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July 2005 Archives

Estate. Tempo di vacanze. Tempo di viaggi. Tempo del secondo giusec-Travel Aggregator. Eccolo. Buona lettura. E buon viaggio.
[Nota: Il primo Travel Aggregator è qui, sul g&f Splinderiano].


Paesi trattati:
- Generali
- Italia
- Danimarca
- Finlandia
- Germania
- Korea
- Spagna
- USA

Conoscete forse qualcuno (qualche fesso, oserei dire) che si farà fagocitare nel megaesodo odierno senza neppure partire per le vacanze? Io si. Uno. Ne conosco. Fesso, è dir poco. Il sottoscritto.

E così oggi mi metterò in moto, nel pomeriggio, per raggiungere i lidi levantini. Cercherò di piazzarmi tra la posizione 8,948,893 e la 17,099,945. La speranza, si sa, è sempre l'ultima a morire. Poi, non contento, rientrerò nell'agglomerato domenica, dopo aver chiuso il gecorifugio. Questa volta sarò in viaggio con circa otto milioni di amici italiani (sigh! dodici in meno), e cercherò di giungere alla meta con un ranking leggermente più alto.

Ecco. Se vi annoiate. Oggi. O avete poco da fare. O il libro estivo non vi soddisfa più (a proposito: Camilleri, Il giro di Boa, l'assassino è Catarella), o se ancora vi sentite soli, bisognosi di compagnia: mettetevi in viaggio oggi. A1, A7 e A14 dicono siano le più divertenti.

Siamo in ventimilioni: vorrai mica mancare proprio tu?

- Piesse: dicono anche che sulla Salerno-Reggio si terrà un rave party, una roba mai vista, all'alba, tutti in coda con lo stereo a palla, tra lavori, tamponamenti e deviazioni. Dio, che invidia che mi fanno.
- Piesse2: servizio Infotrafic di Quattroruote. Qui. Per sapere in quanti si è. Otto. Dieci. Quindici. O trecento milioni.
- Piesse3: il sito (lento, ma lento, ma così leeeeento) di Autostrade. Col servizio Webcam momentaneamente non disponibile (maddai!).

Pare che il post sull'intelligentia teutonica, quella che legge Bild, per intenderci, abbia ridestato un'altra discussione, che sembrava ormai sopita, per la verità. Quella delle ragazze di Stoccarda. Bruttine, a quanto dicono in molti. Adesso, se andate a leggervi i commenti del vecchio post, nuove teorie (darwiniane?) vengono presentate. Non vi anticipo nulla. La discussione è aperta.

Un target piccolo piccolo.

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A proposito del post Tutto bekloppto! scitto ieri ma completato e pubblicato stamane. E' stato riportato e linkato da Wind-LiberoBlog, oggi. Qui. I signori dello Staff di LiberoBlog lo hanno copiato. Poi (solo poi) me ne hanno chiesto il permesso. Seth Godin ed il suo Permission Marketing si staranno rivoltando - non nella tomba, per fortuna il marketer non è passato ad altra vita - ma si staranno comunque rivoltando. Niente da ridire, in realtà. Permesso accordato. Che mi si linki o meno, poco importa.

E' interessante però leggere i commenti al post, sempre su LiberoBlog. Commenti che denotano chiaramente il target di quel MultiBlog, o aggregatore che sia.

Che vuoi farci. Ricordo ancora il clamore nella blogosfera, mesi fa, nell'accorgersi che altri tipi di media, Libero-Wind appunto, facevano ingresso in questo mondo. Clamore non giustificato, pare. Almeno, questa è la percezione che si ha, leggendo qua e la i commenti dei suoi post.

Promessa mancata? Forse. O forse semplicemente aspettative troppo alte. Blog generalisti. Target piccoli piccoli. Sta diventando la regola, pare.

Manifestazioni. Proteste furibonde. Cassonetti incendiati. Centro bloccato. Il porto, inagibile. Cameraman e giornalisti aggrediti. Il GìOtto (G8)? Ma va. Renzo Piano che abbandona la città? Nossignore. L'alga assassina? Figuriamoci. L'epatite Bì? Maddai.

Un migliaio di tifosi genoani sono scesi in strada per protestare contro la sentenza della Commissione Disciplinare della Lega calcio che ha retrocesso i rossoblù in serie C1. Sono stati incendiati alcuni cassonetti della spazzatura e bloccato il traffico in centro.

