L'altro giorno li vedo in tivvù. Documentario. Bianco e nero. Istituto Luce. Gli Italiani del ventennio. Tanti piccoli Italiani in bianco e nero, trotterellanti, inneggianti al Duce. Duce di qua, Duce di là, Credere, Obbedire, Combattere. E poi. Tante piccole Italiane, sempre in bianco e nero, che donano gioiose (per lo meno, lo sembrano, gioiose) all'adorato Duce gli unici oggetti di valore in loro possesso, le fedi matrimoniali. Si, proprio loro. Gli stessi piccoli Italiani e Italiane che qualche anno dopo sfigurarono il loro beniamino tra la folla scalpitante di un polveroso piazzale Loreto.
Ecco, gli stessi piccoli Italiani, in bianco e nero, li ho rivisti. Sono riapparsi, trotterellanti, il giorno del Referendum. Sono andati al mare, con loro famiglie, anch'esse in bianco o nero, fottendosene dell'impegno elettorale. O semplicemente se ne sono rimasti nelle proprie case, anche queste in bianco e nero, pur di non fare lo sforzo di fare un salto ai seggi.
E come è accaduto sessant'anni fa, anche questi Italiani, piccoletti, trotterelanti e in bianco e nero, si renderanno conto, prima o poi, dell'errore fatto. Della loro leggerezza. Di cosa si sono persi. Perchè noi Italiani, ci piaccia o no, siamo fattti così.
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