Düsseldorf non è un posto, come può esserlo Abbiategrasso, dove tu ti rechi spesso. Certo che no. Non è che un giorno sei a Milano, ti annoi un pò, ti fai un giro in centro, ti sbafi un panzerotto, poi ti rompi davvero le palle e dici Occhei, adesso vado a fare un salto a Düsseldorf. No.
Pensi alla Germania. E ti viene in mente l'Oktoberfest, e la birra e poi i crauti, e poi ancora la birra e poi la Passat (si pronuncia con l'accento sulla seconda a, Passàt) e poi ancora la birra e poi Monaco e poi sempre la birra e poi il quartiere San Pauli di Amburgo con le sue viuzze e le donnine e poi ancora la birra e poi Siemens e Potsdamer Platz a Berlino e ancora la birra ma Düsseldorf no, col cavolo che ti viene in mente Düsseldorf quando pensi alla Germania.
Eppure Düsseldorf è qui. In Germania, intendo. Parlano tedesco, a Düsseldorf. Chiudono i negozi alle seietrenta, cenano alle sette, a Düsseldorf. Il tempo è grigiolino, anche a fine luglio e non venitemi a dire che sono sfigato e che c'è sempre il sole come a Tel Aviv dove tu puoi andarci pure a Dicembre, così, all'improvviso, senza avvertire nessuno, e ti ritrovi col sole a picco e trentadue gradi all'ombra e il desiderio di un pinguino De Longhi.
Insomma, tutto come nel resto della Germania.
E poi c'è il Reno e la Königsallee, che dicono che assomigli a Parigi, ma a me sembra solo una viuzzina di una grigia città della Germania, e poi i pubs e le aziende e la torre sul Reno e Vodafone che qui ha mosso i primi passi con la conquista di Mannessmann e poi e poi e poi. E la birra. Quella un pò più scura. Quella che fanno solo qui, a Düsseldorf. Che non la trovi, se vai a soli quindici chilometri di distanza.
Come nel resto della Germania.
Nota al margine. Info turistiche (turistiche??? ma siamo matti?) su Düsseldorf le trovi qui, qui e poi se non sei stufo anche qui (via Wikipedia).
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