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Peek-a-boo.

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Stati Uniti. Una delle cose che più mi divertono quando sono dall’altra parte dell’Oceano è entrare nei Megastore Monotematici. Da noi è difficile trovarli. Quasi impossibile. No, un attimo. Da noi i Megastore ci sono, si. Ma sono multitematici per lo più. Negli US no. Monotematici. Unico prodotto o unica famiglia di prodotti. Così basta fare quattro passi (meglio: basta prendere l’auto e fare quattro miglia) e ti ritrovi dinanzi ad un megastore di:

- scatole (The Container Store), pazzesco, solo e soltanto scatole, nient’altro che scatole, di tutte le forme e dimensioni
- abbigliamento per scalate e sport estremi
- scarpe (versione texana: stivali da cow-boy e cow-girl)
- tutto per il bagno (Bath and Beyond)
- elettronica (Circuit City, CompUSA, Fry’s, eccetera, eccetera)
- materiale per l’ufficio (OfficeMax, eccetera)

E così via. Ora, preso dall’arrivo imminente, durante il mio ultimo viaggio in California entro, per la prima volta, in un megastore per l’infanzia. Mi sono sentito perso. Abituato ad iPod e Levi’s, mi sono ritrovato tra corridoi chilometrici di pannolini, biberon, culle e tutto questo genere di cose. Ho preso un pò di roba. A caso, per lo più. Salvo scoprire, arrivato a Milano, che non avevo la più pallida idea dell’uso degli oggetti acquistati.

Prendi il Peek-a-boo Rattle. Ora. Cos’è. Che è. Cosa diavolo è un Peek-a-boo Rattle. E soprattutto: cos’è il Peek-a-boo. Semplice. Eccone la definizione.

Def. Peek-a-boo. A game played with very young children in which you hide your face, especially with your hands, and then suddenly take your hands away saying “peek-a-boo”.

Insomma, è la versione americana dell’italico “buuuuu” o del “gheeeee”. Chiaro, no. Copri il tuo viso con le mani. Le apri. E gridi. Buuuuuuu. Insomma, ci siam capiti. Ecco. Gli americani fanno, sembrerebbe, “peek-a-booooo!”.

Ecco, questo mi fa semplicemente impazzire. Cosa griderà un papà russo al suo bimbo? E un peruviano? E un papà di Buenos Aires? E uno di Manchester? E uno di Tokio? E, senza andar troppo lontano, uno di Silvano Marina? Tutte domande che resteranno a lungo, me lo sento, senza risposta.

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