Mi perseguita. Anticipa le mie mosse. Io vado. E lui arriva prima. Puntualmente. Così, io passo due giorni in Scandinavia. Copenhagen, per l'esattezza. E lui mi anticipa. Si, lui. Lui, il signor Silvio Berlusconi. Mi anticipa con la sua fama. Da imbecille. Che durante una delle tante inaugurazioni afferma di aver dovuto fare il play-boy per far riconoscere la città di Parma come sede dell'Autorità Alimentare Europea.
Per ottenere questo risultato ebbi a fare la corte alla presidente della Finlandia, e infatti quando si insegue un risultato si devono usare tutte le arti (...)
Faccio un salto in edicola. Inutile dire che la notizia è su tutti i giornali. Non capisco un'acca di ciò che scrivono, ma la cosa è sbattuta in prima pagina. E io, che continuo a ritenere che la presenza di un individuo come il Signor Silvio Berlusconi sia un insulto per l'intelligenza di (alcuni) Italiani, mi vergogno da matti e abbandono l'edicola. Prima che si accorgano di me.
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