. Oggi no. E voilà. Sei agosto. Ricucci decide di dare un'intervista al Corriere. In Italiano! Sei agosto. Prodi non è ancora stato eletto. Ma già chiede sacrifici agli Italiani (che se lo meritano, by the way, per aver votato quello della bandana).

Sei agosto. A Milano nasce Asia. Pesa tre chili e quattro. Asia è mora e ha gli occhi nero pece. Sono ormai le quattro del pomeriggio. Quasi. Un'intera giornata tra letti in corsia, donne urlanti, ahiahiahi, ostetriche in carriera, racconti del terrore (maledette mamme) ed esserini di non più di quattro chili. Il padre è in visibile stato di agitazione, pur non avendo dovuto sopportare contrazioni o altri tipi di dolori.

E' il sei agosto. E Asia inizia a esplorare il mondo.

Spiaggie, orsi e melanina.

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Vuoi essere sempre informato sulle novità e i trend delle spiaggie italiane? Lo vuoi? Vuoi vivere l'odissea dei vacanzieri bloccati per diciotto ore sulla Auno? Si. Lo vuoi? Vuoi capire come diventare più nero di un nigeriano e qual'è la differenza tra melanina e melatonina e i boxer oppure il tanga e la goletta verde qui e il finess salutare lì? Davvero. Lo vuoi?

E allora sintonizzati su Studio Aperto. Il tiggì di Italiauno. Diciannove minuti di spiaggeaunomelaninatangafitness e un minuto iperconcentrato di cronacaosamaterrorismopolitica.


Aggiornamento. E anche il tiggì Rosselliano non scherza. Orsi buontemponi abbruzzesi, ladri di galline, vecchietti in senso opposto sulle autostrade, extracomunitari berlusconiani. E allora. Che si fà. Non restano che Algiazira e la Ciennenne.

Oggi, su Italia Oggi.

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Oh. Pensa un pò. Ma guarda. Italia Oggi. Quotidiano economico. Il numero di oggi. C'è un articolo. Sull'autore di g&f. Si, sul sottoscritto. Si parla di me. Anche online. Ma niente da fare. Non è accessibile. Quattro punti. Ci vogliono quattro punti. Per leggere l'articolo. Valgo quattro punti, dunque. Pensa un pò. Sono sul quotidiano. E valgo anche quattro punti. Cavoli.

Difficile scovare altre notizie. Regis. Claudio Regis. Vice Commissario ENEA. Il presunto ingegnere. Si, lui. La rete ci dice poco, di Regis. Non trovo foto, ne curriculum. Sulla rete. Anche Google non aiuta.

Sappiamo che è nato a Biella. Nel quarantuno. Sappiamo anche che è stato un elettricista. Un elettricista formidabile, pare. Talmente rinomato che Valvola era il suo soprannome. Sappiamo che è un leghista. Sappiamo inoltre che si spaccia per ingegnere, quando ingengere non è. Lui dice di aver studiato all'Ecole Polytecnique de Fribourg. Ma valla a trovare, l'Ecole in rete. Non si trova mica. E ad ogni modo, ammesso cha abbia studiato in Svizzera, non ha mai sostenuto esami di abilitazione qui in Italia. Come invece ha fatto il sottoscritto (dopo aver frequentato il Politecnico di Milano e non l'Ecole Polytecnique de Fribourg, nota dell'autore). Al punto che l'Ordine degli Ignegneri nega di avere un Claudio Regis di Biella nelle proprie liste. Vergogna, signor (non ingernere, no; signor) Regis.

E poi sappiamo anche che che il signor Regis si professa esperto di relazioni internazionali. Si. Davvero. Davvero? E con chi, di grazia? E, infine, che ha liquidato Carlo Rubbia, proprio lui, il Nobel per la Fisica, con la frase "Nessuno mette in discussione le competenze di Rubbia sulle particelle, ma quando parla di ingegneria è un sonoro incompetente". Dandogli il benservito in ENEA.

Non bastava la Moratti. Adesso ci si mette anche l'intelligentia leghista (un folto gruppo di intellettuali del varesotto: elettricisti, falsi ingegneri, macellai, edicolanti) ad affossare la ricerca Italiana. E se passate da Friburgo, fatela una capatina alla Ecole. Che non si sa mai, coi tempi che corrono. Una laurea in più potrebbe sempre essere utile.

Prove di parto.

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nanogecoMeglio. Prove di attesa per parto. Nove di sera. Milano. Spettrale. Una bomba cybertronica deve essere esplosa in centro, poche ore fa. Lasciando intatti gli edifici e terminando la popolazione. Non si sentono urla. Deve essere stata una immane tragedia. Un attimo. Una tragedia senza urla.

Arrivo in ospedale. Ci metto quindici minuti. Da casa. Entro. Quell'impercettibile atmosfera ospedaliera, quel bouquet di odori, anestetici e medicinali, si impossessa di me. Inizio a sudare. Nel frattempo si svolge la visita, in sala parto. Le ginocchia mi tremano. Poi la visita termina. Possiamo aspettare un'altra settimana. Approssimativamente. Esco. Altri cinque minuti e sarei finito a terra, privo di sensi. Terribile, l'atmosfera ospedaliera.

Riprendo l'auto. E mi avvio verso casa. Fermandomi ad ogni incrocio, nella speranza di notare qualche vittima straziata dalla bomba cybertronica ai margini della via.

Perchè boicottare Bol Italia.

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Italia paese dei confitti d'interesse? Ma scherziamo? Ho appena pubblicato il post sull'affaire Calcio e Serie A [link] quando un articolo del Corriere mi fa sobbalzare sul divano. Che non è cosa da poco, considerando che non ho bicchieri di vodka o porto o limoncello al tamarindo per le mani. Un altro simpatico caso di conflitto d'interesse? Giudicate un pò voi.

Testi Scolastici. Un affare da 400 (quattrocento) milioni di euro l'anno. Testi scolastici. Carissimi. Un liceale può spendere fino a cinquecento euro per comprare l'intero kit dei testi dell'anno. Capite? Cinquecento euro. Un vecchio milione di lire. Una follia. E' vero, si. Il sapere non ha prezzo. Ma provate a dirlo ai genitori del liceale.

E così il ministro Moratti, responsabile storica dell'annientamento della ricerca Italiana, trova una soluzione. Egregia. Le Poste Italiane segnalano agli istituti scolastici e alle famiglie del Belpaese la possibilità di ordinare i testi via web per poi comodamente riceverli a casa portati dal postino. Con l'optional di poter rateizzare il pagamento in un anno, al tasso del settemmezzo percento. Che è quasi un tasso da strozzino, ma sopprassediamo.

Dove sta il bello della vicenda? Che l'azienda online da cui ordinare i libri è Bol Italia. Che poi è Mondadori, al cinquantapercento. Che poi è Silvio Berlusconi, sempre al cinquantapercento. Si, lui, il premier. Lui, ma si, quello di Forza Italia, Milan, Mediaset, Fininvest, Il Giornale e tutto questo genere di cose.

Ooops. Conflitto d'interesse? In Italia? Ma non scherziamo, suvvia.

Piesse. E questo post sancisce il mio boicottaggio vitanaturaldurante di bol.it.

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