Così, visto che si protesta per le ragioni più originali, sabato protesterò anch'io. A Sestri. Davanti alla gelateria Kappadue. Si. Quella all'inizio del Carrugio. Che è intollerabile che ti servano amarena quando tu hai chiesto spagnola. Epperdinci! Gelateria bloccata. Tavolini inagibili. Gelataie aggredite. La macchinetta dei numerini sequestrata (ci sono i numerini anche in gelateria, a Sestri. Ci sono i fottuti numerini dappertutto, a Sestri. Gelaterie. Panifici. Fontanelle. Panchine. Lungomare. Un mondo di numerini, a Sestri). No. Non mi fermerò dinanzi a nulla, io. La Spagnola non si tocca. E non facciamo scherzi coi numerini, please.

Well. Non proprio. Ma quasi. Per me. Venerdì il gecorifugio Sestrino chiude i battenti. Si torna a Milano. In attesa della nascita dell(a) erede. E intanto ecco un nuovo photoset su Sestri (Sixths), la Baia del Silenzio (the Bay of Silence), Mea Culpa Mea culpa (My fault, my fault), e la gecomania (Gekomania) che imperversa nel Levante ligure (Ligur Levanth).

I mattonari.

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In tutta la (triste) storia di Bankitalia e della scalata all'Antonveneta e delle ultime intercettazioni e del patto occulto dei mattonari (neanche fossero la Confraternita) la cosa più tristemente divertente è il prendere atto del livello di QI di Ricucci e co. Che poi si identifica, ahimè, con il QI della finanza emergente Italiana. Dal Corriere.

La cosa de 'a lista, famo la lista propria [si parla della lista a parte in Assemblea], famo tutte ste cazzate che tanto non serve a un cazzo, tutta 'sta roba, a niente, a che serve?... le liste proprie... quelle... stamo a fa' i furbetti del quartierino (...)

Tutto bekloppto!

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Interessante. Davvero interessante. La copertina. L'articolo. Le foto. Il sito web. Dell'intellettuale Bild. Il magazine dell'intelligentia teutonica. Un sapiente mix tra Chi e Oggi, con quale tetta e culo in più. Un Hola centroeuropeo. Un Sun formato settimanale, per intenderci. Qui. Per gli intenditori, sia chiaro.

Verboten! Verboten! Verboten! Vietato! Vietato! Così gli Italiani vogliono rovinarci le vacanze. Tutto bekloppto! Tutto impazzito! Serena H. (24 anni) di Berlino, dice (...) il mio seno ha bisogno di molto sole! (...) Mamma mia, che cosa è saltato in mente agli italiani coi loro spaghetti? (...)

Ora, due punti. Primo. Si. E' vero. Da quando abbiamo il Signor Silvio B. e il suo manipolo di intellettuali al governo l'Italia è diventata un paese un pò più di merda di quanto lo sia stato negli ultimi cinquant'anni. Lo sappiamo. E' un dato di fatto. Facciamo fatica a viverci. Si. Secondo. Serena H., no. Gli spaghetti non c'entrano. E stai tranquilla. Potrai abbronzare le tette, non disperare. Che anche quest'estate (ricordate il cancelliere che fa saltare le sue ferie nel Belpaese?) la querelle intellettuale tra i due paesi sarà presto dimenticata.

Piesse. Piuttosto. Serena H. Sei davvero tu quella in foto? Sai. Dopo aver passato le ultime settimane tra Monaco, Berlino e Dusseldorf, ho un ragionevole dubbio. Mi riferisco ai canoni standard di bellezza teutonica. Si. Qualche dubbio c'è. Senza offesa, eh.

Percorsi alternativi.

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Ricevo. Email. Beep. Da Telepass. Autostrade. E volentieri, ma davvero volentieri, pubblico.

Gentile cliente, le comunichiamo per sua utile informativa che, durante il mese di agosto, l'autostrada A4 Milano-Bergamo rimarrà chiusa per lavori di ampliamento alla 4a corsia, nei seguenti tratti:

- Direzione Milano: chiusura del tratto tra Bergamo ed Agrate
- Direzione Venezia: chiusura del tratto tra Agrate e Trezzo

In corrispondenza delle uscite obbligatorie sono indicati i percorsi alternativi.

Interessante. Per mia utile informativa mi comunicano che nel periodo più fottutamente incasinato dell'anno i signori dell'Aquattro chiudono. Giusto. E però posso godere delle indicazioni dei percorsi alternativi. Siamo dei grandi. Siamo un paese di grandi. Poeti. Eroi. Navigatori. Cantanti. E Percorsi. Alternativi.

Düsseldorf non è un posto, come può esserlo Abbiategrasso, dove tu ti rechi spesso. Certo che no. Non è che un giorno sei a Milano, ti annoi un pò, ti fai un giro in centro, ti sbafi un panzerotto, poi ti rompi davvero le palle e dici Occhei, adesso vado a fare un salto a Düsseldorf. No.

Pensi alla Germania. E ti viene in mente l'Oktoberfest, e la birra e poi i crauti, e poi ancora la birra e poi la Passat (si pronuncia con l'accento sulla seconda a, Passàt) e poi ancora la birra e poi Monaco e poi sempre la birra e poi il quartiere San Pauli di Amburgo con le sue viuzze e le donnine e poi ancora la birra e poi Siemens e Potsdamer Platz a Berlino e ancora la birra ma Düsseldorf no, col cavolo che ti viene in mente Düsseldorf quando pensi alla Germania.

Eppure Düsseldorf è qui. In Germania, intendo. Parlano tedesco, a Düsseldorf. Chiudono i negozi alle seietrenta, cenano alle sette, a Düsseldorf. Il tempo è grigiolino, anche a fine luglio e non venitemi a dire che sono sfigato e che c'è sempre il sole come a Tel Aviv dove tu puoi andarci pure a Dicembre, così, all'improvviso, senza avvertire nessuno, e ti ritrovi col sole a picco e trentadue gradi all'ombra e il desiderio di un pinguino De Longhi.

Insomma, tutto come nel resto della Germania.

La metamorfosi di Sestri.

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Sestri Levante. In inverno è un paesello. Un paesello, si. Come tanti altri. Un paesello di provincia. Come tanti ma tanti altri paeselli che sopravvivono o prosperano sul regio suolo italico. Poche migliaia di anime. Con tutti i problemi di un paesello che si rispetti. Le panchine di qua. La piazza sporca di la. Il carrugio di giù. Lo squalo bianco al largo di giù. Esattamente ciò che accade in tanti altri paeselli d'Italia. Squalo incluso. E poi arriva l'estate. E niente più è uguale a prima.

In estate Sestri si trasforma e diventa una megalopoli posturbana di diciassette milioni di abitanti. Diciassette. Milioni. Che brulicano. Vivono. Respirano. Si muovono. Da qualche migliaia a diciassette milioni. Così. Improvvisamente. Ieri duemila. Oggi diciassette milioni. Così. Con tutti i problemi che potete facilmente immaginare. La tredicesima linea del metrò che avanza. Le favelas nella zona suburbana a nord. Le gang che appestano la squallida periferia dell'agglomerato. Tangenziali ovest, est, sud e nord intasate, sette giorni su sette. Squali bianchi che si drogano. Suicidi in massa, depressione tra i giovani, nuove tendenze, fiere e high-tech, centri sociali e rave party nei sotterranei della megalopoli. Insomma, normale amministrazione. Diciassette. Milioni. Esattamente ciò che accade a Rio de Gianeiro. O chessò io, a Sao Paulo. O Ciudà de Mecsico. O Calcutta. O Sestri.

E poi torna l'inverno. Sedici milioni novecentonovantotto su diciassette tornano a casa. I lavori del metrò si bloccano. Le favelas si svuotano. Le tangenziali vengono smantellate. Lo squalo bianco si disintossica.

E torna a fare la solita noiosa fottuta vitaccia di sempre.

Giorni di arrivi. E di partenze. Sto trascurando un pò g&f, ma il black-out dovrebbe durare ancora per poco. Nel frattempo rieccomi a preparare le valigie. Due giorni a Düsseldorf. Poi ancora Milano. Poi l'ultimo weekend a Sestri. E infine la prendo e la porto via. Per l'ultima tappa: Mangiagalli, Milano.

Bufere.

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La bufera si abbatte sulla città. Qui. Il fotoset. In tempo reale. Su Flickr. Un'altra, di bufera, si consuma a parecchi chilometri da Milano. Un pò più in la. Più a destra. Una bufera di dimensioni assai ridotte sta invece per scatenarsi sugli spammers, che hanno ultimamente reso difficile la vita del sottoscritto. Oggi. Bufere.

Aggiornamento. La bufera Milanese sembra terminata. Le altre due non ancora. Fini vigila. E così pure MT-Backlist.

Il ritorno della Gecocena.

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Ve la ricordate. Si, che ve la ricordate. La cena. Quella lì. Quella speciale. Segreta. Che dico. Carbonara. La cena carbonara. I massoni. La Pidue. Di più, di più.

La Gecocena. Da tanto. Da tanto non se ne parlava. Che vuoi. Che vuoi farci. Ho perso le ultime due. Si. Gecocene. Ogni terzo mercoledì del mese. Milano. Osteria. Fumosa. Anzi, non più fumosa, ormai. Il ritrovo della Confraternita. Perse. Le ultime due. Che vuoi che ti dica. Il nuovo lavoro. I viaggi. Paesi esotici. Dusseldorf, Berlino. E le mete subtropicali. Helsinki, Copenhagen. Le ho perse, le ultime due.

Ma adesso no. Ho fatto di tutto. Meeting spostati. Viaggi cancellati. Persone allertate. Business congelati. Per essere qui. A Milano. Mercoledì prossimo. Per la Gecocena di Luglio. La memorabile Gecocena di Luglio. Si terrà a Milano. A Est. Di fronte ai due animali. Che adesso non ci son più. Si son trasferiti, altrove. Non posso. Non posso dire altro.

E allora Est. La Gecocena di Luglio. Il ritorno della Confraternita. Tremate, Silvi Berlusconi. I Gechi son tornati.

Piesse. Io non ho capito un cazzo di questo post. E' stata la Corona. O forse l'Orujo. Chissà.

Palme. Colori. Sono sulla Rambla. Barcellona. Mi sposto. El Corte Inglès. Eccola, la Plaza de Toros. E' lì. Maestosa. Epperò non si usa più. E' lì. Vuota. Abbandonata. Inutilizzata. Da anni. Perchè Barcellona si è proclamata Ciudad Antitaurina. No, no. Non sono vietati i tori, qui. No. Al contrario. Sono vietate le corride. E la cultura spagnola, discutibile, che ci sta dientro.

Tutto chiaro. Sacrosanto. Ma il sospetto c'è. Che dietro ci sia una critica velata, l'ennesima, a Madrid e al resto del paese. Siamo in Catalunya, d'altra parte. Insomma. C'è la Padana Libera. Roma Ladrona. E la Ciudad Antitaurina. Non per altro, nutrono una certa simpatia per la Liga Norte, da queste parti. E per il señor Bossi. Il folkloristico leader di quei signori che fanno tanta confusione per l'indipendenza di un remoto pezzo d'Italia.

Altra partenza. Un paio di giorni. Barcellona. Dopo tanti Copenhagen, Hensinki, Strese, Sestri Levanti e tutto questo genere di cose, un pò di Barcellona proprio ci voleva. Si. Per ripercorrere ancora una volta i passi di MVM. E non solo quelli (Casa Leopoldo, arrivo).

Polipetti.

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E così tu sei lì al ristorante e ti stai godendo un piatto di spaghetti ai polipetti e sei in sacrosanto silenzio che i polipetti richiedono un sacro rispetto. Tutto va per il meglio, anche il vino ligure non è così malaccio come suo solito - ah, ah, quanto mi mancano i cugini siciliani - ma tutto procede per il meglio, insomma, e i polipetti vanno giù che è una meraviglia.

E poi li sento. Lì, al tavolo di fronte al mio. E il mondo - e i suoi polipetti - crolla, improvvisamente.

Ah, bello, bello bello lo shopping in Corso Vercelli. Bello, si. Non come qui. E senta, cameriere, camerieeeere, delle trofie, ma ben cotte, mi raccomando ben cotte, e un rosso corposo, un bel rosso, scelga lei, mi raccomando, un rosso, un bel rosso.

Al solo sentire il nome del Corso (quel Corso, poi!) il polipetto mi va di traverso e poi che significa che uno chiede le trofie scotte, mi raccomando ben scotte e poi il rosso, maddai il rosso, a Sestri Levante, ma no dai e il polipetto ormai ha preso quella via, quella sbagliata, e io quasi mi affogo, mi alzo in piedi, come una molla, pago il conto e vado a meditare, alla Baia del Silenzio, coi piedi a mollo, sui polipetti e sulle trofie, quelle povere trofie, che solo Iddio sa cos'hanno fatto di male per farsi servire scotte, ben scotte, a quegli abitanti di quel Corso lì.

Partenza. Mini. Tre giorni a Stresa. Meeting aziendale. Poi altro trasferimento nel Gecorifugio, a Sestri Beach, Levante County. Rientro nella megalopoli previsto per domenica notte. Che se sto più di tre giorni fermo nello stesso posto posso anche sentirmi male, arrivano le convulsioni, divento verde e comincio a gridare "Padania, Libertà, Padania, Libertà".

Padania e Libertà.

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Fedeli ai suggerimenti dei Tre Grandi Saggi della Lega, un idraulico di Varese, un elettricista di Gallarate e il giornalaio di Busto Arsizio, un manipolo di coraggiosi Europarlamentari Leghisti, guidato dai prodi (no, non Romano, no) Borghezio e Speroni, ha contestato il Presidente della Repubblica Italiana, Carlo A. Ciampi nel bel mezzo del suo discorso a favore dell'Euro, dell'Europa, dell'Eurodisney e di tutto questo genere di cose.

Al grido di "Padania e Libertà, Padania e Libertà, basta Euro, basta Euro, castriamo le checche Europee", slogan di sicuro effetto coniato dal filosofo della Lega, il macellaio di Cardano al Campo, l'eroico manipolo si è battuto fino all'espulsione dall'Europarlamento, tra gli applausi dei propri sostenitori, tre prodi (no, non Romano, no, no) camionisti di Olgiate Olona.

Intervistato a Busto Garolfo, Bobo Maroni, commentando l'accaduto, ha affermato "Non esageriamo, c'è stato solo qualche urlo, non abbiamo mica tirato i pomodori". Al che è stato immediatamente contestato dal maggiore rappresentate dell'intelligentia Leghista, il verduraio di Cassano Magnago.

Agrigiusec - Lombardia.

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Era il millenovecentottanta. Ottantaequalcosa, per essere precisi. Marche. Ancona. Angeli di Rosora. O giù di lì. Senza una lira. Decisi di andare in campagna, piuttosto che prendere un costoso hotel in città. Avevo l'auto, si poteva fare. Lo avrei scoperto dopo. Era il mio primo Agriturismo. Quando gli Agriturismi ancora non esistevano. Meglio, quando iniziavano a darsi faticosamente da fare le prime associazioni, le prime ristrutturazioni, i primi fondi destinati al recupero del territorio. Era il primo. Di una lunga lunga serie. In giro per l'Italia. E allora, eccolo. Il primo post. La prima puntata. Agriturismi. Provati dal sottoscritto. Tutto ciò che c'è da sapere. Prezzi, cibo, camere. Tutto. E' Agrigiusec, la guida più sgangherata, meno attendibile, meno radical-chic (siete avvisati) agli Agriturismi Italiani.

Iniziamo allora. Con la Lombardia.

- Azienda Agricola Valcurone, Montevecchia (LC)
- Cascina Caremma, Besate (MI)
- Cascina Lasso, Morimondo (MI)

Foto del weekend nel Levante County, del Gecorifugio, e di tutto questo genere di cose.

Quando si dice i punti di vista. Leggo la Bustina di Minerva di Eco, e noto di essermi perso un'interessante dichiarazione del cattofilosofo oltranzista Rocco Buttiglione (si, interessante, suvvia, non polemizziamo a inizio post). Dichiarazione che ritrovo sui quotidiani americani (che si saran fatti grasse risate, presuppongo), e così pure sul NY Times, ma che non riesco a rintracciare su quelli nostrani. referendum. Vittoria degli astenzionisti.

"The results of today mean that Italy is maybe more similar to Texas than to Massachusetts," said Rocco Buttiglione, Italy's culture minister and a friend of Pope Benedict. "Italians want a democracy with values - that values humanlife - and that is why they rejected this referendum."

Ora, quando si dice i punti di vista. Per il cattofilosofo Buttiglione il fatto che l'Italia sia più simile al Texas è un fatto positivo. Almeno, qesto sembra il senso delle sue parole. Italia uguale Texas uguale bene. Massachusetts uguale male. Un vanto. Una cosa di cui essere orgogliosi, quindi. Provate però a far leggere la frase ad un americano (si, anche ad un Texano, si) e la prima cosa che gli passerà per la mente sarà "ma perchè questo signore ce l'ha così a morte con il proprio paese?".

Quando si dice i punti di vista. Forse il cattofilosofo Buttiglione non sa che il Texas, per come sono gestite le problematiche sociali, per il disprezzo da sempre mostrato nei confronti della vita umana, per la stenua difesa della pena di morte, per l'interesse nullo nei confronti dell'ambiente (leggetevi, leggetevi i report ed i confronti tra la gestione del Texas e quella degli Stati delle due coste), per mille altre ragioni, è un posto dove nessun americano con un minimo di buon senso andrebbe a vivere (con una eccezione forse: Austin). I Bush vengono proprio da lì, dopotutto. Ecco. Ecco perchè la frase suona così ridicola. Agli occhi del mondo intero. Tranne a quelli del cattofilosofo Buttiglione.

Quando si dice i punti di vista.

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